Adobe lancia ColdFusion 8

L'azienda aggiorna il proprio ambiente di sviluppo per siti web dinamici e web application aggiungendovi un più esteso supporto ad AJAX e ai documenti PDF, e una più stretta integrazione con la piattaforma MS.NET

San Jose (USA) – Adobe ha lanciato sul mercato ColdFusion 8, nuova major release del proprio ambiente di sviluppo per applicazioni Internet e siti web. Questa release migliora l’integrazione con la piattaforma MS.NET ed estende il supporto alle altre tecnologie di Adobe, quali Flex, Adobe Integrated Runtime (AIR) e Adobe LiveCycle.

ColdFusion 8 permette agli sviluppatori di richiamare oggetti MS.NET direttamente dall’interno del codice scritto con ColdFusion, ed utilizzarli insieme a componenti AJAX e Flex.

“I clienti non hanno più bisogno di fare una drastica scelta di campo quando sviluppano applicazioni per Internet”, ha affermato Tim Buntel, senior product marketing manager di Adobe. “Con ColdFusion 8 possono sfruttare le peculiarità di entrambe le piattaforme di sviluppo”.

La nuova versione di ColdFusion aggiunge nuovi controlli lato server con i quali monitorare il comportamento e le performance delle applicazioni; funzionalità che permettono alle applicazioni di generare documenti e form PDF e interagire con essi; una migliore integrazione con i server Echange; e un debugger interattivo sotto forma di plug-in per Eclipse.

Il prezzo statunitense della suite è pari a 1.299 dollari. La versione italiana sarà annunciata nei prossimi mesi.

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  • nomecognome scrive:
    ottimo per chi ha USB HD esterni
    chi ha comprato un guscio esterno per hard disk sarà contentissimo di sapere questo... magari avendo un suo archivio fatto di hard disk... :-/
  • Lorenzo Canapicchi scrive:
    Mah...
    Sinceramente io tutta sta differenza abissale tra quando avevo i dischi PATA ad adesso che ho dischi SATA non la vedo, per contro cosi' facendo si e' costretti a buttare via HD ottimi e pure capienti, ho 2 WD da 250 Gb ad 1 da 120 praticamente inutilizzati in un cassetto e sono stato costretto a ricomprare dischi SATA nuovi.
  • anonimo scrive:
    vecchio
    bisogna però che il "vecchio" sia veramente vecchio, cosa non del tutto scontata per PATA.
    • desmo77 scrive:
      Re: vecchio
      - Scritto da: anonimo
      bisogna però che il "vecchio" sia veramente
      vecchio, cosa non del tutto scontata per
      PATA.l'interfaccia SATA attualmente non offre un incremento di prestazioni tale da rendere udma 133 obsoleto al punto da smettere di produrlo,basta fare come per la RAM ossia,una 1 GB di DDR 400 costa parecchio di più di un GB di DDR2 667,se la scheda madre è vecchiotta,basta già il risparmio su 2 GB di RAM DDR2 su 2 GB di DDR per pagare mezza mother board! potrebbero fare la stessa cosa con i dischi PATA produrne sempre meno,in modo che il prezzo salga scoraggiando l'acquisto della vecchia tecnologia,ma consentendo l'acquisto a chi ha necessariamente bisogno di un hard disk PATA!il vero limite dei dischi fissi sono i tempi di accesso,così come lo sono l'inerzia delle parti meccaniche,quindi ha poco senso un'interfaccia che consente trasferimenti che tanto non avremo mai o perlomeno non avremo prima di 10 anni,quando oramai i dischi fissi saranno tutti su memorie flasha breve dovrò cambiare l'hard disk,ne comprerò uno SATA ma non mi aspetto nessun reale aumento di prestazioni
  • pippo santoanast aso scrive:
    E chi ci crede??
    Con le centinaia di migliaia di PC installati, compreso i server, che hanno interfaccia Parallel ATA (Raid compresi), mi pare un autogol.Scommettiamo che rimandano la cessazione della produzione?!?
    • San Luciano Moggi scrive:
      Re: E chi ci crede??
      - Scritto da: pippo santoanast aso
      Con le centinaia di migliaia di PC installati,
      compreso i server, che hanno interfaccia Parallel
      ATA (Raid compresi), mi pare un
      autogol.
      Scommettiamo che rimandano la cessazione della
      produzione?!?E aggiungiamoci, per fare buon peso, praticamente TUTTI i dischi esterni USB e Firewire, che montano all'interno dischi EIDE, e anche i box vuoti da completare con il disco che si vuole, anch'essi con interfaccia EIDE.
    • Maurizio scrive:
      Re: E chi ci crede??
      Se ragioniamo in questi termini allora terremo per sempre tecnologie vecchie di 50 anni solo perché "qualcuno le usa ancora"...Purtroppo prima o poi quando si parla di tecnologia bisogna per forza abbandonare il vecchio se si vuole davvero andare avanti.Lo stesso ragionamento viene seguito dai produttori di schede madri che piano piano stanno eliminando i connettori PATA a vantaggio di soli connettori SATA.E poi... esistono sempre i convertitori.
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