Android, HTC ammette il baco

Il produttore taiwanese conferma la presenza di una grave vulnerabilità in alcuni dei suoi smartphone. Mette sul chi va là i clienti. E dice di essere già al lavoro su una patch risolutiva

Roma – Dopo essersi presa qualche ora per verificare internamente i rapporti esterni distribuiti da Android Police sull’esistenza di una grave vulnerabilità nell’OS Android dei suoi terminali, la società taiwanese HTC conferma ora la veridicità delle analisi rassicurando nel contempo sulla veloce distribuzione di una patch risolutiva.

La falla, è utile ricordarlo, consiste nell’esistenza del modulo “HTCLoggers.apk” (parte dell’interfaccia esclusiva Sense UI) con credenziali di accesso root su alcuni terminali HTC, e nella possibilità per qualsiasi applicazione Internet-dipendente di accedere a ogni genere di informazione riservata (SMS, chiamate, vari log di sistema) attraverso il succitato modulo.

È vero, dice ora HTC, quella falla c’è, è estremamente pericolosa e potrebbe permettere ad applicazioni malevole di terze parti di accedere ai dati riservati dell’utente. “Una app malevola pensata per sfruttare la falla o qualsiasi altra vulnerabilità agirebbe potenzialmente in violazione delle leggi civili e penali”, dice HTC, anche se per il momento la società “non ha conoscenza di utenti che abbiano subito danni e vorrebbe prevenire questi problemi assicurandosi che tutti i clienti siano a conoscenza di questa potenziale vulnerabilità”.

HTC si è messa subito al lavoro su una patch capace di mettere una pezza sulla falla, che a sua volta derivava da un precedente upgrade “andato male” al software Android. La patch potrà essere infine distribuita agli utenti finali una volta che i carrier partner di HTC l’avranno testata a dovere.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • max scrive:
    strano...
    mi sarei aspettato di trovare ARM tra le top10 engineering. mi sembra una delle sfide più interessanti dell'attuale panorama IT, sviluppare i loro futuri proXXXXXri che dovranno riuscire a finire sui PC...
  • infame scrive:
    agli italici bambocci...
    ...qualcuno ha spiegato che in Google, se poi non rendi, ti mettono alla porta in dieci secondi?
    • zomas scrive:
      Re: agli italici bambocci...
      Come in tutto il sistema lavorativo di stampo anglosassone.Ma dovresti anche aggiungere che se rendi e un rivale ti vuole, puoi andare via da google in 10 secondi in cerca di piu' $soddisfazioni (cambia tu in soldi, carriera, quello che vuoi)...Ergo: se vali faranno in modo di non perderti! Se non vali, non ti vogliono.E' davvero cosi' brutto?
      • anon scrive:
        Re: agli italici bambocci...
        - Scritto da: zomas
        Ergo: se vali faranno in modo di non perderti! Se
        non vali, non ti
        vogliono.

        E' davvero cosi' brutto?Non è così semplice come la dipingi...non c'è solo la mezza cartuccia scansafatiche da una parte, e il supergenio ricco di talento dall'altra. Anzi, quelle sono delle rarità.In realtà, c'è tutto uno spesso strato di gente in mezzo che hanno +o- lo stesso valore; dato che possiedono grosso modo tutti le stesse conoscenze/capacità.È tutto molto più sfaccettato della tua semplicistica visione di bianco o nero, di vali/non vali.
      • Minusman scrive:
        Re: agli italici bambocci...
        Se non vali una XXXXX sì.Per chi o ci arriva un pò di più o non misura le ore (per superare i colleghi ci sono queste due strade, o hai più cervello e quindi riesci a fare più cose o impieghi più tempo e quindi riesci a fare più cose) potrebbe essere un paradiso, quanti ne ho visti frustrati nel belpaese che si chiama Italia ma potrebbe anche chiamarsi Antimeritocrazia Country.
      • pietro scrive:
        Re: agli italici bambocci...
        - Scritto da: zomas..
        Ergo: se vali faranno in modo di non perderti! Se
        non vali, non ti
        vogliono.

        E' davvero cosi' brutto?ho lavorato in USA tre anni, nella mia ditta un giorno la segretaria del gruppo ha avuto una discussione con uno dei responsabili, il lunedì successivo non c'era più..Lì tutti lavoravano seguendo la linea: "tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio" nessuna iniziativa personale.
    • Riccardo Mil scrive:
      Re: agli italici bambocci...
      do ut des
    • tizio scrive:
      Re: agli italici bambocci...
      ti dimentichi anche che quelli che stanno bene in italia dove ti devi adattare a sistemi di 10 anni prima perchè innovare è male in italia lì non durano niente.
  • Rhllor scrive:
    Deloitte
    Chi cavolo è che vuole lavorare in Deloiette?!?!?
    • il signor rossi scrive:
      Re: Deloitte
      - Scritto da: Rhllor
      Chi cavolo è che vuole lavorare in Deloiette?!?!?Ma soprattutto: che cavolo è Deloitte? :)
      • bubba scrive:
        Re: Deloitte
        - Scritto da: il signor rossi
        - Scritto da: Rhllor

        Chi cavolo è che vuole lavorare in
        Deloiette?!?!?

        Ma soprattutto: che cavolo è Deloitte? :)una roba Noiosa. http://www.deloitte.com/view/it_IT/it/chi-siamo/ (poi magari fai i miliardi eh...)
    • zomas scrive:
      Re: Deloitte
      - Scritto da: Rhllor
      Chi cavolo è che vuole lavorare in Deloiette?!?!?Ma scherzi?!?!?! Se dici cosi' e' perche' non ti sono mati ronzati in giro per la ditta...
  • Tok scrive:
    Si tratta pur sempre di alvoro
    Pero' penso che rispetto alla m**rda che c'e i ngiro in Italia e' lo stesso il paradiso.
  • calmizio scrive:
    Lavorare IN Google o PER Google
    lavorare a Google non si può sentire
  • reef scrive:
    La loro filosofia
    Non si lavora a Google per lo stipendio, ma per cambiare il mondo. (vedi ricercatori dell'università italiana)Purtroppo non si vive di sole soddisfazioni.
    • Talking Head scrive:
      Re: La loro filosofia
      - Scritto da: reef
      Non si lavora a Google per lo stipendio, ma per
      cambiare il mondo. (vedi ricercatori
      dell'università
      italiana)

      Purtroppo non si vive di sole soddisfazioni.Il paragone spero sia volutamente forzato :)Google offre uno stipendio leggermente inferiore ai competitors, ma sempre top. A quel punto la frase di Schmidt è ragionevole, guadagnare molto o moltissimo cambia poco rispetto a condizioni di lavoro e interesse per quello che si fa. Non è un caso che di fronte a qualche deluso che voleva più soldi è pieno di eccellenze che lavorano a Google prendendo meno e che rimane in testa alle classifiche, a prescindere dallo stipendio.Nell'università ad un'amica hanno appena offerto un contratto da 1.2k al mese, di un anno, possibilità di rinnovo per un altro anno (condizionato alla valutazione del professore) e poi si vedrà. Attualmente lavora nel privato per 4k al mese. Nonostante la differenza, sta provando a chiedere al privato di passarla a part time, tornando a progetto con un grosso calo di stipendio e sicurezze, per poter fare entrambe le cose: perché è quello che vuole fare. Se il suo datore di lavoro non accetta, probabilmente andrà comunque all'università. Ma all'estero.Questo è il genere di persone motivate che stiamo perdendo all'università grazie alle attuali regole. Non mischiamo le cose :)
      • Oppio dei Popoli scrive:
        Re: La loro filosofia
        Senza contare il sistema dei benefit e plus in stock option.. cose che in Italia non sono molto diffuse e di difficile quindi comprensione.
      • hermanhesse scrive:
        Re: La loro filosofia
        Molte volte ci penso anche io, a tornare nello "sperimentale" o nella "sicurezza" (faccio presente che io NON SONO laureato, ma sono uno dei pochi che ce l'ha fatto lo stesso a fare qualcosa che non sia "installare stampanti", con tutto rispetto per questa o per altre attività analoghe).Poi penso che ho una famiglia...
      • Anonimissim o scrive:
        Re: La loro filosofia
        MI spiace, ma la tua analisi ha origine da una tua opinione.Hai scritto che ci possono essere dei delusi che vogliono più soldi.I delusi ci saranno, ma scrivere che lo sono perchè vogliono più soldi sminuisce la figura di queste persone. Magari al lavoro non stavano bene. oppure erano trattati con poco rispetto. Oppure.... mille altri motivi.Lo scrivere "che volevano più soldi" fa capire chiaramente come la pensi. Io preferisco pensare che, nonostante Google sia una azienda che ha all'attivo molte cose interessanti e che fanno parte integrante della nostra vita quotidiana (da qui il mito), in effetti sia comunque una azienda fatta di persone, di capi e di impiegati. E come tale ci saranno i soddisfatti e gli insoddisfatti. Ci sarà chi subisce mobbing e chi fa il fannullone, chi si fa in 4 e chi si nasconde in sala mensa invece di lavorare. Un po' coem in tutte le aziende di notevoli dimensioni.Chi sogna che Google sia qualcosa di paradisiaco penso si stia illudendo. Sarebbe già un'ottima cosa se fosse un posto buono.Se poi ragiono in ottica italiana, confrontando il modo di pensare e di dirigere un'azienda da noi, non so nemmeno se lo considererei buono.
Chiudi i commenti