Addio OnePlus? C'è la smentita ufficiale

Addio OnePlus? C'è la smentita ufficiale

OnePlus non chiuderà i battenti: smentite le voci di corridoio sull'addio al brand, business confermato in India e negli Stati Uniti.
Addio OnePlus? C'è la smentita ufficiale
OnePlus non chiuderà i battenti: smentite le voci di corridoio sull'addio al brand, business confermato in India e negli Stati Uniti.

Il destino di OnePlus non è in discussione. Arrivano le prime smentite ufficiali alle voci di corridoio che vorrebbero la parent company OPPO (dal 2021) intenzionata ad abbandonare il marchio. Robin Liu, CEO della divisione indiana, è intervenuto su X per affermare che si tratta di dichiarazioni false e che il business nel paese proseguirà come sempre. Ha fatto lo stesso quella nordamericana, con un comunicato affidato al sito Android Authority.

Smentito l’addio al brand OnePlus

Si attendono chiarimenti in merito alle operazioni negli altri territori, a partire dall’Europa. Perché il brand dovrebbe uscire dal mercato smartphone in cui nell’ultimo decennio ha saputo dire la propria, introducendo il concetto di flagship killer?

Stando al rumor, riportato per primo da Android Headlines sulla base di informazioni ottenute da diverse fonti, le ragioni sarebbero da ricercare nel calo delle vendite e in una concorrenza sempre più spietata nella fascia di riferimento che già avrebbero causato la cancellazione di alcuni modelli.

All’inizio dell’anno, OPPO avrebbe dato il via all’operazione necessaria per assorbire il brand realme, come parte di una riorganizzazione più ampia che potrebbe arrivare a interessare anche OnePlus.

La concorrenza nell’ambito degli smartphone è spietata, su questo non ci sono dubbi. L’ultimo marchio a farne le spese in ordine di tempo è ASUS, che proprio nei giorni scorsi ha annunciato lo stop alla realizzazione di nuovi modelli, non escludendo però l’ipotesi di un ritorno. Un destino simile è toccato a HTC e LG solo per fare due esempi.

Gli ultimi dispositivi presentati da OnePlus sono OnePlus 15R, Pad Go 2 e Watch Lite, risalenti a dicembre. La scorsa settimana di è parlato dell’azienda in relazione al mandato di arresto emesso a Taiwan nei confronti di Pete Lau, cofondatore e CEO. L’accusa è quella di aver assunto oltre 70 ingegneri locali senza la necessaria autorizzazione del governo.

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Pubblicato il
21 gen 2026
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