Amazon: videocamere e IA per monitorare i corrieri

La tecnologia che il colosso dell'e-commerce ha iniziato a impiegare sui mezzi è quella battezzata Driveri messa a punto dalla californiana Netradyne.
La tecnologia che il colosso dell'e-commerce ha iniziato a impiegare sui mezzi è quella battezzata Driveri messa a punto dalla californiana Netradyne.
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Alcuni dei corrieri che fanno parte del sistema di logistica controllato da Amazon hanno visto installare sui propri mezzi un sistema di videocamere e IA in grado di monitorarne costantemente l’attività. A riportarlo nelle ore scorse una voce di corridoio trapelata sulle pagine del sito The Information, confermata poco dopo dalla società.

L’IA Netradyne Driveri sui mezzi di Amazon per le consegne

Il gruppo di Seattle ha scelto la tecnologia Driveri messa a punto dalla californiana Netradyne. Si compone di un apparato hardware e software (qui sotto uno dei due modelli proposti) che acquisisce di continuo un flusso video, analizzandolo in tempo reale grazie all’impiego di algoritmi.

La videocamera D-410 Quad Cam di Netradyne

L’intelligenza artificiale è in grado di rilevare ad esempio le infrazioni del codice della strada come nel caso del mancato rispetto di un semaforo rosso, fornendo suggerimenti quando viene rilevata un’anomalia, consigliando di evitare distrazioni o di rallentare se necessario.

Online anche un filmato sulla piattaforma Vimeo che descrive la partnership tra Amazon e Netradyne.

Riportiamo di seguito in forma tradotta la breve dichiarazione in merito affidata da un portavoce Amazon alla redazione del sito The Verge che di fatto costituisce una conferma.

Stiamo investendo sulla sicurezza di tutte le nostre attività e di recente abbiamo iniziato a installare una tecnologia leader nel settore sulla flotta per le consegne. Il sistema fornirà avvisi in tempo reale agli autisti aiutandoli a rimanere al sicuro mentre si trovano in strada.

Non tutti i diretti interessati, i corrieri, sono entusiasti della novità. Alcuni, ascoltati da The Information, ritengono possa costituire un potenziale pericolo per la privacy e uno strumento attraverso il quale l’azienda può esercitare pressione imponendo tempistiche sempre più strette per la gestione delle consegne.

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