AGCOM, tira e molla sul copyright

L'authority italiana può operare sulla Rete italiana contro le violazioni del diritto d'autore? Dal governo e dalle Nazioni Unite emergono pareri discordanti
L'authority italiana può operare sulla Rete italiana contro le violazioni del diritto d'autore? Dal governo e dalle Nazioni Unite emergono pareri discordanti

AGCOM può emanare il regolamento che affida alla stessa autorità amministrativa il potere di tagliare fuori dalla rete italiana i siti ritenuti responsabili di violazione del diritto d’autore senza l’intervento dell’autorità giudiziaria? Il dibattito ferve da mesi, da quando ad AGCOM si fatta carico della responsabilità di tracciare il quadro dell’ enforcement tricolore della tutela del copyright. Le ultime due voci ad esprimersi a riguardo, l’una del sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali Simonetta Giordani, l’altra del relatore speciale per la Promozione e Tutela della Libertà di Informazione delle Nazioni Unite Frank La Rue, mostrano che la frattura è più aperta che mai.

AGCOM avrebbe tutte le carte in regola per procedere, ha spiegato Giordani rispondendo ad una interrogazione parlamentare depositata da Gennaro Migliore (Sel): a supporto del ruolo di AGCOM nel contrasto alla violazione del diritto d’autore online ci sarebbero le leggi italiane e il quadro normativo europeo . Dall’ articolo 11 della legge 18 del 2000 che modifica la legge sul diritto d’autore attribuendo al Garante poteri di vigilanza e e di ispezione, passando per gli articoli 14 , 15 e 16 del decreto legislativo n. 70 del 2003, che affidano anche ad un’autorità amministrativa il compito di porre fine alle violazioni, e per l’articolo 32-bis introdotto dal Decreto Romani nel Testo Unico dei servizi dei media audiovisivi e radiofonici: tutte queste disposizioni concorrerebbero a legittimare “l’attribuzione all’Autorità di compiti di vigilanza sulle modalità di distribuzione dei servizi e dei prodotti e della potestà di emanare regolamenti nei settori di competenza”.

Giordani illustra a grandi linee i programmi dell’authority e spiega come potrebbero allentare la sorveglianza che l’industria dei contenuti esercita sull’Italia, compresa anche nell’ ultimo report Special 301 , stilato dall’Office of the United States Trade Representative (USTR). Senza però violare alcun diritto dei cittadini della Rete: “non sembra che lo schema di regolamento in esame si ponga in contrasto con l’articolo 19 (libertà di espressione) della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, mentre potrebbe fornire un contributo rilevante nella tutela delle previsioni dell’articolo 27 della medesima Dichiarazione, che, al comma 2, stabilisce che Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore. “. “La tempistica e la sequenza procedurale, molto articolata, seguita dall’Autorità non appare violativa dei diritti di partecipazione e sembra rispettosa del principio del contraddittorio”, assicura Giordani.

A sollevare invece delle perplessità è il relatore speciale dell’ONU Frank La Rue , che già aveva espresso dubbi riguardo al ruolo che si vorrebbe attribuire all’autorità amministrativa italiana: nell’anticipare la relazione che contiene le raccomandazioni che le Nazioni Unite formuleranno al governo italiano il prossimo anno ( pubblicata dal Corriere delle Comunicazioni ), La Rue spiega che “Uno dei motivi di preoccupazione riguarda il ruolo di Agcom nella predisposizione di sanzioni in materia di proprietà intellettuale, perché ritengo questa una prerogativa del Parlamento”. “Se l’Agcom può per legge applicare alcune restrizioni ai contenuti online – osserva il relatore speciale delle Nazioni Unite – la rimozione di un contenuto online dovrebbe essere stabilita dall’organo giudiziario caso per caso”.

“Tutte le normative che disciplinano i diritti costituzionali, in particolare se riguardano la libertà di espressione, dovrebbero essere approvate dal Parlamento”, ha scritto La Rue nella propria relazione, una istanza alla quale ha fatto eco il Ministro degli Esteri Emma Bonino , che ritiene si tratti appunto “di una prerogativa del Parlamento” e che si augura che “quanto prima Camera e Senato arrivino a una normazione della delicata materia. Al momento opportuno il governo farà la sua parte”. Una istanza che in qualche modo collima quelle del sottosegretario Giordani, aperta ad eventuali iniziative parlamentari “senz’altro auspicabili” se in linea con le disposizioni europee in vista della riforma del quadro del diritto d’autore e tenendo conto di “quelle che debbono essere le responsabilità da esercitare da parte di questo Ministero e quelle spettanti all’Agcom”. Non è dato sapere se la proposta del senatore Casson, che solleverebbe AGCOM dal ruolo di sceriffo della Rete italiana, sia fra quelle contemplate dal sottosegretario Giordani.

Gaia Bottà

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

19 11 2013
Link copiato negli appunti