ADSL sì vicina sì lontana

Ne parla un lettore, alle prese con l'ennesimo problema di copertura. La soluzione? Un difficoltoso ponte wi-fi
Ne parla un lettore, alle prese con l'ennesimo problema di copertura. La soluzione? Un difficoltoso ponte wi-fi


Roma – Spett.le redazione di Punto Informatico. Vi seguo già da un po’ di tempo specialmente interessato alle tematiche della banda larga. Mi sono trasferito da Roma alla provincia di Latina, precisamente Terracina, la quale è quasi completamente coperta dal wholesale di Telecom Italia.

In breve, ci sono 3 centrali coperte, è in previsione di copertura per “maggio 2005” (ma credo che non sia stato rispettata la tempistica prevista sul sito wholesale di t.i.) la centrale di Borgo Hermada (frazione di Terracina), è coperta San Felice Circeo, Sabaudia e tante altre zone intorno alla mia.

Insomma sono circondato dall’ADSL ma la mia centrale (e forse anche Borgo Hermada, ma almeno la danno in previsione! quindi chissà…) NO. In pratica ho a circa 1,5 km in linea d’aria (+ o -) da me siti dove poterla attivare. Sto pensando di fare un ponte Wi-Fi, ma questo comporta non solo costi notevoli, per apparecchiature, antenne, cavi, installazione, etc., ma anche il fatto di chiedere a qualcuno (e non conosco NESSUNO) di ospitarmi almeno un apparecchio con antenna, più il cavo e fornirmi di elettricità, insomma un fastidio enorme, che puo’ causare anche attriti (ho provato a contattare uno ma già sento nell’aria che non posso chiedergli più di tanto….) che vorrei assolutamente evitare.

Per quanto riguarda la questione legale non c’è problema perchè il beam (utilizzando antenne direttive e/o a parabola) passerebbe interamente su zone private, quindi niente aree pubbliche… Pero’, perché io devo caricarmi dei seguenti costi quando è mio diritto avere l’accesso alla banda larga sulla mia centrale?
– Linea ADSL su cavo dati dedicato, con tanto di costo di attivazione che Telecom non sconta come per le ADSL su linea fonica;
– router ADSL;
– access point wi-fi da collegare al router (oppure router con a.p. integrato);
– antenna direttiva ad alto guadagno per l’a.p. del router;
– antenna direttiva ad alto guadagno per la ricezione in casa mia;
– a.p. da collegare al pc.

Senza contare non solo il fastidio di chiedere il favore allo sconosciuto, ma anche che in caso di problemi al router o all’access point o al router-ap dovrei recarmi fisicamente al sito dove l’ho installato e accederci per poter fare l’eventuale reset (non vado certo a disturbare la persona di cui sopra); e se succede di notte? Non posso mica disturbare di notte! Così se mi manca la linea o devo fare avanti indietro o devo pure aspettare il giorno dopo!

Tutto questo si risolverebbe se le sperimentazioni sul WiMax fossero celeri e la legislazione altrettanto. Io non so più dove sbattere la capoccia e, o faccio quel progetto di cui sopra, con pregi e difetti conseguenti, o, come si dice, mi attacco al tram.

Lettera non firmata

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05 06 2005
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