UE, verso il mercato unico del copyright

Una sola licenza per servizi su scala europea. Contro la frammentazione della gestione del diritto d'autore, per platee più variegate e artisti gratificati

Roma – Un unico processo di negoziazione delle licenze per gli artisti e per chi rappresenta i loro diritti, per consentire a chi vive della creatività di proporsi sul mercato europeo senza impantanarsi in lungaggini burocratiche che non sanno tenere il passo con l’agilità del mercato dei contenuti della Rete. È questo l’obiettivo a cui guarda una proposta approvata nelle scorse ore dalla commissione JURI del Parlamento Europeo.

L’esigenza della creazione di licenze paneuropee , in un mercato del diritto d’autore troppo spesso elefantiaco e di fatto costellato di eccezioni , ha iniziato ad accendersi quasi un decennio fa , quando l’urgenza di abbracciare le opportunità del digitale si è fatta più evidente. L’idea di un mercato unico della gestione dei diritti, fondamentale per non farsi sopraffare dal passato, ha convinto anche gli attori più dubbiosi , SIAE compresa . Parallelamente alle iniziative delle singole collecting society come il consorzio Armonia , sono stati avviati dibattiti istituzionali per guidare e regolamentare una evoluzione ormai imprescindibile.

Tassello di una più estensiva riforma del diritto d’autore del Vecchio Continente, le licenze paneuropee sembrano mettere d’accordo tutti, sul mercato così come presso le istituzioni: la proposta di direttiva è stata votata all’unanimità dai 22 membri della Commissione, “per la prima volta nella commissione giuridica – sottolinea la relatrice della proposta Marielle Gallo, in passato favorevole ad ACTA – abbiamo ottenuto un accordo all’unanimità su un documento in materia di copyright”, al di là del colore politico e dei diversi atteggiamenti rispetto al tema dei contenuti digitali.

La proposta prevede che i fornitori di servizi online potranno muoversi più agevolmente rivolgendosi ad un’unica entità per ottenere le licenze e gestire le opere di artisti localizzati in diversi paesi d’Europa , fino ad ora assistiti da diverse società di raccolta dei diritti che operano altresì con modalità profondamente diverse. Ciò dovrebbe rappresentare una iniezione di dinamismo capace di sospingere il mercato dei servizi online dedicati ai contenuti, spiega Gallo, scongiurando un futuro in cui siano colossi come iTunes a dettare le regole del mercato.

Autori e detentori dei diritti saranno dunque proiettati su un mercato dei contenuti più competitivo , potranno raggiungere facilmente un pubblico più vario e vivace. E per loro sono previste agevolazioni e garanzie: più libertà nella scelta della collcting society a cui affidarsi ( monopoli permettendo ), condizioni di licenza paritarie per ogni tipo di repertorio, compensazioni distribuite entro tre mesi dall’anno fiscale.

Un passo avanti per il mercato, un passo avanti per gli artisti, capace di ampliare il panorama della cultura per i cittadini. “Il prossimo iTunes dovrebbe essere europeo – questo l’ auspicio di Gallo – al servizio dei cittadini e della diversità culturale”.

Gaia Bottà

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      Re: Beh dal punto di vista loro...
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