Apple cresce, iOS sugli scudi

di D. Galimberti - Un trimestre che dice molto sul futuro della Mela. iOS è un must che rischia di schiacciare persino gli altri business. E ormai un Mac o un iPhone sono oggetti popolari a livello globale

Roma – Nei giorni scorsi diversi analisti avevano previsto che i risultati del terzo trimestre fiscale di Apple sarebbero stati da record, e queste voci avevano dato uno sprint al titolo AAPL , che nell’ultima settimana è passato da 358 a 376 dollari con punte fino a 378, record assoluto per la quotazione di Apple a Wall Street. Il risultato più eclatante è stato però quello che si è potuto osservare ieri a mercati chiusi, con un ulteriore +6 per cento nelle quotazioni After Hours che ha portato il titolo AAPL sulla soglia dei 400 dollari, e il perché di tanto entusiasmo è presto spiegato.

Quello che si è concluso il 25 giugno 2011 è stato il miglior trimestre assoluto di sempre, con un fatturato di 28,57 miliardi di dollari (in crescita dell’82 per cento) e un utile netto trimestrale di 7,31 miliardi di dollari (corrispondenti a 7,79 dollari per azione diluita) che rappresenta il 125 per cento in più rispetto al 2010.

Al di là dei numeri assoluti, quello che più sorprende sono le crescite del mondo iOS: iPhone, nonostante l’attesa del nuovo modello (e nonostante la concorrenza di Android) ha venduto oltre 20 milioni di unità, ben più del doppio rispetto agli 8,4 milioni dello scorso anno; per iPad è andata ancora meglio, visto che i 9 milioni di pezzi rappresentano quasi il triplo del terzo trimestre fiscale del 2010, un bello smacco per chi considerava i tablet una moda transitoria e ne pronosticava un rapido declino.

Volendo fare un raffronto tra tablet e computer, se l’anno scorso il numero di unità vendute era perfettamente sovrapponibile con un leggero vantaggio per i computer (3,472 milioni di Mac contro 3,270 milioni di iPad) quest’anno gli iPad surclassano i Mac con un numero di unità vendute più che è più che doppio (per la precisione 9,246 milioni di iPad contro i 3,947 milioni di Mac) nonostante anche i Mac siano in crescita del 14 per cento rispetto al 2010. A fronte di questa impennata dei dispositivi iOS vale forse la pena di notare quanto questo settore incida effettivamente sul fatturato totale di Apple. L’anno scorso su 15,7 miliardi di dollari di fatturato si potevano contare 7,5 miliardi (circa il 48 per cento) derivanti da iPhone e iPad, che diventavano 8,714 miliardi (il 55,5 per cento) includendo le vendite sull’iTunes Store.

Quest’anno il solo conto di iPhone e iPad arriva a 19,357 miliardi, più del fatturato totale dello stesso trimestre del 2010, più di 2/3 del fatturato totale di questo trimestre; aggiungendo la vendita di musica e applicazioni si arriva quasi a 21 miliardi di dollari, il 73 per cento del fatturato totale di Apple. Tra parentesi, da questo conteggio sono esclusi gli iPod Touch, sui quali non si hanno dati ufficiali di vendita in quanto sono conteggiati insieme agli altri iPod, altrimenti la percentuale sarebbe ancora più elevata.

Proprio gli iPod sono l’unica macchia nera in questo trimestre da record, in quanto fanno segnare un calo del 20 per cento rispetto allo scorso anno. Senza i dati di dettaglio è difficile capire quale sia il punto debole di questo settore, anche se forse la diffusione crescente degli smartphone penalizza l’intero mercato dei lettori MP3: probabilmente nel canonico evento Apple autunnale assisteremo a qualche novità anche in tal senso volta a ridefinire il posizionamento sul mercato dei vari modelli di iPod.

Un’ultima considerazione sul mondo iOS la possiamo fare confrontando l’andamento delle vendite di hardware rispetto a quello del software. Anche qui non è possibile scendere troppo nel dettaglio in quanto non sono disponibili i dettagli dei singoli fatturati di musica, applicazioni, libri e quant’altro, ma a molti non sarà sfuggito il fatto che a fronte di una crescita del 150 per cento dei dispositivi iOS (considerando la somma di iPhone e iPad) il fatturato di iTunes e AppStore è cresciuto “solo” del 29, e rispetto al secondo trimestre di quest’anno è in leggero calo (-4 per cento).

Secondo il mio parere personale, da frequentatore abituale dell’App Store, uno dei motivi potrebbe essere il livellamento verso il basso dei prezzi: ormai è sempre più frequente trovare prodotti in offerta a 79 centesimi, anche di grandi software house, magari solo per brevi periodi. Basta avere la pazienza di aspettare e saper cogliere il momento opportuno. Inoltre, al di là del fatto che su iPad si possono lanciare anche applicazioni per iPhone, molte App sono native per entrambi i sistemi, quindi un solo acquisto può valere per più dispositivi.

Concludiamo l’analisi con un breve cenno alla distribuzione geografica delle vendite: i mercati sono tutti in crescita, in particolare quello asiatico (+57 per cento) e l’incidenza degli USA scende dal 40 per cento dello scorso anno, al 35 attuale. Questo potrebbe indurre Apple a dare maggiore importanza al mercato estero, soprattutto sulla definizione dei prezzi (cosa che in parte è già avvenuta qualche giorno fa con i prezzi minimi dell’App Store).

Nota a margine: nel corso della presentazione dei risultati fiscali, Apple ha anche confermato che oggi verrà lanciato Lion (Mac OS X 10.7).

Domenico Galimberti
blog puce72

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