Dopo aver venduto praticamente qualsiasi cosa, dai libri alle serie TV, Amazon potrebbe aprire un nuovo tipo di “negozio”: una piattaforma dove gli editori mettono in vendita i propri contenuti e le aziende di intelligenza artificiale li comprano per addestrare i loro modelli. E, come in ogni marketplace che si rispetti, tratterrebbe una commissione su ogni accordo concluso.
Amazon prepara un marketplace per vendere notizie alle aziende di AI
Secondo The Information, il colosso di Seattle avrebbe già incontrato i dirigenti del settore editoriale per illustrare i suoi piani, anche in vista di una conferenza AWS dedicata agli editori. Interpellato da TechCrunch, un portavoce di Amazon non ha smentito, non ha confermato, ha parlato di relazioni durature e innovative con gli editori
, ma evidentemente non sono ancora pronti a rivelare i dettagli.
Microsoft ha già fatto la prima mossa con il suo Publisher Content Marketplace, presentandolo come una nuova fonte di reddito per gli editori e per le aziende AI, invece, è un modo strutturato e legale per accedere su larga scala a contenuti verificati e di qualità. Insomma, il concetto è lo stesso, invece di rubare a man bassa e poi pagare gli avvocati, meglio costruire una piattaforma di e-commerce.
Perché il problema di fondo resta quello, enorme e irrisolto. L’industria dell’AI ha costruito i suoi modelli ingoiando quantità enormi di contenuti protetti da copyright, articoli, libri, immagini, codice, spesso senza chiedere il permesso a nessuno, e senza pagare un centesimo. La risposta del settore editoriale è stata prevedibile: cause legali a catena ancora in corso, senza una conclusione chiara. OpenAI nel frattempo ha cercato di tamponare stringendo accordi di licenza con Condé Nast, Vox Media, News Corp, The Atlantic e altri. Ma sono toppe su una falla strutturale.
Il vero terrore degli editori non sono i dati di addestramento
Ma quello che spaventa davvero gli editori non è tanto il saccheggio dei dati, quanto i riassunti generati dall’AI. Quelli che Google piazza in cima ai risultati di ricerca, che danno la risposta senza far cliccare sul sito originale. L’impatto delle AI Overview sul traffico web è devastante, è un dato di fatto.
Ed è qui che un marketplace alla Amazon potrebbe avere senso. Invece di dipendere da partnership singole e limitate, gli editori avrebbero un canale di vendita strutturato, con ricavi che crescono man mano che l’uso dell’AI si normalizza. Un modello più sostenibile, secondo The Information. Ma un marketplace centralizzato non garantisce automaticamente ricavi equi o stabili, anzi. Potrebbe favorire i grandi gruppi editoriali a scapito dei piccoli, che avrebbero meno leva negoziale.