Accessibilità, si muove ISO

Chi produce software dovrà tenere conto sempre più delle linee guida e degli standard dell'infoinclusione. Punto Informatico intervista Roberto Scano dopo l'evento ISO di Venezia. Ecco come ci si sta muovendo

Roma – Standard, linee guida e progetti condivisi per lo sviluppo del software e dell’inclusione digitale dei portatori di disabilità: questi gli obiettivi del lungo lavoro di armonizzazione internazionale sull’ ergonomia del software , concetto centrale per l’accessibilità delle risorse informatiche. Su questi temi si sono confrontati a Venezia esperti nazionali ed internazionali, per dar vita alle norme ISO in materia. Per capire di più come tutto questo impatti sul mercato e sulle prospettive dello sviluppo del software abbiamo fatto il punto con Roberto Scano presidente di IWA/HWG e membro del gruppo di lavoro.

Punto Informatico: All’evento di Venezia c’erano diversi esperti internazionali in ergonomia del software, qual è l’obiettivo delle norme ISO sull’accessibilità?
Roberto Scano: L’ISO ha una serie di gruppi di lavoro che si occupano dell’ergonomia del software ed il gruppo di lavoro che si è riunito a Venezia si occupa principalmente dello sviluppo di norme dedicate all’ergonomia del software per le interfacce delle applicazioni – siano esse di applicazioni software, sistemi operativi, che interfacce delle applicazioni web-based. L’obiettivo di queste norme è quindi di fornire una serie di principi generali agli sviluppatori ed ai grandi produttori su come garantire l’accessibilità di tali interfacce a qualsiasi utente, indipendentemente dalle disabilità a cui è soggetto.

PI: Come possono “collaborare” le nuove indicazioni ISO con le future WCAG 2.0, le linee guida sull’accessibilità del W3C? Ci sono conflitti con gli standard americani in materia?
RS: Assolutamente no e per una serie di motivazioni. Innanzitutto come già detto in precedenza, le norme ISO contengono una serie di principi – ovvero non forniscono approfondimenti tecnici su come applicare un determinato principio. Questo significa, a titolo di esempio, che è fornita un’indicazione del tipo “garantire che le funzionalità siano indipendenti dal dispositivo di input”, senza entrare nelle tecniche di applicazione.
Va inoltre detto che all’interno di questo gruppo di lavoro vi è la presenza di tre esperti che operano anche nel WCAG Working Group: Gregg Vanderheiden, il sottoscritto e Luca Mascaro.
Per quanto riguarda invece la compatibilità con gli standard americani, anche questa è garantita dalla presenza di rappresentanti degli USA: importante quindi sono il contributo e l’esperienza di Gregg Vanderheiden e di Gregg Lowney (uno dei padri delle caratteristiche di accessibilità di MS DOS e Windows), risultate come essenziali per garantire una quasi totale compatibilità con lo standard ANSI HFES 200.2 che fornisce le medesime indicazioni per la normativa americana.

PI: Si parla molto di accessibilità ma gli strumenti informatici non sono spesso all’altezza. Ci sono portatori di disabilità, ad esempio, penso ai non vedenti in particolare, secondo cui solo nel mondo del software proprietario esistono soluzioni sufficienti a coprire le necessità di utilizzo di browser e altri software indispensabili. E’ vero? A tuo giudizio c’è sufficiente attenzione all’accessibilità nel mondo open source?
RS: Il problema sta proprio nel fatto che da tempo vo denunciando anche nei forum (non solo italiani): mentre nelle aziende “closed” vi sono delle policy aziendali per garantire l’accessibilità dei sistemi informatici, nel mondo “open” spesso non si è a conoscenza delle problematiche a cui possono incorrere degli utenti che utilizzano tecnologie assistive.

PI: Cosa intendi?
RS: Poniamo un semplicissimo caso di una finestra di dialogo in cui, ad esempio, l’ordine di tabulazione degli elementi non è corretto. Ciò causa all’utente l’impossibilità di compilare le informazioni richieste.
Altro esempio può essere legato alle barre degli strumenti (in cui spesso mancano etichette identificative), la mancanza di tasti di scelta rapida, l’uso di colori e caratteri non personalizzabili dall’utente, ecc. ecc.
Senza questa cultura di infoinclusione, nel nostro paese molti ottimi progetti open source avranno vita breve non solo nel settore della P.A. (in cui vige un obbligo per le interfacce web based ed un titolo di preferenzialità per quelle software) ma anche nel settore privato (con l’avvento delle nuove ISO sarà probabilmente avviata una sorta di “certificazione” delle applicazioni web…).

PI: E questo non creerà dei problemi? Le società di sviluppo software e gli sviluppatori indipendenti a tuo giudizio come risponderanno alle indicazioni ISO? Ne avete parlato?
RS: Il problema maggiore è innanzitutto di invitare i produttori di sistemi operativi al rispetto di tali principi e di fornire delle API per garantire agli sviluppatori di poter produrre applicazioni accessibili. Se uno sviluppatore utilizza le normali API per la generazione di testi, fornisce etichette identificative per le immagini, ecc. ecc. sicuramente avrà meno difficoltà nel sviluppare interfacce comunque accessibili all’utente con tecnologie assistive.
Queste norme non chiedono l’impossibile, ma chiedono chiaramente di garantire alcune caratteristiche di fruibilità, nonché di seguire un ragionamento logico quando si produce un’applicazione. Questo comunque già è fattibile in ambienti operativi come Microsoft Windows e sta migliorando i ambienti come Mac OSX e Linux che in questo settore però risentono della pioneristica iniziativa di accessibilità di Windows lanciata da Microsoft sin dalla versione 2.0 del suo sistema operativo.
Un ambiente cross-system che sta notevolmente migliorando sotto l’aspetto dell’accessibilità è Java.
Nei gruppi di lavoro ISO comunque vi sono larghe rappresentanze di esperti e di aziende del settore, oltre a realtà universitarie e di ricerca: a Venezia erano presenti realtà come Oracle, NEC, Oki, Fujitsu e la nazionale “Engineering SpA”.

Un'immagine dell'evento veneziano PI: Esiste un problema di costi aggiuntivi per chi sviluppa software accessibile rispetto a chi non si pone il problema? Sviluppare software accessibili significa essere più competitivi?
RS: Non esistono costi aggiuntivi, in quanto sviluppare applicazioni accessibili significa rispettare le API di sistema, senza inventarsi interfacce “fatte in casa”. Ove il programmatore comunque desideri crearsi le proprie interfacce, dovrà garantire pari funzionalità e pari accessibilità rispetto alle applicazioni che utilizzano le routine di sistema.
Chi sviluppa applicazioni accessibili “a tutti” ha certamente il vantaggio di contare su un bacino di utenza superiore, nonché su un bacino di utenza garantito (ove i concorrenti non investano anch’essi in tali caratteristiche).

PI: E’ stato detto che sarà necessario aggiornare i requisiti tecnici di cui alla Legge Stanca in seguito alle novità. C’è chi dice che non siano di facile consultazione e applicazione, che ne pensi?
RS: Certamente alla pubblicazione ufficiale delle ISO discusse a Venezia (previste per dicembre 2006) e delle WCAG 2.0 (auspicate per giugno 2006) dovrà essere aggiornato il decreto.
Posso concordare che l’attuale decreto contiene alcune problematiche che purtroppo sono legate all’applicazione delle attuali WCAG 1.0 (come richiesto dall’Unione Europea).
Il caso più classico è il requisito 15 che richiede di garantire l’utilizzabilità della pagina anche in mancanza di script, applet, oggetti di programmazione. Questo era possibile nel 1999, anno di emanazione delle WCAG 1.0, ma non oggi che quasi tutto è incentrato su applicazioni “web based” con largo uso di scripting.
E a chi replica dicendo che tale requisito – come successo per altri – era meglio toglierlo, replico dicendo che è un punto di controllo WCAG 1.0 di livello 1, che quindi dovrebbe essere garantito da tutte le web-application presenti nel mercato che si dichiarano conformi alla singola “A” o alla “Doppia-A”.

PI: La Legge Stanca si rivolge principalmente ai siti di interesse pubblico, a tuo giudizio come procede l’applicazione della normativa in Italia?
RS: Attualmente procede a rilento, forse anche a causa di “correnti di pensiero” che anziché promuovere l’applicazione della legge preferiscono scovarne i “buchi” in questo modo purtroppo fornendo delle pericolose scappatoie alle amministrazioni pubbliche.
Allo stesso tempo però si vedono sempre più spesso sia amministrazioni centrali che piccole amministrazioni con nuovi siti web di qualità altamente superiore e soprattutto accessibili, ovvero si inizia chiaramente a diffondere anche nella P.A. l’idea che chi non commissiona il sito accessibile oppure utilizza la scappatoia dello sviluppo interno per utilizzare soluzioni non a norma è certamente qualcuno che non fa l’interesse del cittadino.
Ricordiamoci comunque che delle scelte dei funzionari delle P.A. poi ne risponde politicamente l’amministrazione: un’amministrazione che “aggira” una legge non da un buon esempio al cittadino, ed un cittadino che si sente escluso da una pubblica amministrazione potrebbe sempre rivolgersi a realtà quali il difensore civico per veder risolto il problema legato al diritto d’accesso (che comunque verrà risolto entro 2 anni grazie all’art. 54 del Codice della PA digitale).

PI: Quali sono i prossimi passi previsti per ISO in questo campo?
RS: Ci sono molti documenti aperti, tra cui posso citare l’accessibilità degli “everyday products”. L’ISO (e i gruppi nazionali, come il gruppo di lavoro dell’UNI) lavorano molto su questo settore, proprio per garantire un punto di riferimento alle aziende e alle nazioni che desiderano recepire i principi ISO all’interno di norme nazionali.

a cura di Paolo De Andreis

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  • geek queer scrive:
    geekqueer.blogspot.com
    Da oggi esiste in Italia un blog per videogaymer in cui si parla di videogiochi gay.l'indirizzo è: www.geekqueer.blogspot.comspero sia utileGQ
  • Anonimo scrive:
    Anche i non eterosessuali...
    possono essere "bannati", voce del verbo "bannare".Io bannotu banniegli bannanoi banniamovoi bannateessi bannano.Tutti quanti.
  • lroby scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    - Scritto da: Anonimo

    allora ho giocato alla versione "alternativa"
    per

    qualche mese.. poi per caso ho potuto provare la

    versione UFFICIALE da un mio amico, wow..alla 2°

    volta che l'ho provato..ho comprato 2 copie del

    gioco (ci giochiamo io e mia moglie)
    Ma, scusa con tua moglie non hai niente di meglio
    da fare? :D ma 2° te.. con mia moglie...gioco solo a WOW ? :Dsenza contare tutti quelli che seguono il GF o la Defilippi.. meglio il WOW ;)==================================Modificato dall'autore il 14/02/2006 18.31.57
  • Anonimo scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?

    allora ho giocato alla versione "alternativa" per
    qualche mese.. poi per caso ho potuto provare la
    versione UFFICIALE da un mio amico, wow..alla 2°
    volta che l'ho provato..ho comprato 2 copie del
    gioco (ci giochiamo io e mia moglie)Ma, scusa con tua moglie non hai niente di meglio da fare? :D
  • Anonimo scrive:
    Re: Un gioco per gay?
    "Er dottore ha detto che semo tutti un po' froci.per esempio tu, quando scopi, fai dei gemiti?""Si""Ecco, allora po' esse che sei un ermafrocito con gemito."(Nino Manfredi)
  • Anonimo scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    Concordo pienamente!!!!Peccato che la realta' di WoW sia totalmente differente.Poi metti insieme cheating e farming???????????Tu sei uno di quelli che arrivato al 60 si ferma????Ma se il gioco inizia proprio al 60????I contenuti per le quest 40+ sono arrivati solo dopo un po' dall'uscita del gioco??? Vorrei ben vedere, e' inutile mettere istanze 60 quando il 90% dei giocatori sta ancora al livello 40!!!!!E poi ha senso paragonare EverQuest con WoW. Sono due giochi completamente differenti.Lo fai se non hai nulla da scrivere sulle pagine dei giornali.
  • pikappa scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo



    - Scritto da: Anonimo


    Tranquillo la maggior parte degli utenti gioca


    gratis! ;)

    Mi sa che ti sbagli

    Anche a me, 5 milioni sono quelli iscritti e
    paganti a wow, non credo ce ne siano altri 5
    milioni che giocano sui server gratuiti.Anche perchè di fatto server alternativi non ne esistono, a quanto so tutti quelli esistenti si basano su una versione "fuoriuscita" del server ufficiale, ormai vecchia, e cmq non in grado di garantire lo stesso livello di gioco del server ufficiale.Personalmente ho avuto modo di giocare per 15gg gratis, e il gioco mi è piaciuto, non mi sono abbonato per semplice mancanza di tempo da dedicare al gioco
  • Anonimo scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    - Scritto da: deltree
    - Scritto da: Anonimo

    Per la miseriaccia.

    :|

    Come sottolineato anche da GameDeveloper qualche
    mese fa, Tu la notte dormi o passi il tempo a giocare a giochi di ruolo online?
  • Anonimo scrive:
    Non ho capito
    indipendentemente dalla fesseria di bannare una gilda del genere, qual'era l'esigenza di crearla? per me creare una gilda gay, se tale era, equivale creare un qualcosa di chiuso in quanto "riservato a...".Secondo me creare una gilda gay è come creare una gilda in cui i gay sono esclusi, per me da vietare entrambe. Scusate l'esempio eccessivo, ma se si facesse una gilda di ariani tutti si risentirebbero, ma in fondo in fondo è la stessa cosa: individuare una comunità che non ha nulla a che fare col gioco.Spero di essermi spiegato: questo post non vuole affatto essere contro gay, lesbiche, transgender eccetera.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho capito
      Concordo. L'unica gilda che ha senso di esistere è quella dei "Vietato agli Homer"
    • Sgabbio scrive:
      Re: Non ho capito
      - Scritto da: Anonimo
      indipendentemente dalla fesseria di bannare una
      gilda del genere, qual'era l'esigenza di crearla?
      per me creare una gilda gay, se tale era,
      equivale creare un qualcosa di chiuso in quanto
      "riservato a...".
      Secondo me creare una gilda gay è come creare una
      gilda in cui i gay sono esclusi, per me da
      vietare entrambe. Scusate l'esempio eccessivo, ma
      se si facesse una gilda di ariani tutti si
      risentirebbero, ma in fondo in fondo è la stessa
      cosa: individuare una comunità che non ha nulla a
      che fare col gioco.
      Spero di essermi spiegato: questo post non vuole
      affatto essere contro gay, lesbiche, transgender
      eccetera."....si faceva un chiaro riferimento alla buona disposizione nei confronti di gay, lesbiche, bi-sex e transgender."Credo che quella glida non diceva niente nei confronti dell'omosessualità è altro in generale.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho capito
        i gay hanno la strana tendenza a crearsi ghetti tutti da soli.Sara' perche' fa trendy cosi', bho.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho capito
          SCEGLIERE di creare un posto in cui poter essere se stessi senza dover fare continuamente i conti con i soliti pregiudizi non è un ghetto. DanieleNB Il ghetto era il luogo in cui gli ebrei erano OBBLIGATI a vivere (non se lo sceglievano).
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho capito
      gay-friendly.. non ONLY-GAYla sostanziale differenza è che essendo gay-friendly ha un approccio amichevole con i gay, se fosse stata only gay allora avrebbe escluso i non-gay.poi cmq nn vedo cosa ci sarebbe di male nel farla solo-gay.. è una gilda di un gioco online non un gabinetto pubblico- Scritto da: Anonimo
      indipendentemente dalla fesseria di bannare una
      gilda del genere, qual'era l'esigenza di crearla?
      per me creare una gilda gay, se tale era,
      equivale creare un qualcosa di chiuso in quanto
      "riservato a...".
      Secondo me creare una gilda gay è come creare una
      gilda in cui i gay sono esclusi, per me da
      vietare entrambe. Scusate l'esempio eccessivo, ma
      se si facesse una gilda di ariani tutti si
      risentirebbero, ma in fondo in fondo è la stessa
      cosa: individuare una comunità che non ha nulla a
      che fare col gioco.
      Spero di essermi spiegato: questo post non vuole
      affatto essere contro gay, lesbiche, transgender
      eccetera.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho capito
        io sono davvero stanco di questa ottusità di una certa parte degli eteresessuali. Si tratta di ottusità a tutti i livelli, non solo per quel che riguarda il gioco online.Il concetto è semplice quindi penso che chiunque ce la possa fa...una gilda/locale/cena/pacs whatever gay non è un ghetto. E' un'opportunità in più per tutti, non una libertà in meno.Un ghetto è un posto in cui ti rinchiudono, non un posto in cui scegli di entrare per via di uno spirito di affinità o, nel caso in cui tu decida di essere gay, appartenenza.Perchè nun se decidemo a farla anche in Italia una gilda gay?Io sarò il primo iscritto...anzi mò che cce penso mi informo su come crearla io e bonanotte al secchio ;)Epidermide(blood elf warlock su crushridge)/Nerone(night elf druid su argent dawn)
  • Anonimo scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Tranquillo la maggior parte degli utenti gioca

    gratis! ;)
    Mi sa che ti sbagliAnche a me, 5 milioni sono quelli iscritti e paganti a wow, non credo ce ne siano altri 5 milioni che giocano sui server gratuiti.
  • Anonimo scrive:
    Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA
    - Scritto da: Anonimo
    e non perdete tempo in improbabili duelli saffici
    tra orchesse od omo-combattimenti tra elfi....
    la vita e' fuori! sveglia linari!Guarda: io tra famiglia e lavoro ho ben poco tempo per giocare (e comunque non gioco a WoW).Ma post come i tuoi sono veramente deprimenti e penosi.
    • Anonimo scrive:
      Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA
      - Scritto da: Anonimo
      - Scritto da: Anonimo

      e non perdete tempo in improbabili duelli
      saffici

      tra orchesse od omo-combattimenti tra elfi....

      la vita e' fuori! sveglia linari!

      Guarda: io tra famiglia e lavoro ho ben poco
      tempo per giocare (e comunque non gioco a WoW).

      Ma post come i tuoi sono veramente deprimenti e
      penosi.semplice,chiaro e conciso ...
  • Anonimo scrive:
    Re: Un gioco per gay?
    - Scritto da: Anonimo
    Scusate il titolo fuorviante ma lo vedo già come
    titolo sui giornali :D
    Se poi lo vedono i nostri ministri ci censurano
    pure questo :D Niente diritti per chi gioca a WOW, niente pensione, niente matrimonio, niente. :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Un gioco per gay?
      - Scritto da: Anonimo

      - Scritto da: Anonimo

      Scusate il titolo fuorviante ma lo vedo già come

      titolo sui giornali :D

      Se poi lo vedono i nostri ministri ci censurano

      pure questo :D

      Niente diritti per chi gioca a WOW, niente
      pensione, niente matrimonio, niente. :D Niente più PI, spero.
  • Anonimo scrive:
    Un gioco per gay?
    Scusate il titolo fuorviante ma lo vedo già come titolo sui giornali :D Se poi lo vedono i nostri ministri ci censurano pure questo :D
  • deltree scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    - Scritto da: Anonimo
    Per la miseriaccia.
    :|Come sottolineato anche da GameDeveloper qualche mese fa, di questi 5 milioni non tutti sono realmente attivi e una grossa fetta (più della metà) è quella del mercato asiatico che, a differenza di quello occidentale, gode di tariffe diverse e che non sono sotto il diretto controllo di Blizzard che mette a disposizione solo gli zoppicanti server. Il gioco è stato venduto in licenza a terzi che billano i clienti e li procacciano, in alcuni casi anche con abbonamenti flatrate su un vantaglio di titoli vastissimo, dove WOW, nonostante i numeri che fa in USA (in EU l'accoglenza è ancora freddina), è sicuramente un gioco di minoranza e che deve conquistarsi ancora un visibilità e una reputazione (specie in virtù del fatto che gli orientali, nonostante siano accaniti giocatori e consumatori, guardano molto anche la QOS che, da Blizzard, è ancora adesso gestito in maniera poco più che dilettantesca). Inoltre va sottolineato che così com'è WOW oggi (mediocre design client/server), costa cifre stratosferiche in termini di manutenzione e di gestione, anche per investigare sui numerosi cheater e botter che exploitano il gioco e il suo poco lungimirante design (oddio, secondo me il gioco è stato pensato per promuovere cheating, farming ed exploiting, a vantaggio dei power player). A parità di carico, ad esempio, un server di WOW costa quasi 10 volte in più di quanto costa a Sony mantenere un server Everquest (che al momento ha il migliore sistema di gestione/balancing delle infrastrutture e dei server esistente nello scenario dei MMOG).Non è un caso che i contenuti aggiuntivi veri e gli eventi sono arrivati solo a quasi un anno dal lancio e le quest per i livelli 40+ sono aumentate realmente solo negli ultimi mesi: prima si era in zona rossa nonostante i forti incassi. Ora sono ancora a rischio ma più moderato e possono iniziare ad investire sui contenuti. IMHO i problemi di QOS non li gestiranno (non lo fecero per Battle.net, perché dovrebbero farlo per WOW?), per il semplice fatto che l'anno prossimo ci sarà una contrazione degli utenti abbastanza spinta, anche contestualmente al fatto che, ormai, l'80% dei server di WOW sono "vecchi" composti ormai solo da personaggi endgame e la maggior parte dei "contenuti" per cui WOW viene venduto sono in realtà rilevanti solo la prima volta che lo giochi: per far arrivare a 60 il tuo secondo/terzo PG meglio perdere poco tempo a farmare oggetti che ti servono solo per 3-4 ore di gioco effettivo e che si trovano in istanze che richiedono altrettanto tempo solo per avere una remota possibilità di dropparle. Meglio perdere quel tempo a killare mob per passare in fretta di livello che perdere semplicemente tempo nelle innumerevoli attese e code di cui è costellato WOW.
  • Anonimo scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    - Scritto da: Anonimo
    Tranquillo la maggior parte degli utenti gioca
    gratis! ;)Mi sa che ti sbagli, la maggioranza delle gente paga, e comunque il servizio offerto dai server gratuiti non è neanche lontanamente paragonabile a quello dei server ufficiali.
  • Anonimo scrive:
    Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA
    - Scritto da: Anonimo
    e non perdete tempo in improbabili duelli saffici
    tra orchesse od omo-combattimenti tra elfi....Perche' no. e' un gioco, e' un passatempo.ognuno si diverte come gli pare.Se sono gia' sposato posso giocare a WoW o mi vuoi anche raccomandare di ciulare la moglie?A quando la ramanzina sul tempo da passare con i figli anzicche' abbandonarli con la TV "Che non e' una baby sitter, sveglia!" e le attenzioni agli anziani e soli genitori?Dai facciamoci male con le banalita' trite e ritrite.Cosi', lo chiedo giusto per capire fino a che livello pretendi di essere - non richiesto - il maestro altrui.
    la vita e' fuori! sveglia linari!Tu invece dormi invece di singhiozzare in giro le tue banalita'. Dove sia la vita lo sappiamo tutti, dove siano i troll che si credono gli unici ad aver capito il mondo, adesso pure.
  • Anonimo scrive:
    Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA

    la vita e' fuori! sveglia linari!Appunto! Fate come me e piazzatevi davanti al più vicino bar di lesbiche con un binocolo! Perdenti! ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA
      - Scritto da: Anonimo


      la vita e' fuori! sveglia linari!

      Appunto! Fate come me e piazzatevi davanti al più
      vicino bar di lesbiche con un binocolo! Perdenti!
      ;-)
      dove si trova questo lesbo-bar? speriamo non ci siano le finestre oscurate.... :p
  • Anonimo scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?

    Per la miseriaccia.
    :|La Blizzard si è fatta un nome nella storia dei videogiochi grazie a Diablo (soprattutto il primo, credo) e Warcraft (strategici in tempo reale). Si sono creati la loro nicchia di mercato un po' come Google... che partendo da piccola azienda è diventata una specie di multinazionale quotata in borsa :).
  • Anonimo scrive:
    Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA
    - Scritto da: Anonimo
    la vita e' fuori! sveglia linari!Svegliati tu, WoW non c'entra una fava con i linari.
  • Anonimo scrive:
    Re: 5 milioni?!!!?
    - Scritto da: Anonimo
    Per la miseriaccia.
    :|E pensa che è tutta gente pagante, con giochi tipo questo la piratiera non ci può fare niente.
    • Anonimo scrive:
      Re: 5 milioni?!!!?
      - Scritto da: Anonimo

      - Scritto da: Anonimo

      Per la miseriaccia.

      :|

      E pensa che è tutta gente pagante, con giochi
      tipo questo la piratiera non ci può fare niente.E ciò dimostra che se il tuo lavoro è buono e col marketing ci sai fare, gli utenti paganti li trovi... e come!Personalmente non ci ho mai giocato, ma qui in casa con me ci sono 2 ragazzi che ci giocano. E conosco una marea di gente che ci gioca... a 10 Euro al mese!bye
      • lroby scrive:
        Re: 5 milioni?!!!?
        conosco una marea di gente che ci gioca... a 10
        Euro al mese!allora ho giocato alla versione "alternativa" per qualche mese.. poi per caso ho potuto provare la versione UFFICIALE da un mio amico, wow..alla 2° volta che l'ho provato..ho comprato 2 copie del gioco (ci giochiamo io e mia moglie), abbiamo provato per un mese gratis il gioco e abbiamo deciso di fare 2 abbonamenti trimestrali (uno a testa) e paghiamo con CC alla fine riassumendo sono 10,7 euro iva compresa a testa al mese..ma nè vale proprio la pena.. è stupendo..
    • Anonimo scrive:
      40 mln. ?/ mese

      E pensa che è tutta gente pagante, con giochi
      tipo questo la piratiera non ci può fare niente.10 EUR al mese non sono pochi, si potrebbe dire... ma in fin dei conti giocandoci almeno 1h al giorno sono 30 centesimi al dì. Non è una cifra esagerata (e tutto sommato dubito che la gente ci si dedichi solo 1h al giorno...).Piuttosto, pensate alla miniera d'oro per la Blizzard. 5.000.000 di utenti a 10$/mese sono 50.000.000 di dollari al mese. Cioè circa 40 milioni di EUR. Al mese.Notevole, pur considerando le spese aziendali (manutenzione server, connettività, personale, locali, eccetera).
    • Anonimo scrive:
      Re: 5 milioni?!!!?
      Tranquillo la maggior parte degli utenti gioca gratis!   ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ragazzi, ditemi
    - Scritto da: Anonimo
    quando organizzate il primo gay pride di WoWIo sto pensando ad un nuovo culto che si incontra solo su WoW e paratica li le cerimonie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ragazzi, ditemi
      C'é gente che ha organizzato e celebrato il proprio matrimonio in Everquest e in Ultima Online. Sai che risparmio...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ragazzi, ditemi
        - Scritto da: Anonimo
        C'é gente che ha organizzato e celebrato il
        proprio matrimonio in Everquest e in Ultima
        Online. Sai che risparmio...Si ma la prima notte di nozze virtuale e' un po' deludente.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ragazzi, ditemi
          - Scritto da: Anonimo


          - Scritto da: Anonimo

          C'é gente che ha organizzato e celebrato il

          proprio matrimonio in Everquest e in Ultima

          Online. Sai che risparmio...

          Si ma la prima notte di nozze virtuale e' un po'
          deludente.Fate un po' tutti cagare.... eh?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ragazzi, ditemi

            Fate un po' tutti cagare.... eh?Organizzarla in UT o in Quake III fa cagare sì: i suoceri sono dietro a fraggarsi tutto il tempo e i testimoni si tengono cara la bandiera.Il prete é armato con uno shock rifle modalità Instagib per il primo che interrompe.
  • Anonimo scrive:
    Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA
    - Scritto da: Anonimo
    e non perdete tempo in improbabili duelli saffici
    tra orchesse od omo-combattimenti tra elfi....

    la vita e' fuori! sveglia linari! (troll2) (troll3)
  • Anonimo scrive:
    5 milioni?!!!?
    Per la miseriaccia. :|
  • Anonimo scrive:
    Re: TROVATEVI UNA RAGAZZA
    Wow gira solo su windows e Mac trollone
  • Anonimo scrive:
    TROVATEVI UNA RAGAZZA
    e non perdete tempo in improbabili duelli saffici tra orchesse od omo-combattimenti tra elfi....la vita e' fuori! sveglia linari!
  • Anonimo scrive:
    Ragazzi, ditemi
    quando organizzate il primo gay pride di WoW
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