Quando nell’ottobre scorso OpenAI ha lanciato il suo browser ChatGPT Atlas ci siamo posti una domanda: potrà davvero farci abbandonare Chrome
? Ora abbiamo la risposta ed è un secco No
. Il progetto è stato chiuso e, ironia della sorte, Sam Altman e i suoi hanno scelto di puntare proprio sul software di Google per il futuro.
Addio ad Atlas, il browser di OpenAI
Le prospettive cambiano in fretta, nell’ambito dell’intelligenza artificiale, dove visioni e roadmap sono piegate al volere degli investitori e alla disperata necessità di monetizzare. E così, pochi mesi dopo aver tagliato il ramo secco di Sora, l’azienda ha deciso di fare lo stesso con l’app che avrebbe dovuto rivoluzionare il modo di navigare e di svolgere qualsiasi altra attività online.

L’annuncio dell’addio è nascosto in un lungo comunicato che conferma, tra le altre cose, la disponibilità generale dei nuovi modelli GPT-5.6. Ecco quanto si legge.
Inizieremo a dismettere il browser Atlas autonomo e condivideremo con gli utenti informazioni su come passare a ChatGPT.
Fa sorridere il fatto che OpenAI abbia scelto di puntare proprio su Chrome per favorire l’accesso a ChatGPT via browser: se non puoi batterli, unisciti a loro
.
Stiamo inoltre aggiornando la nostra estensione Chrome per rendere possibile l’uso di ChatGPT direttamente nella barra laterale di Chrome. Queste funzionalità si basano su ciò che abbiamo imparato da Atlas e dagli utenti che ci hanno aiutato a capire come gli strumenti agentici possano rendere più utile il lavoro basato sul browser.
Atlas è stato reso disponibile fino a oggi solo in versione macOS. Quella per Windows non è mai arrivata (e a questo punto, non arriverà mai).
Adesso ChatGPT ha un browser integrato
Ad ogni modo, ora l’app desktop di ChatGPT include un browser integrato che aiuta l’utente a trovare informazioni online e lo supporta nel flusso di lavoro. Si interfaccia con Google Workspace e Microsoft 365 per l’elaborazione dei file, senza dover passare da altri software.

C’è poi una funzionalità inedita chiamata Uso del computer che permette al chatbot di usare il tuo computer per eseguire attività in background, ad esempio facendo clic, digitando e spostando contenuti dove serve. È una novità in linea con la visione legata agli agenti AI.