A scuola è Microsoft contro Google

Redmond sponsorizza una legge per abolire lo sfruttamento commerciale delle informazioni raccolte nelle reti scolastiche. Come farebbe Google Apps. Mountain View smentisce
Redmond sponsorizza una legge per abolire lo sfruttamento commerciale delle informazioni raccolte nelle reti scolastiche. Come farebbe Google Apps. Mountain View smentisce

Nello stato del Massachusetts un nuovo disegno di legge che fermerà lo sfruttamento commerciale di tutti i dati raccolti attraverso le reti informatiche delle scuole pubbliche statunitensi . Per la tutela della privacy degli studenti il gigante Microsoft ha sponsorizzato una proposta legislativa contro il redditizio business di Google.

“Crediamo che i dati appartenenti agli studenti non dovrebbero essere sfruttati per fini commerciali – ha spiegato alla stampa un portavoce di BigM – Quei fornitori di servizi cloud dovrebbero risultare assolutamente trasparenti nelle modalità di sfruttamento delle informazioni personali nelle scuole, richiedendo sempre un consenso informato”.

Nel mirino di Redmond c’è il pacchetto applicativo Google Apps for Education , una serie di servizi sulla nuvola – dalla posta elettronica all’archiviazione di file – dedicata alle esigenze scolastiche e universitarie. Alternativa agli strumenti di Office, la suite di BigG andrebbe a sfruttare le informazioni personali degli studenti per fini pubblicitari .

Dopo la campagna Scroogled , Microsoft è pronta a supportare l’adozione del disegno di legge per colpire quantomeno l’immagine del business di BigG. La tecnologia di Mountain View non sarebbe abbastanza rispettosa della privacy degli studenti, e non si limiterebbe a raccogliere informazioni per la fornitura di servizi personalizzati e dunque più vicini ai reali interessi dei singoli netizen.

Pur rifiutandosi di commentare il testo del nuovo disegno di legge, un portavoce della Grande G ha sottolineato come il pacchetto Apps for Education preveda la disattivazione di default delle pubblicità per gli studenti a stelle e strisce . Pronta la risposta dei vertici di Microsoft: la mancata visualizzazione delle pubblicità non esclude lo sfruttamento commerciale dei dati raccolti attraverso le postazioni desktop nelle scuole.

Mauro Vecchio

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08 03 2013
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