Dopo oltre 25 anni di onorata attività, Animate sarà abbandonato al suo destino. Adobe ha deciso di interrompere il supporto al software per l’animazione 2D, comunicandolo con una modalità che a molti non è piaciuta: con l’evoluzione delle tecnologie, emergono nuove piattaforme e paradigmi che soddisfano meglio le esigenze degli utenti
. Tradotto: stiamo investendo pesantemente sull’AI, dobbiamo tagliare i rami secchi, adeguatevi.
Addio imminente ad Adobe Animate
Animate non è però un ramo secco, almeno per chi lo utilizza quotidianamente. Non è un caso se sono immediatamente comparse discussioni che invitano l’azienda a ripensarci o quantomeno a renderlo open source (spoiler: non succederà).
Il software non sarà più proposto sul sito ufficiale a partire dall’1 marzo 2026. Da quel momento, gli utenti avranno un anno di tempo per scaricare i loro contenuti (FLA, XFL e altri), per i clienti enterprise il periodo sarà invece di tre anni. Poi tutto sarà eliminato.
L’alternativa non c’è, usate l’AI
È la stessa Adobe ad ammettere che al momento non ha pronta una vera e propria alternativa: I clienti con un piano Creative Cloud Pro possono utilizzare altre app Adobe per sostituire parti delle funzionalità di Animate
. La società consiglia di affidarsi ad alcuni strumenti di After Effects e ad altri di Express, ma per chi da sempre utilizza Animate è un disagio non da poco, soprattutto considerando il poco preavviso.
Leggendo post e commenti, c’è chi suggerisce di prendere in considerazione il passaggio a soluzioni di terze parti come Moho Animation e Toon Boom Harmony.
La notizia ha un impatto diretto sugli utenti di Adobe Animate, ma al tempo stesso è una conferma di un trend: le aziende che stanno investendo pesantemente sull’intelligenza artificiale sono sempre meno disposte ad andare incontro alle esigenze dei loro utenti, anche quelli di lunga data. Non c’è più la volontà di creare qualcosa che soddisfi un’esigenza, al contrario si punta a imporre strumenti in base ai quali adattare le proprie necessità.
È una buona strategia di lungo termine?
È comunque un’arma a doppio taglio e le software house stanno iniziando a rendersene conto. Non è un caso se, nel giro di pochi giorni, due nomi importanti come Microsoft e Mozilla hanno annunciato di concedere una maggiore libertà d’azione per quanto riguarda Windows e Firefox, lasciando che siano gli utenti a decidere se affidarsi all’AI oppure farne a meno.