ADSL? Il problema non è la copertura, è la banda

Ne parla un lettore ed utente Internet che beneficia dell'ADSL ma, dice, a velocità ridicole. Ciò che va chiesto, sostiene, non è solo l'aumento della copertura ma la qualità delle connessioni

Roma – Voglio proporre un tema di discussione: il problema della banda minima garantita. Anti Digital Divide sta conducendo una degna campagna perché a tutti sia consentito di accedere alla banda larga, ma il vero problema è quello del monopolio Telecom e della mancanza di una banda minima garantita.

Il monopolista non fa investimenti, molti nei newsgroups (pur raggiunti dalla banda larga e utenti di linee ADSL fino a 20 MEGA) lamentano grossi disservizi e navigano a velocità infinitamente inferiori. Io stesso l’anno scorso ho vissuto con TIN 3 mesi di connettività ridicola (velocità dalle 14 alle 24 fino a un massimo di 6-8 KB/sec). Per cui portare la banda larga su doppino telefonico a tutti senza adeguare le strutture di connessione dalle centrali fino alle grandi dorsali mi pare veramente utopistico: è inutile avere tutti l’ADSL e viaggiare come se avessimo ancora il modem a 56 k. Problema ancora maggiore per i vari Tele 2 Infostrada Tiscali in wholesale. Per cui la vera battaglia mi sembra quella non di portare l’ADSL a tutti ma garantire a tutti noi (che paghiamo un abbonamento mensile salato rispetto al resto dell’Europa) una Banda Minima Garantita decente sotto la quale l’operatore è obbligato a pagare una penale.

Non capisco perché il cliente debba essere sempre puntuale nei pagamenti pena distacco della portante e l’operatore non abbia alcun obbligo: contratti con bande minime ridicole, call center che ti maltrattano, tecnici che ti rispondono che se navighi lento è colpa del tuo PC pieno di virus e spyware o ti attaccano il telefono in faccia.

La vera battaglia mi pare quella che garantisca i diritti degli utenti di pagare per un servizio adeguato e che obblighi gli operatori ad assumersi le proprie responsabilità. Altrimenti saremo tutti con l’ADSL, ma non andremo da nessuna parte perchè non potremo navigare nè potremo protestare.

Voi comprereste una macchina da 30mila euro senza garanzia e con il libretto che dice di non andare forte perché si potrebbe rompere il motore o potrebbero non funzionare i freni?

Un saluto.
Amos Dr Belvisi
(Grosseto)

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  • AzrAEeL scrive:
    Chiedi aiuto al GRILLO e/o al TRAVAGLIO!
    Sono sicuro che se sottoponi il caso all'attenzione di Super Beppe o del mitico Marco Travaglio una qualche forma di sostegno arrivera' prontamente...Tentare non nuoce.In bocca al lupo, prof. (:})
  • federico scrive:
    forse loro dovrebbero pagare noi
    certo che la siae piu' va avanti e piu diventa uno schifo totale, e non credo neanche che il minimo 10% sia devoluto per l'arte o artisti di tutti i soldi che vengono "rubati" dalla siae dato che l'italia e' il paese che meno finanzia l'arte
  • danieleMM scrive:
    Gli eredi lo sanno?
    mi chiedo se questi "fantomatici eredi" degli artisti a cui è stata lesa la morale sappiano qualcosa di quanto successose non leggono riviste online specializzate potrebbero non saperne nulla, in televisione non se n'è parlatoe sinceramente dubito che i soldi di questa (queste?) multa andranno a loro...mi piacerebbe sentir loro cosa ne pensano...
  • Anonimo scrive:
    Inopportuno
    Uno che fa' l'insegnante ha l'obbligo di conoscere e applicare le Leggi, come gli altri.Dovrabbe anche possedere il senso del pudore e cogliere l'inopportunità dei pei propri reclami.La legge è chiara e chi dovrebbe esercitare un ruolo da guida nella società si comporta peggio degli adolescenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Inopportuno
      - Scritto da:
      Dovrabbe anche possedere il senso del pudore e
      cogliere l'inopportunità dei pei propri
      reclami.Purtroppo non tutti ne sono dotati.
  • alfridus scrive:
    C'è già un'iniziativa concreta...
    ...eccola:http://www.anitel.it/petizione/index.php
  • Anonimo scrive:
    risolvere il problema camorra con siae
    mi è venuta un'idea... per risolvere i problemi di camorralegalizziamola!! Si una volta legalizzata la camorra sarà a tutti gli effetti come la SIAE e quindi non avrà più bisogno di uccidere per estorcere il denaro....sarà semplicemente legalizzata dallo stato anche lei nella sua 'nobile' attività di tutela del cittadino...
    • Anonimo scrive:
      Re: risolvere il problema camorra con si
      - Scritto da:
      mi è venuta un'idea... per risolvere i problemi
      di
      camorra

      legalizziamola!! Si una volta legalizzata la
      camorra sarà a tutti gli effetti come la SIAE e
      quindi non avrà più bisogno di uccidere per
      estorcere il
      denaro....

      sarà semplicemente legalizzata dallo stato anche
      lei nella sua 'nobile' attività di tutela del
      cittadino...Magari la SIAE viola il territorio della camorra ede è facile immaginare come andrà a finire. Bagnetti nell'acido, cappottini di legno e scarpette di cemento ... :D
  • MandarX scrive:
    sono con te fratello!
    scusa la confidenza ma ti quoto in tutto.cosa posso fare di pratico per aiutarti?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 febbraio 2007 11.30-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    ELENCO AUTORI ISCRITTI ALLA SIAE
    Navigando nel sito della SIAE, gli unici elenchi contenenti i nominativi degli autori iscritti sembrano questi due:http://www.siae.it/documents/olafav_utilizzatori_ElencoArtistiTutelati.pdfehttp://www.siae.it/documents/olaf_lett_utilizzatori_ElencoAssociati.pdfMa non vedo personaggi come Mogol o Dalla...Se la SIAE mi richiede una *TASSA* per tutelare i diritti di un qualche autore, come faccio a verificare che tale autore sia effettivamente iscritto alla SIAE? Non dovrebbe essere reso pubblico l'elenco *COMPLETO* degli autori iscritti alla SIAE? In caso contrario potrebbe richiedermi dei soldi per tutelare i diritti di un 'pinco pallo' qualsiasi che non esiste o che non è iscritto alla SIAE... O no?
    • Anonimo scrive:
      Re: ELENCO AUTORI ISCRITTI ALLA SIAE
      ma poi, ci sono nomi come ALIS AINA che sono nomi comuni(non in italia, ma all'estero si.. aina nei territori slavi, e alis come diminutivo di alister) quindi che senso ha proteggere dei nomi che CHIUNQUE puo' assumere?se faccio un disco a nome AINA(essendo nome comune lo posso fare) vengo tutelato anche se non mi sono mai scritto alla siae, solo perche' il mio nome compare? oppure, uno cerca il mio nome, lo trova, sfrotunatamente esso si riferisce ad un'altra aina, e questo e' inibito da un fatto che non sussiste, ovvero che io sia iscritto alla siae quando non e' vero.
  • Anonimo scrive:
    CHIUDERE LA SIAE
    La siae va chiusa, devono andare a lavorare (in miniera) invece di scocciare biblioteche, musei e docenti
    • Anonimo scrive:
      Re: CHIUDERE LA SIAE
      - Scritto da:
      La siae va chiusa, devono andare a lavorare (in
      miniera) invece di scocciare biblioteche, musei e
      docenti Antico proverbio contadino: Li hai mai visti gli zingari mietere il grano? .......E mai li vedrai
    • Anonimo scrive:
      Re: CHIUDERE LA SIAE
      Per quanto può servire... http://www.petitiononline.com/siae/petition.html:|
  • Anonimo scrive:
    Homolaicus.com è CC, però...
    ...a parte che usano una versione vecchia (2.0, ora c'è la 2.5), visto che è un sito per la cultura non si capisce perché non debbano essere autorizzate le opere derivate (integrazioni degli studenti, ricerche, ecc).Licenza utilizzata ora: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/Licenza suggerita: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/Marco Ravich
  • MissMarple scrive:
    Propongo una sottoscrizione...
    ... a favore del professor Galavotti nell'ipotesi, che stimo purtroppo non remota, che la SIAE gli richieda il pagamento della gabella.Magari P.I. potrebbe avvertire tutti destinatari della newsletter dell'applicazione della sanzione e, a parte il sostegno economico da versare su un c/c che il prof. Galavotti ci vorrà indicare, propongo di indirizzare mail di protesta alla SIAE: che almeno sappia a quanta gente è riuscita a togliere uno spazio culturale aperto, non legato con lacci e lacciuoli ad alcun carrozzone economico-politico. Forza, prof. Siamo tutti con te!!!Miss Marple
    • alfridus scrive:
      Re: Propongo una sottoscrizione...
      Guarda qui:http://www.anitel.it/petizione/index.php
    • Anonimo scrive:
      Re: Propongo una sottoscrizione...
      - Scritto da: MissMarple
      ... a favore del professor Galavotti
      nell'ipotesi, che stimo purtroppo non remota, che
      la SIAE gli richieda il pagamento della
      gabella.assolutamente NO.NON VOGLIO CHE I MIEI SOLDI VADANO ALLA SIAE.Se la siae, che ha appena iniziato a rastrellare soldi su internet vede di avere vita facile non la finira' piu'.la sottoscrizione piuttosto ad un fondo di difesa, assieme anche ad associazioni di difesa del consumatore. Difendiamoci e rispondiamo per le rimeNon cediamo a quella cricca paramafiosa
  • Anonimo scrive:
    Logo SIAE
    Ma chi ha inventato il logo SIAE riscuote i diritti per ogni bollino prodotto? (rotfl)
  • Anonimo scrive:
    Ma anche se non fosse per scopo di lucro
    3. Al comma 2 dell'art. 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, dopo la lettera a) e' inserita la seguente:"a-bis) in violazione dell'art. 16, per trarne profitto , comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta dal diritto d'autore, o parte di essa;". Grazie Ministro Urbani.
  • Anonimo scrive:
    mi è venuta un'idea
    mi è venuta un'idea... per risolvere i problemi di camorralegalizziamola!! Si una volta legalizzata la camorra sarà a tutti gli effetti come la SIAE e quindi non avrà più bisogno di uccidere per estorcere il denaro....sarà semplicemente legalizzata dallo stato anche lei nella sua 'nobile' attività di tutela del cittadino...
  • Anonimo scrive:
    obiettività, congruità, equità.
    Se leggiamo bene le argomentazioni apparse ieri, si capisce benissimo come il tutto sia unicamente basato su una questione di 'interpretazioni'.Interpretazioni fatte -ci mancherebbe, è il ruolo dell'interlocutore- 'pro domo sua'. Interpretazioni però tirate e un po' viziate dalla tensione di voler a tutti costi dimostrare come vera e valida una tesi.Ma quando le cose non sono adamantine come in questo caso ed occorre 'interpretarle', bisogna avere l'estrema garanzia che l'interpretazione risponda a determinati requisiti.Primo fra tutti l'obiettività, in secondo luogo di congruità, in terzo luogo l'equità.Partiamo dalla congruità. Come si fa a paragonare e classificare come commerciale la pubblicità ragrannellata da un piccolo sito privato con quella di emittenti televisive, per giunta nazionali, con evidente scopo di lucro?Chiunque comprende come sia un paragone tirato, quantomeno sproporzionato.Poi, diciamocelo -e chi cura il sito in questione non ne abbia a male-, stiamo parlando di un sito 'sconosciuto ai più'. Io, di homolaicus, in verità ne ho sentito parlare solo in virtù di questo baillamme.Il fatto interessante è questo tentativo di giustificazione dell'intervento SIAE paragonando il piccolo sito privato in questione con emittenti TV -addirittura a caratura nazionale e non locale- sottintendendo, a mio avviso, in maniera impropria un paragone per diffusione e platea.D'accordo che nel mondo gli utenti di internet saranno molti di più degli utenti di Canale 5, ma andrebbe dimostrato ad esempio, come tutti gli utenti di internet anelino, sperino e bramino di catapultarsi sul sito in oggetto.Questione obiettività. Vuoi che Autori come un Kandinskj, un van Gogh o altri trapassati siano ancora autori iscritti? "No, ci saranno gli eredi, uno straccio di fondazione", qualcuno potrebbe obiettare, a giustificazione di un intervento di tutela Siae. Si, ma -in primo luogo- per quanto? Di sicuro, non per sempre. Si parla quindi di diritti intellettuali di tipo morale che perdurano nel tempo sull'opera al di là dell'esistenza in vita dell'autore. Il sito però dell'opera proponeva solo delle fotografie, delle rappresentazioni, ma non metteva le opere stesse a disposizione, facendo anche indirettamente e direttamente pubblicità all'opera stessa. Quindi, va da sè, conferendole addirittura del plus/valore. Questo a prescindere dal fatto che il sito homolaicus sia conosciuto o meno ai più. Il solo parlarne, soprattutto -ma non esclusivamente- perchè con fini educativi, conferisce all'opera e all'autore un valore. Che, a questo punto, va quantificato, visto il 'vaso di pandora' scoperchiato dall'OLAF/Siae.Parlando ancora del tempo, tempo fa (scusate il gioco di parole) mi pare proprio su Punto informatico -ma se mi sbaglio, mi scuso-, vi era un articolo interessante su come negli USA, paese leader e precursore del blocco occidentale, la disciplina della tutela dei diritti intellettuali sia stata modificata artatamente nel tempo, a seconda dei bisogni. Si badi bene, non secondo principi di equità che dovrebbero sottendere alla promulgazione di una norma.Un po' come dire, ieri, i diritti intelletuali non li tutelavamo perchè eravamo in difetto di prodotti, opera e idee (prodotti pensati magari da altri - e non era il caso di corrispondere ai creativi/inventori, risorse da impiegarsi altrimenti), oggi, li tuteliamo per 25 anni (perchè ci scopriamo avere una certa qual capacità nell'inventare), un domani, li tuteliamo per 75 anni (perchè siamo i più bravi produttori di idee del mondo). Sembra serio? La risposta, a scanso di equivoci, è no.Infine la questione dell'equità. Per parlare di questo, torno sulla pubblicità del salumificio tal dei tali di cui il sito dsi fregia.Siamo così sicuri del lucro o del profitto perseguito?Tenìamo ben presente che stiano pur sempre parlando di un sito amatoriale (ma questo non è esimente), chiaramente ad accesso libero, con finalità didattico-divulgative. Non è certo un asta che mette in vendita le opere (da qui il profitto, che diviene base imponibile per l'esazione delle royalties).Quando a scuola, ma anche per strada o ad un corso di educazione permanente, ci insegnano o trattano di musica, di cinematografia, di fotografia, di storia o di storia dell'arte parlandoci di questa o quell'opera o di questo o quell'autore cosa stanno facendo? Violando qualche copyright, anzi no, qualche royalties? Sicuramente si parla di royalties.Però, se consideriamo le royalties dovute, è altrettanto lecito pensare che, solo in virtù del fatto che di un autore se ne parli e che un'opera ci venga presentata, viene dato un certo qual grado di lustro, di pubblicità, a quell'opera ed all'autore oggetto di discussione.E non è forse lecito pensare che il valore di tale pubblicità quantomeno bilanci, se non addirittura lo superi, il valore delle royalties eventualmente dovute da questo o quell'insegnante, da questo o quel sito internet?A questo punto, al più, a mio avviso - ma chiunque lo comprenderebbe, la Siae dovrebbe intervenire (con i dovuti accorgimenti del caso, normati, chiaramente definiti e non lasciati ad interpretazioni estemporanee) su di un ipotetica richiesta di costo del biglietto, di una 'fee' d'accesso alla scuola, al corso, al sito che ecceda i costi di produzione. Si badi bene, si parla di quota di accesso (laddove l'utenta paga per ottenere l'accesso ai contenuti ed alle informazioni) ma semprechè il valore delle royalties dovute sia superiore ai vantaggi della pubblicità data all'opera di cui si tratta. Calcolo che non può e non deve contemplare gli eventuali introiti pubblicitari (o, peggio, sponsorizzazioni). Queste, laddove sussistano, infatti si presentano più con finalità contenitive dei costi di realizzazione e di produzione che di lucro o profitto personale. Pubblicità che, pur essendo a sfondo commerciale però sono raccolte in capacità dell'autore del sito (non dell'opera di cui il sito parla). A meno che non si voglia dimostrare che i prodotti di quel salumiere siano delle vere e proprie opere d'arte. Qualcuno la potrebbe pensare anche così, ma in quel caso verifichiamo -per amor di correttezza la corretta- l'avvenuta e attuale iscrizione del macellaio alla Siae.Certo è, che con questo intervento è stato aperto il vaso di Pandora. Si salvi chi può.Il fatto ironico è che agli occhi dei più questo baillame lede in defintiva solo alla Siae.Agenzia le cui finalità, vale a dire la tutela dei diritti (non degli 'interessi', altra cosa che spesso sviene confusa) degli autori e degli editori, a scanso di equivoci, sono giuste e corrette.A patto di operare con obiettività, congruità ma soprattutto equità.
    • Anonimo scrive:
      Re: obiettività, congruità, equità.
      l'assurdo e' che se il sito fosse stato protetto e a pagamento, la siae non avrebbe mai saputo di esse ed enrico avrebbe fatto dei bei soldoni, magari, sfruttando i polli che nel mondo non mancano mai.quindi un suo atteggiamento modestissimo viene punito, ma i veri criminali, quelli di cui ci si dovrebbe preoccupare e fann overamente un danno agli autori, quelli non vengono mai multati..questo e' il principale schifo.
    • Anonimo scrive:
      Re: obiettività, congruità, equità.
      domanda....ma quando sgarbi (o chi per lui) presenta un'opera alla televisione e spiega o narra o contestualizza in periodo storico?Mediaset paga i diritti?
  • Anonimo scrive:
    S)ocietà I)taliana A)ddetti E)storsioni
    Sono profondamente disgustato dal comportamento di chi SIAE dovrebbe tutelare e provuovere la diffusione della cultura nel nostro paese.Questo ente oscurantista, regretto, medioevale, censuratore, inquisitore è un vero e proprio cancro per la nostra società, impedisce di fatto la diffusione della cultura, pretendendo di lucrarci miseramente sopra.In ogni tempo la cultura dovrebbe essere qualcosa di libero ed accessibile a tutti, oggi più che mai, nell'epoca di Internet questo dovrebbe essere realizzato.Pensate a Sabin, Fleming e a quanta gente sarebbe MORTA se al mondo esistessero solo persone regrette, misere e meschine che pensano solo al proprio profitto immediato senza curarsi del danno profondo ed invasivo che recano alla società privandola della sua stessa linfa vitale.Sono disgustato da questi enti il cui vero fine è quello di tenere tutti il più possibile nell'ignoranza impedendo di fatto gli scambi culturali.Per questa misera gente noi siamo solo mucche da mungere, meno pensiamo di testa nostra più loro hanno modo di controllarci.CHE SCHIFO !!!
  • Anonimo scrive:
    Sono pronto a scommettere
    che se il sito si fosse chiamato homocattolicus invece che homolaicus la SIAE non avrebbe mai chiesto soldi
    • Anonimo scrive:
      Re: Sono pronto a scommettere
      - Scritto da:
      che se il sito si fosse chiamato homocattolicus
      invece che homolaicus la SIAE non avrebbe mai
      chiesto
      soldili avrebbe chiesti il vaticano..
    • Anonimo scrive:
      Re: Sono pronto a scommettere
      - Scritto da:
      che se il sito si fosse chiamato homocattolicus
      invece che homolaicus la SIAE non avrebbe mai
      chiesto
      soldiQuando si dice un commento inutile, hai molte probabilità di entrare a lavorare alla SIAE ...
  • Anonimo scrive:
    brava siae..
    ..brava siae, continua a estorcere coi cavilli piu' minuti a poveracci che vogliono solo aumentare il livello culturale del paese , poi non ci si stupisca che siamo un paese tecnologicamente e culturalmente del terzo mondo che passa il tempo libero a guardare il grande fratello!almeno la gente del terzo mondo ha la scusa di non avere il computer!
  • Anonimo scrive:
    caro enrico..
    ..e' inutile parlare in termini morali con una organizzazione che applica la legge per realizzarne lucro per se e per "alcuni" altri.semplicemente la siae cavilla sulle leggi, siano esse specchio della morale o no, per ricavarne un profitto; perche' mai dovrebbero commuoversi o comprendere, quando possono ricavarci un euro in piu'?viene da chiedersi quanto una organizzazione del genere sia adatta a trattare la cultura: fosse per la siae, la gente che non puo' permettersi, al contrario di me, di comprare libri e dischi, rimarrebbe totalmente ignorante. la scuola pubblica e' sicuramente utile, ma la cultura si persegue "di persona" e secondo le spinte del momento e della passione. per esempio, io ho iniziato a provare fascino per certi autori che disprezzavo al liceo (come dickens) solo una volta giunto in universita'. se non avessi avuto denaro per autoistruirmi, non mi sarei mai appropriato di certe conoscenze.fortunatamente (o sfortunatamente) ho pochissimi vizi, pochi amici e non sono proprio una persona "sociale", quindi ho una grande quantita' di denaro da spendere in libri piuttosto che in "discoteca" o "al pub" o per fare regali di s. valentino o natale.la questione non e' quella di capire se la tua posizione e' buona(morale) o meno.sappiamo tutti che un tale non puo' apprezzare quello che non conosce, e non puo' attribuire un valore(che lo porta ad acquistare libri d'arte o biglietti del museo) a quello che non apprezza; quindi e' sempre necessario che gli si fornisca una certa quantita' di informazione gratis, se non altro per spingere questa persona ad interessarsi; una volta che viene scatenata la passione, cifre sostanziose diventano accettabili per un dato acquisto cartaceo o digitale.la siae parte dal presupposto che se tu hai una jpeg sgranata di un quadro, non comprerai mai un libro d'arte o non andrai mai al museo; questa e' una stupidaggine, perche' spesso sono proprio le persone quelle persone che si appassionano alla immagine jpeg sgranata che decidono ad un certo punto di avere(comprare) una "buona" riproduzione, o perlomeno, di averne una originale, o di andare a vedere l'originale in un museo. d'altra parte, una persona che non e' in grado di appassionarsi a qualcosa, neppure vorra' mai comprarlo originale, o in una forma migliore, o andarlo a vedere "dal vero" in un museo.questo giustifica definitivamente l'aspetto morale della faccenda. ma....la siae non nasce per beneficienza, ricava utili e ragiona in base alle entrate.
    • khamsin scrive:
      Re: caro enrico..
      non so se ho ben compreso la tua posizione e se non l'ho fatto me ne scuso in anticipo.. ma ho avuto la sensazione che il fatto che la SIAE pretenda compensi per la protezione delle opere che a lei hanno affidato gli esecutori sia per te un errore in nuce.Io penso che tu hai ragione su un punto.. la società DEVE offrirti un certo livello di cultura di base e poi sta al singolo interessarsi o approfondire.Ma questo discorso porta alla conseguenza che l'unico luogo correttamente demandato a fornire cultura gratuitamente (e NON è gratis perchè i professori e gli autori di libri vengono pagati dallo Stato) è la scuola pubblica o le istituzioni culturali; qualsiasi altro servizio privato non ha ragione di essere in quanto nulla è effettivamente gratuito.Io la vedo così.. l'autore di una qualsiasi opera del pensiero ha diritto al suo compenso e nessuno puo' addurre un supposto diritto alla cultura al fatto di pubblicare un mio quadro, una mia canzone o una mia idea senza che io lo sappia e possa decidere come permettere la cosa.Che poi la SIAE faccia pagare troppo, male, in modo esagerato.. o quant'altro è un altro discorso che si puo' benissimo affrontare.. ma non dimentichiamo che a molti piace vedere un bel film e magari gratuitamente, o una bella canzone.. facciamo pagare meno e la pirateria diminuirà, ma sempre di uso improprio di un'opera privata si tratta...
      • Anonimo scrive:
        Re: caro enrico..

        Io la vedo così.. l'autore di una qualsiasi opera
        del pensiero ha diritto al suo compensoIl problema è quanto deve essere questo compenso, chi lo deve corrispondere e per quanto tempo deve durare.Un secolo (o più) fa il diritto d'autore non c'era e i "creativi" erano pagati alla stregua di qualsiasi altro lavoratore, anzi, spesso erano sulla soglia della povertà. Poi si è pensato che per favorire l'arte in genere, questi "creativi" avrebbero dovuto essere maggiormente tutelati: ora sono diventati tra le persone più pagate del pianeta e anche i loro eredi continuano a guadagnare (non ereditare !) per 70 anni. Forse era corretta una via di mezzo?
        • khamsin scrive:
          Re: caro enrico..
          sono daccordissimo... 70 anni forse è troppo.. indubbiamente è troppo. Ma non nascondiamoci dietro un dito.. con la diffusione di Internet e i "velleitarismi libertari" sarà sempre piu' difficile anche proteggere il diritto d'autore per 1 giorno..
          • Anonimo scrive:
            Re: caro enrico..
            - Scritto da: khamsin
            sono daccordissimo... 70 anni forse è troppo..
            indubbiamente è troppo. Ma non nascondiamoci
            dietro un dito.. con la diffusione di Internet e
            i "velleitarismi libertari" sarà sempre piu'
            difficile anche proteggere il diritto d'autore
            per 1
            giorno..non ti voglio offendere, ma mi piacerebbe sapere quanti libri e dischi COMPRI al mese.. io credo che se ne comprassi quanti me, un po' le scatole ti girerebbero e saresti meno propenso a parlare di "tutele" agli autori e "velleismi libertari"..in realta' la siae fa quello che gli pare, i pirati fanno quello che gli pare, gli unici che lo prendono in .... sono quelli che le cose le comprano.. che sono costretti a beccarsi le cose a pagamento e con drm/protezioni da copia etc.per dischi di oltre 30 anni fa.. per es, giusto per portare esempi VERI, vi consiglio di andare a vedere il disco "aria" di alan sorrenti, oppure "joy of a toy" di kevin ayers.. roba di tren'tanni fa stampata con protezione anticopia. se non si vergognano loro..
          • Anonimo scrive:
            Re: caro enrico..
            ci sono anche problemi piu' sottili che certe persone ottuse, come i politici, non capiranno mai:se esiste un libro in giapponese che esiste solo in giapponese, e io ho bisogno di conoscere le informazioni scritte, sono costretto pur pagando il libro a non poterlo fare tradurre per via del diritto d'autore; che e' una cosa folle.ovviamente non posso imparare a sufficienza tutte le lingue del mondo, specie il giapponese kanji che richiede anni anche solo per una conoscenza minima.se questo non significa limitare la liberta'della fruizione delle idee,nonostante ci si impegni a remunerare gli autori, non so cosa possa significare.
      • Anonimo scrive:
        Re: caro enrico..

        Io penso che tu hai ragione su un punto.. la
        società DEVE offrirti un certo livello di cultura
        di base e poi sta al singolo interessarsi o
        approfondire.lo stabilisci tu quale e' il livello minimo di conoscenza gratuito?comprare certi libri di dickens costa tutt'oggi venti euro lè'uno (vedi le edizioni integrali di piccola dorrit, per es) dickens e' un classico..e allora come la mettiamo, se neppure UN CLASSICO (rappresentativo per definizione) e' economicamente approcciabile a basso prezzo?lo vedi che c'e' qualcosa di intrinsecamente sbagliato, e questo intrinsecamente sbagliato e' lo sfruttare le necessita' della gente AD OGNI COSTO?a scanso di equivoci, io sono convinto che gli autori vadano retribuiti, altrimenti non comprerei tanti libri e dischi.. tuttavia il problema e' che la siae NON retribuisce gli autori, retribuisce (principalmente) se stessa.se la siae non ci fosse, molti piu' soldi arriverebbero in tasca agli autori anche vendendo meno libri/riproduzioni/cd visto che e' tutto da dimostrare che la siae aiuti gli TUTTI gli autori a guadagnarsi il pane.tanto per cominciare, senza i balzelli siae le cose costerebbero meno, e il fatto di costare meno sicuramente non ridurrebbe il numero di beni acquistati, anzi.. e' il principale problema.
      • Anonimo scrive:
        Re: caro enrico..

        Che poi la SIAE faccia pagare troppo, male, in
        modo esagerato.. o quant'altro è un altro
        discorso che si puo' benissimo affrontare..va bene, facciamolo: chi stabilisce il valore che devo attribuire ad un'opera?e poi, se una opera NON viene ristampata perche' poco redditizia, la gente deve rimanere ignorante solo per il fatto che qualcuno ci deve speculare sopra? se e' arte, ha un valore e allora dovrebbe essere sempre fruibile, a pagamento o non. questo non avviene, quindi una opera e' arte quando conviene che lo sia, ed e' prodotto quando fa comodo che lo sia.
        • khamsin scrive:
          Re: caro enrico..



          va bene, facciamolo: chi stabilisce il valore che
          devo attribuire ad
          un'opera?

          e poi, se una opera NON viene ristampata perche'
          poco redditizia, la gente deve rimanere ignorante
          solo per il fatto che qualcuno ci deve speculare
          sopra?


          se e' arte, ha un valore e allora dovrebbe essere
          sempre fruibile, a pagamento o non. questo non
          avviene, quindi una opera e' arte quando conviene
          che lo sia, ed e' prodotto quando fa comodo che
          lo
          sia.Io penso che finchè vigeva il sistema produttivo della fabbrica vi erano implicite leggi di mercato che purtroppo limitavano la diffusione capillare di qualunque opera..Si pensi a cos'era la cultura nel medioevo.. 3 libri in tutta italia e tutti a Roma e disposizione dei soli ricchi..oggi siamo in una situazione migliore ma la logica è la stessa.. la distribuzione della cultura è essa stessa un costo che qualcuno, in qualche modo, deve sostenere..Ma oggi è anche in corso un salto tecnologico.. la distribuzione (anche se non ancora totalmente capillare) è possibile ovunque a costi bassissimi quindi è necessario gestire e modificare l'impianto della protezione delle opere.. sei d'accordo ?non ho la ricetta magica ma penso che: - innanzi tutto il problema della "ristampa costosa" non esiste piu' nei termini di ieri.. io pubblico il mio scritto su un blog e potenzialmente arrivo ovunque e a chiunque.- la SIAE deve perdere (e perderà) i suoi compiti di controllo/protezione anti plagio.. e quelli di aiuto agli artisti in difficoltà (solo perchè nessuno li pubblica..)- è ora che gli autori si gestiscano da soli.. vogliono vendere ?? investano in un sito internet e pubblichino i loro dischi/libri etc..ovviamente siamo in una fase di transizione ma se cominciassero (e alcuni lo fanno) tranquilli che la SIAE e le majors cominceranno a sudare freddo..
          • Anonimo scrive:
            Re: caro enrico..

            non ho la ricetta magica ma penso che:
            - innanzi tutto il problema della "ristampa
            costosa" non esiste piu' nei termini di ieri.. controesempio: esiste un libro che si chiama "il mondo degli automi" di chapuis, e' un libro sugli automi 700eschi. e' piuttosto tecnico, e un articolo da collezione. se lo vuoi avere, esiste solo dai venditori di libri antichi, e non lo puoi pagare meno di 300 euro, ma si arriva anche a 1000$.ora, io posso anche essere interessato ad averlo, ma nessuno vuone prendersi la briga di "riscriverlo" in forma elettronica per farne una riedizione, quindi non puo' esistere neppure nelal economica forma "digitale" perche' comunque i costi di "ricopiatura" sarebbero troppi rispetto al bacino di compratori.tu mi puoi dire che esisteranno 100 libri al mondo in queste condizioni..1) NON E' VERO, sono tantissimi2) fossero anche 10, se le informazioni contenute sono storicamente inestimabili(la gente non spenderebbe 1000$ per averlo, altrimenti) il valore dell'opera sarebbe grandissimo, ma il valore commerciale sarebbe pressoche' nullo.
          • khamsin scrive:
            Re: caro enrico..
            guarda che siamo daccordo... non mi sognerei mai di dire che "ma sono al massimo 100".. anche fosse 1 solo il problema si pone.io sto solo dicendo che reputo compito "SPECIFICO" dello Stato (inteso ovviamente in senso lato) accollarsi la risoluzione dei compiti di redistribuzione ..come è lo Stato che deve sovvenzionare la ricerca per le cure delle malattie rare, così è compito dello stato intervenire in tutti quei campi nei quali il singolo non puo' entrare per l'ovvia mancanza di interesse specifico.Mi preme solo specificare che non si risolvono questi problemi abolendo, o fortemente limitando, il solo diritto d'autore.. bensì rimodulandolo sulle nuove possibilità di diffusione fermo restando un doveroso intervento pubblico ove non convenga al singolo farlo.è chiaro che si deve tendere all'utopia della sincronizzazione perfetta fra interesse privato dell'autore a guadagnare il piu' possibile e interesse pubblico a non limitare nessuna diffusione.. invece vedo solo arroccamenti reciproci.. (nulla libero o tutto libero).Non intendo riferirmi a questa nostra discussione.. sia chiaro..
  • ufo1 scrive:
    Dove finisce la ragione
    Scusate,ci si ferma sul pago/non pago e sfugge un particolarecome si può paragonare la foto, una gif a scarsa risoluzione, con l'opera in se? Chi ha dato facoltà di giudice alla SIAE?Come dire che non posso fare un disegno simile ne dipingere a mo' di esercizio alcun dipinto famoso, perchè già prodotto da qualche artista?Come si può paragonare l'opera di un artista (che poi piaccia o meno non importa), con una foto o un bozzetto della stessa?Pretendere i diritti anche per colori simili paragonandoli all'opera originale, a mio avviso lede la dignità dell'artista ben più del mero introito indebito di una vendita sottobanco.La firma, la forza dell'opera in se sono già a garanzia di chi è Artista.Il resto è solo l'applicazione di commercianti (= produttori di nulla), che in questo e tutti gli argomenti, attività umane e naturali, hanno sempre e solo applicato il massimo profitto rendendo sterile e disgustante quello che toccano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Dove finisce la ragione
      - Scritto da: ufo1
      Scusate,

      ci si ferma sul pago/non pago e sfugge un
      particolare

      come si può paragonare la foto, una gif a scarsa
      risoluzione, con l'opera in se? Chi ha dato
      facoltà di giudice alla
      SIAE?
      Come dire che non posso fare un disegno simile ne
      dipingere a mo' di esercizio alcun dipinto
      famoso, perchè già prodotto da qualche
      artista?

      Come si può paragonare l'opera di un artista (che
      poi piaccia o meno non importa), con una foto o
      un bozzetto della
      stessa?

      Pretendere i diritti anche per colori simili
      paragonandoli all'opera originale, a mio avviso
      lede la dignità dell'artista ben più del mero
      introito indebito di una vendita
      sottobanco.Osservazione molto interessante e pertinente. E' triste che la SIAE faccia quello che le pare e nessuno la prenda a "calci" (in senso legale). :(
  • Anonimo scrive:
    Ma i soldi?
    Pur essendo d'accordo su buona parte delle contro-deduzioni alla singolare faq della SIAE, non ho capito una cosa: ok, non è un sito commerciale in senso classico, non c'è e-commerce, ma i soldi dei banner non gratuiti chi se li prende?E, a questo punto, a che titolo?
    • longinous scrive:
      Re: Ma i soldi?
      - Scritto da:
      Pur essendo d'accordo su buona parte delle
      contro-deduzioni alla singolare faq della SIAE,
      non ho capito una cosa: ok, non è un sito
      commerciale in senso classico, non c'è
      e-commerce, ma i soldi dei banner non gratuiti
      chi se li
      prende?
      E, a questo punto, a che titolo?immaginando (credo a buon titolo) che il bacino d'utenza non sia così elevato da far diventare ricco il professore, voglio ricordarti che dominio e spazio web hanno un costo, per quanto possa essere irrisorio, ma se vuoi qualcosa meglio di aruba devi pinciare il grano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma i soldi?

        immaginando (credo a buon titolo) che il bacino
        d'utenza non sia così elevato da far diventare
        ricco il professore, voglio ricordarti che
        dominio e spazio web hanno un costo, per quanto
        possa essere irrisorio, ma se vuoi qualcosa
        meglio di aruba devi pinciare il
        grano.Credo io che il costo maggiore sia da quantificare sul tempo che l'insegnante trascorre aggiornando, modificando, ampliando, sviluppando il sito. Chiaramente non conosco i numeri del sito, ma ritengo alquanto improbabile che riesca a tirar su da AdSense una cifra che copra hosting + tempo.Sanghino
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma i soldi?
      - Scritto da:
      Pur essendo d'accordo su buona parte delle
      contro-deduzioni alla singolare faq della SIAE,
      non ho capito una cosa: ok, non è un sito
      commerciale in senso classico, non c'è
      e-commerce, ma i soldi dei banner non gratuiti
      chi se li
      prende?
      E, a questo punto, a che titolo?forse non lo sai ma i bannerini di google adsense rendono pochi cent a banner visitato.è vero che anche un cent ricavato in tal modo è un guadagno con un ragionamento "puro", ma che quello porti una mente sana ad accettare il ragionamento della siae che Homolaicus stia usando le opere d'arte per "lucrare" è paradossale. a me viene una malignità: che percentuale dei diritti riconosciuti agli artisti arriva nelle casse della società di tutela (la siae)? dall'importo della multa (qualora sarà pagata) quanto resterà nelle casse della siae? non è che questa severità estrema della siae sia finalizzata, questa sì, a LUCRARE la percentuale sull'operazione?sarà una malignità, ma a me il dubbio rimane.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma i soldi?
      - Scritto da:
      Pur essendo d'accordo su buona parte delle
      contro-deduzioni alla singolare faq della SIAE,
      non ho capito una cosa: ok, non è un sito
      commerciale in senso classico, non c'è
      e-commerce, ma i soldi dei banner non gratuiti
      chi se li
      prende?
      E, a questo punto, a che titolo?A parte quelli di Google, il professore ha parlato di libero scambio, in pratica nel suo sito fa vedere dei banner di altri siti, la stessa cosa fanno gli altri, fanno vedere il banner del suo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma i soldi?
      sono un po lento io, o hai problemi tu?dalle mie parti un server web non nasce come i topi nel '700 : serve qualcuno che lo metta in piedi, gli dedichi tempo, paghi per il traffico e quanto altri servi necessari -
      se non fa 200 milioni di visitatori, la cifra media con google sara' di 200 euro all'anno?
  • aghost scrive:
    Fuori i nomi
    nel pezzo si fa cenno al file pdf (nascosto o quasi nel sito SIAE) nel quale vi sarebbe l'elenco degli artisti "protetti".Sarebbe interessantissimo vedere chi c'è dentro (e fuori)Perché non avete messo il link?http://www.aghost.wordpress.com/
    • Bisco scrive:
      Re: Fuori i nomi
      Sottoscrivo al 100%!fuori i nomi o fuori la SIAE
      • Anonimo scrive:
        Re: Fuori i nomi
        - Scritto da: Bisco
        fuori i nomi o fuori la SIAESe no cosa fai? Ti arrabbi? Piangi?Non sei nessuno: non puoi pretendere nulla.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fuori i nomi
      basta saper usare googlehttp://www.siae.it/documents/olafav_utilizzatori_ElencoArtistiTutelati.pdf
      • Anonimo scrive:
        Re: Fuori i nomi
        - Scritto da:
        basta saper usare google

        http://www.siae.it/documents/olafav_utilizzatori_EComplimenti!"Autori di opere delle **ARTI VISIVE** tutelate dalla SIAE"Basta saper leggere...
        • Anonimo scrive:
          Re: Fuori i nomi
          Dove è il problema, non si parlava di immagini?
          • Anonimo scrive:
            Re: Fuori i nomi
            - Scritto da:
            Dove è il problema, non si parlava di immagini?Ooops. E' vero, hai ragione, si parlava di immagini e quindi il link era pertinente ed il mio intervento FUORI LUOGO. : Però la SIAE non si occupa solo di opere letterarie e di arti figurative. Il teatro, la MUSICA, il cinema, la danza, dove li mettiamo? Quindi a mio avviso dovrebbe esistere un archivio PUBBLICO di TUTTI gli autori iscritti alla SIAE. Altrimenti il problema che si verifica con Picasso, si può verificare anche con Mogol o con Vaime. Il fatto è che facendo la ricerca con Google e PDF avevo trovato anch'io quel link, ma...non si riesce a trovare l'elenco completo degli iscritti alla SIAE. Se io metto su un sito web come sottofondo musicale la colonna sonora di 'Lo chiamavano Trinità' e nessuno mi dice che l'autore è un certo Micalizzi, arriva la SIAE e mi commina una multa...
        • Anonimo scrive:
          Re: Fuori i nomi
          Dove è il problema, si parlava di immagini no?- Scritto da:
          - Scritto da:

          basta saper usare google




          http://www.siae.it/documents/olafav_utilizzatori_E

          Complimenti!

          "Autori di opere delle **ARTI VISIVE** tutelate
          dalla
          SIAE"

          Basta saper leggere...
          • aghost scrive:
            Re: Fuori i nomi
            ho provato a scorrere i nomi nella lista, non ho riconosciuto nessun "nome famoso"! Ma chi è tutta questa gente???http://www.aghost.wordpress.com/
      • Anonimo scrive:
        Re: Fuori i nomi
        chi ca**o è Zzisa
  • Anonimo scrive:
    Anche un centesimo e' lucro
    Mi dispiace per il professore, ma se realmente era animato da spirito culturale, avrebbe dovuto evitare banner pubblicitari e google.La legge sul diritto d'autore e' chiara (almeno in questo): se c'e' guadagno - anche piccolo - allora questo guadagno va diviso con l'artista.Capisco che il professore volesse "rientrare dei costi" ma questo non cambia lo stato dell'arte (perdonate il gioco di parole).Inoltre, le immagini che pubblica, anche se non si possono stampare in qualita' tipografica, sono sufficientemente grandi da poter essere usate per costituire una vera e propria "galleria d'arte" online. Il che, accoppiato ai banner di cui sopra, non da esattamente l'ìmpressione di una iniziativa no profit.Insomma, non mi pare che questa vicenda possa essere rappresentativa dei guasti prodotti dalla SIAE, che sono ben altri (pensate alla vicenda del bollino).
    • Rex1997 scrive:
      Re: Anche un centesimo e' lucro
      - Scritto da:
      Mi dispiace per il professore, ma se realmente
      era animato da spirito culturale, avrebbe dovuto
      evitare banner pubblicitari e
      google.

      La legge sul diritto d'autore e' chiara (almeno
      in questo): se c'e' guadagno - anche piccolo -
      allora questo guadagno va diviso con
      l'artista.

      Capisco che il professore volesse "rientrare dei
      costi" ma questo non cambia lo stato dell'arte
      (perdonate il gioco di
      parole).

      Inoltre, le immagini che pubblica, anche se non
      si possono stampare in qualita' tipografica, sono
      sufficientemente grandi da poter essere usate per
      costituire una vera e propria "galleria d'arte"
      online. Il che, accoppiato ai banner di cui
      sopra, non da esattamente l'ìmpressione di una
      iniziativa no
      profit.

      Insomma, non mi pare che questa vicenda possa
      essere rappresentativa dei guasti prodotti dalla
      SIAE, che sono ben altri (pensate alla vicenda
      del
      bollino). Guadagno : si definisce guadagno ciò che resta sottraendo al ricavato, ovvero le entrate a pagamento di una qualsivoglia attività, ciò che si spende per mantenere l'attività stessa.Nel caso specifico la probabilità che dai banner si ricavi di più di ciò che si spende per mantenere attivo il sito è molto infima...Al che ci sarebbe da dire che la SIAE visto il gudagno negativo del professore dovrebbe pagargli almeno il sito, giustificando il tutto come sponsorizzazione alla conoscenza dell'Arte.Dato che però una vacca in mezzo al campo di medica ha più sensibilità di certi soloni dubito che ciò possa mai accadere! :@ @^
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche un centesimo e' lucro
      sei fuori dal mondo tu e la tua difesa alla SIAE....la SIAE è da smantellare perchè non ha senso di esistere....basta.... i primi a beneficiarne saranno gli artisti stessi...
      • MandarX scrive:
        Re: Anche un centesimo e' lucro

        la SIAE è da smantellare perchè non ha senso di
        esistere....

        basta.... i primi a beneficiarne saranno gli
        artisti
        stessi...è proprio vero, molti artisti nel servizio di report lo ammettono http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.htmlqui invece c'è la testimonianza di un musicistache ha perso lavori per colpa della siae http://groups.google.it/group/it.comp.giochi.sviluppo/tree/browse_frm/thread/addd4b4c77bf56e3/ce2bb1624273bde3?rnum=1&hl=it&q=mandarx+siae&_done=%2Fgroup%2Fit.comp.giochi.sviluppo%2Fbrowse_frm%2Fthread%2Faddd4b4c77bf56e3%2Fa1001c09d898c273%3Flnk%3Dst%26q%3Dmandarx%2Bsiae%26rnum%3D2%26hl%3Dit%26#doc_ce2bb1624273bde3 Ci sono alternative alla siae! una di queste èhttp://www.costozero.org/se vogliamo che le cose cambino, iniziamo a cambiarle noi!visto che la siae non ti da un centesimo se sei autore/cantante/artista eccè molto meglio dare le tue opere con licenza creative commom ma tutelare la paternità.se poi qualcuno vuole usare le tue opere per fini di lucro allora sei tu a decidere se permetterglielo o pretendere un compenso, mentre con la siae non sei piu tu a decidere ma lo fa lei per te, e soldi non te ne da!Insomma musicisti, fotografi o pittori o programmatori ecc, non iscrivetevi alla siae e tutelatevi da soli.
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche un centesimo e' lucro
      - Scritto da:
      Mi dispiace per il professore, ma se realmente
      era animato da spirito culturale, avrebbe dovuto
      evitare banner pubblicitari e
      google.
      attenzione non è vero quel che dici. confondi lucro con profitto. infatti parli poi di guadagno.questa vicenda è ben rappresentativa dei guasti prodotti dalla siae che si lancia in grandi interpretazioni pur di far cassa.
    • CoreDump scrive:
      Re: Anche un centesimo e' lucro
      - Scritto da:
      Mi dispiace per il professore, ma se realmente
      era animato da spirito culturale, avrebbe dovuto
      evitare banner pubblicitari e
      google.

      La legge sul diritto d'autore e' chiara (almeno
      in questo): se c'e' guadagno - anche piccolo -
      allora questo guadagno va diviso con
      l'artista.
      Certo certo, a parte il fatto che il guadagno voglio proprio vederlo, visto che con quelloche ricavi da ad-sense di google non ci paghi neanche minimamente l'hosting del sito, la legged'autore è chiara? si peccato chè è sbagliataanche perchè vorrei proprio vedere se io mettosu un sito con la Gioconda se i soldi poi vanno a Leonardo a a i suoi eredi, ma per piacere...
      Capisco che il professore volesse "rientrare dei
      costi" ma questo non cambia lo stato dell'arte
      (perdonate il gioco di
      parole).

      Inoltre, le immagini che pubblica, anche se non
      si possono stampare in qualita' tipografica, sono
      sufficientemente grandi da poter essere usate per
      costituire una vera e propria "galleria d'arte"
      online. Il che, accoppiato ai banner di cui
      sopra, non da esattamente l'ìmpressione di una
      iniziativa no
      profit.
      Questo poi è il summo del ridicolo, cioè tu vuoi comparare una opera d'arte vista in un museo ouna pinacoteca con una galleria di foto messe su un sito internet, stiamo messi bene :|
      Insomma, non mi pare che questa vicenda possa
      essere rappresentativa dei guasti prodotti dalla
      SIAE, che sono ben altri (pensate alla vicenda
      del
      bollino).A parte che la siae è un guasto di per sè in ogni caso una problema non giustifica l'altro,vogliamo parlare della incostituzionale tassa sui supporti vergini :-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 febbraio 2007 09.49-----------------------------------------------------------
    • MandarX scrive:
      Re: Anche un centesimo e' lucro

      se c'e' guadagno - anche piccolo -
      allora questo guadagno va diviso con
      l'artista.almeno fosse così...sai i soldi la siae come li dirstribuisce?c'è un interessantissimo servizio di report che te lo dicehttp://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.html
      Inoltre, le immagini che pubblica, anche se non
      si possono stampare in qualita' tipografica, sono
      sufficientemente grandi da poter essere usate per
      costituire una vera e propria "galleria d'arte"
      online. che delitto!!!!certo, meglio fare siti sui reality show che sull'arte
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche un centesimo e' lucro
      Ma la SIAE è iscritta alla SIAE?
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche un centesimo e' lucro
      Non diciamo fesserie. Se mettere dei banner che rendono poco o nulla e servono a rientrare dei costi è lucro allora lo sono anche tutte le pesche di beneficenza, le sagre dei santi, le raccolte di soldi degli scout che usano i soldi per finanziarsi. In pratica secondo il tuo ragionamente non esiste nulla che non porti lucro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Anche un centesimo e' lucro
        - Scritto da:
        Non diciamo fesserie. Se mettere dei banner che
        rendono poco o nulla e servono a rientrare dei
        costi è lucro allora lo sono anche tutte le
        pesche di beneficenza, le sagre dei santi, le
        raccolte di soldi degli scout che usano i soldi
        per finanziarsi. In pratica secondo il tuo
        ragionamente non esiste nulla che non porti
        lucro.peggio non esisterebbe nulla senza scopo di lucro se non una attività completamente in perditanessuna attività anche benefica è in perdita perché anche una donazione allora sarebbe percepita come un reddito e quindi lucro...definiresti la Chiesa Cattolica come una azienda a scopo di lucro per via dell'8 per mille? (si, ma questo è un altro discorso)
  • macmafia scrive:
    Una risposta impeccabile...
    ...che dimostra (tra l'altro) l'abisso culturale che separa i gendarmi del nulla, come il trombone intervistato da PI, da chi si sbatte quotidianamente per insegnare a un popolo (perlopiù) bove l'arte e la cultura. E per favore... basta con queste analogie fra SIAE e Cosa Nostra: la mafia è una cosa spaventosamente più seria di un covo di bestie analfabete e anacroniostiche!1, 10, 100, 1000 homolaicus!p.s. non ho dubbi: se il sito si fosse chiamato homopapas o homocristianibus nessuno l'avrebbe toccato!
  • Anonimo scrive:
    Mi scusi sono un parente di un artista
    Sono il pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro--pro-pro-pro-pro--pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro--pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro nipote di un pittore a lei probabilmente noto visto che ha inserito foto dei suoi quadri sul suo bel sito.Come si è permesso di inserire foto del mi' nonno senza pagare? E io di che campo poi?Devo cambiare la macchina quest'anno, la piglio pure a rate, ma se lei non mi dà un contributo va a finire che so' costretto d'anda' a lavorare!!!E l'arte la si paga porco giuda! Io quando vado in rosticceria mica mi metto due cannelloni sotto l'ascella e me ne vo' fori come se niente fosse!
  • Anonimo scrive:
    due appunti
    Galavotti ha tutta la mia simpatia indiscriminata e mi trovo d'accordo con le sue argomentazioni quasi su tutto, tranne che su due cose.Galavotti si lamenta che la Siae non informa (si aspettava davvero una conferenza stampa?). Mi spiace ma sta a noi informarci sulle leggi, anche se e' vero che la scarsa trasparenza della siae su moltissimi aspetti e' un punto assai grave.Galavotti disquisisce sulla natura commerciale e non commerciale di un sito.Interessante, ma comunque e' vero che adsense produce un profitto, piccolo o grosso che sia. Non cambia il tema del suo sito, che e' e rimane culturale, ma credo che ci si renda conto che la presenza di pubblicita' permette di porre le basi per associarlo ad una attivita' di natura diversa dal semplice hobbismo o dai fini didattici, non occore necessariamente un carrello della spesa per fare di un sito una fonte di reddito.Questo, detto per principio, poi nel caso specifico io non credo che Galavotti si arricchisca con adsense e anche se fosse non credo che abbia beneficiato dall'uso delle immagini, piu' probabilmente le persone raggiugono il suo sito per i testi.Detto questo aggiungo che Galavotti bene sta facendo a portare avanti la sua battaglia, che ha tutta la mia solidarieta' e che dire che abbia leso la dignita' delle opere, non va giu' neanche a noi. Proprio per nulla. :@
    • frank72 scrive:
      Re: due appunti
      Non so quanto possa rendere in termini economici adsense, ma immagino che il ricavato possa essere a malapena sufficente a coprire le spese di gestione del sito.Comunque sarebbe opportuno che fosse chiarito un po meglio cosa si intende per "no profit", visto che se si seguisse la linea sostenuta dal tizio della SIAE, nulla potrebbe essere definito "NO PROFIT", (vedi le varie ONLUS che ricorrono a varie forme di finanziamento per il proprio sostentamento)
    • Anonimo scrive:
      Re: due appunti
      - Scritto da:
      Galavotti ha tutta la mia simpatia indiscriminata
      e mi trovo d'accordo con le sue argomentazioni
      quasi su tutto, tranne che su due
      cose.
      Galavotti si lamenta che la Siae non informa (si
      aspettava davvero una conferenza stampa?). Mi
      spiace ma sta a noi informarci sulle leggi, anche
      se e' vero che la scarsa trasparenza della siae
      su moltissimi aspetti e' un punto assai
      grave.certo, altrimenti come fanno a pigliarti con le mani nel sacco, se ti informano chiaramente prima?farebbero molti meno soldi.viviamo in un posto, l'italia, dove si paga 7 euro di iva per un libro che arriva dall'estero,7 di "servizi vari" e il 20% sui servizi vari!cioe', paghi 7 euro per il 4%d'iva sul libro, e il 20% sui servizi AGGIUNTIVI ALLE SPESE DI SPEDIZIONE!
    • Anonimo scrive:
      Re: due appunti

      Galavotti disquisisce sulla natura commerciale e
      non commerciale di un
      sito.
      Interessante, ma comunque e' vero che adsense
      produce un profitto, piccolo o grosso che sia.
      Non cambia il tema del suo sito, che e' e rimane
      culturale, ma credo che ci si renda conto che la
      presenza di pubblicita' permette di porre le
      basi per associarlo ad una attivita' di natura
      diversa dal semplice hobbismo o dai fini
      didattici, non occore necessariamente un carrello
      della spesa per fare di un sito una fonte di
      reddito.Quoto te perchè la semplice presenza di AdSense non significa che i banner producano delle entrate, perchè come sicuramente sai, Google adotta il sistema del pay-per-click, se nessuno clicca sul banner non si avrà nessun ricavo. Vorrei poi fare un esempio, avevo un amico che per passione correva con le auto in rally a livello locale, un auto per correre costava troppo, più accessibile, ma poi neanche tanto, era il costo dell'affitto, ma si parla sempre di tanti soldini. Lui come tanti altri andava dai negozietti, dagli amici ecc ed in cambio di soldi copriva la sua auto di scritte. Questo lo trasformava in un pilota professionista ? Non credo.
      • Anonimo scrive:
        Re: due appunti
        - Scritto da:

        Galavotti disquisisce sulla natura commerciale e

        non commerciale di un

        sito.

        Interessante, ma comunque e' vero che adsense

        produce un profitto, piccolo o grosso che sia.

        Non cambia il tema del suo sito, che e' e rimane

        culturale, ma credo che ci si renda conto che la

        presenza di pubblicita' permette di porre le

        basi per associarlo ad una attivita' di natura

        diversa dal semplice hobbismo o dai fini

        didattici, non occore necessariamente un
        carrello

        della spesa per fare di un sito una fonte di

        reddito.

        Quoto te perche` la semplice presenza di AdSense
        non significa che i banner producano delle
        entrateMa se produci o no entrate non e' un criterio per classificarti.Se metti pubblicita' nel tuo sito, invece si perche' se metti pubblicita' lo fai per un ritorno in qualche forma, altrimenti non lo fai. I possibili ricavi fanno del sito uno strumento che ha ANCHE finalita' commerciali, ben inteso, non dico prevalentemente commerciale, ma comunque non piu' esclusivamente culturale/informativo/ludico ecc...
        Vorrei poi fare un esempio, avevo un amico che
        per passione correva con le auto in rally a..
        Lui come tanti altri andava dai
        negozietti, dagli amici ecc ed in cambio di soldi
        copriva la sua auto di scritte. Questo lo
        trasformava in un pilota professionista ? Non
        credo.Per forza. Farsi sponsorizzare non c'entra nulla con il professionismo.Tuttavia il tuo amico aveva intrapreso una attivita' commerciale, per quanto a margine della sua attivita' di guida. Aveva cioe' scoperto come ricavare un vantaggio economico dal suo hobby.
  • Anonimo scrive:
    La SIAE minaccia...
    :'( .
  • Angelone scrive:
    Per gli autori...
    Usate le Creative Commonslasciateli marcire quei ladri che non si preoccupano minimamente dei vostri interessi!Create ed usate il vostro talento per passione, condividete con tutti i vostri risultati. Alla lunga vedrete che è solo vantaggioso PER TUTTI.http://www.creativecommons.it/
    • Anonimo scrive:
      Re: Per gli autori...
      Infatti basterebbe poco per staccarsi dalla SIAE.Inoltre c'e' da dire che la SIAE non puo' materialmente tutelare gli interessi di tutti gli artisti, perche' tutti i brani, i film e le opere in genere scambiate in rete non sono solo frutto di diffusione sul p2p, ma anche via posta, via siti con accesso ristretto, via cd/dvd/flash, etc...Ormai siamo in un'era tecnologica dove inserire migliaia di opere su di un supporto e criptare il supporto stesso e' qualcosa di facile, immediato e banale.E' IMPOSSIBILE per loro fermare lo scambio di materiali e di conseguenza tutelare gli autori.Meglio quindi che gli autori stessi si tutelino usando le Creative Commons, cosi' da non essere piu' schiavi delle lobby ;)
  • Anonimo scrive:
    Galvotti NON MOLLARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    non mollare!!!FORZA GALVOTTI!!!FORZA GALVOTTI!!!FORZA GALVOTTI!!!FORZA GALVOTTI!!!FORZA GALVOTTI!!!FORZA GALVOTTI!!!
  • Anonimo scrive:
    Siete gia morti e non lo sapete.
    Questi tizi con queste genialate , si stanno arrampicando agli specchi, sembrano gli ultimi colpi di coda di un pesce fuori dall'acqua, non sapendo che ormai sono già morti.Il mondo sta cambiando, giorno dopo giorno ed in un modo cosi in fretta che nemmeno se ne rendono conto, io come tanti altri come me percepisco questi cambiamenti perchè ci sono dentro, vivo questo mondo, sono questo nuovo mondo... tutti gli altri, specie quelli che oggi diriggono la SIAE, come l'MPAA, i GOVERNI, etc.etc.etc. sono tutta gente che ha la concezione della rete e i computer come semplici calcolatrici collegate ad un telefono per questo non lo capiscono, osano , e non si rendono conto... nel giro di 3-4 anni al massimo saranno dinosauri.E' finita l'era delle chiusure, dei protezionismi, dello sfruttamento, degli abusi... dei privilegi.Piano piano stiamo scoprendo che la collaborazione , le idee e la fraternità sono molto più lucrose delle vostre merdate lav-acercervelli che ci offrite.Vi do un consiglio, gettate la spugna ed adeguatevi adesso che siete in tempo, iniziate a LAVORARE&COLLABORARE con armonia e vedrete che non è poi cosi male ..anzi ... so che è difficile, che l'avarizia e anni ed anni di vacche grasse hanno offuscato la vostra mente , ma cercate di fare questo sforzo, altrimenti il delirio è inevitabile. ...all'inizio i furono i timidi scambi tra studenti, poi venne la gpl ... poi la creative commons... adesso piano piano l'openhardware... fra un pò toccherà hai brevetti.... infondo si sapeva che prima o poi doveva accadere, ogni essere umano ha la capacità di osservare , assimilare ricreare e reinventare ...si chiama capacità di apprendimento, e in fondo siamo animali sociali... per quanti secoli credevate che il vostro sistema chiuso, ottuso ed anti-umano potesse resistere?Mi sono dileguato un pò, ma fa bene ogni tanto essere onesti , ragionare e filosofeggiareamon@omnidesign
    • Anonimo scrive:
      Re: Siete gia morti e non lo sapete.

      Mi sono dileguato un pò, ma fa bene ogni tanto
      essere onesti , ragionare e
      filosofeggiareQuesta è bellissima, PI, mettetela fra i virgolettati ....
  • Anonimo scrive:
    La SIAE vi domina
    Che brutta razza quella di voi ladri, dovete solo sperare che un'associazione onesta e rispettata nel mondo come la SIAE non se la prenda troppo, altrimenti vi mandiamo tutti sul lastrico e festeggeremo con i vostri risparmi.Parola di SIAE.
  • gian_di scrive:
    Grazie SIAE
    Grazie per impedirci di fare in pieno il nostro lavoro di insegnanti. Grazie perché la Vostra libera e unilaterale interpretazione della legalità mi autorizza ad avere una altrettanto libera e unilaterale interpretazione della legalità.A questo punto mi sento autorizzato a svolgere solo in parte il mio lavoro di educatore. D'ora in avanti mi rifiuterò di educare i miei studenti al rispetto del diritto d'autore. Il mio compito è quello di insegnarli a piantare patate e a distinguere il cloruro di sodio dal bromuro di potassio (quello che volete somministrare all'umanità). Il fatto che si scambiano CD masterizzati o che si facciano le fotocopie dei libri di testo non è un problema mio, è un problema VOSTRO. Sono un insegnante, non sono un agente della Guardia di Finanza né un funzionario della SIAE. E non ho alcun problema a proteggere i miei pochi scritti, i miei disegni, le mie foto dato che sono liberamente copiabili, modificabili e distribuibili come documentazione libera.Non farò apologia di reato, mi limiterò semplicemente a ignorare l'esistenza di un VOSTRO problema.
    • gian_di scrive:
      Re: Grazie SIAE
      - Scritto da: gian_di
      Il mio compito è quello di insegnar li insegnar gli , naturalmente
      • alfridus scrive:
        Re: Grazie SIAE
        Ciao Gian-di!Naturalmente, sono d'accordo con te, e sottoscrivo in toto il lungo sfogo del collega pubblicato da PI.La SIAE non va riformata, va cancellata.Quel che va riformato, cioè formato ex-novo, è il concetto stesso di Diritto d'Autore: innanzi tutto rendendo questo diritto veramente tale, cioè dell'autore dell'opera di ingegno.Poi realizzandone un'immagine concettuale adatta ai tempi che corrono, appunto, ad una velocità che mal si adatta ai tempi biblici: 70+70 anni sono davvero una mostruosità, al giorno d'oggi.Ritengo che il concetto di base possa essere l'inalienabilità del diritto d'autore, che deve tenerselo per tutta la vita, cedendone eventualmente solo i diritti di sfruttamento: almeno, in questo modo, si chiameranno le cose con il proprio nome, e si limiterà la lucratività dell'opera d'ingegno alla vita dell'autore, il quale, se ha compiuto un qualche passo avanti nell'arte o nella scienza, deve molto a chi lo ha preceduto, molto di più di quanto il resto del mondo debba a lui per quell'ulteriore passo che ha fatto.Mi rendo conto di essere pragmatico, con questo discorso: ma le storture che si sono create attorno all'ingegno ed al suo sfruttamento mi danno il volta-stomaco, e sono gentile!Creare un movimento di opinione può servire; ma occorre partire da un'idea semplice e chiara.Non intendo imporre la mia, per carità: è solo una mia opinione personale, sentiamo cosa ne pensano gli AUTORI, ad esempio...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 febbraio 2007 06.38-----------------------------------------------------------
        • gian_di scrive:
          Re: Grazie SIAE
          - Scritto da: alfridus
          Ciao Gian-di!

          Naturalmente, sono d'accordo con te, e
          sottoscrivo in toto il lungo sfogo del collega
          pubblicato da
          PI.

          La SIAE non va riformata, va cancellata.

          Quel che va riformato, cioè formato ex-novo, è il
          concetto stesso di Diritto d'Autore: innanzi
          tutto rendendo questo diritto veramente tale,
          cioè dell'autore dell'opera di
          ingegno.

          Poi realizzandone un'immagine concettuale adatta
          ai tempi che corrono, appunto, ad una velocità
          che mal si adatta ai tempi biblici: 70+70 anni
          sono davvero una mostruosità, al giorno
          d'oggi.

          Ritengo che il concetto di base possa essere
          l'inalienabilità del diritto d'autore, che deve
          tenerselo per tutta la vita, cedendone
          eventualmente solo i diritti di sfruttamento:
          almeno, in questo modo, si chiameranno le cose
          con il proprio nome, e si limiterà la lucratività
          dell'opera d'ingegno alla vita dell'autore, il
          quale, se ha compiuto un qualche passo avanti
          nell'arte o nella scienza, deve molto a chi lo ha
          preceduto, molto di più di quanto il resto del
          mondo debba a lui per quell'ulteriore passo che
          ha
          fatto.

          Mi rendo conto di essere pragmatico, con questo
          discorso: ma le storture che si sono create
          attorno all'ingegno ed al suo sfruttamento mi
          danno il volta-stomaco, e sono
          gentile!

          Creare un movimento di opinione può servire; ma
          occorre partire da un'idea semplice e
          chiara.

          Non intendo imporre la mia, per carità: è solo
          una mia opinione personale, sentiamo cosa ne
          pensano gli AUTORI, ad
          esempio...
          Ciao!Concordo con il principio dell'inalienabilità del diritto d'autore, ne avevi parlato già in un altro post tempo fa. E' un principio crudo ma che nella sua semplicità lo definisce chiaramente.Resterebbe sempre il problema della tutela, perché a questo punto se dovesse continuare ad esistere un organismo pachidermico chiamato SIA e non SIAE e meccanismi di tutela come quelli attuali le cose non cambierebbero.In ogni modo credo che il tuo sogno sia utopistico. In primo luogo perché il copyright, così come è concepito attualmente in gran parte del mondo, ha radici antiche (se non sbaglio risale al 1700 o giù di lì) ed è ormai diventato un principio dogmatico, così come diversi concetti della macro e microeconomia. In secondo luogo perché un movimento d'opinione per essere efficace deve avere una larga base. In realtà questo presuppone una presa di coscienza di larga portata e una capacità di aderire ad una class action di lunga durata. Tutto sommato al rifiuto di massa di acquistare libri, comprare CD, andare al cinema, spegnere la televisione si preferisce la via più semplice della copia e della redistribuzione illecita, fatto questo che permette il mantenimento di uno status quo che fa contenti tutti. Fa contenti i consumatori che hanno a disposizione una semplice scappatoia illegale che permette di diluire senza colpo ferire i costi mostruosi del copyright. Fa contenti i grossi autori/editori che hanno margini di profitto abnormi che compensano più che abbondantemente le "larghe" perdite dovute alla pirateria. Fa contenti gli organismi modello SIAE che dispongono di un solido controllo sui meccanismi che regolano la diffusione e la condivisione del prodotto intellettuale. Fa contenti i piccoli autori/editori che vivono all'ombra di questa realtà accontentandosi delle briciole lautamente disperse fuori da questa immensa mangiatoia. Fa contenti gli operatori illegali di questo mercato (contraffattori, ecc.) che hanno larghi margini economici nell'opera di redistribuzione delle copie.A perderci sono le occasionali vittime come il collega che nel suo intento ha avuto il torto di dispensare conoscenza senza volerci lucrare (se l'avesse fatto avrebbe pagato i balzelli scaricandone i costi sull'utenza-limone). A perderci sono tanti piccoli autori che devono scegliere tra la rinuncia a produrre la loro opera e l'adesione ad un regime di schiavitù vera e propria.Buona giornata :)
          • alfridus scrive:
            Re: Grazie SIAE
            Caro gian_di!Concordo sulla diagnosi, ma permettimi di dissentire circa la prognosi.In altri termini: hai ragione a descrivere la situazione come la descrivi - ma credo ancora che si possa smuovere la massa un po' 'bovina' che se la prende dove non batte il sole, limitandosi a lagnarsi su queste colonne senza fare altro.E' chiaro che la mia proposta - per altro serissima dal punto di vista della volontà di realizzarla - sia una proposta di rottura di schemi che considero ormai logorati dal tempo, ed è altrettanto chiaramente detto che la proposta è espressa in modo pragmatico, ma che attendo di discuterla prima di tutto con i diretti interessati.I quali sono sì gli autori dei 'colpi di genio', ma altresì i fruitori della loro opera - cioè noi tutti. Ed occorre forse qualche parola dura, per far sentire l'urgenza di un'azione adesa e per compattare le doglianze velleitarie in un discorso più concreto, anche se la stada da percorrere nel senso di una nuova e moderna definizione del diritto dell'autore è sicuramente lunga ed accidentata.Insomma, pur rendendomi conto che il cancro è radicato meglio di un tartufo ad una quercia, non vorrei che - definitavamente disgustati da una situazione iniqua - ci si accontentasse di continuare ad aggirarla 'illegalmente', senza comprendere con tutta chiarezza che in tal modo si fa il gioco delle controparti.Per tutte queste ragioni, ho scritto anche al collega Gavalotti.Vediamo cosa si riesce a far accadere...
          • gian_di scrive:
            Re: Grazie SIAE
            - Scritto da: alfridus
            Caro gian_di!

            Concordo sulla diagnosi, ma permettimi di
            dissentire circa la
            prognosi.

            In altri termini: hai ragione a descrivere la
            situazione come la descrivi - ma credo ancora che
            si possa smuovere la massa un po' 'bovina' che se
            la prende dove non batte il sole, limitandosi a
            lagnarsi su queste colonne senza fare
            altro.

            E' chiaro che la mia proposta - per altro
            serissima dal punto di vista della volontà di
            realizzarla - sia una proposta di rottura di
            schemi che considero ormai logorati dal tempo, ed
            è altrettanto chiaramente detto che la proposta è
            espressa in modo pragmatico, ma che attendo di
            discuterla prima di tutto con i diretti
            interessati.

            I quali sono sì gli autori dei 'colpi di genio',
            ma altresì i fruitori della loro opera - cioè noi
            tutti. Ed occorre forse qualche parola dura, per
            far sentire l'urgenza di un'azione adesa e per
            compattare le doglianze velleitarie in un
            discorso più concreto, anche se la stada da
            percorrere nel senso di una nuova e moderna
            definizione del diritto dell'autore è sicuramente
            lunga ed
            accidentata.

            Insomma, pur rendendomi conto che il cancro è
            radicato meglio di un tartufo ad una quercia, non
            vorrei che - definitavamente disgustati da una
            situazione iniqua - ci si accontentasse di
            continuare ad aggirarla 'illegalmente', senza
            comprendere con tutta chiarezza che in tal modo
            si fa il gioco delle
            controparti.

            Per tutte queste ragioni, ho scritto anche al
            collega
            Gavalotti.

            Vediamo cosa si riesce a far accadere...Beh, sono un fatalista ma sono anche un testardo e in genere, nonostante il fardello di contraddizioni che inevitabilmente porto sul groppone, cerco di essere coerente e attuare nel mio piccolo quello che mi piacerebbe vedere attuato su larga scala.Con questo non voglio dire di essere un fervente e rigoroso seguace del boicottaggio, ma lo applico individualmente per parecchi beni e servizi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Grazie SIAE
            Grazie.Mi hai chiuso molti cerchi di discorsi che avevo appesi.E' triste vedere le cose cosi ma ammetto che e' la pura verità.:-(
    • frank72 scrive:
      Re: Grazie SIAE
      Ma non è che con quella pipa violi i diritti morali dell'autore del pinguino? ;-)
      • gian_di scrive:
        Re: Grazie SIAE
        - Scritto da: frank72
        Ma non è che con quella pipa violi i diritti
        morali dell'autore del pinguino?
        ;-)direi che hai ragione :| E non solo di Linus, anche di Patrick Stasera cambierò avatar :(
        • Anonimo scrive:
          Re: Grazie SIAE
          - Scritto da: gian_di

          - Scritto da: frank72

          Ma non è che con quella pipa violi i diritti

          morali dell'autore del pinguino?

          ;-)

          direi che hai ragione :|
          E non solo di Linus, anche di Patrick
          Stasera cambierò avatar :( Stai cercando di spacciarti per Patrick J. Volkerding? Paga ladrone! :@E mettititi 'sto avatar subito subito![img]http://www.slackware.com/~msimons/slackware/grfx/shared/slack-penguin-color.gif[/img] :D
  • Anonimo scrive:
    Associazione a delinquere, lo capiamo?
    Leggendo l'intervista del responsabile delle arti figurative mi è venuto spontaneo pensare: questo è un esponente di una società a delinquere.Quando la gente, gli italiani, il governo, si renderanno conto che ci sono persone che lavorano per una società legittimata ad estorcere denaro, in nome di leggi del 1941 interpretate arbitrariamente e adattate alla realtà del 2007, per conto di una ristretta cerchia di grandi speculatori (e non di tutti gli iscritti paganti!! - si veda inchiesta di Report -), sarà sempre ora.Fino a quel momento ci si deve rendere conto che esiste una pura associazione a delinquere.Se fosse vero che tutti i soldi che entrano venissero ridistribuiti da tutti gli iscritti non ci sarebbe nulla da obbiettare. Visto e documentato dall'inchiesta Report, e confermato da chi ci lavora, che così non è. E' necessaria una spstanziale riforma e una severa presa di posizione del governo che deve porre fine a un comportamento criminale di appropriazione indebita di denaro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Associazione a delinquere, lo capiam
      Ma se proprio chi sta al governo aveva promesso in sede di campagna elettorale una presa di posizione piu' marcata nei confronti di questo fenomeno vergognoso !Invece come e' palesemente dimostrabile, nessuno ha mosso un dito per combattere questa problematica sociale che impoverisce il paese e frena l'economia, la creativita' e la liberta' di espressione, senza per questo tutelare in minima parte gli iscritti SIAE, che solo in rare eccezioni percepiscono somme adeguate (e poi alcuni ... vabbe')Caro amico, inutile che speri in un intervento del Governo o della politica in generale.Se proprio vuoi coltivare una speranza, spera che qualche sito online con molti contatti (P.I. o chi per lui ad esempio :D ) faccia della pesante promozione a favore della PETIZIONE per abolire la SIAE.Da noi l'unico modo per smuovere le acque e' quello di far da soli.Come la cronaca ci insegna.
  • Anonimo scrive:
    e' ancora commisariata?
    Che guardasse alle porcherie al suo interno prime...E poi prendersela con un insegnante... solo perché lo sanno che se mirassero a chi i reati li fa veramente no ne cavanoun ragno dal buco..così invece perseguitano una brava persona facendo leva sulla sua coscienza e facendola sentire come un terrorista...Gli auguro di rimanere chiusi per giorni in un ascesore e di impazzire sentendo sempre lo stesso motivetto allo sfinimento, perché è stata pagata la SIAE solo per quel pezzo!
  • Anonimo scrive:
    Vedrete...
    che succederà quandi questi signori si accorgeranno che possono far pagare chiunque abbia una musichetta di sottofondo sul proprio sito flash... :( :s @^
    • Anonimo scrive:
      Re: Vedrete...
      Io lavoro per una grossa agenzia web.La gestione dei diritti per immagini video e musica ti posso assicurare che e' un delirio (e una super rottura di palle).Per le musiche (dove raramente le usiamo) ora ci affidiamo ad uno studio che fa sound design.Paghiamo (molto) e otteniamo diritti su internet senza limitazoni temporali.Per i video c'e' da impazzire.Capita pure che i clienti ci forniscano "roba loro" ma che si sopra che "non ha i diritti per internet" (filmato pubblicitario degli anni '70)Sai già che succede quado dopo 1 mese di madonne riesci a rintracciare il tal dei tali che aveva fatto quella cosa e lo stolto capisce che ha da spremere per dare l'ok all'utilizzo "internet"....Mah...Personalmente penso sia una schifezza tutto l'argomento.Non sono capace a fare fotografie ma aprirei una banca immagini (che a livello tecnico mi faccio in 1 mese di lavoro par time) o video.C'e' da fare veramente tanti soldi.Provate a guardare cosa costa un'immagine da usare x una homepage, 1 mese, tutto il mondo.Fatevi due risate
      • Anonimo scrive:
        Re: Vedrete...
        e i soldi per le musichette di attesa dei centralini?vi siete chiesti perche si sentono sempre le stesse?Perche il pagamento e' annuale e va scelta la musica da una lista GIA' DECISA.Chiaro che piu la musichetta e' carina PIU COSTA.Quindi tutte le aziende usano sempre le stesse schifose.Quando hanno messo il centralino qui mi hanno girato la lista (coi prezzi) e schifati abbiamo dovuto scegliere tra dissanguarci e far aspettare la gente ascoltando merx...
  • Anonimo scrive:
    L'intervista di Report sulla Siae
    Segnalo l'intervista di Report sulla Siae:www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.htmlSecondo il mio punto di vista, la Siae, come tutte le istituzioni che tutelano le opere dell'ingegno, sono una palla al piede per lo sviluppo economico e culturale dell'umanità, perché facendoti pagare quel balzello di tassa, la Siae ti espropria e frena la libera circolazione delle idee.E là dove le idee non circolano, non ci sono progetti, non c'è sviluppo.
    • Anonimo scrive:
      Re: L'intervista di Report sulla Siae
      - Scritto da:
      Segnalo l'intervista di Report sulla Siae:

      www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,2

      (...)
      E là dove le idee non circolano, non ci sono
      progetti, non c'è
      sviluppo.Molto giusto. Aggiungo due cose:1) Gli artisti traggono la loro forza (e i loro guadagni) dall'abbondanza di circolazione delle loro opere; gli enti come la SIAE, al contrario, traggono i loro guadagni dall'imposizione di restrizioni e dall'applicazione del principio di scarsità. Le due cose sono in palese conflitto.2) I mercificatori delle idee, come la SIAE appunto, equiparano il diritto di autore a un diritto di proprietà; cosa che evidentemente non è, altrimenti non ci sarebbe bisogno di leggi ad-hoc per tutelarlo, ma basterebbero quelle che relgolano le proprietà materiali (e penso che la SIAE sarebbe felicissima se si applicassero queste ultime, invece del copyright).
  • Anonimo scrive:
    la mia esperienza
    Io, oltre alla solidarietà e alla firma sulla petizione, posso portare la mia esperienza con la SIAE:http://www.blogga.name/blog/due_sciocchezzuole/cose_mie/2006/11/03/a_tu_per_tu_con_la_siae
    • Anonimo scrive:
      Re: la mia esperienza
      La cosa vergognosa e' che questo Governo CI AVEVA PROMESSO di far qualcosa in merito ad una situazione ormai fuori controllo.Invece...eccoci qui.
      • Anonimo scrive:
        Re: la mia esperienza
        Propaganda da due soldi. Ci sono ancora quattro e passa anni per mantenere la promessa.
        • Anonimo scrive:
          Re: la mia esperienza
          - Scritto da:
          Propaganda da due soldi. Ci sono ancora quattro e
          passa anni per mantenere la
          promessa.Promesse da due soldi. Sono 40 governi e passa che ci promettono tutti le stesse cose.
      • Anonimo scrive:
        Re: la mia esperienza
        - Scritto da:
        La cosa vergognosa e' che questo Governo CI AVEVA
        PROMESSO di far qualcosa in merito ad una
        situazione ormai fuori
        controllo.

        Invece...eccoci qui.perlomeno questo governo l'ha promesso, l'altro ANDAVA A BRACCETTO, CON "CERTA" GENTE..perlomeno la sinistra un minimo sforzo di migliorare le cose e combattere la disonesta' l'ha fatto vedere, altro che condono fiscale.a me questo governo va bene (va meglio, forse e' il caso di dire) e lo votero' ancora.meglio avere la cacca fino al ginocchio che sopra le orecchie.
        • Anonimo scrive:
          Re: la mia esperienza

          perlomeno questo governo l'ha promesso, l'altro
          ANDAVA A BRACCETTO, CON "CERTA"
          GENTE..Anche l'altro prometteva "Un milione di posti di lavoro ...." e proprio per quello è deceduto, se tanto mi da tanto ...
          perlomeno la sinistra un minimo sforzo di
          migliorare le cose e combattere la disonesta'
          l'ha fatto vedere, altro che condono
          fiscale.è vero ha fatto l'indulto ....
          a me questo governo va bene (va meglio, forse e'
          il caso di dire) e lo votero'
          ancora.
          meglio avere la cacca fino al ginocchio che sopra
          le orecchie.Contento tu, il problema italico è proprio che la gente si accontenta, non è meglio per nulla avere la cacca alle ginocchia, il meglio è non averla proprio: non credo sia una pretesa esagerata quella di avere una classe politica capace (o forse si ?!?!). Qui da noi invece si vota uno per non votare l'altro e viceversa, ci rendiamo conto di questo ...
    • Anonimo scrive:
      Re: la mia esperienza
      - Scritto da:
      Io, oltre alla solidarietà e alla firma sulla
      petizione, posso portare la mia esperienza con la
      SIAE:
      http://www.blogga.name/blog/due_sciocchezzuole/cosNel tuo sito eviti lo SPAM ma lo stai facendo qui... non dirmi che la tua esperienza sia così significativa, lo sanno tutti che si paga la SIAE per feste e matrimoni, mi sembra più una pubblicità per il tuo blog.
      • Anonimo scrive:
        Re: la mia esperienza

        Nel tuo sito eviti lo SPAM ma lo stai facendo
        qui... non dirmi che la tua esperienza sia così
        significativa, lo sanno tutti che si paga la SIAE
        per feste e matrimoni, mi sembra più una
        pubblicità per il tuo
        blog.Secondo me ha fatto bene a postare.Io sto raccogliendo tutti i vari interventi sui blog in rete riguardo alla vergognosa situazione SIAE in Italia e ho poi intenzione di fare un bel pacchettino da spedire alle associazioni.Magari oggi e' legale comportarsi cosi', ma non si sa mai in futuro... ;)
        • Anonimo scrive:
          Re: la mia esperienza

          Secondo me ha fatto bene a postare.
          Io sto raccogliendo tutti i vari interventi sui
          blog in rete riguardo alla vergognosa situazione
          SIAE in Italia e ho poi intenzione di fare un bel
          pacchettino da spedire alle
          associazioni.

          Magari oggi e' legale comportarsi cosi', ma non
          si sa mai in futuro...
          ;)Si ma cosa c'è di nuovo? che esperienza ha avuto? Come se io raccontassi "Sono andato a pagare il canone RAI alla posta, hanno voluto ben 109 euro!"E grazie, lui è andato a pagare la tassa SIAE con suo cugino, fine. Tra l'altro è così breve la storia che poteva copiarla ed incollarla nel post. Quindi, secondo me, voleva più che altro farsi della pubblicità al blog.
          • Anonimo scrive:
            Re: la mia esperienza
            non volevo fare nessuna pubblicità (figurati cosa me ne viene in tasca, poi)però hai ragione: ho sbagliato e me ne scuso.è solo che mi è venuto più semplice incollare un link che un testo (sia pure breve)
          • Anonimo scrive:
            Re: la mia esperienza
            Secondo me, quando si parla di spammate, vanno considerati 2 aspetti :1-Se il sito e' utile o meno ai fini della discussione2-Se ci sono ads, banner, porcate, roba che ti logga, registrazioni obbligatorie, etc...Una spammata per me e' quando chi posta nella discussione ti piazza il suo link, senza aggiungere nulla, oppure quando copiazza mezzo post e ti rimanda al suo sito, che guarda caso ha banner di tutti i generi e magari obbliga alla registrazione.Un blog "nudo e crudo" a mio avviso non rappresenta una spammata, rappresenta solo l'autore che vuol far conoscere la sua opinione ;)
  • Anonimo scrive:
    LA SIAE È COME LA MAFIA
    Semplicemente non se ne può più di questa gentaglia.
    • Anonimo scrive:
      Re: LA SIAE È COME LA MAFIA
      No, sbagli la SIAE non e' come la mafia, e' la nuova gestapo della cultura. S.I.A.E mai acronimo fu piu' azzecato, Societa' Italiana Autorizzata alle Estorsioni.
      • Anonimo scrive:
        Re: LA SIAE È COME LA MAFIA
        - Scritto da:
        No, sbagli la SIAE non e' come la mafia, e' la
        nuova gestapo della cultura.

        S.I.A.E mai acronimo fu piu' azzecato, Societa'
        Italiana Autorizzata alle
        Estorsioni.Occhio ragazzi, che vi mandano i picciotti a casa ! Questa e' gente che non scherza eh ;)
        • Anonimo scrive:
          Re: LA SIAE È COME LA MAFIA


          Occhio ragazzi, che vi mandano i picciotti a casa
          !


          Questa e' gente che non scherza eh ;)Sempre pronta la collezione di armi bianche e una bella buca in giardino, e anche una scorta di sacchi di calce viva....Avanti, c'e' posto.
          • Anonimo scrive:
            Re: LA SIAE È COME LA MAFIA

            Sempre pronta la collezione di armi bianche e una
            bella buca in giardino, e anche una scorta di
            sacchi di calce
            viva....

            Avanti, c'e' posto.Br pure tu ?...
          • 5ze247940 scrive:
            Re: LA SIAE È COME LA MAFIA
            Quando una rabbia viene a lungo repressa porta solitamente ad uno sfogo incontrollabile e violento...Credo centri piu con la natura umana che con le br...
          • Anonimo scrive:
            Re: LA SIAE È COME LA MAFIA
            - Scritto da: 5ze247940
            Quando una rabbia viene a lungo repressa porta
            solitamente ad uno sfogo incontrollabile e
            violento...
            Credo centri piu con la natura umana che con le
            br...Ero ironico sopra... so bene che i meccanismi sociali sono nati prima dell'appartenenza politica.Solo che uno che mi risponde "Tengo pronto il fucile e il bazooka"... :Dvabbe'
  • Anonimo scrive:
    Tutta la mia solidarietà
    Se posso aiutarti in qualche modo, proponi pure...(apple)(linux)
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