Alphabet: la città del futuro può (deve) aspettare

Alphabet ferma il proprio laboratorio pensato le città del futuro: solo una mossa difensiva, o il progetto merita di essere ripensato?
Alphabet ferma il proprio laboratorio pensato le città del futuro: solo una mossa difensiva, o il progetto merita di essere ripensato?

La città del futuro può aspettare. Anzi, deve. Se progettare è necessario e sognare è fondamentale, nei giorni della pandemia globale e di fronte ad una crisi economica internazionale data per certa occorre però un bagno di realtà: progetti sospesi, sogni rinviati. La firma è quella di Dan Doctoroff, CEO Sidewalk Labs, ossia la compagine controllata da Alphabet nata per progettare le città del futuro.

Alphabet ferma la chimera di Quayside Project

L’obiettivo, posto in essere in collaborazione con Waterfront Toronto, era quello di sviluppare il progetto di un nuovo concetto di città. Una “smart city“, includendo nel termine tutto quel che l’innovazione tecnologica avrebbe potuto apportare in senso strumentale, ma anche un nuovo concetto urbanistico ed una serie di servizi di alto livello per poter godere di spazi vivibili di alta qualità.

Negli ultimi due anni e mezzo ci siamo appassionati alla realizzazione di Quayside investendo tempo, persone e risorse in Toronto, compreso un ufficio con 30 dipendenti situato sulla costa. L’incertezza economica che interessa tutto il mondo e di conseguenza il mercato immobiliare della città ha però reso troppo difficoltoso dal punto di vista finanziario realizzare il progetto da 12 acri senza sacrificare parti essenziali del piano che abbiamo sviluppato insieme a Waterfront Toronto per costruire una comunità davvero inclusiva e sostenibile.

Ma tutto ciò non può essere portato avanti ora, perché il contesto non ne consentirebbe lo sviluppo: il Quayside Project termina qui.

Sidewalk Toronto

Dal CEO giungono apprezzamenti e ringraziamenti a tutto il team e a tutti coloro i quali, anche esternamente, hanno fornito il loro contributo e le loro idee al progetto. L’annuncio non lascia però margini di ripensamento: Alphabet ha evidentemente operato una mossa estremamente prevedibile e razionale, tagliando i rami meno promettenti per lasciar spazio ad aspetti “core” dell’azienda. Un progetto legato alla città del futuro, per quanto importante ed altisonante, avrebbe richiesto tempistiche lunghe (in mezzo all’incertezza di una tempesta economica) e grandi investimenti con ritorno incerto.

Tutto qui? Mmh..

Ma non è tutto qui. Di fronte ad una pandemia che potrebbe riscrivere i tempi e gli spazi del lavoro, del divertimento, della vita e degli assembramenti, un progetto basato su paradigmi improvvisamente “vecchi” avrebbe potuto imbattere in un qualche peccato originale che ne avrebbe minate le basi filosofiche. Del resto chi può rispondere con certezza agli interrogativi circa le città di domani, la vita, la mobilità ed i rapporti sociali? Basterà un vaccino per dimenticare tutto quanto accaduto o saremo costretti a rivedere in parte le prerogative dei ritmi antecedenti?

Sidewalk Toronto compie un passo indietro necessario, ma è necessario che un nuovo Sidewalk Labs possa nascere quando tutto ciò sarà finito. Google non dimentichi questa ambizione, perché è di ambizioni di questo tipo che si nutriranno le menti innovative del nuovo mondo che viene.

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10 05 2020
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