Acer, un tocco economico per il Chromebook

Il produttore taiwanese offre un notebook Internet-dipendente con schermo multi-touch a prezzo abbordabile. Google e il suo Pixel hanno di che riflettere, mentre i Chromebook sono sempre più al centro della scena

Roma – Acer sta per commercializzare il Chromebook C720P, variante del precedente modello C720 che ha nello schermo multi-touch il tratto distintivo. Un Chromebook touch che per di più viene venduto a prezzo abbordabile, diversamente dal lussuoso gadget marchiato Google e noto come Chromebook Pixel .

c720p

Il Chromebook Pixel costava più di mille dollari, il nuovo Chromebook touch di Acer viene appena 299 dollari, 50 in più del modello senza touch: il processore Intel x86 è lo stesso (Celeron 2955U con microarchitettura Haswell a 22nm), la RAM saldata sulla motherboard è dimezzata (da 4 a 2 GB) mentre il disco interno a stato solido è capiente il doppio (32GB) e lo schermo da 11,6″ HD (1366×768 pixel) ha un aspetto lucido a causa dello strato di vetro necessario per gli input touch.

Disponibile a partire da dicembre sui negozi online (Amazon.com), Best Buy e sullo store telematico di Acer , il Chromebook C720P fornisce “i molti benefici” di un sistema touch nel fare uso dell’interfaccia del browser/sistema operativo Chrome. O almeno questo è quanto sostiene la corporation taiwanese nel presentare al mondo il suo nuovo gadget Internet-dipendente.

Il touch si fa strada sui sistemi portatili e le stime parlano di un 11 per cento di notebook venduti nel 2013 equipaggiati con uno schermo sensibile al tocco. Anche i Chromebook sono sulla bocca di tutti, al punto che Microsoft ha sentito la necessità di ingaggiare le starlette dei reality TV USA per parlar male dei thin client.

Chromebook fa rima soprattutto con connettività, e nuove possibilità di connessione per i thin client basati sul browser/OS arrivano dalla società di telefonia irlandese Cubic Telecom: il nuovo servizio permette agli utenti di avere sempre l’accesso (wireless) a Internet garantito anche nel passaggio da un’area di copertura all’altra con operatori differenti, in patria o all’estero. Cambiano le tariffe, però, anche se in misura “commisurata” a quelle nazionali.

Alfonso Maruccia

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