Ricordate quando a novembre si è fatta molta ironia sul fatto che per accedere ai siti porno potesse diventare obbligatorio lo SPID? Non è andata così, alla fine. I siti XXX che si sono conformati alle imposizioni dell’Italia (pochi) lo hanno fatto affidandosi a metodi diversi per la verifica dell’età. Ora c’è chi prova a rilanciare l’idea, in un certo senso. E non in modo ironico. È il sottosegretario Alessio Butti, che propone di farlo con l’app IO.
Verifica dell’età con codice QR e app IO
Come riportato da Key4Biz, l’uomo che più di ogni altro in questo governo si è speso per promuovere il digitale, afferma che la soluzione è già disponibile. Mancherebbe solo una norma per renderla operativa. Un approccio che, stando alla sua visione, potrebbe essere adottato a 360 gradi per ogni contenuto e piattaforma online, non solo per la pornografia. Varrebbe anche per i social.
È importante valutare questa opportunità tecnologica per la verifica dell’età, che consenta un uso più consapevole della tecnologia.
Secondo Butti, sarebbe sufficiente obbligare i siti a mostrare un codice QR da scansionare, così da effettuare la verifica dell’età in modo automatico attraverso l’app IO.
Servirebbe una norma per disciplinare questo sistema.
Forse, non è così semplice
È sufficiente fermarsi un momento a riflettere per capire che le limitazioni di un simile approccio sarebbero anzitutto di tipo pratico. Si fa genericamente riferimento ai siti
, ma oggi è un termine quantomeno interpretabile. La maggior parte di chi è online naviga da dispositivi mobili, soprattutto smartphone: come potrebbe inquadrare il codice QR se è mostrato dallo stesso apparecchio in uso? Lo rimpiazziamo con un link che da browser e app richiama direttamente l’app IO? Bisognerebbe dunque estendere l’obbligo a ogni sviluppatore e piattaforma?
Inoltre, trattandosi di una questione che riguarda prevalentemente i più piccoli, richiederebbe un’interazione con la versione di SPID per i minorenni. È quella che già prevede paletti molto stringenti dai 5 ai 13 anni (accesso solo ai servizi delle scuole) e un po’ meno severi dai 14 in su (INPS, Fascicolo Sanitario Elettronico e Portale dell’Automobilista). Andrebbero dunque riviste anche queste regole, almeno quelle per i teenager.
E per gli adulti? Non siamo certi che l’ipotesi di forzare l’utilizzo dell’identità digitale per accedere a Youporn e Pornhub sia destinata a raccogliere grande consenso, senza considerare che il principio del doppio anonimato prevede di non trasmettere ai gestori delle piattaforme alcun dato riconducibile all’utente.