Adobe ci ha ripensato: Animate non sarà più abbandonato. Dietrofront nel giro di 24 ore, dopo l’annuncio di ieri che comunicava l’addio al software per l’animazione 2D. Non rientrava più nei piani del gruppo, ormai quasi totalmente assorbiti dai progetti legati all’intelligenza artificiale. Come abbiamo scritto nel nostro articolo, gli utenti si sono fatti subito sentire, hanno protestato, hanno chiesto che il programma potesse continuare a esistere, magari con il rilascio del codice in modalità open source. Sono stati ascoltati.
Adobe Animate non sarà abbandonato
Lo conferma un breve messaggio pubblicato sulle pagine del supporto ufficiale. Animate entra nella Maintenance Mode, per tutti coloro che lo utilizzano. Significa che continuerà a ricevere aggiornamenti per la sicurezza e la correzione dei bug riscontrati, ma non saranno più introdotte nuove funzionalità.
Non interromperemo né rimuoveremo l’accesso ad Adobe Animate. Animate continuerà a essere disponibile sia per i clienti attuali che per i nuovi clienti e faremo in modo che continuiate ad avere accesso ai vostri contenuti. Non esiste più una scadenza o una data entro la quale Animate non sarà più disponibile. Queste sono modifiche rispetto a quanto comunicato nella nostra email originale.
Nessun limite o scadenza per i contenuti. Continueranno a essere disponibili e non saranno eliminati a partire dal 2027, come invece comunicato ieri.
Gli utenti si stanno facendo ascoltare
Quanto appena accaduto con Adobe Animate è l’ennesimo episodio che in pochi giorni sembra testimoniare un cambio di atteggiamento delle Big Tech nei confronti degli utenti. E di mezzo c’è sempre l’AI. È successo qualcosa di non troppo diverso con Microsoft, che ha promesso di ripulire Windows 11 da tutte quelle funzionalità (Copilot ecc.) integrate forzatamente, suscitando il malcontento di molti. Vale anche per Mozilla, che ha annunciato l’arrivo di un pulsante in Firefox per disattivare tutte le caratteristiche di intelligenza artificiale del browser.
Se due indizi fanno una prova, tre costituiscono quasi una certezza. Forse, gli addetti ai lavori iniziano a intravedere all’orizzonte il possibile scoppio della bolla AI che qualcuno ha previsto tempo fa. Meglio agire in anticipo, meglio restituire agli utenti una certa libertà di scelta prima che sia troppo tardi, prima di perdere irrimediabilmente la loro fiducia.