al-Jazeera oscurato su Internet

Libertà di stampa a rischio


Non sembra una semplice operazione di qualche cracker quello che ha colpito il sito della televisione araba al-Jazeera, secondo alcuni si tratta di un attacco DoS prolungato che di fatto rende inaccessibili a chiunque le pagine del sito da ormai oltre due giorni.

Secondo quanto riportano varie fonti il problema sarebbe cominciato dopo la pubblicazione di filmati e fotografie dei prigionieri americani catturati nel corso della guerra in Iraq.

Secondo Jihad Ali Ballout, portavoce dell’emittente del Qatar, c’è stato un “frontale, crudele attacco alla libertà di stampa”.

I dirigenti di al-Jazeera contano di riuscire a ristabilire il sito in arabo nelle prossime ore ma hanno ammesso che potrebbero servire settimane per il servizio in inglese.

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  • Anonimo scrive:
    Double face
    io ho risolto il problema mettendo online due versioni del sito, dalla home page si può scegliere se entrare in quella ottimizzata per accessibilità (ma anche vecchi browser o connessioni lente) o quella più "spinta" con impaginazione e grafica un pò + spinte.. cosi' ognuno è libero di scegliere ;-)cmq lo Stato non sta obbligando nessuno se non la P.A. a fare siti accessibili, mi sembra un provvedimento alquanto rispettoso della libertà dei privati, non credo che il bollino possa essere un fattore tanto discriminante. al max sarà un vanto per chi potrà esporlo..l'importante è che si facciano dei controlli veri: tempo fa una webagency di cui non farò il nome ha soffiato a quella dove lavoro un appalto per il sito di una Onlus.. risultato? il sito funziona correttamente solo con IE su PC.. sui Netscape un pò vecchiotti e su Mac è completamente "smembrato" o invisibile.. bella accessibilità!!!!! e parliamo di Onlus!!!!!!
    • rscano scrive:
      Re: Double face
      - Scritto da: Anonimo
      cmq lo Stato non sta obbligando nessuno se
      non la P.A. a fare siti accessibili, mi
      sembra un provvedimento alquanto rispettoso
      della libertà dei privati, non credo che il
      bollino possa essere un fattore tanto
      discriminante. al max sarà un vanto per chi
      potrà esporlo..L'obbligo - se la proposta normativa non verrà snaturata - è di tutti quei siti di realtà pubbliche, di pubblica utilità e che in generale beneficiano di contributi pubblici.Per quanto riguarda il bollino, vale *se e solo se* si riferisce a degli standard internazionali altrimenti è una delle tante *patacche* che si vedono in giro....
      l'importante è che si facciano dei controlli
      veri: tempo fa una webagency di cui non farò
      il nome ha soffiato a quella dove lavoro un
      appalto per il sito di una Onlus..
      risultato? il sito funziona correttamente
      solo con IE su PC.. sui Netscape un pò
      vecchiotti e su Mac è completamente
      "smembrato" o invisibile.. bella
      accessibilità!!!!! e parliamo di Onlus!!!!!!Se ci fosse stata la legge, la ONLUS (che solitamente beneficia di finanziamenti pubblici) doveva fare il sito accessibile :)
  • Anonimo scrive:
    Non è quì che dovevi scrivere...
    questi problemi devi esporli al tuo analista. Lui ti può aiutare, non è un problema di software
  • Anonimo scrive:
    Che ignoranza

    Penso ai disabili, a persone che per loro caratteristiche fisiche o intellettive sono diverse da una normalità peraltro così difficile da definire."diverse"??Chiamare i disabili "diversi" sai cosa vuol dire?"normalità"??Ti informo che io, come la maggior parte delle persone, non sono "normale", bensì "normodotato".Pura considerazione sociale e morale, non voglio trattare l'argomento dal punto di vista tecnico o economico.Federico!
    • Anonimo scrive:
      Re: Che ignoranza
      Ma non dire stron?ate!!!!!Cerca di capire il fulcro della discussione e aziona il cervello prima di digitare... demagogo!
      • Anonimo scrive:
        Re: Che ignoranza
        - Scritto da: Anonimo
        Ma non dire stron?ate!!!!!
        Cerca di capire il fulcro della discussione
        e aziona il cervello prima di digitare...
        demagogo!Risposta facendo copia/incolla da una battuta divenuta molto vecchia. Forse ti credi spiritoso
    • afiorillo scrive:
      Re: Che ignoranza
      Eccone un altro che chiama "operatore ecologico" lo spazzino. Il giorno che qualcuno riuscirà a spiegarmi il perchè di queste pippe mentali, sarà un bel giorno.Cerca di andare al di là delle singole parole e prova a cogliere il senso del discorso: vedrai che l'Autore della lettera la pensa, su molte cose, esattamente come te.Saluti,Angelo
    • Anonimo scrive:
      Re: Che ignoranza
      Forse per tua moglie sei "normodotato", ma qui si parla d'altro.
      • Anonimo scrive:
        C.V.D. (Risposta cumulativa)
        Come da soggetto.Persone come voi meriterebbero di _sentirsi_ diversi, o di avere parenti/amici che lo siano, solo cosi' capirebbero.Intanto avete dimostrato proprio quello che ho detto nel mio post: ignoranza dilagante.NB: non ho intenzione di rispondere a vostri eventuali altri post, non ne vale la pena.Fede
        • Anonimo scrive:
          Re: C.V.D. (Risposta cumulativa)
          C.V.D. l' ingoranza senza dubbio è la tua, nel senso che ignori quello che voleva dire l'autore dell'articolo.NB: Nemmeno io ho intenzione di continuare il discorso con altri tuoi post, comunque in questo modo cessa il dialogo e non resta gran che.Lotar - Scritto da: Anonimo
          Come da soggetto.
          Persone come voi meriterebbero di _sentirsi_
          diversi, o di avere parenti/amici che lo
          siano, solo cosi' capirebbero.

          Intanto avete dimostrato proprio quello che
          ho detto nel mio post: ignoranza dilagante.

          NB: non ho intenzione di rispondere a vostri
          eventuali altri post, non ne vale la pena.


          Fede
  • Anonimo scrive:
    Anche questa è libertà
    Sono pienamente d'accordo con l'autore della lettera.Il punto non è tanto stare dalla parte "giusta" o da quella "sbagliata", quanto essere liberi di defnire da sè quello che è giusto e quello che è sbagliato.Mi riferisco soprattutto ad una certa tendenza nel giustificare azioni coercitive e palesemente illiberali perchè, secondo "canoni universalmente condivisi" (universalmente? se lo fossero veramente in modo universale non ci sarebbe bisogno di ribadirli), sono azioni definite "giuste", "civili" etc.Esempio lampante: il silenzio-assenso per la donazione degli organi. Rientra nel concetto di libertà personale voler donare i propri organi, non volerlo fare, oppure sbattersene della questione, senza che nessuno si arroghi il diritto di appropriarsi degli organi altrui.
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche questa è libertà
      ma che coda di paglia..........allora.. in definitiva.. visto che sei d'accordo con l'autore dell'articolo....Lui sta dicendo "Lo stato non mi costringerà mai a fare un sito accessibile se non voglio farlo!!!!! VIVA LA LIBERTA'!!!"il problema di fondo è che sta dicendo un'emerita ca§§@ta perchè lo stato non ha mai avuto intenzione di obbligare il privato cittadino a fare un sito accessibile....capirai che quindi urlare ai quattro venti VIVA LA LIBERTA' quando nessuno vuole privartene è un po' pleonastico.. non trovi?:-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Anche questa è libertà
        - Scritto da: Anonimo
        ma che coda di paglia..........

        allora.. in definitiva.. visto che sei
        d'accordo con l'autore dell'articolo....

        Lui sta dicendo "Lo stato non mi costringerà
        mai a fare un sito accessibile se non voglio
        farlo!!!!! VIVA LA LIBERTA'!!!"

        il problema di fondo è che sta dicendo
        un'emerita ca§§@ta perchè lo stato non ha
        mai avuto intenzione di obbligare il privato
        cittadino a fare un sito accessibile....

        capirai che quindi urlare ai quattro venti
        VIVA LA LIBERTA' quando nessuno vuole
        privartene è un po' pleonastico.. non trovi?

        :-)E aggiungo che sarebbe più costruttivo far sentire tutta questa voglia repressa di libertà in altre vicende umane dove sarebbe veramente utile...... non credi?
        • Anonimo scrive:
          Re: Anche questa è libertà
          - Scritto da: Anonimo
          E aggiungo che sarebbe più costruttivo far
          sentire tutta questa voglia repressa di
          libertà in altre vicende umane dove sarebbe
          veramente utile...... non credi?C.V.D.
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            no... C.V.D. cosa?io non parlo a sigle.... mi sembra di aver circostanziato abbastanza la mia posizione.. un inutile C.V.D. non nega nè attesta niente...è un comodo e sbrigativo modo di gestire una discussione, ma non ha nessuna forza di ragione...Cosa vorrebbe significare il tuo come volevasi dimostrare?
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo
            no... C.V.D. cosa?

            io non parlo a sigle.... mi sembra di aver
            circostanziato abbastanza la mia posizione..
            un inutile C.V.D. non nega nè attesta
            niente...

            è un comodo e sbrigativo modo di gestire una
            discussione, ma non ha nessuna forza di
            ragione...

            Cosa vorrebbe significare il tuo come
            volevasi dimostrare?Tu dici "sarebbe più costruttivo far sentire tutta questa voglia repressa di libertà in altre vicende umane dove sarebbe veramente utile". In questo modo ti arroghi il diritto di decidere cosa è "veramente" utile e cosa non lo è. Proprio quello che contestavo nel primo post.
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            che sofismi ignoranti..............stai demonizzando una cosa che è giusta per colpa della tua ignoranza in materia.. e invece di avere l'umiltà di accettare consigli o informazioni da chi è più informato di te ne fai un gioco di parole... è una discussione completamente sterile... non ritengo sia nemmeno il caso di continuarla....se vuoi un giorno ci facciamo una partita di retorica... magari quando entrambi nno avremo veramente niente da fare...
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo
            che sofismi ignoranti..............

            stai demonizzando una cosa che è giusta per
            colpa della tua ignoranza in materia.. e
            invece di avere l'umiltà di accettare
            consigli o informazioni da chi è più
            informato di te ne fai un gioco di parole...Non sto demonizzando nulla e non sto facendo nessu gioco di parole. Tra l'altro ho citato un grave episodio di cui non si parla mai abbastanza (la legge sul silenzio assenso, che, per fortuna, non è mai stata promulgata).Nessun ti dà il diritto di insultare le altre persone. Se non sei in grado di sostenere una discussione che va al di là del "non ti obbliga nessuno" evita di cominciarla.
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            scusa.... guarda che non è una questione di opinioni....le legge varrà per la P.A. e tu singolo fai quello che vuoi... non mi sembra il caso di scomodare principi che qui non sono assolutamente chiamati in causa...Sei tu che forse dovresti considerare che non perchè ne hai la capacità hai diritto di imbastire una disquisizione polemica e demagogica sul nulla più totale...nessuno obbliga il privato a fare niente quindi non tiriamo fuori discorsi stupidi sulla libertà di espressione o sulla cospirazione governativa perchè se lo stato si autoimpone qualcosa (tra l'altro lodevole) il privato può acconsentire o dissentire, ma non può trasferire un problema strutturale pubblico nel proprio piano personale privato... non facciamo i piagnoni paranoici quando non è il caso.........cosa c'entra poi la legge sul silenzio assenso che riguarda evidentemente privato con queste legge che regolamente la PA poi lo sai solo tu... stai infilando una polemica sterile veramente fuori luogo.......un post sulla legge del silenzio assenso postalo su un forum di deontologia medica.... ma non sul thread della legge sull'accessibilità di PI...........
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo
            scusa.... guarda che non è una questione di
            opinioni....


            le legge varrà per la P.A. e tu singolo fai
            quello che vuoi... non mi sembra il caso di
            scomodare principi che qui non sono
            assolutamente chiamati in causa...I principi sono proprio il nocciolo dell'articolo.
            cosa c'entra poi la legge sul silenzio
            assenso che riguarda evidentemente privato
            con queste legge che regolamente la PA poi
            lo sai solo tu... stai infilando una
            polemica sterile veramente fuori
            luogo.......*SE* leggi il post e *SE* lo capisci, capirai anche che il problema è lo stesso: influire sulla sfera privata del cittadino per motivi dichiarati giusti (ma chi ha il diritto di dire cosa è giusto e cosa sbagliato?).E infine, rileggiti l'articolo; il punto è:"Ben venga l'accessibilità, ben vengano gli obblighi per i siti pubblici così come già ci sono per le strutture fisiche aperte al pubblico, ma non prendiamo la strada che impedirà a chi vuole di fare un sito come desidera..."*NESSUNO* ha mai affermato che la legge in discussione implica un obbligo per il cittadino, si dice semplicemente che NON bisogna imboccare quella strada.
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            Ma togliti quest'aria si supponenza e cerca di argomentare in italiano!Pallone gonfiato!
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo
            Ma togliti quest'aria si supponenza e cerca
            di argomentare in italiano!
            Pallone gonfiato!Di gonfiato c'è solo il ventre della tua genitrice. Ma non preoccuparti: è solo un incidente di percorso... Sai, col mestiere che fa!
        • Anonimo scrive:
          Re: Anche questa è libertà
          Aò, ma se quello nun vole fa' i siti accessibbili ma che 'i deve fa' pe' forza? E fateje fa' come je pare no?Er monnezza
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo
            Aò, ma se quello nun vole fa' i siti
            accessibbili ma che 'i deve fa' pe' forza? E
            fateje fa' come je pare no?

            Er monnezzaMa guarda che è proprio così!!!!!!!!!!!!!il privato non è obbligato a fare siti accessibili!!!!!!!!!stanno dicendo una cosa che già è così nella realtà dei fatti...
      • Anonimo scrive:
        Re: Anche questa è libertà
        - Scritto da: Anonimo
        ma che coda di paglia..........

        allora.. in definitiva.. visto che sei
        d'accordo con l'autore dell'articolo....

        Lui sta dicendo "Lo stato non mi costringerà
        mai a fare un sito accessibile se non voglio
        farlo!!!!! VIVA LA LIBERTA'!!!"

        il problema di fondo è che sta dicendo
        un'emerita ca§§@ta perchè lo stato non ha
        mai avuto intenzione di obbligare il privato
        cittadino a fare un sito accessibile....

        capirai che quindi urlare ai quattro venti
        VIVA LA LIBERTA' quando nessuno vuole
        privartene è un po' pleonastico.. non trovi?In effetti e' sciocco essere preoccupati per la liberta' e le leggi che stanno costruendo per internet, visto che in altri campi di comunicazione privata, quali radio, televisioni e stampa, non ci sono albi, regole, obblighi, gabelle, regolamenti, certificati, tutele e bollini di iscrizione a questo o a quello.In effetti e' sciocco preoccuparsi, perche' e' troppo poco.Bisognerebbe essere terrorizzati da quello che passo dopo passo verra' imposto alla rete italiana.:-(
        • Anonimo scrive:
          Re: Anche questa è libertà
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          ma che coda di paglia..........



          allora.. in definitiva.. visto che sei

          d'accordo con l'autore dell'articolo....



          Lui sta dicendo "Lo stato non mi
          costringerà

          mai a fare un sito accessibile se non
          voglio

          farlo!!!!! VIVA LA LIBERTA'!!!"



          il problema di fondo è che sta dicendo

          un'emerita ca§§@ta perchè lo stato non ha

          mai avuto intenzione di obbligare il
          privato

          cittadino a fare un sito accessibile....



          capirai che quindi urlare ai quattro venti

          VIVA LA LIBERTA' quando nessuno vuole

          privartene è un po' pleonastico.. non
          trovi?

          In effetti e' sciocco essere preoccupati per
          la liberta' e le leggi che stanno costruendo
          per internet, visto che in altri campi di
          comunicazione privata, quali radio,
          televisioni e stampa, non ci sono albi,
          regole, obblighi, gabelle, regolamenti,
          certificati, tutele e bollini di iscrizione
          a questo o a quello.
          In effetti e' sciocco preoccuparsi, perche'
          e' troppo poco.
          Bisognerebbe essere terrorizzati da quello
          che passo dopo passo verra' imposto alla
          rete italiana.

          :-(la prospettiva giuridica italiana per l'IT è veramente terrorizzante... ma non sicuramente per l'accessibilità.. .ma per favore............. siamo obiettivi...
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Anonimo


            ma che coda di paglia..........





            allora.. in definitiva.. visto che sei


            d'accordo con l'autore
            dell'articolo....





            Lui sta dicendo "Lo stato non mi

            costringerà


            mai a fare un sito accessibile se non

            voglio


            farlo!!!!! VIVA LA LIBERTA'!!!"





            il problema di fondo è che sta dicendo


            un'emerita ca§§@ta perchè lo stato non
            ha


            mai avuto intenzione di obbligare il

            privato


            cittadino a fare un sito
            accessibile....





            capirai che quindi urlare ai quattro
            venti


            VIVA LA LIBERTA' quando nessuno vuole


            privartene è un po' pleonastico.. non

            trovi?



            In effetti e' sciocco essere preoccupati
            per

            la liberta' e le leggi che stanno
            costruendo

            per internet, visto che in altri campi di

            comunicazione privata, quali radio,

            televisioni e stampa, non ci sono albi,

            regole, obblighi, gabelle, regolamenti,

            certificati, tutele e bollini di
            iscrizione

            a questo o a quello.

            In effetti e' sciocco preoccuparsi,
            perche'

            e' troppo poco.

            Bisognerebbe essere terrorizzati da quello

            che passo dopo passo verra' imposto alla

            rete italiana.



            :-(

            la prospettiva giuridica italiana per l'IT è
            veramente terrorizzante... ma non
            sicuramente per l'accessibilità.. .ma per
            favore............. siamo obiettivi...Anche le leggi per il controllo di stampa e televisione sono state introdotte un passo alla volta e poi inasprite, fino a creare una rete di vincoli.Visti i precedenti illiberali e i metodi sottili, sarebbe il caso di non abbassare tanto la guardia, anche per problemi che apparentemente si presentano come lievi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà

            Anche le leggi per il controllo di stampa e
            televisione sono state introdotte un passo
            alla volta e poi inasprite, fino a creare
            una rete di vincoli.
            Visti i precedenti illiberali e i metodi
            sottili, sarebbe il caso di non abbassare
            tanto la guardia, anche per problemi che
            apparentemente si presentano come lievi.Credo tu abbia perso un po' il filo del discorso.....stiamo parlando di fissare delle norme per ritenere accessibile una piattaforma web per utenti disabili....
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo

            Anche le leggi per il controllo di stampa
            e....

            Credo tu abbia perso un po' il filo del
            discorso.....
            stiamo parlando di fissare delle norme per
            ritenere accessibile una piattaforma web per
            utenti disabili....No, stiamo parlando di quanto queste norme saranno estese alla rete e delle ipotetiche conseguenze sulla liberta' di espressione di ciascuno.Stiamo parlando di come leggi simili prendano piede prima nei siti di enti ed itituzioni, e poi in seguito possono estendersi a tutto cio' che e' comunicazione al pubblico, che sia o meno un sito personale, andando in contrasto con la liberta' di espressione di ciascuno di voler costruire a piacere un sito acessibile o criptico.Se le premesse per una tale estensione di legge sembrano lontane oggi, bisognerebbe ripensare a cosa e' successo quando la legge sulla stampa e' stata maldestramente estesa a tutti i siti che avessero notizie aggiornate con frequenza.La forzatura di definizione e le sue conseguenze hanno dato luogo a reali problemi di leicita' di siti personali on line.Viste le inquietanti premesse ti fidi dei legislatori in merito di web?
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            AHAHAAHAHAHAHAHAHAH!voglio vedere cosa non acquisterai se non vorrai cominciare a scrivere con carta e penna.......
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo
            AHAHAAHAHAHAHAHAHAH!

            voglio vedere cosa non acquisterai se non
            vorrai cominciare a scrivere con carta e
            penna.......Ridi ridi fesso, mica esiste solo la MS...
          • Anonimo scrive:
            Re: Anche questa è libertà
            - Scritto da: Anonimo
            AHAHAAHAHAHAHAHAHAH!

            voglio vedere cosa non acquisterai se non
            vorrai cominciare a scrivere con carta e
            penna.......Un mac :P
  • SiN scrive:
    OK, sei un privato
    E quindi giustamente liberissimo di fare un sito inaccessibile.Ed io sono libero di dire (con cognizione di causa) che fa schifo.Ma dato che non sono obbligato a visitarlo, tu non sei tenuto a migliorarlo(diverso sarebbe il caso di un servizio pubblico)
  • Anonimo scrive:
    che intervento.. utile alla discussione?
    Mi meraviglio di PI... non credo che un intervento così possa arricchire la discussione nel merito... tanto più che si basa su osservazioni che prendono spunto da premesse errate.. Lo stato non costringerà mai nessuno a fare siti in un certo modo... Lo stato costringerà chi vuole fare un sito accessibile a rispettare certi canoni... e costringerà sè stesso a fare siti accessibili... Chi vuole farsi il proprio sito personale o aziendale continuerà a farlo come vuole come ha sempre fatto..
    • Anonimo scrive:
      Re: che intervento.. utile alla discussione?
      Ma che ne sai di cosa farà lo stato sapientone.Cerca di limitarti a quello che sai va'...Coi tempi che corrono la libertà nell'accezione più alta del termine corre un vero pericolo.
  • Anonimo scrive:
    Il tuo sito non sarà accessibile....
    ... eh vabbè... e a me che me ne #@[]☺ del tuo sito?credo il tuo sito non sarà accessibile perchè non saresti capace di realizzarne uno accessibile...Posta questa condizione lo stato non metterà mai vincoli di legge restrittivi rispetto a come devono essere fatti i siti web.... chiarirà semplicemente e renderà legalmente validi i canoni per cui un sito è o non è accessibile.... se uno puoi vuol farlo o no farlo accessibile sono semplicemente affari suoi....Discorso diverso va fatto per i servizi pubblici e della PA...In quel caso è d'obbligo una versione del sito accessibile se non si vuol per forza privare il resto dell'utenza de sito pieno di stellette e luccichini e ninnoli vari no accessibili...Non si fa altro che mettere la versione cabriolet per gli utenti non disabili un link in pagina che porta alla versione accessibile... credo sia d'obbligo che la PA si occupi di queste problematiche... Il privato si arrangi come preferisce.. non demonizziamo l'accessibilità come liberticida o creativiticida... non siamo ridicoli perdìo................................
    • Anonimo scrive:
      Re: Il tuo sito non sarà accessibile....
      - Scritto da: Anonimo
      In quel caso è d'obbligo una versione del
      sito accessibile se non si vuol per forza
      privare il resto dell'utenza de sito pieno
      di stellette e luccichini e ninnoli vari no
      accessibili...c'è di più: fare un sito accessibile non comporta affatto il dover eliminare stelline e ninnoli, semplicemente è necessario usare alcuni semplici accorgimenti di impaginazione e/o settare correttamente alcune opzioni di link e immagini in modo che, ad esempio, quei programmi che "leggono" a voce ciò che sta sul video riescano ad interpretare correttamente la pagina, oppure che alcuni link siano attivabili tramite shortcut senza dover per forza usare il mouse, etc.. insomma fare un sito accessibile non significa per forza "spogliarlo".. significa piuttosto eliminare certe cattive abitudini di impaginazione ;-).. tipo scritte grigio chiaro su sfondo bianco... o rosse su sfondo blu.. (ma per questo basterebbe un minimo di "gusto" personale)
  • Anonimo scrive:
    sostanzialmente inutile
    Devo ammettere che sono perplesso dalla inconsistenza della lettera. Non voglio entrare nel merito della questione, come in modo estremamente suferficiale viene fatto, a mio parere, ma solamente porre l'accento su una questione...Non era il caso di inserirla tra i Troll, come del resto questo mio scritto non sarebbe stato meglio tra i P.I. pro - contro?Bah!
  • Anonimo scrive:
    Discriminazione
    L'accessibilità è prima di tutto un dovere morale!!!Non rispettare queste semplici direttive significa compiere una palese discriminazione verso i disabili oltre che limitarne la libertà.Mi sembra evidente che l'autore di questa lettera, non abbia ben chiari il significato di libertà e rispetto verso gli altri.SalutiMatteo
    • Anonimo scrive:
      Re: Discriminazione
      IMHO non è tanto una questione di discriminazione, quanto di target:il sito di un'amministrazione pubblica deve essere accessibile (anche xchè è fatto con i soldi di tutti).il sito di una ditta di snowboard magari no.non dimentichiamoci che l'accessibilità comporta MOLTE rinunce in termini di aspetto grafico (e a volte anche di usability) e un aumento dei costi dello sviluppo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Discriminazione
        - Scritto da: Anonimo
        non dimentichiamoci che l'accessibilità
        comporta MOLTE rinunce in termini di aspetto
        grafico (e a volte anche di usability)Solo se il webmaster è un incompetente.
        aumento dei costi dello sviluppo.Ripagato da un sito decisamente migliore ed accessibile a tutti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Discriminazione
      - Scritto da: Anonimo
      L'accessibilità è prima di tutto un dovere
      morale!!!
      Non rispettare queste semplici direttive
      significa compiere una palese
      discriminazione verso i disabili oltre che
      limitarne la libertà.Non cadere nell'ipocrisia per favore, finisci per fare solo danni alla causa dell'accessibilità, peculiarità utile anche per i normodotati.Cosa diresti se nel tuo palazzo di tre piani in cui non vivono disabili qualcuno ti obbligasse ad installare un ascensore per rendere accessibili i piani alti agli eventuali visitatori disabili?Saresti pronto a spendere 20 milioni di tasca tua per rispettare il tuo alto principio morale?La differenza è proprio questa: pubblico o privato? Se il tuo palazzo è uno stabile della pubblica amministrazione allora sono con te, massima accessibilità per tutti nei limiti del possibile.Ma se decido con i miei soldi di mettere in piedi un sito visibile solo con IE ho il sacrosanto diritto di farlo, a meno che tu in virtù dei tuoi alti valori morali non decida di contribuire economicamente.Se è così dicci dove possiamo prelevare il contributo economico pro-accessibilità.Tamerlano
      • MaurizioB scrive:
        Re: Discriminazione
        - Scritto da: Anonimo
        Ma se decido con i miei soldi di mettere in
        piedi un sito visibile solo con IE ho il
        sacrosanto diritto di farlo, a meno che tu
        in virtù dei tuoi alti valori morali non
        decida di contribuire economicamente.Beh ma questa sarebbe solo pigrizia mentale (o inutile cocciutaggine). Non pretendo che ogni sito sia pienamente accessibile a chiunque, ma almeno fare qualche piccolo sforzo per renderlo raggiungibile a quasi tutti lo si può fare, in fondo non ci vuole poi molto... Un primo passo può essere buttare via frontpage ;-)Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Discriminazione

          Beh ma questa sarebbe solo pigrizia mentale
          (o inutile cocciutaggine). Non pretendo che
          ogni sito sia pienamente accessibile a
          chiunque, ma almeno fare qualche piccolo
          sforzo per renderlo raggiungibile a quasi
          tutti lo si può fare, in fondo non ci vuole
          poi molto... Un primo passo può essere
          buttare via frontpage ;-)

          SalutiTi faccio un esempio molto semplice: sempre più spesso i nuovi siti non vengono più testati con l'antidiluviano Netscape4. Risultato: parecchie ore risparmiate per progettare il layout, parecchie ore risparmiate per testare pagine che vedranno solo 1 navigatore su cento, parecchie ore di lavoro risparmiate per la manutenzione delle pagine.Risparmio complessivo in euro per il cliente ed anche in salute per chi sviluppa.Questo era solo un esempio facile facile, figurati se ci si deve attrezzare anche con JAWS e Lynx.....Finisci per creare pagine omologate, tutte uguali fra loro,al punto che non distinguerai un sito dall'altro perchè sei costretto a sfruttare solo il minimo comune denominatore di N browser sul mercato su N piattaforme diverse e considera che solo per IE devi già testare almeno 4 versioni diverse solo su Windows (IE4.01, IE5.01, IE5.5, IE6). Non è una questione di pigrizia, è solo una questione economica e di time to market.Tamerlano
    • rscano scrive:
      Re: Discriminazione
      Probabilmente l'autore di questa lettera ha paura che venga definito un "obbligo" generale di applicazione della normativa a *tutti* i siti internet.Mentre per la P.A. e per i soggetti che ricadono nel progetto di legge 3486 (colgo l'occasione per segnalare la lista ufficiale di discussione: http://www.itlists.org) sarà un *obbligo per legge*, un privato eventualmente avrà un *obbligo morale* ad adeguare il proprio sito...Con il diffondersi della cultura dell'accessibilità, piano piano saranno gli stessi clienti a richiedere per i siti aziendali i cosiddetti "layout accessibili".
    • Anonimo scrive:
      Re: Discriminazione. No, espressione.
      - Scritto da: Anonimo
      L'accessibilità è prima di tutto un dovere
      morale!!!
      Non rispettare queste semplici direttive
      significa compiere una palese
      discriminazione verso i disabili oltre che
      limitarne la libertà.

      Mi sembra evidente che l'autore di questa
      lettera, non abbia ben chiari il significato
      di libertà e rispetto verso gli altri.Mi pare, che tu a tua volta non abbia colto il senso del messaggio dell'autore della lettera e del perche' sia stata pubblicata da PI.Dici che l'accessibilità è prima di tutto un dovere morale, e questo non e' vero, e' un dovere civico, il dovere morale sta eventualmente nel riconoscere pari dignita'.Ma il messaggio dell'autore della lettera e': non e' giusto ingabbiare l'espressivita' personale anche se fosse con i legittimi diritti di pari accessibilita'. Se io faccio una produzione artistica astratta incomprensibile, probabilmente e' perche' il mio messaggio e' che io VOGLIO che sia intellettualmente inacessibile. Allo stesso modo, se io creo un sito che volutamente NON si puo' visitare, e lo realizzo come espressione personale ed artistica, non mi si puo' imporre che sia acessibile a tutti, proprio perche' il suo fine e' una voluta inacessibilita', che nei siti we si realizza di certo con una truttura volutamente involuta e per nulla lineare e non corredata da una versione "compatibile" per i disabili. Far perdere il visitatore in milioni di link, non portarlo mai a capire, offrigli vicoli ciechi. Anche questo e' un sito personale.Mettiamo anche i bollini all'arte?Senza polemica,Alias
      • Anonimo scrive:
        Re: Discriminazione. No, espressione.
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        L'accessibilità è prima di tutto un dovere

        morale!!!

        Non rispettare queste semplici direttive

        significa compiere una palese

        discriminazione verso i disabili oltre che

        limitarne la libertà.



        Mi sembra evidente che l'autore di questa

        lettera, non abbia ben chiari il
        significato

        di libertà e rispetto verso gli altri.

        Mi pare, che tu a tua volta non abbia colto
        il senso del messaggio dell'autore della
        lettera e del perche' sia stata pubblicata
        da PI.
        Dici che l'accessibilità è prima di tutto un
        dovere morale, e questo non e' vero, e' un
        dovere civico, il dovere morale sta
        eventualmente nel riconoscere pari dignita'.
        Ma il messaggio dell'autore della lettera
        e': non e' giusto ingabbiare l'espressivita'
        personale anche se fosse con i legittimi
        diritti di pari accessibilita'. Se io faccio
        una produzione artistica astratta
        incomprensibile, probabilmente e' perche' il
        mio messaggio e' che io VOGLIO che sia
        intellettualmente inacessibile. Allo stesso
        modo, se io creo un sito che volutamente NON
        si puo' visitare, e lo realizzo come
        espressione personale ed artistica, non mi
        si puo' imporre che sia acessibile a tutti,
        proprio perche' il suo fine e' una voluta
        inacessibilita', che nei siti we si realizza
        di certo con una truttura volutamente
        involuta e per nulla lineare e non corredata
        da una versione "compatibile" per i
        disabili. Far perdere il visitatore in
        milioni di link, non portarlo mai a capire,
        offrigli vicoli ciechi. Anche questo e' un
        sito personale.
        Mettiamo anche i bollini all'arte?

        Senza polemica,
        AliasNessuno ti obbligherà mai a fare un sito accessibile.ma la finiamo con questa paura ignorante del mostro dell'accessibilità?Tu sei un comune o un ufficio della provincia o del servizio pubblico sanitario?No.. bene.. allora come privato potrai continuare a fare i tuoi siti come vuoi... nessuno ti tocca, stai tranquillo...
        • Anonimo scrive:
          Re: Discriminazione. No, espressione.
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: Anonimo


          L'accessibilità è prima di tutto un
          dovere


          morale!!!


          Non rispettare queste semplici
          direttive


          significa compiere una palese


          discriminazione verso i disabili oltre
          che


          limitarne la libertà.





          Mi sembra evidente che l'autore di
          questa


          lettera, non abbia ben chiari il

          significato


          di libertà e rispetto verso gli altri.



          Mi pare, che tu a tua volta non abbia
          colto

          il senso del messaggio dell'autore della

          lettera e del perche' sia stata pubblicata

          da PI.

          Dici che l'accessibilità è prima di tutto
          un

          dovere morale, e questo non e' vero, e' un

          dovere civico, il dovere morale sta

          eventualmente nel riconoscere pari
          dignita'.

          Ma il messaggio dell'autore della lettera

          e': non e' giusto ingabbiare
          l'espressivita'

          personale anche se fosse con i legittimi

          diritti di pari accessibilita'. Se io
          faccio

          una produzione artistica astratta

          incomprensibile, probabilmente e' perche'
          il

          mio messaggio e' che io VOGLIO che sia

          intellettualmente inacessibile. Allo
          stesso

          modo, se io creo un sito che volutamente
          NON

          si puo' visitare, e lo realizzo come

          espressione personale ed artistica, non mi

          si puo' imporre che sia acessibile a
          tutti,

          proprio perche' il suo fine e' una voluta

          inacessibilita', che nei siti we si
          realizza

          di certo con una truttura volutamente

          involuta e per nulla lineare e non
          corredata

          da una versione "compatibile" per i

          disabili. Far perdere il visitatore in

          milioni di link, non portarlo mai a
          capire,

          offrigli vicoli ciechi. Anche questo e' un

          sito personale.

          Mettiamo anche i bollini all'arte?



          Senza polemica,

          Alias

          Nessuno ti obbligherà mai a fare un sito
          accessibile.
          ma la finiamo con questa paura ignorante del
          mostro dell'accessibilità?No finche' non sara' ben definito chi e come dovra' fare cosa.
          • Anonimo scrive:
            Re: Discriminazione. No, espressione.
            eh... se tu non sai che l'adempienza degli obblighi della legge che stanno facendo riguarderà solo la PA allora mi sa che sei poco informato tu...
          • Anonimo scrive:
            Re: Discriminazione. No, espressione.
            - Scritto da: Anonimo
            eh... se tu non sai che l'adempienza degli
            obblighi della legge che stanno facendo
            riguarderà solo la PA allora mi sa che sei
            poco informato tu...Visti i precedenti sulla stampa che nella storia di Italia ci hanno regalato leggi oppressive e di controllo, albi, tessere ed obblighi vari per pubblicazioni gestite da privati di qualunque genere (per non parlare di radio e televisioni), non sono poco informato sono inquieto sul destino di uno strumento che si appresta a fare la stessa fine della stampa italiana: sotto controllo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Discriminazione. No, espressione.
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            eh... se tu non sai che l'adempienza degli

            obblighi della legge che stanno facendo

            riguarderà solo la PA allora mi sa che sei

            poco informato tu...

            Visti i precedenti sulla stampa che nella
            storia di Italia ci hanno regalato leggi
            oppressive e di controllo, albi, tessere ed
            obblighi vari per pubblicazioni gestite da
            privati di qualunque genere (per non parlare
            di radio e televisioni), non sono poco
            informato sono inquieto sul destino di uno
            strumento che si appresta a fare la stessa
            fine della stampa italiana: sotto controllo.???????????????????????????????????????????per la legge sull'accessibilità?????????????????????????????????????ma che patetico....
          • Anonimo scrive:
            Re: Discriminazione. No, espressione.
            - Scritto da: Anonimo

            Visti i precedenti sulla stampa che nella

            storia di Italia ci hanno regalato leggi

            oppressive e di controllo, albi, tessere
            ed

            obblighi vari per pubblicazioni gestite da

            privati di qualunque genere (per non
            parlare

            di radio e televisioni), non sono poco

            informato sono inquieto sul destino di uno

            strumento che si appresta a fare la stessa

            fine della stampa italiana: sotto
            controllo.


            ???????????????????????????????????????????
            per la legge
            sull'accessibilità???????????????????????????

            ma che patetico....Tutte le leggi che ora controllano rigidamente la stampa sono aumentate di importanza con aggiunte di vincoli sempre piu' stretti, eppure sono state inizialmente fatte per "buone ragioni". Di patetico c'e' solo il non rendersi conto che se i legislatori scrivono cattive leggi che coinvolgono nei loro criteri tutto e tutti, le conseguenze sono per ongi tipo di sito. Oppure hai gia' dimenticato la legge che parifica a pubblicazioni editoriali i siti aggiornati periodicamente e obbliga a una serie di responsabilita' ed atti pari alle pubblicazioni? I dovuti "distinguo" su cosa fosse e cosa non fosse una pubblicazione editoriale online sono giunti tardi, confusi e tutt'ora e' una legge fatta male partita da premesse positive (finanziare le iniziative editoriali on line).Allora, e' patetico essere allarmati, visti i pessimi precedenti?Preferico patetico e attento agli sviluppi legali che pecorone incapace di capire cosa comporta ogni misura di legge e che poi si lamenta perche' vive in un paese pieno di milioni di piccole leggi illiberali.
          • Anonimo scrive:
            Re: Discriminazione. No, espressione.
            ma non diciamo vaccate.................se l'editoria fosse veramente così censurata non esisterebbe la stampa italiana............comprati il manifesto, la repubblica, il secolo XIX, il corriere e il foglio... ogni giorno ci sono 5 italie diverse lì dentro...non siamo così meschinamente demagogici....tra l'altro qui si parla di una legge per fissare dei canoni che riguardano la sfera puramente pubblica....tu privato farai sempre e comunque quello che vuoi... quindi non vedo che ragione abbia tanto allarmismo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Discriminazione. No, espressione.
            - Scritto da: Anonimo
            ma non diciamo vaccate.................
            se l'editoria fosse veramente così censurata
            non esisterebbe la stampa
            italiana............
            comprati il manifesto, la repubblica, il
            secolo XIX, il corriere e il foglio...
            ogni giorno ci sono 5 italie diverse lì
            dentro...Anche di piu' se per questo, ma tutte sotto la spada di Damocle del controllo della questura, dell'albo dei giornalisti, della denuncia e del sequestro in tipografia ed edicole delle copie.In Italia in virtù dei Patti Lateranensi e successivi accordi, la stampa è imbavagliata quando scrive della Chiesa Cattolica, le leggi sulla diffamazione sono severe, anche la legge sulla stampa promulgata nel periodo fascista, ancora in vigore, favorisce il controllo della stampa. E' noto che sono le leggi del ventennio fascista che tutt'ora regolano la nostra stampa.Ovviamente il clima e' cambiato, ma le leggi ci sono ancora.
            non siamo così meschinamente demagogici....E io ti rispondo cerchiamo di non essere tanto semplicistici:prova a fare un giornale senza essere iscritto al alcun ordine, come ti garantisce la costituzione.E una follia in Italia, vero?Ringrazia i legislatori del passato.Per cui staimo ben attenti a fino a dove si spingono quelli mdoerni.
            tra l'altro qui si parla di una legge per
            fissare dei canoni che riguardano la sfera
            puramente pubblica....
            tu privato farai sempre e comunque quello
            che vuoi... quindi non vedo che ragione
            abbia tanto allarmismo...Ma allora parlo a vuoto? Anche la legge sull'editoria tutt'ora in vigore che ha inizialmente parificato a pubblicazione editoriale tutti i siti che inserivano notizie con regolarita' nelle intenzioni era destinata a definire un ambito specifico, per giunta con il "buon" intento di finanziare i giornali on line (nota a margine, se lo Stato finanzia giornali, come avviene in Italia, non esiste libertà di stampa, infatti, non può essere indipendente dallo Stato chi è nel libro paga dello Stato stesso).Tuttavia la cattiva definizione di cosa fosse un prodotto editoriale ha reso incerto cosa sia una pubblicazione editoriale e se un sito personale aggiornato e con notizie possa definirsi tale.E meno male che come privato posso sempre contare sulla tua rassicurazione che potro' sempre fare quello che vorro'. Mi sento sollevato, sono certo che cio' impedira' ai legislatori di fare leggi capestro, inique o frutto di incompeteza o parzialità e favoritismi. Che sollievo!L'allarmismo nasce quindi da sapere che i precedenti legislativi hanno partorito mostri.Ti fidi dei legislatori quando si occupano di web?
          • Anonimo scrive:
            Il controllo è giusto però...
            Mi dispiace, ma un minimo di garanzia/controllo però ci deve essere.Esempio: io sono il proprietario di una grossa industria alimentare.Domani, un pazzo furioso decide di fare circolare su internet, sul web, sul suo sito ecc... una serie di notizie *false* sul conto dei miei prodotti.Il tutto senza cher nessun organo ufficiale (NAS, ASL ecc...) faccia alcun controllo o sia stato chiamato a fare alcun controllo o che lo abbia fatto con esito negativo.La mia attività, in ogni caso, ne subirà un danno, calano le vendite, danno d'immagine ecc.... chi mi ripaga??? Il tutto, magari, per un ignoto buontempone....Quindi un controllo, minimo, ci vuole!!!Qualcuno ricorda la bufala che circolò tempo fa su alcuni shampoo ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il controllo è giusto però...
            - Scritto da: Anonimo
            Mi dispiace, ma un minimo di
            garanzia/controllo però ci deve essere.
            Esempio: io sono il proprietario di una
            grossa industria alimentare.
            Domani, un pazzo furioso decide di fare
            circolare su internet, sul web, sul suo sito
            ecc... una serie di notizie *false* sul
            conto dei miei prodotti.

            Il tutto senza cher nessun organo ufficiale
            (NAS, ASL ecc...) faccia alcun controllo o
            sia stato chiamato a fare alcun controllo o
            che lo abbia fatto con esito negativo.
            La mia attività, in ogni caso, ne subirà un
            danno, calano le vendite, danno d'immagine
            ecc.... chi mi ripaga??? Il tutto, magari,
            per un ignoto buontempone....
            Quindi un controllo, minimo, ci vuole!!!Ma non e' che personalmente contesti il controllo, ma l'eccesso, e le storture a cui arrivano molte leggi . Nel corso degli anni le leggi italiane hanno teso una rete di restrizioni sempre piu' forti alla liberta' di espressione. Tale struttura giuridica e' assai vincolante e il confronto con altri paesi europei ci mostra come sia possibile avere la tutela dal rischio di diffamazione senza avere mostruosita' tutte italiane come un albo dei giornalisti a cui versare i contributi.Dubito che sia garanzia di maggior tutela per un cittadino diffamato il fatto che non ci sia scelta per un giornalista che foraggiare uno ed un unico albo (per non parlare del monopolio SIAE anch'esso lontano da dare reali garanzie agli autori - ma e' un altro discorso).Se i principi per cui i controlli sono nati sono o furono giusti, purtroppo la loro applicazione ci ha regalato una struttura legislativa che e' farraginosa, lenta, costosa e spesso incapace di impedire al bontempone di diffamare i tuoi prodotti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Discriminazione. No, espressione.
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        L'accessibilità è prima di tutto un dovere

        morale!!!

        Non rispettare queste semplici direttive

        significa compiere una palese

        discriminazione verso i disabili oltre che

        limitarne la libertà.



        Mi sembra evidente che l'autore di questa

        lettera, non abbia ben chiari il
        significato

        di libertà e rispetto verso gli altri.

        Mi pare, che tu a tua volta non abbia colto
        il senso del messaggio dell'autore della
        lettera e del perche' sia stata pubblicata
        da PI.
        Dici che l'accessibilità è prima di tutto un
        dovere morale, e questo non e' vero, e' un
        dovere civico, il dovere morale sta
        eventualmente nel riconoscere pari dignita'.
        Ma il messaggio dell'autore della lettera
        e': non e' giusto ingabbiare l'espressivita'
        personale anche se fosse con i legittimi
        diritti di pari accessibilita'. Se io faccio
        una produzione artistica astratta
        incomprensibile, probabilmente e' perche' il
        mio messaggio e' che io VOGLIO che sia
        intellettualmente inacessibile. Allo stesso
        modo, se io creo un sito che volutamente NON
        si puo' visitare, e lo realizzo come
        espressione personale ed artistica, non mi
        si puo' imporre che sia acessibile a tutti,
        proprio perche' il suo fine e' una voluta
        inacessibilita', che nei siti we si realizza
        di certo con una truttura volutamente
        involuta e per nulla lineare e non corredata
        da una versione "compatibile" per i
        disabili. Far perdere il visitatore in
        milioni di link, non portarlo mai a capire,
        offrigli vicoli ciechi. Anche questo e' un
        sito personale.
        Mettiamo anche i bollini all'arte?

        Senza polemica,
        AliasNessuno ti obbligherà mai a fare un sito accessibile.ma la finiamo con questa paura ignorante del mostro dell'accessibilità?Tu sei un comune o un ufficio della provincia o del servizio pubblico sanitario?No.. bene.. allora come privato potrai continuare a fare i tuoi siti come vuoi... nessuno ti tocca, stai tranquillo...
  • bazzmann scrive:
    Accessibilità = non solo disabile.
    Mariano, quello che tu affermi è cio' che dicono anche al W3C, ovvero, un sito accessibile sarebbe fantastico su tutti i fronti, ma di certo esistono delle priorità che vanno rispettate e a cui alcune persone, enti o agenzie devono attenersi.Innanzitutto consideriamo che l'accessibilità non riguarda SOLO i disabili, ma ANCHE i disabili. E' una cosa che ho già suggerito ad entrambi gli autori delle leggi, vedremo se accoglieranno il suggerimento.L'accessibilità, quindi, è una migliorìa che possiamo applicare ad ogni tipo di sito, indipendentemente dalla tipologia dello stesso, con alcune, naturali, eccezioni.Per non dilungarmi troppo, ti giro un link di una analisi rispetto a chi e come deve, dovrebbe o potrebbe attenersi:http://accessibilita.bazzmann.com/livelli/livelli.phpSono convinto che più siti saranno accessibili, o comunque seguiranno cio' che il W3C indica, e più benefici riusciremmo a trarne tutti, disabili compresi. Ti basterà pensare che "disabile" può diventarlo anche una qualsiasi persona di fronte ad un vecchio modem 56k con connessione analogica e un computer non proprio recentissimo... di fronte a siti "tosti" potrebbe impiegarci una vita nella navigazione o incontrare determinati ostacoli, pur non avendo alcun tipo di disabilità fisica.Per quanto riguarda le leggi, è una buona cosa che oggi qualcosa si muova, speriamo solo non sia l'ennesima occasione di strumentalizzare "la moda" del momento... specie su un argomento così importante.Per il resto è VITALE che la libertà continui ad esistere per tutti, ma è altrettanto importante che alcune fasce (enti pubblici, servizi pubblici, parastatali o di importanza pubblica per i cittadini, ecc.) si assumano l'onere di rendere disponibili le informazioni a TUTTI, o almeno alla maggioranza. Oggi la tecnologia permette grandi cose, senza costi esorbitanti, perchè non approfittarne per investire bene i soldi pubblici? :)Un caro saluto a PI e complimenti per lo spunto di discussione a Mariano.Marco Trevisan
  • Anonimo scrive:
    libertà per tutti...
    giusta la rivendicazione di libertà del lettore e il distinguo in merito al servizio pubblico.giusta la mia (e non solo mia) libertà di cercare lo "skip intro" nell'odiato flash e comunque di chiudere la finestra del browser quando si trovano siti non usabili (o brutti!).andrea
  • Anonimo scrive:
    Sarà ma non vedo il problema...
    Io non credo proprio che un giorno arriverà una legge che m'obbligherà a fare il mio sito con criteri d'accessibilità...Perchè è mio, sarebbe assurdo...E' come se dovessi mettere una rampa d'accesso sulle mie scale e allargare porte e cancello... solo per... chi?... ma quando mai?...Giusto per i siti pubblici, primo tra tutti della tv di stato (inguardabile!!), ma non vedo proprio perchè mi dovrei preoccupare delle sorti del mio orticello internet...Max Murdock
    • rscano scrive:
      Re: Sarà ma non vedo il problema...
      Il progetto di legge - se approvato - obbligherà i siti degli enti pubblici, dei siti di pubblica utilità e in generale di chi percepisce contributi pubblici ad adeguarsi.Il privato - per quanto ne so - non rientra nel disegno di legge Campa- Palmieri
  • Alessandrox scrive:
    Normalita'
    http://dida.fauser.edu/calcolo/calcol3/valmedi.htmIO mi atterrei a queste definizioni per il significato di NORMA e normale. Cosi' si mette daccordo tutti e non si rischia di esser tacciati di discriminazione razzista o di indelicatezza. la norma e' un dato di fatto, misurabile.Poi entrano in gioco la coscienza e le scelte:rinunciare a qualcosa in favore dell' accessibilita' (ammesso che ci sia veramente qualcosa da perdere), oppure rinunciare all' accessibilita' ritenendo che cosi' il sito sia piu' completo e piu' attinente alle intenzioni di chi l'ha pensato.Quanto all' accessibilita' cosa vuoi che ti dica... la settimana scorsa nella mia citta' c'e' stata una conferenza (a cui con mio rammarico non ho potuto partecipare) promossa da una associazione di SW libero (il L.U.G. della mia citta') in cui si illustravano, tra altre cose, metodi standard e strumenti Open Souce per costruire dei siti "accessibili".Il punto e' questo: i metodi DEVONO essere standard; non si puo' certamente , in nome dell' accessibilita', beffarsi degli standard (tanto piu' che a mio avviso lo standard puo' essere una garanzia di accessibilita' ma qui si potrebbe anche discutere a lungo e non e' mia intenzione farlo eventualmente in questo thread).POi ognuno puo' usare gli strumenti che vuole;dovrebbe essere cura agli sviluppatori delle varie tecnologie di progettazione e costruzione del WEB e agli estensori delle regole di progettazione e costruzione (il w3c, anche se secondo M$ non e' l'unico punto di riferimento ) implementare criteri di accessibilita', pensando anche a chi ha delle disabilita' fisiche.Il Bollino Blu non viene dato agli strumenti ma al prodotto di questi: in effetti alla fine l' accessibilita' di un sito non dipende tanto dagli strumenti con cui viene realizzato ma da come questi vengono utilizzati, questi possono soprattutto influenzare la facilita' con cui si arriva al risultato finale e anche sotto questo aspetto pero' contano di piu' l' esperienza e la bravura personale. IMHO ovviamente.
    • rscano scrive:
      Re: Normalita'
      - Scritto da: Alessandrox
      Quanto all' accessibilita' cosa vuoi che ti
      dica... la settimana scorsa nella mia citta'
      c'e' stata una conferenza (a cui con mio
      rammarico non ho potuto partecipare)
      promossa da una associazione di SW libero
      (il L.U.G. della mia citta') in cui si
      illustravano, tra altre cose, metodi
      standard e strumenti Open Souce per
      costruire dei siti "accessibili".Per questo puoi contattare prato@iwa-italy.org che ha co-organizzato l'evento con il LUG di Prato :)
      Il punto e' questo: i metodi DEVONO essere
      standard; non si puo' certamente , in nome
      dell' accessibilita', beffarsi degli
      standard (tanto piu' che a mio avviso lo
      standard puo' essere una garanzia di
      accessibilita' ma qui si potrebbe anche
      discutere a lungo e non e' mia intenzione
      farlo eventualmente in questo thread).Corretto!
      Il Bollino Blu non viene dato agli strumenti
      ma al prodotto di questi: in effetti alla
      fine l' accessibilita' di un sito non
      dipende tanto dagli strumenti con cui viene
      realizzato ma da come questi vengono
      utilizzati, questi possono soprattutto
      influenzare la facilita' con cui si arriva
      al risultato finale e anche sotto questo
      aspetto pero' contano di piu' l' esperienza
      e la bravura personale. IMHO ovviamente.Purtroppo, da come è stato annunciato alla conferenza del 5 marzo, il bollino blu sembra voler "bollare" anche i prodotti :)
      • Alessandrox scrive:
        Re: Normalita'
        - Scritto da: rscano

        - Scritto da: Alessandrox

        Quanto all' accessibilita' cosa vuoi che
        ti

        dica... la settimana scorsa nella mia
        citta'

        c'e' stata una conferenza (a cui con mio

        rammarico non ho potuto partecipare)

        promossa da una associazione di SW libero

        (il L.U.G. della mia citta') in cui si

        illustravano, tra altre cose, metodi

        standard e strumenti Open Souce per

        costruire dei siti "accessibili".
        Per questo puoi contattare
        prato@iwa-italy.org che ha co-organizzato
        l'evento con il LUG di Prato :)Beh conosco il PLUG ma questo indirizzo lo ignoravo...

        e la bravura personale. IMHO ovviamente.
        Purtroppo, da come è stato annunciato alla
        conferenza del 5 marzo, il bollino blu
        sembra voler "bollare" anche i prodotti :)Ah... rimango... come si dice... di cacc....
        • rscano scrive:
          Re: Normalita'
          - Scritto da: Alessandrox
          Beh conosco il PLUG ma questo indirizzo lo
          ignoravo...Di fatto l'iniziativa:http://www.prato.linux.it/~gbartolini/wa_030319/e' stata organizzata dal PLUG e da IWA/HWG (per la prima volta assieme) ed ha avuto un ottimo risultato. Quell'indirizzo e-mail corrisponde al coordinatore IWA/HWG di Prato nonchè "ideatore" dell'evento :)

          Purtroppo, da come è stato annunciato alla

          conferenza del 5 marzo, il bollino blu

          sembra voler "bollare" anche i prodotti :)

          Ah... rimango... come si dice... di cacc....Io invece rimango, come si dice, in attesa di questo disegno di legge :)
  • Anonimo scrive:
    giustissimo
    giustissimo... se voglio fare un sito di grafika 3d a che serve che sia accessibile a un videoleso (cieco), inoltre va detto che per aumentare l'accessibilità di un sito bisogna essere in grado di padroneggiare determinati strumenti che non tutti sono in grado di utilizzare...
    • Anonimo scrive:
      Re: giustissimo
      dehehe che roba e' un videoleso sono solo altre etichette per discriminare in modo stucchevole tanto vale dire cieco almeno rollerdog puo' fare il cane per ciechi ma non certo per videolesi perche' e' una parola difficile cosa vuoi che ne sappia un cane certo e' che se vede un windowsleso lo morde
      • Anonimo scrive:
        Re: giustissimo

        certo e' che se vede un windowsleso lo mordeROTFLnon ne perdete una per rompere le scatoleeh :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: giustissimo
      - Scritto da: Anonimo
      giustissimo... se voglio fare un sito di
      grafika 3d a che serve che sia accessibile a
      un videoleso (cieco),Ma non te ne sei accorto che la legge conivolge i siti di pubblica utilità e in generale quelli che ricevono contributi dallo Stato (anche i disabili fanno parte dello stato, o sbaglio)?Cosa centro il sito in grafica 3D con questa legge?In alcuni casi mi sembra che tutta la discussione nasca perché la proposta parte da destra e non da sinistra (zona da cui è partita la legge che limita la libertà di stampa su internet)
      inoltre va detto che
      per aumentare l'accessibilità di un sito
      bisogna essere in grado di padroneggiare
      determinati strumenti che non tutti sono in
      grado di utilizzare...I siti che ricevono i finanziamente dello stato i soldi li devono spendere in maniera corretta, magari pagando qualche webmaster che sa fare il proprio lavoro.
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