Antipirateria, che emozione

Potrebbe essere il cinema a guardare voi. Un progetto di ricerca che strizza l'occhio al marketing, ai produttori e agli alfieri della proprietà intellettuale

Roma – Un sofisticato software di riconoscimento delle emozioni potrebbe prossimamente mettersi al servizio dei mastini della proprietà intellettuale e dei produttori cinematografici affamati di dati e commenti da trasformare in prodotti blockbuster cuciti addosso ai bisogni del pubblico.

L’azienda Aralia Systems e il Machine Vision Lab dell’ Università del West England hanno ottenuto una Knowledge Transfer Partnership che garantisce per il progetto quasi 250mila euro.

Il dr. Adbul Farooq del Machine Vision Lab ha spiegato che l’intenzione è quella di estendere le funzioni dell’attuale sistema di antipirateria aggiungendo un software che possa leggere le reazioni fisiche e le emozioni degli spettatori per individuare i sospetti . “Vogliamo progettare strumenti in grado di raccogliere dati che possano essere utilizzati per monitorare le reazioni del pubblico di un cinema, per valutarne le reazioni ad un film o alla pubblicità, ma anche per controllare da vicino l’attenzione e i movimenti che si svolgono nel buio della sale”.

Per farlo intendono utilizzare telecamere 2D per raccogliere dati che possano spiegare le emozioni dell’audience e 3D per individuare i suoi movimenti complessivi in sala.

Tutti questi dati saranno dunque destinati ad essere incamerati e passati ai produttori che potranno aggiungerli a quelli di box office per tirare le somme sul prodotto appena confezionato e sui prossimi progetti da finanziare.

Inoltre, però, è logico supporre che questo nuovo livello di controllo nelle sale sarà impiegato anche per stanare la nemesi dei produttori cinematografici, i camcorder .
Contro di loro, d’altronde, gestori di sale e produttori non hanno finora risparmiato nessun colpo: dai vigilanti con visori notturni e le ispezioni, ai watermark audio per individuare il cinema, fino ad arrivare in alcuni casi addirittura ai metal detector all’ingresso.

Inoltre la stessa Aralia Systems titolare del progetto si distingue già per essere un fornitore di dispositivi di tracciamento della pirateria e in particolare di un sistema anti-camcorder che, nel caso in cui vi sia una telecamera puntata allo schermo, fa scattare una serie di allarmi.

Claudio Tamburrino

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  • uno qualsiasi scrive:
    Ma non doveva essere un netbook?
    Prima promettono un netbook, poi non lo realizzano e adesso promettono un tablet.Sembra una presa in giro.
    • Osvy scrive:
      Re: Ma non doveva essere un netbook?
      - Scritto da: uno qualsiasi
      Prima promettono un netbook, poi non lo
      realizzano e adesso promettono un
      tablet.

      Sembra una presa in giro.Sembra? Ottimista ;-)Poi vediamo la spesa: anni fa erano 100 dollari, adesso addirittura 75?Vabbé, visto che l'ONU ha davvero nominato un'ambasciatrice incaricata di ricevere un'eventuale visita aliena, si può anche credere che pure questo progetto alla fine partorirà qualcosa. Che però lo si debba vedere al CES, non sembra promettere troppo bene... :-)
      • gips scrive:
        Re: Ma non doveva essere un netbook?
        Lo volevo io quel posto di ambasciatore!cavolo, avrei vissuto in panciolle per chissà quanto tempo!
    • ruppolo scrive:
      Re: Ma non doveva essere un netbook?
      - Scritto da: uno qualsiasi
      Prima promettono un netbook, poi non lo
      realizzano e adesso promettono un
      tablet.

      Sembra una presa in giro.Hanno semplicemente realizzato che i netbook sono una presa per i fondelli.Infatti se ne sono già andati.
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: Ma non doveva essere un netbook?
        E sono caduti nella presa per i fondelli chiamata tablet.
        • panda rossa scrive:
          Re: Ma non doveva essere un netbook?
          - Scritto da: uno qualsiasi
          E sono caduti nella presa per i fondelli chiamata
          tablet.Dove pero' hanno messo in risalto una cosa importante: il costo di produzione di un tablet e' 75 dollari.Che cosa possiamo dire di quelli che li pagano 400 e piu'?
          • Saltapecchi o scrive:
            Re: Ma non doveva essere un netbook?
            Senza contare che per quei 75 si parla di materiali infrangibili e il progetto OLPC usa uno schermo che si riesce ad utilizzare bene anche sotto una forte illuminazione solare, eccetera. Nei paesi in via di sviluppo, una specie di netbook oppure un tablet per i bambini non è precisamente l'urgenza maggiore e ho qualche dubbio che lo sia anche per i nostri pargoli; resta però interessante cosa si riesce a fare con quei soldi.
          • Artur scrive:
            Re: Ma non doveva essere un netbook?
            Veramente con 75$ no si cisto ancora un azzo.Queste son le solite uscite propagandistiche che non portano a nulla.I tablet esistenti costano più di 500 ma almeno posso toccarli con mano.Ste uscite mi sanno un po' come i proclami di Obama
          • Artur scrive:
            Re: Ma non doveva essere un netbook?
            Veramente con 75$ non ho visto ancora un azzo.Queste son le solite uscite propagandistiche che non portano a nulla.I tablet esistenti costano più di 500 ma almeno posso toccarli con mano.Ste uscite mi sanno un po' come i proclami di ObamaPardon forse stavo proprio scrivendo su tablet da 70$
    • vuoto scrive:
      Re: Ma non doveva essere un netbook?
      il primo modello di olpc aveva una tastiera, ma visto che doveva resistere a liquidi e polvere era una roba tipo zx spectrum. Tanto vale un touchscreen resistivo, a questo punto.Anche se una tastiera esterna decente e un trackball (visto che un mouse e' un concentratore di sporcizia) per me sono molto piu' utili di un touchscreen e decisamente economici, se si intende usare l'affare per scrivere.
      • Saltapecchi o scrive:
        Re: Ma non doveva essere un netbook?
        La tastiera a casa va bene, ma se te lo devi portare a spasso con la tastiera e poi cercare un piano d'appoggio per l'aggeggio e la tastiera ogni volta, non ha più molto senso.
  • floriano scrive:
    apad
    non è che è qualche versione di apad?http://www.ainu.it/tech/apad-tablet-copia-cinese-ipad-android/
  • floriano scrive:
    sugar
    è stato l'ennesimo sistema operativo senza applicazioni?
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