Anche Google ha la febbre da tablet

Non solo Apple iPad . BigG sarà della partita ma per ora si limita a qualche studio sull'interfaccia. Mentre gli editori si fregano le mani e chiedono prezzi flessibili
Non solo Apple iPad . BigG sarà della partita ma per ora si limita a qualche studio sull'interfaccia. Mentre gli editori si fregano le mani e chiedono prezzi flessibili

Se iPad di Apple non è forse destinato a essere la rivoluzione tecnologica assoluta che Jobs ha evocato a più riprese durante la presentazione alla stampa, di certo a Cupertino va concesso il merito di aver ancora una volta increspato le acque del mercato dell’elettronica di consumo digitale presentando non già un semplice “prodotto” quanto piuttosto un nuovo paradigma di utilizzo e di interfaccia con il computing . Un paradigma che fa proseliti anche tra chi, come Google, è sempre più coinvolto direttamente nell’hardware dopo essersi limitato per anni a sfornare software e applicativi di rete.

Assieme a Microsoft e Apple, Mountain View è da mesi una delle società entrata nel novero delle potenziali produttrici di tablet orientati al mercato consumer. E Google non delude le aspettative mettendo online (sul sito del progetto Chromium) alcune immagini e qualche striminzito dettaglio sugli studi effettivamente in corso al Googleplex riguardo a una variante tablet di Chrome OS.

In particolare, dice il post su Chromium, il G-tablet integrerebbe una tastiera virtuale capace di interagire con lo schermo (ancorata, divisa, collegata al focus), launcher in sovrimpressione per accedere ai siti web e creare sessioni di navigazione multiple, un’interfaccia con zoom incorporato per tab multiple.

Con un certo grado di “understatement”, che la dice lunga su quanto la società consideri delicata la sua nuova condizione di doppio provider di hardware e software dopo la commercializzazione del Nexus One , Google conferma di voler cavalcare anche l’onda (apparentemente lunga) dei tablet dopo l’ennesimo exploit mediatico di Apple. Anche il precedentemente trattato JooJoo batte qualche colpo e promette di approdare sul mercato entro la fine di febbraio (doveva essere in commercio già due mesi fa): dunque l’unico a mancare all’appello è ora Courier di Microsoft .

Per ora a farsi i conti in tasca sono soprattutto gli editori di libri di testo statunitensi che hanno già firmato per (provare a) trasformare iPad in una sorta di evoluzione genetica dei testi scolastici , editori che secondo il Wall Street Journal comprenderebbero già McGraw-Hill, Houghton Mifflin, Pearson e Kaplan. Dopo il caso Macmillan , interviene anche Rupert Murdoch, confermando che Amazon è disposta a riconsiderare la sua politica di prezzi bloccati in vista della concorrenza con Apple iPad.

La scia dell’hype sul tablet di Cupertino arriva anche in Cina, dove la società produttrice del netbook a basso costo P88 minaccia Apple di potenziali ritorsioni legali, avendo la società californiana copiato il design del dispositivo cinese. Che ha qualche somiglianza di troppo con un “iPhone gigante” per poter accampare ragioni di originalità pregressa, e funziona con Windows e un chipset Intel (945GSE).

Alfonso Maruccia

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03 02 2010
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