Apple, antitrust sulle nuove regole di App Store?

Aperta un'indagine preliminare sul nuovo programma di pagamento previsto da Cupertino. Lo dice il WSJ. Nei giorni scorsi le lamentele di editori e sviluppatori

Roma – Secondo alcune fonti , il Dipartimento di Giustizia (DoJ) statunitense e la Federal Trade Commission (FTC) avrebbero aperto un’indagine sul nuovo servizio di abbonamento interno alle app previsto da Apple.

Si tratta ancora di uno stato preliminare delle indagini, che potrebbe anche non concretizzarsi di un’indagine formale .

Il nuovo modello di pagamento previsto da Apple aveva fatto da subito protestare vari sviluppatori: tra i primi a far sentire la propria voce il servizio musicale Rhapsody, che ha attaccato soprattutto il 30 percento ad appannaggio di Apple sugli acquisti in-app che si sommerebbero alle quote che deve già versare a detentori di diritti, etichette ed editori musicali e per questo aveva appunto paventato la possibilità di avviare in cooperazione con altri editori una causa contro Apple .

Altri editori, come Time e Condé Nast, avevano espresso il timore che il nuovo modello potesse non garantire una sufficiente flessibilità. Un portavoce della Commissione Europea, poi, aveva dichiarato che Bruxelles stava “accuratamente monitorando la situazione”.

Compito dell’autorità sarà innanzitutto verificare se Apple detiene un monopolio di mercato (tutto da verificare se si sta parlando di quello delle app, di quello editoriale in toto, di quello della musica digitale, o quello specifico dei tablet ecc) e se abusa di questo eventuale monopolio con pratiche commerciali oppressive e anticompetitive.

Fra queste potrebbero rientrare l’obbligo imposto alle app editoriali di non puntare a negozi online diversi da App Store e di non offrire altrove condizioni di abbonamento migliori di quelle messe a disposizione dei suoi utenti. Nel primo caso, infatti, obbliga ad utilizzare un metodo di pagamento su cui ottiene una percentuale e, con il sistema di pagamento integrato di iTunes costituirebbe un sistema poi difficilmente scardinabile da eventuali concorrenti; nel secondo rischia di distorcere la naturale concorrenza dei prezzi .

Apple, FTC e DoJ non hanno commentato l’indiscrezione.

Claudio Tamburrino

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  • Davide Homitsu Riboli scrive:
    Wuala
    Segnalo l'esistenza dell'ottimo Wuala [di cui mi servo con soddisfazione con da diverso tempo] che:cripta i dati sul computer utente prima dell'invio al cloud;ha un codice completamente ispezionabile e OpenSource;crea diverse copie di sicurezza del medesimo file.Tutte le informazioni sul sito: http://www.wuala.com/
  • Gasogen scrive:
    Alternative a DropBox
    Qualche alternativa opensource e/o gratuita? Ho visto Unison[img]http://www.glump.net/_media/howto/passwd_sync.png[/img]ma richiede uno spazio web.
  • Mimmus scrive:
    C'è anche un altro problema!!!
    Per me il "cloud" presenta anche un altro problema fondamentale: quello del "lavoro" IT.Che fine faranno i professionisti IT se le chiavi delle infrastrutture aziendali saranno in mano a pochissimi fornitori?
    • NS256 scrive:
      Re: C'è anche un altro problema!!!
      - Scritto da: Mimmus
      Per me il "cloud" presenta anche un altro
      problema fondamentale: quello del "lavoro"
      IT.
      Che fine faranno i professionisti IT se le chiavi
      delle infrastrutture aziendali saranno in mano a
      pochissimi
      fornitori?Reinventano la propria professione esattamente come il maniscalco, l'arrotino, lo stagnino, ...Quante aziende ora hanno personale IT insource ? Quante lo avevano 15 anni fa ? fai i tuoi conti...
  • Aldus scrive:
    Non è proprio vero, un prodotto esiste
    Il prodotto si chiama DocuBox, prodotto dall'omonima startup italiana, è un sistema di trasmissione e resgitrazione dei file brevettato, che ne mantiene anche le versioni e li deduplica.DocuBox non solo può criptare prima di spedire, ma può usare qualsiasi software del cliente per richiedere la criptazione prima di spedire.Lo storage remoto, che può perfino essere messo in casa del cliente (si compra un appliance da 1500 euro a 35000 euro, dipende se hai a 3 o 999 computer) è in grado di replicare se stesso su altri DocuBox.Se i giganti internazionali non sono capaci, beh certe volte guardare in casa propria può essere interessante.
    • Aldus scrive:
      Re: Non è proprio vero, un prodotto esiste
      www.docubox.itwww.docubox.tv
      • fluxotron scrive:
        Re: Non è proprio vero, un prodotto esiste
        - Scritto da: Aldus
        www.docubox.it
        www.docubox.tvmolto interessante, grazie.
    • NS256 scrive:
      Re: Non è proprio vero, un prodotto esiste
      Mi spieghi che differenza c'è tra quello che propongono loro e un qualsiasi altro servizio cloud utilizzato per memorizzare, per esempio, un file cifrato tramite truecrypt ?
      • reXistenZ scrive:
        Re: Non è proprio vero, un prodotto esiste

        Mi spieghi che differenza c'è tra quello che
        propongono loro e un qualsiasi altro servizio
        cloud utilizzato per memorizzare, per esempio, un
        file cifrato tramite truecrypt
        ?Beh, mi sembra evidente.Con TrueCrypt la sincronizzazione è a livello di disco e non di file, mentre questo sistema ti permette la replicazione in tempo reale.E poi questo prodotto presuppone la disponibilità dell'unità di destinazione, assicurandone il controllo completo. Tu invece su quale servizio di storage remoto sincronizzi il tuo disco TrueCrypt?
  • reXistenZ scrive:
    posta elettronica
    posta elettronica: se la conosci, la evitiAh, scusate, qualcuno ha detto forse PGP? E che c'entra? La posta elettronica, nativamente, viaggia in chiaro e può essere letta dai gestori dei server nonché tanta altra gente abbastanza scafata. Quindi è il male. Tutto il resto è fuffa.Così anche il cloud. Soluzioni e programmi come questo:http://www.boxcryptor.com/sono XXXXXXX (o anche, più banalmente, l'uso di TrueCrypt che è OS con DropBox).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 febbraio 2011 10.13-----------------------------------------------------------
    • reXistenZ scrive:
      Re: posta elettronica
      e poi... sinceramente... Calamari, non riesco proprio a capirti.Mi ricordo quando scrivevi quei bellissimi articoli su TOR, non t'ho mai visto scrivere: Internet, se lo conosci lo eviti!Ma... XXXXX paletta... invece di questi giudizi trancianti e categorici che mi ricordano tanto i roghi di libri del Savonarola, perché non scrivi qualche articolo su come usare il cloud a proprio vantaggio, difendendo la riservatezza dei propri dati? E sì che avresti tutte le capacità per farlo, di soluzioni ce ne sono...
    • ephestione scrive:
      Re: posta elettronica
      ma lo sai che boxcryptor non sembra niente male? :PGià, peccato che nessuno si sia mai preso la briga di portare EncFS su Windows, che sarebbe stato ancora meglio :-(Se e quando boxcryptor diventerà robusto e liberamente disponibile, ci sarà encfs su linux, boxcryptor su windows, e avrai una sola cartella dropbox su cui i due sistemi non sono interoperabili :@E quindi attacchiamoci ad usare container truecrypt che si sincronizzano solo in chiusura, e se sono per caso di 2gb perché sarebbe poco pratico averli più piccoli, beh, anche con 5 bytes modificati perdi almeno 10 minuti ad aspettare che sia in sync.Peccato.
      • fluxotron scrive:
        Re: posta elettronica
        - Scritto da: ephestione
        ma lo sai che boxcryptor non sembra niente male?
        :P
        Già, peccato che [...]
        E quindi attacchiamoci ad usare container
        truecrypt che si sincronizzano solo in chiusura,
        e se sono per caso di 2gb perché sarebbe poco
        pratico averli più piccoli, beh, anche con 5
        bytes modificati perdi almeno 10 minuti ad
        aspettare che sia in
        sync.
        Peccato.puoi sempre usare axcrypt sui singoli file che ti interessa crittare.del resto perché dovresti crittare tutto? Io ho una dropbox da 5.7 giga. cosa mi serve DAVVERO metterci?non molto.e cosa mi serve DAVVERO crittare (alla fonte, naturalmente) ? Poco, molto poco.
        • ephestione scrive:
          Re: posta elettronica
          Non conoscevo axcrypt... peccato che sia solo Win, come dicevo quasi tutti i file sulla mia dropbox sono usati sia su win che ubuntu...
    • gianfargo scrive:
      Re: posta elettronica
      - Scritto da: reXistenZ
      posta elettronica: se la conosci, la eviti

      Ah, scusate, qualcuno ha detto forse PGP? E che
      c'entra? La posta elettronica, nativamente,
      viaggia in chiaro e può essere letta dai gestori
      dei server nonché tanta altra gente abbastanza
      scafata. Quindi è il male. Tutto il resto è
      fuffa.sia per lo storage che per la mail, dovremmo dire: se la conosci la usi consapevolmente.ma PGP non consente a nessuna "gente scafata" di fare un bel niente.SSL non basta a proteggere i dati in transito, per tutti gli altri (ovvero i "non-provider") ?

      Così anche il cloud. Soluzioni e programmi come
      questo:
      http://www.boxcryptor.com/
      sono XXXXXXX (o anche, più banalmente, l'uso di
      TrueCrypt che è OS con
      DropBox).Ci dici anche perché sono XXXXXXX?
      • reXistenZ scrive:
        Re: posta elettronica


        Ah, scusate, qualcuno ha detto forse PGP? E che

        c'entra? La posta elettronica, nativamente,

        viaggia in chiaro e può essere letta dai gestori

        dei server nonché tanta altra gente abbastanza

        scafata. Quindi è il male. Tutto il resto è

        fuffa.

        sia per lo storage che per la mail, dovremmo
        dire: se la conosci la usi
        consapevolmente.Giusto.
        ma PGP non consente a nessuna "gente scafata" di
        fare un bel
        niente.Esatto.
        SSL non basta a proteggere i dati in transito,
        per tutti gli altri (ovvero i "non-provider")
        ?SSL protegge la trasmissione, poi bisogna proteggere la "permanenza".

        Così anche il cloud. Soluzioni e programmi come

        questo:

        http://www.boxcryptor.com/

        sono XXXXXXX (o anche, più banalmente, l'uso di

        TrueCrypt che è OS con

        DropBox).

        Ci dici anche perché sono XXXXXXX?Ero sarcastico. Così come la posta elettronica è in chiaro, e tutto il resto è fuffa, così il cloud è in chiaro, e i programmi di criptazione sono XXXXXXX. Spero di avere reso l'idea...
    • Passavo per caso... scrive:
      Re: posta elettronica
      Si potrebbe anche citare GitHub, allora.Ma ce ne sono tanti ormai di servizi veramente utili. Anch'io sinceramente non capisco questa caccia alle streghe.Un'altra espressione dell'arretratezza tecnologica, e non solo quella, italiana ? Spero di no.Ma Internet un tempo non doveva unire e condividere ?
  • geppo12 scrive:
    Facebook e privacy
    facebook ha evidenziato come a 600.000.000 di persone della privacy importi relativamente. I problema è lo setsso di una cassetta di sicurezza: chi mi assicura che nessuno spierà l'interno della mia cassetta di sicurezza ?Personalmente ritengo sig Calamari è un tantino paranoico. Se ci sono segreti segratissimi, ci sono tanti programmi di criptazione opensourcesi fa uno zip, si cripta lo zip e lo si invia sulla nuvole.Complicato: gente siamo nel 2011 vogliamo imparare ad usare queste macchine o no? Se non contrlliamo noi le mecchina loro controlleranno noi ed i porchi che le sapranno governare diventeranno gli imperatori del pianeta. Quindi prima di lamentarci imparare, imparare, imparareGiuseppe
    • Drummer scrive:
      Re: Facebook e privacy
      Probabilmente sarà stato involontario, dato l'alto numero di refusi, ma quel portmanteau tra pochi e porci è veramente geniale!
    • Debugger scrive:
      Re: Facebook e privacy
      - Scritto da: geppo12
      facebook ha evidenziato come a 600.000.000 di
      persone della privacy importi relativamente.Quello è il numero di account registrati, non di persone che usano Facebook attivamente. Tanti hanno account multipli, altri sono fasulli, altri sono abbandonati. Ma fossero anche un miliardo, più che non importare, non hanno neanche consapevolezza.
      Complicato: gente siamo nel 2011 vogliamo
      imparare ad usare queste macchine o no?Siamo nel 2011: i computer restano stupidi, ma la gente si aspetta almeno qualche automatismo e non ha voglia di imparare (purtroppo), ma di usare e basta.
      Se non
      contrlliamo noi le mecchina loro controlleranno
      noi ed i porchi che le sapranno governare
      diventeranno gli imperatori del pianeta.o miliardari. Già fatto.
    • geppo12 scrive:
      Re: Facebook e privacy
      Che dire: hai regione. L'ignoranza dilaga, e purtroppo non solo in campo informatico.Giuseppe
  • pinco pallo scrive:
    Condivido l'avere i dati sulla "nuvola"
    Ma questa deve essere a casa mia
    • Anti Cloud scrive:
      Re: Condivido l'avere i dati sulla "nuvola"
      - Scritto da: pinco pallo
      Ma questa deve essere a casa miache è l'unico approccio (autogestione e autorganizzazione, meglio se in gruppo) sensato
      • atena fulvo scrive:
        Re: Condivido l'avere i dati sulla "nuvola"
        Il futuro che ci attende e' drammatico: pochi oligopolisti USA che aggregano nelle loro cloud le informazioni degli utenti (e nel breve futuro dai sensori legati agli utenti) e le vendono a chi puo' pagarle. Vedi anche l'articolo: http://www.aurorainrete.org/num27/A2712.pdf . A meno che non vi sia una ribellione di massa e il dati del cloud siano in un box a casa dell'utente, in rete con i box degli altri utenti . Come suggerisce Eben Moglen (e ne prepara l'implementazione con freedom in a box http://www.h-online.com/open/news/item/Eben-Moglen-promotes-Freedom-in-a-box-1192508.html ), vedi anche : http://www.softwarefreedom.org/news/2010/feb/10/highlights-eben-moglens-freedom-cloud-talk/
        • AntiCloud scrive:
          Re: Condivido l'avere i dati sulla "nuvola"
          - Scritto da: atena fulvo
          Il futuro che ci attende e' drammatico: pochi
          oligopolisti USA che aggregano nelle loro cloud
          le informazioni degli utenti (e nel breve futuro
          dai sensori legati agli utenti) e le vendono a
          chi puo' pagarle. se possibile sarà anche MOLTO PEGGIO: - piano piano si formerà una massa critica di persone/organizzazioni che sarà divenuta cloud-dipendente- parallelamente si formerà una massa critica di persone/organizzazioni che utilizzeranno solo dispositivi "cloud" (terminali stupidi con sistemi operativi tipo chrome os... smartphone, tablet e i-cosi vari...) con sistemi DRM/TC sempre più presenti e gestiti a livello hardware- parallelamente spariranno i dispositivi "untrusted" personali (non più hardware "libero", non più possibilità di installare s.o. liberi ecc....)alla fine i poteri politici (qualsiasi governo, con quelli sedicenti liberali e edemocratici in testa) ed economici ("imprese" capitaliste) avranno il COMPLETO controllo delle persone
          Vedi anche l'articolo:
          http://www.aurorainrete.org/num27/A2712.pdf . A
          meno che non vi sia una ribellione di massa e il
          dati del cloud siano in un box a casa
          dell'utente, in rete con i box degli altri utenti
          . Come suggerisce Eben Moglen (e ne prepara
          l'implementazione con freedom in a box
          http://www.h-online.com/open/news/item/Eben-Moglenconcordo pienamente!(e grazie per aver segnalato quei link)
    • gianfargo scrive:
      Re: Condivido l'avere i dati sulla "nuvola"
      - Scritto da: pinco pallo
      Ma questa deve essere a casa miaa scopo di backup remoto che soluzioni ci sono che valgano davvero la pena?io faccio crossbackup con un mio amico: è una cosa un po' nerd, ma se davvero succede qualcosa di fisico in casa, siamo a posto.intendo a parte i comuni sistemi che ognuno può mettere in piedi localmente.
      • Osvy scrive:
        Re: Condivido l'avere i dati sulla "nuvola"
        - Scritto da: gianfargo
        - Scritto da: pinco pallo

        Ma questa deve essere a casa mia

        a scopo di backup remoto che soluzioni ci sono
        che valgano davvero la
        pena?

        io faccio crossbackup con un mio amico: è una
        cosa un po' nerdA me pare invece furba
        ma se davvero succede qualcosa
        di fisico in casa, siamo a posto.Infatti. Perché uno può fare tre backup su tre Hard-disk diversi,ma se li tiene in casa e gli prende fuoco la casa..Il tuo sistema è interessante. Certo, spero che hai scelto un amico fidato!!! ;-)Io applico questa "logica" per i contratti di assicurazione contro gli incendi di casa: tengo quello mio in casa di mio padre e viceversa.. ;-)
    • collione scrive:
      Re: Condivido l'avere i dati sulla "nuvola"
      allora è inutileil cloud computing ha senso se hai 3000 server e 50000 clienti, ma a casa tua non basta forse un nas con un raid 1?
  • vuoto scrive:
    il termine cloud
    e' solo marketing.Il rapporto tra cliente e fornitore di servizi e' il classico client/server centrale. Anzi, tende piu' al terminale/mainframe.Il termine cloud entra in gioco per descrivere le precauzioni che il server centrale adotta per non perdersi i dati per strada ma sono questioni meramente tecniche: se il gestore decide di XXXXrti, perdi l'acXXXXX a tutta l'infrastruttura cloud esattamente come se fosse concentrata su un singolo server.Ci sono tecnologie cloud p2p come tahoe lafs, ad esempio.
  • Ghostdog scrive:
    errori
    in genere mi piacciono gli articoli di cassandra, ma questo contiene un paio di errori grossolaniesistono servizi che criptano i dati da sincronizzaredropbox o firefox sync, ubuntu one non lo fa, tempo fa avevo cmq segnalato la cosa, vedremonon cè ispezionabilità del codice clientubuntu one è gpl, ed è stato pure citato !!
    • Campanellin O scrive:
      Re: errori
      - Scritto da: Ghostdog
      in genere mi piacciono gli articoli di cassandra,
      ma questo contiene un paio di errori
      grossolani

      esistono servizi che criptano i dati da
      sincronizzare

      dropbox o firefox sync, ubuntu one non lo fa,
      tempo fa avevo cmq segnalato la cosa,
      vedremo

      non cè ispezionabilità del codice client

      ubuntu one è gpl, ed è stato pure citato !!Cito, per una piu' attenta lettura:"Purtroppo per la mia esperienza di cloud storage per utenti privati non ci sono servizi che offrano ambedue queste garanzie; anzi a voler essere precisi quasi tutti non ne offrono nessuna."Non dice assolutamente niente di errato, anche se la prosa e' un po' involuta.
    • Anti Cloud scrive:
      Re: errori
      - Scritto da: Ghostdog
      ubuntu one è gpl, ed è stato pure citato !!e rispetto alle questioni sollevate nell'articolo, cambia qualcosa se il software lato server cloud è GPL???la licenza d'uso di un applicativo ha importanza rispetto alla sua distribuzione a terzi, mentre è del tutto irrilevante quando un software viene usato direttamente da qualcuno per offrire serviziin questo caso conterebbero semmai le condizioni contrattuali del servizio e, soprattutto, la loro "verificabilità": chi eroga il servizio a fronte di un contratto ha il coltello dalla parte del manico, le condizioni contrattuali vincolano essenzialmente l'utente e non il fornitore... e non mi risulta che vi sia nessuno che nei contratti preveda che "certo, puoi venire quando vuoi a casa mia e controllare direttamente tu cosa gira sui miei server, chi tratta i tuoi dati e cosa ne facciamo"...inoltre, hai forse modo di ispezionare il codice del software che concretamente gira sui server di canonical (che nessuno ti garantisce essere lo stesso codice ubuntu-one che scarichi dal sito)?hai forse modo di sapere quali siano tutti gli altri software che girano sui server canonical cooperando fra loro a gestire il servizio?e, ovviamente, tutto questo non vale solo per canonical (che è solo un esempio)...al solito (come anche evidenziato da calamari rispetto a google evil/non-evil) molte "aziende" cercano di fare soldi anche facendo i furbetti nel presentarsi come "open" (e chi lo fa stai pur certo che ti vuole XXXXXXX) e/o nascondendosi dietro l'uso di licenze "libere"...e tanti ci cascano
      • Ghostdog scrive:
        Re: errori
        per il codice del client, l'articolo faceva presente che non esistono servizi con il codice del client apertoubuntuone e firefox sync (per dire quelli che conosco), sono aperti lato clientche centra il discorso su uso terzi etc?si parlava di client e non server, avere il client libero ti assicura che non faccia cose strane (almeno il lato client)poi se si parla di server anche se il codice fosse open , nessuno ti assicura che non facciano cose strane, ma allora non mettere i soldi in banca, non dare i tuoi dati a nessuno, quando registri un contratto non farlo perchè il sistema notarile potrebbe essere compromessoè la legge che deve vigilare su aziende del genere, l'unica tutele per l'utente è la criptazioneps: cmq io sono contrario al cloud di dati essenziali, ma per altre cose con la cripatazione è comodo
        • Anti Cloud scrive:
          Re: errori
          - Scritto da: Ghostdog
          per il codice del client, l'articolo faceva
          presente che non esistono servizi con il codice
          del client apertobeh, non proprio... si parlava di "garanzie" per l'utilizzatore sia dal lato client che da quello server: Purtroppo per la mia esperienza di cloud storage per utenti privati non ci sono servizi che offrano ambedue queste garanzie
          ubuntuone e firefox sync (per dire quelli che
          conosco), sono aperti lato clientma questo non ha alcuna rilevanza se mancano le garanzie lato client... e queste garanzie di fatto, non possono esserci, e non c'è legge o contratto che tenga...
          che centra il discorso su uso terzi etc?c'entra perché il discorso licenze d'uso vale rispetto alla distribuzione di un software ai terzi... ma non ha senso rispetto al lato server dove non ci sono terzi: chi gestisce il servizio fa ciò che gli pare sui suoi stessi server
          si parlava di client e non server, avere il
          client libero ti assicura che non faccia cose
          strane (almeno il lato client)si è vero(anche se pure su questo ci sarebbe da discutere: chi genera, detiene e gestisce le chiavi di crittorgafia usate dal client, sempre che vengano usate?)... solo che, appunto, il lato intrinsecamente debole per l'utilizzatore (e forte per chi eroga il servizio) non è certo quello client, ma quello serveril client può essere il più libero e sicuro del mondo... ma poi i TUOI dati stanno in casa di altri e NON puoi sapere chi, come e in che modo i TUOI dati vengono trattati e manipolati (e, ripeto, non c'è legge o contratto che tengano)... non puoi controllare in alcun modo la disponibilità e la continuità del servizio che riguarda i TUOI dati...
          poi se si parla di server anche se il codice
          fosse open , nessuno ti assicura che non
          facciano cose strane, appunto
          ma allora non mettere i
          soldi in banca, intanto non confondiamo beni materiali e beni immateriali (e poi, mettere i soldi in banca, soprattutto oggi, rasenta la follia... al mmassimo un conto in banca può essere utile a far transitare temporaneamente lo stipendio, a pagare le bollette e robe del genere... non certo per lasciarci dei capitali in deposito...)
          non dare i tuoi dati a nessuno,infatti evito sempre di farlo, soprattutto sul web
          quando registri un contratto non farlo perchè il
          sistema notarile potrebbe essere
          compromessonon confondiamo... il sistema notarile non è il web...
          è la legge che deve vigilare su aziende del
          genere, la legge non può farlo: a che serve punire le aziende DOPO che hanno fatto il "danno" con i tuoi dati? può la legge impedire alle aziende di fallire insieme alla disponibilità dei tuoi dati? può la legge impedire alle aziende di proporre contratti a proprio vantaggio se c'è tanta gente che ingenuamente non aspetta altro che sottoscriverli?e poi... la "legge" è SEMPRE scritta da e per chi ha il coltello dall parte del manico...
          l'unica tutele per l'utente è la criptazionesino a che te la lasciano fare sul seriol'unica "arma" per gli utenti è l'autogestione, l'autorganizzazione, la solodarietà e la collaborazione tra piccoli gruppi di persone che si fidano l'una dell'altra...
          ps: cmq io sono contrario al cloud di dati
          essenziali, ma per altre cose con la cripatazione
          è comodola (presunta) utilità e/o comodità e/o semplicità di un qualcosa, soprattutto se un servizio cloud remoto e immateriale, è giocoforza inversamente proporzianale alla sicurezza ed alla privacy degli utenti...e ha spesso (sempre) dei "costi" occulti enormi...
          • AntiCloud scrive:
            Re: errori
            - Scritto da: Anti Cloudovviamente qui c'è un refuso: ma questo non ha alcuna rilevanza se mancano le garanzie lato client... e queste garanzie di fatto, non possono esserci, e non c'è legge o contratto che tenga... errata corrige:ma questo non ha alcuna rilevanza se mancano le garanzie lato sever ... e queste garanzie di fatto, non possono esserci, e non c'è legge o contratto che tenga...
      • Aldus scrive:
        Re: errori
        Ci cascano?Ma quando hai un servizio come google mail che ti da decide di giga gratis, ma poco poco non ti viene in mente che fuori dalla porta della aziende non c'è scritto "confraterita di S.Paolo e S.Pietro"?Chi è scemo? Secondo me chi ci crede
    • ephestione scrive:
      Re: errori
      - Scritto da: Ghostdog
      esistono servizi che criptano i dati da
      sincronizzare

      dropbox o firefox syncFirefox sync è "serio", ti fa scegliere una tua password di cifratura in locale, ed è a codice aperto.Dropbox usa codice proprietario (infatti dai repo ubuntu scarichi l'installer, che poi scarica lo strato software dropbox), e non ti chiede di specificare alcuna password in locale.In altre parole, dì quello che vuoi, ma almeno qualcuno dei dipendenti di dropbox è perfettamente in grado di farsi gli affari tuoi.Che poi non avrà l'interesse, il tempo, o la probabilità di beccare in mezzo alle migliaia di account proprio il tuo, è un altro discorso.Nulla da eccepire, offrono un servizio strepitoso, e praticamente ti regalano fino a 10GB di spazio gratuito (io ne ho 8, se volete aiutarmi e ricevere 250Mb per voi, a proposito, usate http://db.tt/6zh871w ), e poi sono loro stessi che consigliano/suggeriscono/spiegano come usare truecrypt in abbinamento al client (anzi l'ultima versione nelle note di rilascio riportava "compatibilità con truecrypt" anche se nessuno ha capito cosa significa di nuovo), però, ecco, giusto per correggerti, dropbox di per sé non protegge in maniera sicura i tuoi dati, ma sei te a dovertene occupare in locale prima di inviarglieli.
  • unaltro scrive:
    storage online
    In realtà, ci sono diversi servizi di backup online che offrono la cifratura lato client, per esempio Rsync.net. Il meccanismo di cifratura è aperto (ZIP con AES 256, dice: non l'ho provato, io cifro i file localmente in modo "autonomo"), quindi anche se il client non è aperto, è possibile verificare facilmente che i file sono correttamente cifrati. A meno di sospettare che il client invii di nascosto le password al server, naturalmente, ma questo lo può fare qualsiasi programma che hai sul computer.Riguardo all'affidabilità, c'è un errore di fondo: un backup online non è un'alternativa a un backup locale, è un'aggiunta. Con quello che costano i dischi USB adesso, il problema di non avere copie locali e quindi essere in difficoltà se sparisce quella remota non si dovrebbe porre. La copia remota serve se, ad esempio, vengono rubati sia il sistema locale che il disco di backup che ha vicino.
    • urrrr scrive:
      Re: storage online
      si sa che PI non vede di buon occhio il cloud...Solitamente tutti gli annunci che escono sull'argomento hanno gigantesche dimenticanze, oppure informazioni sbagliate...
      • unaltro scrive:
        Re: storage online
        In effetti, parlare di cloud quando si parla di storage remoto o di tanti altri servizi online mi sembra un po' fuorviante: sono servizi che esistono persino da prima che esistesse la virtualizzazione, con gli stessi problemi di privacy e disponibilità (casomai di più), la stessa interfaccia e la stessa proposta commerciale. E anche adesso, se voglio aumentare le mie quote disco o un altro mio servizio, passo da un help desk che gestisce la cosa a manina, quindi il cloud (se c'è) manco lo vedo...
      • fluxotron scrive:
        Re: storage online
        - Scritto da: urrrr
        si sa che PI non vede di buon occhio il cloud...

        Solitamente tutti gli annunci che escono
        sull'argomento hanno gigantesche dimenticanze,
        oppure informazioni
        sbagliate...io non sono PI e non lo vedo di buon occhio nemmeno io. Tutto ciò che non è sotto il tuo controllo, è sotto quello di qualcun altro.
    • fluxotron scrive:
      Re: storage online
      - Scritto da: unaltro
      In realtà, ci sono diversi servizi di backup
      online che offrono la cifratura lato client, per
      esempio Rsync.net. Il meccanismo di cifratura è
      aperto (ZIP con AES 256, dice: non l'ho provato,
      io cifro i file localmente in modo "autonomo"),
      quindi anche se il client non è aperto, è
      possibile verificare facilmente che i file sono
      correttamente cifrati. A meno di sospettare che
      il client invii di nascosto le password al
      server, naturalmente, ma questo lo può fare
      qualsiasi programma che hai sul
      computer.

      Riguardo all'affidabilità, c'è un errore di
      fondo: un backup online non è un'alternativa a un
      backup locale, è un'aggiunta. Con quello che
      costano i dischi USB adesso, il problema di non
      avere copie locali e quindi essere in difficoltà
      se sparisce quella remota non si dovrebbe porre.
      La copia remota serve se, ad esempio, vengono
      rubati sia il sistema locale che il disco di
      backup che ha
      vicino.seh.se è casa tua.ma se è un'azienda?incendio.
      • unaltro scrive:
        Re: storage online
        Se è un'azienda, stessa cosa: copia locale e copia remota. Incendio? C'è la copia remota. Provider in pappa e gestione ordinaria (utenti che si cancellano i file)? Copia locale. Qual'è il problema?
    • Osvy scrive:
      Re: storage online
      - Scritto da: unaltro
      Il meccanismo di cifratura è
      aperto (ZIP con AES 256, dice: non l'ho provato,
      io cifro i file localmente in modo "autonomo")Ecco: dico, almeno in ambito consumer, la strada più logica mi sembra la cifratura "in proprio" e dopo invii i dati allo storage.Unico problema: (non sono esperto) immagino che questo sistema non permetta la condivisione via web. ciao
      Riguardo all'affidabilità, c'è un errore di
      fondo: un backup online non è un'alternativa a un
      backup locale, è un'aggiunta. Con quello che
      costano i dischi USB adesso, il problema di non
      avere copie locali e quindi essere in difficoltà
      se sparisce quella remota non si dovrebbe porre.
      La copia remota serve se, ad esempio, vengono
      rubati sia il sistema locale che il disco di
      backup che ha vicino.Mi pare una strategia corretta
  • ruppolo scrive:
    L'onestà di Google
    Senza dubbio Google è onesta quando dichiara che userà per i suoi scopi i messaggi di posta elettronica degli utenti, anche quelli cancellati (che quindi cancellati veramente non sono) ma gli utenti lo sanno?Secondo me gli utenti sono attirati come pesci all'amo dalla gratuità dei servizi di Google, senza pensare né preoccuparsi né informarsi di questi aspetti.Speriamo che questo articolo faccia riflettere alcuni utenti se è il caso di continuare sulla strada luccicante di Google, mettendo la propria vita privata (se non addirittura professionale) nelle sue mani. Google è si amica, ma degli inserzionisti, non degli utenti. È amica di chi gli porta i soldi, come è NATURALE che sia.Pensateci, quando scegliete Android.
    • gioca90 scrive:
      Re: L'onestà di Google
      - Scritto da: ruppolo
      Google è si amica, ma degli
      inserzionisti, non degli utenti. È amica di chi
      gli porta i soldi, come è NATURALE che
      sia.

      Pensateci, quando scegliete Android.Alternative?
    • ALBERTO ENGHEL scrive:
      Re: L'onestà di Google
      PERCHE' INVECE LA APPLE E' TUA AMICA E VISTO CHE I SOLDI GLI FANNO SCHIFO LI DIVIDE COI SUOI UTENTI GIUSTO!!!!!!!!!!!!!SEI PATETICO E PUERILE
    • Puppalo scrive:
      Re: L'onestà di Google
      - Scritto da: ruppolo


      Pensateci, quando scegliete Android.Discorso perfetto, ma con questa chiusura non sei per niente credibile, anzi... Sarebbe meglio che stessi un po zitto :P
    • Non Presente scrive:
      Re: L'onestà di Google
      - Scritto da: ruppolo
      Senza dubbio Google è onesta quando dichiara che
      userà per i suoi scopi i messaggi di posta
      elettronica degli utenti, anche quelli cancellati
      (che quindi cancellati veramente non sono) ma gli
      utenti lo
      sanno?

      Secondo me gli utenti sono attirati come pesci
      all'amo dalla gratuità dei servizi di Google,
      senza pensare né preoccuparsi né informarsi di
      questi
      aspetti.

      Speriamo che questo articolo faccia riflettere
      alcuni utenti se è il caso di continuare sulla
      strada luccicante di Google, mettendo la propria
      vita privata (se non addirittura professionale)
      nelle sue mani. Google è si amica, ma degli
      inserzionisti, non degli utenti. È amica di chi
      gli porta i soldi, come è NATURALE che
      sia.

      Pensateci, quando scegliete Android.Si potrebbe parlare della funzione Genius di iTunes, che trasmette tutta la tua libreria musicale ad Apple... o del suo social network Ping, la cui unica funzione in realtà è vendere canzoni. Tutte le società puntano al profitto, e bisogna stare attente a tutte... nessuna esclusa.
    • James Kirk scrive:
      Re: L'onestà di Google
      - Scritto da: ruppolo

      Pensateci, quando scegliete Android.1) Non è questione di Android ma del fatto che usi o meno un servizio cloud2) Sei sicure che Apple tramite iTunes non possa sbirciare nel tuo PC (... pardon MAC) ?Comunque:Calamari ha tutte le ragioni del mondo; già i dati sono poco sicuri nel proprio PC e con il cloud li affidiamo ad altri (che poi il servizio sia free o a pagamento non fa molta differenza).Come sempre è questione di fiducia e di cervello. Io uso Gmail ma di certo non lo uso per inviare dati che io ritengo troppo 'privati'. D'altra parte, poi, chi mi garantisce che il mio provider di posta non tenga a disposizione sul server le mie email per qualcuno che ha il potere di fargleli tenere?Chi mi garantisce che il POS del supermercato o del ristorante non sia craccato? .... etc etc ...Se vogliamo la privacy assoluta dimentichiamoci della tecnologia, torniamo a parlarci 'de visu', a pagare in contanti e a nascondere i soldi nel materasso.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 febbraio 2011 19.50-----------------------------------------------------------
      • Marco scrive:
        Re: L'onestà di Google
        - Scritto da: James Kirk
        - Scritto da: ruppolo




        Pensateci, quando scegliete Android.

        1) Non è questione di Android ma del fatto che
        usi o meno un servizio
        cloud
        2) Sei sicure che Apple tramite iTunes non possa
        sbirciare nel tuo PC (... pardon MAC)
        ?permettimi di correggerti: hai sbagliato nella correzione non nella prima esposizione: si tratta in tutto e per tutto di x86 compatibili.Puoi chiamarli iQualcosa o sarcasso, ma sempre PC IBM COMPATIBILE sono!!!(rotfl)...pensa differente (o almeno si illudono) (rotfl)
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: L'onestà di Google
      Apple fa le stesse cose (anche apple raccoglie dati degli utenti e infila pubblicità nei suoi sistemi), e per di più si fa pure pagare.Se devo essere spiato, almeno con google sono spiato gratis. Tu con apple devi pure pagare.
    • alter 54 scrive:
      Re: L'onestà di Google
      salve,dall'ignorante perenne!io vi leggo e trovo in voi fari illuminanti ,intendo per la "materia". Marco è un "guardiano del faro" ,svolge una sua missione affinchè la nebbia non rechi danno .Semplicemente grato
    • collione scrive:
      Re: L'onestà di Google
      come al solito ti sfuggono molte cose http://www.google.com/support/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=1181035è molto probabile che il prossimo sarà chromeos
    • NS256 scrive:
      Re: L'onestà di Google
      - Scritto da: ruppolo
      Senza dubbio Google è onesta quando dichiara che
      userà per i suoi scopi i messaggi di posta
      elettronica degli utenti, anche quelli cancellati
      (che quindi cancellati veramente non sono) ma gli
      utenti lo
      sanno?Non lavoro al SISDE.. anzi nemmeno esiste piu il SISDE... dunque non ho tutti sti segreti se google sa con quante e quali ragazze mi vedo quando e quale sera sinceramente mi sfiora ben poco la cosa :DSe devo inviare dei files riservati lo faccio con gmail criptandoli prima... non che mi sentirei piu sicuro se usassi Libero, Alice, Aruba, .... li cifrerei lo stesso. Ormai gli algoritmi AES Blowfish e via dicendo sono disponibili a tutti con tool davvero semplici da usare, se dovete trasferire informazioni riservate ve li consiglio qualsiasi sia il vostro provider...Ah giusto per... Gmail è uno dei pochi servizi mail che permettono la connessione in https... mi preoccupa molto di piu la wifi del mcdonald di turno che google...
      Pensateci, quando scegliete Android.Hahahaha ruppolo un discorso (quasi) serio anche se argomentabile, lo rovini cosi ? dai... non hai proprio saputo resistere eh ?No spiegami perchè se scelgo iOS e mi connetto ad una WiFi con dentro un bimbomin*hia che ha imparato ad usare uno snifferino da lamer sono più al sicuro che con android ?
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