Amazon e i dati evaporati tra le nuvole

Il colosso statunitense ammette che una minuscola porzione dei clienti coinvolti nel crash dei giorni scorsi dovrà dire addio per sempre ai propri dati
Il colosso statunitense ammette che una minuscola porzione dei clienti coinvolti nel crash dei giorni scorsi dovrà dire addio per sempre ai propri dati

Il crash dell’infrastruttura di cloud computing EC2 di Amazon è stato finalmente risolto, ma tra gli effetti più spiacevoli destinati a lasciare un segno perenne – sul business dei clienti e probabilmente anche sulla reputazione della società – c’è la constatazione di un dato di fatto: una minima parte dei dati presenti sui server non potrà più essere recuperata nella loro forma completa.

La società di Jeff Bezos ammette che il “disservizio” di EC2 ha avuto il peggior esito possibile – dati irrecuperabili – per lo 0,07% delle informazioni immagazzinate sui server della piattaforma di storage remoto. Nonostante le procedure di backup standard adottate da Amazon, quei dati sono andati persi per sempre e la società è impegnata a contattare tutti i clienti di EC2 coinvolti nel fattaccio.

Una percentuale di “fallimento definitivo” così piccola può sembrare irrisoria, ma con tutta evidenza irrisoria non è per chi fa affidamento alla piattaforma di Amazon per gestire un business, un sito web o un servizio commerciale offerto agli utenti della rete.

Occorrerà certamente tempo per valutare gli effetti dell’incidente sulla reputazione di Amazon, ma quel che è certo è che le conseguenze pratiche e finanziarie sono già tutte sul campo: i clienti di EC2 coinvolti nel crash come HootSuite si scusano per il periodo di downtime e distribuiscono sconti speciali per gli utenti.

Alfonso Maruccia

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29 04 2011
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