Secondo The Information, Apple ha bloccato la pubblicazione degli aggiornamenti di alcune app usate per il vibe coding, tra cui Replit e Vibecode. L’azienda di Cupertino ha riscontrato la violazione delle linee guida per gli sviluppatori. È quindi necessario apportare le modifiche indicate nelle comunicazioni private.
Perché Apple non permette il vibe coding?
Il termine “vibe coding“, coniato da Andrej Karpathy (co-fondatore di OpenAI), si riferisce allo sviluppo di software con l’aiuto dell’intelligenza artificiale generativa. In pratica è sufficiente inserire un prompt specifico e il modello scrive il codice. Apple ha bloccato la distribuzione degli update di alcune app per il vibe coding, tra cui Replit e Vibecode.
L’azienda di Cupertino ha spiegato che le funzionalità di vibe coding violano le regole di App Store, in particolare quelle che vietano di eseguire codice che modifica il funzionamento di un’app. In pratica non è possibile alterare il funzionamento dopo l’approvazione da parte di Apple.
Un portavoce dell’azienda di Cupertino ha dichiarato che non ci sono regole specifiche per le app di vibe coding. Secondo le fonti di The Information, Apple avrebbe chiesto agli sviluppatori di Replit e Vibecode di modificare o rimuovere alcune funzionalità. Replit genera app che sono visualizzare all’interno dell’app originale (web view in-app). Apple vuole che le app generate si aprano in un browser esterno.
Nel caso di Vibecode, il team di revisione avrebbe chiesto di rimuovere la possibilità di generare app per i dispositivi Apple. Qualcuno ipotizza che il blocco degli update sia dovuto alla minaccia rappresentata da queste app per il vibe coding, in quanto permettono di generare app senza usare Xcode. Inoltre non vengono distribuite tramite App Store, per cui Apple perde un fonte sicura di profitti.