ACTA, conto alla rovescia

Attesa per il 4 luglio la decisione finale da parte del Parlamento d'Europa. Il trattato anti-contraffazione è stato bocciato anche nei Paesi Bassi e Australia. Mentre il MEP Marielle Gallo parla di terrorismo morbido
Attesa per il 4 luglio la decisione finale da parte del Parlamento d'Europa. Il trattato anti-contraffazione è stato bocciato anche nei Paesi Bassi e Australia. Mentre il MEP Marielle Gallo parla di terrorismo morbido

Ancora pochi giorni e i membri del Parlamento d’Europa sanciranno il destino del famigerato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Per dirla con le parole del pirata svedese Rick Falkvinge, tutti i cittadini comunitari potrebbero ritrovarsi invischiati per decenni tra le rigide maglie della proprietà intellettuale. O la tutela potenziata del copyright finirà temporaneamente nel cestino.

Continuerà infatti la battaglia annunciata dal commissario Karel De Gucht, come annunciato dopo il quarto parere negativo espresso dalla Commissione Commercio Internazionale (INTA) nello scorso 21 giugno. Il trattato globale anti-contraffazione potrebbe passare all’attenzione della Corte di Giustizia d’Europa, anche se bocciato in via definitiva da parte dei membri del Parlamento .

Attendendo l’imminente 4 luglio, gli attivisti de La Quadrature Du Net hanno chiesto a tutti i parlamentari di seguire le indicazioni già segnate dalle quattro commissioni (Giustizia, Sviluppo, Libertà Civili, Commercio Internazionale). I gruppi ALDE, Verdi e Socialdemocratici hanno già preso posizione contro ACTA, descrivendolo come una minaccia all’innovazione oltre che come un ostacolo ai principali diritti civili degli utenti europei.

Proprio sulle libertà fondamentali si è soffermato il governo dei Paesi Bassi, nelle motivazioni che hanno portato al rifiuto di ratificare il processo d’adozione nazionale del trattato. I promotori di ACTA dovrebbero infatti assicurare meglio che la tutela della proprietà intellettuale e industriale non vada a limitare i principi costituzionali garantiti ai cittadini olandesi .

E la lunga serie di no non coinvolge soltanto i paesi membri dell’Unione Europea. L’australiana Joint Standing Committee on Treaties – che da tempo conduce un’inchiesta di revisione su ACTA – ha ora sottolineato come il numero di nazioni favorevoli al trattato sia troppo esiguo per arrivare ad una effettiva implementazione globale . Lo stesso percorso di ACTA è stato definito “eccessivamente opaco”.

Una frenata piuttosto brusca. Sempre secondo i membri della commissione australiana, le misure presenti nel trattato non porterebbero ad un’analisi soddisfacente del loro stesso rapporto costi/benefici. In altre parole, la tutela offerta da ACTA alla proprietà intellettuale potrebbe generare dei costi sociali elevatissimi, in particolare per le limitazioni alle libertà fondamentali .

Diverso il discorso fatto sul sito actafacts.com : il trattato anti-contraffazione andrà a fomentare una crescita economica nell’ordine di miliardi di euro, con centinaia di migliaia di posti di lavoro in più . I parlamentari d’Europa non dovrebbero ignorare la realtà dei fatti, o – nelle parole di Marielle Gallo – subire una forma morbida di terrorismo psicologico sviluppata dall’opinione pubblica per terrorizzare i cittadini.

Mauro Vecchio

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03 07 2012
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