Android, prima interrogazione

La presenta il senatore Mauro Bulgarelli (Insieme con l'Unione) per spingere ad una rapida revisione delle normative

Roma – “L’esclusione degli sviluppatori italiani di software dalla possibilità di partecipare al concorso Android indetto da Google, avviene in concomitanza con quella dei programmatori provenienti da Iran, Siria, Corea del Nord e Cuba, paesi che l’amministrazione americana ha più volte definito stati canaglia”. Così il senatore Mauro Bulgarelli di Insieme con l’Unione , più volte intervenuto su questioni rilevanti per la rete, sulla decisione del colosso della rete di escludere l’Italia dalla gara da dieci milioni di dollari destinata a selezionare software per la nuova piattaforma open source destinata ai dispositivi mobili.

“Mentre chi proviene dai cosiddetti stati canaglia è stato escluso per via della legislazione americana, secondo Google – continua il senatore – in Italia ci sarebbero delle restrizioni locali tali da impedire ai nostri sviluppatori la partecipazione alle selezioni. In particolare credo si riferiscano ai requisiti addizionali che nel nostro paese vengono previsti dalla normativa che disciplina la partecipazione a concorsi a premio”.

“È per questo – conclude il senatore – che ho presentato un’interrogazione a risposta scritta per sapere se il governo intenda svecchiare la nostra burocrazia permettendo agli operatori italiani delle nuove tecnologie di essere competitivi in un mercato internazionale sempre più dinamico, ed evitando che il niet di Google scateni una reazione a catena da parte delle industrie del settore nei confronti del nostro paese”.

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  • Ridicolo! scrive:
    Americani Talebani
    ...e non aggiungo altro!
    • Paolo Chero scrive:
      Re: Americani Talebani
      - Scritto da: Ridicolo!
      ...e non aggiungo altro!Io invece aggiungo: IDIOTI.Quanto ci divertiremo noi europei il prossimo anno, quando Bush, naturalmente dopo qualche eclatante "atto teroristico" ad hoc - in cui ci rimetterà la pelle la solita badilata di innocenti, dichiarerà la legge marziale negli USA e formalizzarà il golpe strisciante attualmente già in atto pur di non perdere la cadrega nelle elezioni presidenziali... : :s
  • Ricky scrive:
    Non va' bene...siamo assurdi!
    Mi sta' bene che chi delingue paghi ma le pene mi sembrano francamente assurde.10 anni?Per un film?Che poi ha spopolato e ha realizzato tanti di quei GUADAGNI da assomigliare a 10 delle nostre finanziarie?!Se ammazzo una intera scolaresca?Se picchio a morte mia moglie?Se ubroaco e strafatto arroto N persone tra cui bambini di varia eta'?Seguendo la scia, se ho 10 anni per un film dovrei avere circa qualche MILLENNIO per questo tipo di morti...e invece no.A me e' questo che non sta' bene per nente.Non e' possibile che un film valga piu' della vita della gente...e di altre porcate che se commetti NON hai pene cosi' severe pur essendo di gran lunga peggiori rispetto a un stramaledetto film in rete.Pero'...forse, facendo un giochino logico, vedendo la crudezza e la pesantezza delle punizioni uno puo' capire COSA INTERESSI REALMENTE a chi legifera...
    • hicrodus scrive:
      Re: Non va' bene...siamo assurdi!
      Sono d'accordo con te. Dal tuo post sembra però che tu faccia leggermente confusione tra fatti e pene italiane paragonati a questa possibile sentenza degli Stati Uniti. Sono due sistemi giudiziari molto diversi; ti ricordo che negli USA in molti stati vige ancora la pena di morte, in Italia neanche più l'ergastolo.Cmq mi associo nel ritenere assurda una pena del genere. Specialmente se non legata a scopi di lucro.
  • Categorico scrive:
    Salvare capra e cavoli
    Ben gli sta, questa cosa di voler vedere un film, anche registrato male, prima che esca nelle sale sconfina ampiamente nel maniacale, se fosse una mania innocua niente di male, ma visto che danneggia gli altri va combattuta.IMHO la soluzione migliore sarebbe punire duramente la copia a scopo di lucro, depenalizzare la copia senza scopo di lucro di contenuti vecchi più di 2 anni e liberalizzare la copia senza scopo di lucro di contenuti che non siano stati ripubblicati da più di 4-5 anni con tiratura sufficiente alla richiesta.Sempre nell'ottica di tutelare sia gli autori che la diffusione della cultura, sarebbe opportuno, anzi, sacrosanto, limitare l'esclusività dei diritti, dopo diciamo 10 anni chiunque dovrebbe poter ripubblicare le opere, versando i diritti all'autore e, per rispetto ad esso, con una qualità di codifica almeno pari a quella di una edizioni uscite durante il periodo di esclusiva.Si potrebbe anche prevedere sui supporti sottoposti ad equo compenso un codice monouso, tipo ricarica telefonica, con cui chi effettuasse una copia liberalizzata potrebbe destinare l'equo compenso pagato sui supporti agli artisti le cui operi vi ha duplicato.Per i contenuti nuovi, la cui copia danneggia realmente autori e produttori, le pene dovrebbero essere più dure, sempre distinguendo però fra lo scopo di lucro e il semplice profitto.
    • Enrico Bassetti scrive:
      Re: Salvare capra e cavoli
      C'è anche da dire che quando acquisti un film si vede in ottima qualità video, con dolby (o al massimo stereofonia) e con i contenuti speciali. Quel video (come altri), per quanto ne so, era di una qualità paragonabile ad un video citofono degli anni '50... Insomma, vabbè che hanno scaricato un film da internet, ma la qualità lasciava molto a desiderare. A questo punto gli conveniva fare una rapina alla videoteca: probabilmente il dvd che avrebbero preso sarebbe stato anche marchiato come originale, così evitavano problemi futuri...Per carità, non voglio dire che chi fa un film non debba essere pagato, però da qui a mandare in galera delle persone che hanno visto il film come se lo stessero vedendo da uno spioncino di una porta mi sembra alquanto esagerato.Enrico
  • wow scrive:
    so cazzi
    poracci !!!!!!!!!!!!!
    • Gris scrive:
      Re: so cazzi
      Sí ma il problema é che esiste una sproporzione fra l'atto in sé (che alla fine ha fatto solo perdere dei soldi) e la pena. Sulle multe non si discute ma sulla galera francamente in questi casi sono contrario. La galera servirebbe a cosa? Giá solo per pagare dovranno lavorare tutta la vita per nulla quindi la galera non solo é inutile ma pure dannosa economicamente per le Major. Ovviamente é un problema di LEGGE SBAGLIATA.
      • aaa scrive:
        Re: so cazzi
        è il classico caso in cui si bastona uno per educarne cento.. mi viene da ridere che x 2 o 3 cliccate di mouse si rischino 10 anni di galera e mezzo milione di $ di multa mentre qui un omicidio (mi viene giusto in mente il caso di 4 ragazzini uccisi in motorino da un'ubriaco al volante di un furgone), reato ben piu grave socialmente e moralmente rispetto a una condivisione di un file, viene punito con pochi anni di galera o arresto domiciliare e una pacca sulla spalla.. ok centra poco il paragone tra il nostro e il loro sistema penale ma le enormi differenze in negativo mi lasciano comunque spiazzato..
        • stefano rossetti scrive:
          Re: so cazzi
          hai uploadato? bene allora ti "sego" l'upload della tua linea per qualche anno - questa sarebbe la pena giusta, il carcere è folle
        • AMD inside scrive:
          Re: so cazzi
          - Scritto da: aaa
          è il classico caso in cui si bastona uno per
          educarne cento.. mi viene da ridere che x 2 o 3
          cliccate di mouse si rischino 10 anni di galera e
          mezzo milione di $ di multa mentre qui un
          omicidio (mi viene giusto in mente il caso di 4
          ragazzini uccisi in motorino da un'ubriaco al
          volante di un furgone), reato ben piu grave
          socialmente e moralmente rispetto a una
          condivisione di un file, viene punito con pochi
          anni di galera o arresto domiciliare e una pacca
          sulla spalla.. ok centra poco il paragone tra il
          nostro e il loro sistema penale ma le enormi
          differenze in negativo mi lasciano comunque
          spiazzato..Occhio: stiamo parlando della nazione che prevede la pena di morte per gli omicidi, non facciamo confusione.
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