AltroConsumo dice no a Vigevano

L'associazione dei consumatori ricorda che le modifiche alla Legge Urbani ancora non sono compiute e che i desiderata della Commissione non sembrano contemplare i diritti dei consumatori


Roma – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera trasmessa dall’associazione AltroConsumo al presidente della Commissione e-Content Paolo Vigevano, una lettera in cui si spiega perché l’associazione non intende aderire allo Schema di linee guida per l’adozione di codici di condotta ed azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell’era di Internet adottato dalla Commissione

Egregio Ing. Vigevano,

Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, ha apprezzato il lavoro svolto dalla Commissione Interministeriale da Lei presieduta e non ha mancato di constatare come alcune delle osservazioni poste alla Vostra attenzione nel corso dell’audizione in data 11 novembre 2004 siano state riprese nel documento che ci viene ora sottoposto.

Ciononostante non intendiamo aderire alle linee guida per l’adozione di codici di condotta ed azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell’era di Internet per i motivi di seguito indicati:

1) Allo stato non risultano ancora risolte le questioni da noi sollevate inerenti la certezza del diritto in questo settore. In particolare, il disegno di legge n. 2980, che doveva rimediare alle evidenti storture poste in essere dalla legge 21 maggio 2004, n. 128, è ancora in discussione alla VII Commissione del Senato, e risulta pertanto difficile discutere seriamente di “campagne di comunicazione informative ed educative” senza avere contezza di quale potrà essere nell’imminente futuro il quadro giuridico e se questo sarà da noi condiviso e apprezzato o meno;

2) Appare in ogni caso difficile poter collaborare ad attività di comunicazione ed educazione congiuntamente a soggetti che stanno continuando a criminalizzare indistintamente attività quasi sempre non soggette a sanzioni penali e in alcuni casi esenti anche da sanzioni amministrative, senza che prima sia ben individuata con precisione la linea di demarcazione tra il fenomeno della diffusione abusiva di contenuti attraverso Internet e il diritto alla copia privata in capo al consumatore;

3) Inoltre, ci chiediamo con estrema franchezza a quale scopo dovremmo aderire al documento sottopostoci, considerato che in esso si fa espressa menzione del ruolo che il Governo, i fornitori di connettività, i titolari dei diritti, le case di produzione e i gestori di piattaforme di distribuzione dovrebbero svolgere per migliorare la diffusione della cultura nelle reti telematiche, ma non si affida alcun ruolo attivo alle associazioni dei consumatori;

4) Infine, ribadiamo ancora una volta il nostro interesse ad affrontare seriamente le questioni ineludibili della creazione di un mercato legale della condivisione dei file audiovisivi in Rete, della necessaria revisione del sistema dell’equo compenso in compresenza di misure tecnologiche di protezione e della garanzia di interoperabilità tra piattaforme e lettori digitali di ogni tipo.

In conclusione, Altroconsumo allo stato attuale non ritiene opportuno aderire al documento in oggetto ma chiede allo stesso tempo di poter rimanere informato sul prosieguo dei lavori al fine di valutare se, chiarita da una parte la situazione giuridica e meglio esplicitati dall’altra gli obiettivi reali delle campagne di informazione/educazione, si possano modificare le nostre determinazioni una volta meglio esplicitato il ruolo che saremmo eventualmente chiamati a svolgere.

Nella speranza che le nostre osservazioni siano tenute nella dovuta considerazione, rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni.

Con i migliori saluti,

Dott.sa Luisa Crisigiovanni
Responsabile Relazioni Esterne Istituzionali
AltroConsumo

nota: Altroconsumo, associazione di consumatori più rappresentativa del Paese, ha oltre 280.000 soci in tutta Italia ed è unico membro italiano del BEUC (Bureau Européen des Unions de Consommateurs)

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  • Anonimo scrive:
    No ai brevetti software!
    "No ai brevetti software!Senza i brevetti sul software l'Europa potrebbe mantenere bassi i costi, stimolare l'innovazione, migliorare la sicurezza e creare posti di lavoro. Grazie a Linux e al software open-source, l'Europa ha la possibilità di ottenere l'indipendenza da Microsoft e da altre grandi aziende americane."........http://www.nosoftwarepatents.com/it/m/intro/index.html
  • The_GEZ scrive:
    Re: Favole.
    Ciao Anonimo !
    riusciti nell'intento di fare questa
    trasformazione (che privilegia la loro
    industria di ottimizzatori non innovatori)
    persino in casa degli americani (che hanno
    inventato il brevetto proprio per lo scopo
    opposto, non è un caso che il primo a
    capo dell'ufficio brevetti fosse stato
    Benjamin Franklin, uno di coloro che hanno
    scritto la costituzione americana).Hem ...Forse sei stato in coma ma ti consiglio di rivedere alcune affermazioni .... sono passati una vetina di anni (ma forse di più) da quando quello che scrivi era vero ...
  • Anonimo scrive:
    Re: Favole.
    - Scritto da: gerry
    - Scritto da: matcion

    Non voglio sostenere una disputa su
    brevetti

    si o no: spero di non leggere più

    cose del tipo "oddio, mi brevettano la

    barra, il ciclo for" e banalità

    simili.

    Tranquilli: la ruota non l'hanno
    brevettata,

    neanche gli ingranaggi e le cinghie di

    trasmissione o il martello o le
    pinze...

    Ma il problema è solo quello.
    Capirai, nessuno credo si scandalizzerebbe
    se un'azienda cercasse di proteggere la
    propria ricerca.E perchè non proteggerla con una licenza a pagamento obbligatoria invece che con il monopolio per legge?
    Il problema è che nessuna
    legislazione attuale sui brevetti software
    prevede un qualche meccanismo per prevenire
    la brevettazione di concetti che non
    meritano di essere brevettati.
    Il risultato è che in molti ci si
    sono buttati e hanno fatto soldi in questa
    maniera, facendo diventare il brevetto un
    arma impropria.
    Brevetti qualsiasi cosa, e prima o poi trovi
    qualcuno da denunciare. Il tutto poi
    aggravato dal fatto che è facilissimo
    avere un brevetto (in pratica basta fare la
    domanda) mentre per cancellarlo bisogna
    andare per vie giudiziarie.A parte il fatto che non è affatto vero che ottenere un brevetto è facilissimo (esperienza personale) è risaputo tra gli addetti ai lavori che è più facile ottenere brevetti di innovazioni minime che non quelli che valgono davvero, le innovazioni rivoluzionarie ("Breakthrough") cioè quelle che fanno nascere nuovi settori o industrie, che rivoluzionano quel che c'è.La dimostrazione è nella durata del processo di brevettazione, che si allunga a dismisura per le innovazioni quanto più sono "lontane" dall'esistente.
    E come diceva Acacia, A molti conviene
    pagarci piuttosto che trascinarci in
    tribunale. E per questo pagano.
    Ma questo non è più un modo
    per proteggere la ricerca. Io la chiamerei
    truffa legalizzata piuttosto.Perchè, il processo di "trasformazione" dei brevetti da meccanismo per far guadagnare chi innova a meccanismo per far guadagnare chi utilizza tali brevetti chi credi che lo abbia voluto?C'è un bellissimo articolo (The Patent Wars, pubblicato da Analog (http://www.analogsf.com/) nel numero di gennaio 2000) che descrive come i giapponesi siano riusciti nell'intento di fare questa trasformazione (che privilegia la loro industria di ottimizzatori non innovatori) persino in casa degli americani (che hanno inventato il brevetto proprio per lo scopo opposto, non è un caso che il primo a capo dell'ufficio brevetti fosse stato Benjamin Franklin, uno di coloro che hanno scritto la costituzione americana).In fin dei conti, tanti dei casini che siamo ormai abituati a vedere discendono proprio dalla trasformazione del copyright e della legge brevettuale da mezzi per tutelare chi innova e produce ad armi usate nella guerra degli intermediari contro gli altri intermediari, a scapito di autori, inventori, clienti e acquirenti.
  • The_GEZ scrive:
    Ma dai ...
    Ciao a tutti !!!Cacchio !Il Vice presidente di HP ha detto che i brevetti sul software sono buoni e giusti !!Io pensavo che lo avesse detto un dipendente della "comupters in catina" ed invece è stato il vice presidente di HP ... a voler pensare male ...8)
  • Anonimo scrive:
    HP: stai lontano dal nostro linux
    l'open source deve stare alla larga dai brevetti e hp deve stare alla larga dal nostro linux open sourcedi questo passo saremo costretti ad allontanare hp dall'open source e farà la fine di microsoftlinux è un bene per la gente libera e buona e che non pensa al denaro e al diavolo come queste agguerrite e senza rispetto società americaneL(linux)VE
    • YangChenping scrive:
      Re: HP: stai lontano dal nostro linux
      - Scritto da: Anonimo
      l'open source deve stare alla larga dai
      brevetti e hp deve stare alla larga dal
      nostro linux open sourceSarebbe tuo se ne avessi il copyright.
    • Anonimo scrive:
      Re: HP: stai lontano dal nostro linux
      - Scritto da: Anonimo
      l'open source deve stare alla larga dai
      brevetti e hp deve stare alla larga dal
      nostro linux open source...e magari anche IBM vero? E poi la licerca e sviluppo di Linux chi la paga: la fatina dai capelli turchini?Eh si già come no, perche il software open si nutre di sole buone intenzioni...vero???
      linux è un bene per la gente libera e
      buona e che non pensa al denaro e al diavolo
      come queste agguerrite e senza rispetto
      società americaneCerto che hai una visione proprio romanzesca del mondo open source: fatta solo di filantropi e gente di buon cuore che sta tutto il giorno a sfornare nuovo software solo per il gusto di combattere i "diavoli" che cercano invece di "lucrarci sopra."Guarda: un ragionamento del genere va bene per le applicazioncine "sviluppate in cantina" ma non certo per un progetto con ambizioni di server o sistema operativo per worstation, che richiede grandi finanziamenti.E poi, la richiesta di grossi oneri finanziari (e il conseguente ingresso in un mondo "speculativo") non impedisce al suddetto SW di restare "open" e non vedo in che modo tradisca la sua natura di "open".Se poi uno preferisce brevettare le proprie scoperte (nell'ambito del "lecito") piuttosto che renderle fruibili al pubblico dominio....sono AFFARI SUOI! (E viceversa....)
  • Anonimo scrive:
    appunto
    cito:
    Ma garantisco che il punto è quello che fai con il brevetto e non
    il fatto di averne uno".appunto: per come sono ora negli USA e come li vorrebbero anche in Europa, i brevetti PERMETTONO di farci delle cose "poco etiche"poi uno è libero di non farlo, ma il brevetto in se lo permettee questo non mi vabrevettare è giustissimo: se ho inventato qualcosa, l'ho perfezionata etc. è giustissimo, ma quando si fa causa per il click sul carrello o come i Australia si riesce a brevettare l'altalena, è sintomo che qualcosa non va
  • Anonimo scrive:
    Re: Favole.
    perche' non ti informi prima di fare reply? i brevetti sulle idee che ci sono attualmente in america fanno proprio questo, brevettano la "ruota" in campo software (ad esempio ci sono brevetti sulla scroll bar, sul doppio click, sulla barra d'avanzamento, ecc... se tali brevetti dovessero passare anche in europa tu che scrivi un qualsivoglia software, libero o proprietario che sia, dovrai pagare royalties per tutte queste cose)
  • Anonimo scrive:
    Cambio di rotta !!!
    Evidentemente, il cambio del management di testa stà producendo le sue conseguenze. Un esordio di questo genere praticamente dice che HP stà cominciando ad avere dubbi sull' open source.Non mi meraviglierei se, entro 3 / 6 mesi, ci fosse una certa inversione di rotta ........
    • Anonimo scrive:
      Re: Cambio di rotta !!!
      - Scritto da: Anonimo
      Evidentemente, il cambio del management di
      testa stà producendo le sue
      conseguenze. Un esordio di questo genere
      praticamente dice che HP stà
      cominciando ad avere dubbi sull' open
      source.Ma dove vivi, su Saturno?
      Non mi meraviglierei se, entro 3 / 6 mesi,
      ci fosse una certa inversione di rotta
      ........Impossibile, Linux è la via, trollone!
  • Anonimo scrive:
    L'oste dichiara che il vino è buono
    Che poteva dire?Nemmeno da perderci tempo...http://www.nosoftwarepatents.com/it/m/intro/index.htmlhttp://kwiki.ffii.org/SwpatcninoEnhttp://demo.ffii.org/demo0502
  • dilbert68 scrive:
    Nonsense
    "Rifiutarsi di brevettare un'idea significa esporsi senza assolutamente alcuna buona ragione. Per alcuni il brevetto sembra un modo di vendersi. Ma garantisco che il punto è quello che fai con il brevetto e non il fatto di averne uno".Se il senso di questo discorso è :"noi (HP) acquistiamo/depositiamo brevetti non tanto per usarli come barriera all'ingresso di nuovi concorrenti, ma per difenderci dalle aziende che non fanno un uso etico del loro portafoglio brevetti (es. Eolas)" non poteva dirlo un pò più chiaramente?Abbasso i brevetti SW cmq
    • Anonimo scrive:
      Re: Nonsense
      - Scritto da: dilbert68
      "Rifiutarsi di brevettare un'idea significa
      esporsi senza assolutamente alcuna buona
      ragione. Per alcuni il brevetto sembra un
      modo di vendersi. Ma garantisco che il punto
      è quello che fai con il brevetto e
      non il fatto di averne uno".

      Se il senso di questo discorso è :

      "noi (HP) acquistiamo/depositiamo brevetti
      non tanto per usarli come barriera
      all'ingresso di nuovi concorrenti, ma per
      difenderci dalle aziende che non fanno un
      uso etico del loro portafoglio brevetti (es.
      Eolas)"

      non poteva dirlo un pò più
      chiaramente?
      E non sarebbe meglio se invece questa necessità di difendersi non ci fosse?
  • gerry scrive:
    Re: Favole.
    - Scritto da: matcion
    Non voglio sostenere una disputa su brevetti
    si o no: spero di non leggere più
    cose del tipo "oddio, mi brevettano la
    barra, il ciclo for" e banalità
    simili.
    Tranquilli: la ruota non l'hanno brevettata,
    neanche gli ingranaggi e le cinghie di
    trasmissione o il martello o le pinze... Ma il problema è solo quello.Capirai, nessuno credo si scandalizzerebbe se un'azienda cercasse di proteggere la propria ricerca.Il problema è che nessuna legislazione attuale sui brevetti software prevede un qualche meccanismo per prevenire la brevettazione di concetti che non meritano di essere brevettati.Il risultato è che in molti ci si sono buttati e hanno fatto soldi in questa maniera, facendo diventare il brevetto un arma impropria.Brevetti qualsiasi cosa, e prima o poi trovi qualcuno da denunciare. Il tutto poi aggravato dal fatto che è facilissimo avere un brevetto (in pratica basta fare la domanda) mentre per cancellarlo bisogna andare per vie giudiziarie.E come diceva Acacia, A molti conviene pagarci piuttosto che trascinarci in tribunale. E per questo pagano.Ma questo non è più un modo per proteggere la ricerca. Io la chiamerei truffa legalizzata piuttosto.
  • Anonimo scrive:
    HP HA QUESTO MANAGER?
    Non si può tenere il piede il 2 scarpe come fa questo "manager".Peccato HP. HAI TOPPATO!Ti converrebbe smentire e TROMABARE anche questo "manager",.....prima che le truppe dell' Open Sorcio ti si rivoltino contro.
  • Anonimo scrive:
    Re: Favole.
    - Scritto da: matcion
    Ok, queto è un punto di vista,
    condivisibile o meno, che sostiene che i
    brevetti non sono utili allo sviluppo
    industriale e alla società.
    La cosa bella è che lo sostiene per
    tutti i brevetti, non solo per quelli
    software!

    Non voglio sostenere una disputa su brevetti
    si o no: spero di non leggere più
    cose del tipo "oddio, mi brevettano la
    barra, il ciclo for" e banalità
    simili.Veramente se vai a guardare un po' di brevetti software americani ti accorgi che brevettano proprio banalità simili...il link, il doppio click, la barra di avanzamento, l'anteprima sui desktop virtuali, l'acquisto su internet con un solo click, i plugin, la comunicazione fra processi, l'editing e la compilazione di programmi scritti utilizzando più linguaggi diversi, sono solo alcuni esempi...
    Tranquilli: la ruota non l'hanno brevettata,
    neanche gli ingranaggi e le cinghie di
    trasmissione o il martello o le pinze... A dire il vero la ruota l'hanno brevettata... in Australia un paio di anni fa...A parte questo, lo sviluppo dei primi motori a vapore è stato rallentato proprio a causa di un brevetto sull'accoppiamento biella-manovella depositato da un approfittatore che voleva così ritagliarsi una fetta di guadagno su ciò che pensava, a ragione, che sarebbe divenuto un buon business... In effetti i primi motori a vapore non utilizzavano un sistema biella-manovella ma un ben più complesso sistema epicicloidale proprio perchè l'inventore non volle sottomettersi ad alcun ricatto. Non mi sembra che in questo caso i brevetti siano stati un gran vantaggio per il progresso...
  • Anonimo scrive:
    Re: Favole.
    - Scritto da: matcion
    spero di non leggere più
    cose del tipo "oddio, mi brevettano la
    barra, il ciclo for" e banalità
    simili.Banalita'? Svegliati: e' quello che sta succedendo!
    Tranquilli: la ruota non l'hanno brevettata,
    neanche gli ingranaggi e le cinghie di
    trasmissione o il martello o le pinze... Oggi, se potessero, brevetterebbero pure quelli...
  • Anonimo scrive:
    belle parole
    non demonizzate chi parla di breveti, in fondo se vi pagassero milioni di dollari lo fareste anche voi
    • ammatwain scrive:
      Re: belle parole

      non demonizzate chi parla di breveti, in
      fondo se vi pagassero milioni di dollari lo
      fareste anche voiQuoto! A me fanno una tenerezza questi personaggi...a volte mi viene voglia di averli per qualche minutoa portata di mano per fargli due coccole e rassicurarli un po' :D
      • Anonimo scrive:
        Re: belle parole
        - Scritto da: ammatwain

        non demonizzate chi parla di breveti, in

        fondo se vi pagassero milioni di
        dollari lo

        fareste anche voiBeh, certo, anche io sono un uomo, se vedessi tua sorella legata e imbavagliata potrei liberarla, ma sono un uomo anch'io! Tu faresti lo stesso! La rabbia sta montando, e' bene che qualcuno lo sappia!(linux):@
    • The_GEZ scrive:
      Re: belle parole
      Ciao Anonimo !
      non demonizzate chi parla di breveti, in
      fondo se vi pagassero milioni di dollari lo
      fareste anche voiE' vero.Io sono contro i brevetti software, ed ideologicamente critico su tutta la linea il pensiero di HP (e sul suo bel voltagabbana ...)Tuttavia non è che me la prendo PERSONALEMTE con il tizio in questione, anzi dal mio punto di vista prettamente personale ed "egoistico" lo invidio, vorrei essere io pagato cifre totalmente fantascietifiche per sparare colossali vaccate che un nugulo di gente incravattata ha scritto per me ...Ed invece mi tiocca lavorare.
    • YangChenping scrive:
      Re: belle parole
      - Scritto da: Anonimo
      non demonizzate chi parla di breveti, in
      fondo se vi pagassero milioni di dollari lo
      fareste anche voiNon demonizzare chi accoppa i bambini iracheni con le bombe, se fossi azionista di Halliburton e soci faresti lo stesso anche tu.(altri discorsi geniali? niente?)
  • YangChenping scrive:
    Favole.
    La cosa triste è che questi parlano e la gente si arrabbia invece di ridergli dietro. Secondo Fink i brevetti non se ne andranno tanto presto e "in fin dei conti i brevetti sul software sono un modo di vivere. Ignorarli è un po' naif". Bravo, ora sospendi per un attimo le favole e apriamo un libro a caso ( http://tinyurl.com/3qwn9 ) The patent is incompatible with the free market precisely to the extent that it goes beyond the copyright. The man who has not bought a machine and who arrives at the same invention independently , will, on the free market, be perfectly able to use and sell his invention. Patents prevent a man from using his invention even though all the property is his and he has not stolen the invention, either explicitly or implicitly, from the first inventor. Patents, therefore, are grants of exclusive monopoly privilege by the State and are invasive of property rights on the market. The crucial distinction between patents and copyrights, then, is not that one is mechanical and the other literary. The fact that they have been applied that way is an historical accident and does not reveal the critical difference between them.[96]The crucial difference is that copyright is a logical attribute of property right on the free market, while patent is a monopoly invasion of that right . Ora se qualcuno di HP ci vuole regalare quattro risate spiegando che "i brevetti software favoriscono il libero mercato" direi che sono i benvenuti, così ci possiamo cappottare dalle risate fino al 2050.Anzi, vieni a raccontarmi che potete vantare diritti sul lavoro altrui perché qualche impiegato statale vi ha concesso di registrare il famigerato brevetto sulla scrollbar o roba simile come gli amici in Microsoft, così magari ride anche il mio cane.Oppure qualcuno potrebbe ammettere che preferisce lucrare su fantomatici diritti inventati dallo Stato invece di "innovare", in tal caso ci sarebbero da rifare un paio di pubblicità.==================================Modificato dall'autore il 17/02/2005 1.18.41
    • Anonimo scrive:
      Re: Favole.
      Mi permetto di tradurre a beneficio di chi non mastica inglese:Il brevetto è incompatibile con il mercato libero esattamente tanto quanto si spinge oltre il diritto d'autore. Colui che non acquistasse un apparecchio e che arrivasse alla stessa invenzione in maniera indipendente sarà, nel libero mercato, perfettamente in grado di usare e vendere la sua invenzione. I brevetti impediscono ad una persona di usare la sua invenzione persino quando tutta la proprietà è sua e non ha rubato l'invenzione, nè esplicitamente nè implicitamente, dal primo inventore. I brevetti, perciò, sono garanzie di privilegio di monopolio esclusivo offerto dallo Stato e sono invasivi nei riguardi dei diritti di proprietà nel mercato. La distinzione cruciale tra brevetti e diritto d'autore non è quindi che una è meccanica e l'altra letteraria. Il fatto che essi siano stati applicato in tal modo è una coincidenza storica e non rivela la sostanziale differenza tra i due. La differenza importante è che il diritto d'autore è un attributo logico di diritto di proprietà nel libero mercato, mentre il brevetto è un invasione di monopolio su tale diritto.
    • Quasar scrive:
      Re: Favole.
      Un altro passaggio a mio avviso molto importante dallo stesso sito, per coloro che affermano che i brevetti siano indispensabili per stimolare la ricerca&sviluppo (segue mia traduzione): It is by no means self-evident that patents encourage an in­creased absolute quantity of research expenditures. But certainly patents distort the type of research expenditure being conducted. For while it is true that the first discoverer benefits from the privilege, it is also true that his competitors are excluded from production in the area of the patent for many years. And since one patent can build upon a related one in the same field, com­petitors can often be indefinitely discouraged from further re­search expenditures in the general area covered by the patent. Moreover, the patentee is himself discouraged from engaging in further research in this field, for the privilege permits him to rest on his laurels for the entire period of the patent, with the assur­ance that no competitor can trespass on his domain. The com­petitive spur for further research is eliminated. Research expen­ditures are therefore overstimulated in the early stages before anyone has a patent, and they are unduly restricted in the period after the patent is received. Traduzione:Non è in alcun modo evidente che i brevetti stimolino una maggiore quantità assoluta di spese in ricerca. Quel che è certo è che i brevetti distorgono il tipo di ricerca che viene condotta, poichè sebbene sia vero che il primo scopritore beneficia del privilegio, è anche vero che i suoi concorrenti sono esclusi dalla produzione nel settore interessato dal brevetto per molti anni a venire. E siccome un brevetto può costruirsi su un altro correlato nello stesso campo, i concorrenti possono essere scoraggiati dallo spendere in ulteriori ricerche nel settore coperto dal brevetto. Inoltre, il detentore del brevetto è egli stesso non stimolato nel cimentarsi in ulteriore ricerca nel medesimo campo poichè i privilegi già acquisiti gli permettono di giacere sugli allori per tutta la durata del brevetto, con l'assicurazione che nessun concorrente potrà invadere il suo dominio. Lo sprone alla competizione sulla ulteriore ricerca è dunque eliminato. Le spese sulla ricerca sono dunque sovra stimolate nelle fasi antecedenti all'acquisizione del brevetto da parte di qualcuno ma ne sono indebitamente ridotte nel periodo successivo.
    • matcion scrive:
      Re: Favole.
      Ok, queto è un punto di vista, condivisibile o meno, che sostiene che i brevetti non sono utili allo sviluppo industriale e alla società.La cosa bella è che lo sostiene per tutti i brevetti, non solo per quelli software!Non voglio sostenere una disputa su brevetti si o no: spero di non leggere più cose del tipo "oddio, mi brevettano la barra, il ciclo for" e banalità simili.Tranquilli: la ruota non l'hanno brevettata, neanche gli ingranaggi e le cinghie di trasmissione o il martello o le pinze...
  • Anonimo scrive:
    ciascuno

    protegge le innovazioni apportate da ciascunoeh già proprio ciascuno di noi... chi di noi non possiede almeno 1000 brevetti... anzi, chi di noi ne possiede almeno UNO!?
    • Anonimo scrive:
      Re: ciascuno
      - Scritto da: Anonimo

      protegge le innovazioni apportate da
      ciascuno

      eh già proprio ciascuno di noi... chi
      di noi non possiede almeno 1000 brevetti...
      anzi, chi di noi ne possiede almeno UNO!?...comincia a fatturare come HP, poi ne riparliamo.Ma pensate davvero che i principali "prodotti" di HP siano pc da tavolo?I maggiori finanziamenti (e introiti a lungo termine) HP li vede nella RICERCA (nanotecnologie, microelettronica, protocolli per infrastutture informtiche.....)Ovvio che una società del genere (cosi come IBM) debba proteggere il proprio Know-how che rappresenta la VERA fonte di guadagno importante.
  • Anonimo scrive:
    Niente ma niente SE
    i brevetti sul software fanno schifo!hp non ci far girar le balle!
    • Anonimo scrive:
      Re: Niente ma niente SE
      - Scritto da: Anonimo
      i brevetti sul software fanno schifo!

      hp non ci far girar le balle!Gia'! Ne dovranno fare di pubblicita' prima che la loro immagine ritorni migliore di quella di m$, basta**i, e' un tradimento! Un manager di una societa' che fa una scelta parallela a quella di m$... forse e' solo per sviare l'attenzione dal ricatto mafioso di m$ alla danimarca e farlo passare come una piccola, onesta, richiesta legittima. Poverini, in fondo cosa chiedevano se non di lasciarli lavorare...?(linux)
      • YangChenping scrive:
        Re: Niente ma niente SE
        - Scritto da: Anonimo
        Poverini, in fondo cosa chiedevano se non di
        lasciarli lavorare...?Perché te la prendi con HP, invece di prendertela con chi consente l'utilizzo dei brevetti? I brevetti non registrati da HP sarebbero comunque reclamati da qualcun altro, con gli stessi risultati. Si fa presto a puntare il dito contro l'orrenda multinazionale di turno, ma chi garantisce certi diritti alle multinazionali cattive?
    • Anonimo scrive:
      Re: Niente ma niente SE
      - Scritto da: Anonimo
      i brevetti sul software fanno schifo!

      hp non ci far girar le balle!Uhm ok allora: "HP, SMETTI di fare ricerca avanzata nell'ambito delle nuove tecnologie!"Perchè, in sostanza, questo è cio che hai detto...
  • Anonimo scrive:
    i brevetti non sono il diavolo....
    ...... per chi li detiene !
    • Anonimo scrive:
      Re: i brevetti non sono il diavolo....
      - Scritto da: Anonimo
      ...... per chi li detiene !   E ma va!? E secondo te che scopo hanno? Proteggere e tutelare gi interessi e gli investimenti di coloro che hanno speso tempo ed energia per sviluppare un'idea nuova.
      • Alessandrox scrive:
        IDEE NUOVE?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ...... per chi li detiene !

        E ma va!? E secondo te che scopo hanno?
        Proteggere e tutelare gi interessi e gli
        investimenti di coloro che hanno speso tempo
        ed energia per sviluppare un'idea nuova.Non hai ancora capito i termini del problema:se fosse sempre come dici tu ti darei anche ragione ma vatti a vedere su quali "idee nuove" hanno avuto il coraggio di apporre un brevetto (basta fare una ricerca su PI, non ci vuole molto).Il punto e' se con una legge PUOI fare dei disastri non importa chi e quanti protegge, e' male e basta. Pero' c'e' un altra considerazione da fare: brevettare impedisce anche a chiunque di arrivare alla stessa invenzione o soluzione tecnica in maniera del tutto indipendente (quindi ugualmente frutto delle sue energie e del suo tempo)... insomma vince chi arriva prima ad un' idea:dov'e' il senso di tutto questo in un' economia di libero mercato?==================================Modificato dall'autore il 17/02/2005 19.54.27
  • Anonimo scrive:
    Ci gira intorno il furbone...
    Qui non si parla di "vendersi" ma di instaurare un modello in cui soltanto le grandi multinazionali potranno brevettare, in quanto ai piccoli sviluppatori in qualsiasi momento potranno essere contestati decine di violazioni di brevetti assurdi tipo la progress bar, il doppio click e così via.E così, anche ammesso che lo sviluppatore avesse fatto qualcosa di veramente innovativo, sarà costretto a cedere tutto per un tozzo di pane, nessuno se non altre multinazionali enormi tipo hp può permettersi le spese legali contro la microsoft.Ma di questo neanche una parola.
    • Riot scrive:
      Re: Ci gira intorno il furbone...
      - Scritto da: Anonimo
      Qui non si parla di "vendersi" ma di
      instaurare un modello in cui soltanto le
      grandi multinazionali potranno brevettare,
      in quanto ai piccoli sviluppatori in
      qualsiasi momento potranno essere contestati
      decine di violazioni di brevetti assurdi
      tipo la progress bar, il doppio click e
      così via.

      E così, anche ammesso che lo
      sviluppatore avesse fatto qualcosa di
      veramente innovativo, sarà costretto
      a cedere tutto per un tozzo di pane, nessuno
      se non altre multinazionali enormi tipo hp
      può permettersi le spese legali
      contro la microsoft.

      Ma di questo neanche una parola.Straquoto tutto!Hai centrato il punto: i brevetti servono solo alle grandi aziende (e le grandi aziende non servono a nessuno).Riot
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