Apple: 248 brevetti per auto, ma Apple Car non c'è ancora

Apple: 248 brevetti per auto, ma Apple Car non c'è ancora

Apple ha 248 brevetti correlati all'industria automobilistica, ma attualmente non è stata ancora lanciata la tanto chiacchierata Apple Car.
Apple ha 248 brevetti correlati all'industria automobilistica, ma attualmente non è stata ancora lanciata la tanto chiacchierata Apple Car.

Del fatto che Apple intenda in qualche maniera entrare a far parte del settore delle auto a guida autonoma se ne parla a più riprese ormai da tempo immemore. Sebbene manchi ancora la certezza che il gruppo di Cupertino prima o poi possa effettivamente presentare la tanto chiacchierata e attesa Apple Car (ammesso e non concesso che questo sia il vero nome che verrà usato), è comunque interessante notare come il numero di proprietà intellettuali correlate alla cosa risulti ormai essere estremamente elevato.

Apple ha 248 brevetti relativi all’industria automobilistica

Secondo una recente ricerca condotta da Nikkei e dalla società di analisi Intellectual Property Landscape, Apple ha infatti richiesto e publicato la bellezza di 248 brevetti relativi all’industria automobilistica.

In particolare, il 2017 è stato l’anno di picco in termini di numero di brevetti richiesti e approvati, anche se è molto probabile che a stretto giro il suddetto record venga battuto. Akira Yamauchi, CEO di Intellectual Property Landscape, ha infatti affermato che se le domande da pubblicare in futuro saranno incluse, il totale per il 2021 potrebbe essere alla pari con le cifre segnate in precedenza.

Ma quali sono i brevetti automobilisti di Apple? La risposta è presto data: sono di ampio respiro, alcuni di essi fanno riferimento ai settori della guida autonoma, mentre altri a software per la gestione dei veicoli. Alcuni brevetti, inoltre, sono relativi a tutta una serie di elementi hardware, inclusi quelli riguardanti l’area del comfort, come sedili e sospensioni. L’azienda di Cupertino dispone pure di brevetti nel settore dell’intelligenza automobilista e della tecnologia “vehicle-to-everything (V2X)”, la quale consente ai veicoli di connettersi all’internet delle cose e ad altri veicoli.

Fonte: Nikkei
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Pubblicato il 26 lug 2022
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