Apple Card e limite di spesa: questione di genere?

L'algoritmo impiegato da Goldman Sachs per assegnare i limiti di spesa della Apple Card potrebbe essere viziato da un comportamento discriminante.
L'algoritmo impiegato da Goldman Sachs per assegnare i limiti di spesa della Apple Card potrebbe essere viziato da un comportamento discriminante.

Disponibile da qualche mese per gli utenti d’oltreoceano, Apple Card è l’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’azienda di Cupertino e Goldman Sachs. L’ennesima dimostrazione di come la mela morsicata stia puntando sempre più sui servizi per rivedere le proprie strategie di business, fino ad oggi focalizzate soprattutto sui profitti generati da dispositivi come iPhone e iPad.

Apple Card e la presunta discriminazione di genere

Dopo che all’esordio da più parti la carta di credito è stata citata per la sua eccessiva delicatezza, si torna a parlarne oggi per via della denuncia riguardante i limiti di spesa imposti dall’istituto. Stando a quanto affermato in una serie di tweet dal programmatore e imprenditore danese David Heinemeier Hansson, i suoi sono di gran lunga più elevati rispetto a quelli della moglie. Dello stesso parere Steve Wozniak, co-fondatore di Apple. All’algoritmo impiegato da Goldman Sachs per valutare i singoli intestatari va dunque attribuita una discriminazione di genere?

Apple Card

La replica non si è fatta attendere. Com’era lecito aspettarsi, la banca ha affermato che ogni richiesta di erogazione viene valutata in modo indipendente, sulla base di fattori come le entrate e la cronologia legata alla situazione finanziaria (spese, debiti, guadagni e così via), aggiungendo che:

Non abbiamo mai preso, e non prenderemo mai, decisioni basate su fattori come il genere.

Una dichiarazione che contrasta con quanto sostenuto da Hansson: sebbene lui e la moglie presentino una dichiarazione dei crediti congiunta e la donna abbia un migliore “credit score”, per quest’ultima il limite di spesa è significativamente più basso. Lo stesso vale per Wozniak. Il Department of Financial Services di New York ha avviato un’inchiesta per far luce sulla dinamica. Queste le parole del sovrintendente Linda Lacewell.

La legge proibisce discriminazioni ai datti di categorie specifiche o individui. Sappiamo che la questione legata alle diverse modalità di trattamento nel processo decisionale degli algoritmi si estende ad altre aree dei servizi finanziari.

Fonte: Bloomberg
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