Sono così grato alle persone che hanno scritto software così complessi, carattere per carattere. Sembra già difficile ricordare quanto sforzo ci volesse davvero. Grazie per averci portato fin qui.
Così parlò Sam Altman su X… Sembrerebbe un ringraziamento sincero. Ma alla luce del contesto attuale, con Amazon che ha licenziato migliaia di dipendenti, Block che ha quasi dimezzato il personale, Atlassian che ha tagliato il 10% e Meta che valuta nuovi licenziamenti, e tutto in nome dell’AI, quelle parole suonano più come un elogio funebre.
I have so much gratitude to people who wrote extremely complex software character-by-character. It already feels difficult to remember how much effort it really took.
Thank you for getting us to this point.
— Sam Altman (@sama) March 17, 2026
Altman ringrazia chi scriveva codice “a mano” scatenando la rabbia degli sviluppatori
Il messaggio di Altman implica che il lavoro dei programmatori, un mestiere difficile da padroneggiare, sia ormai superato e non più necessario. Il bello (si fa per dire) è che OpenAI ha costruito la tecnologia che sta rendendo obsoleti quegli sviluppatori addestrandola su enormi volumi di codice scritto alla vecchia maniera, dai programmatori che Altman sta ringraziando…
Inutile dire che i commenti al post si sprecano. C’è di tutto, un po’ di rabbia, ma soprattutto meme, com’era prevedibile. Il più divertente (almeno per i nostri gusti): Sembra la frase che i Maya avrebbero pronunciato poco prima della fine del mondo.
La Silicon Valley fa spallucce e tira dritto
Il post di Altman è l’ultimo esempio di uno schema ricorrente, i CEO dell’AI che parlano del lavoro umano al passato, mentre le persone che lo svolgono sono ancora lì, con il timore di essere licenziate da un giorno all’altro a causa dell’intelligenza artificiale. La gratitudine postuma per un mestiere che un’azienda sta rendendo obsoleto non è generosità. È una scelta comunicativa catastrofica.
Qualcuno nei commenti lo ha detto meglio di tutti: Sam ha bisogno di un’AI che gli dica quando non twittare.