Apple e il suo autunno infuocato

di D. Galimberti - Le sfide che attendono l'azienda di Cupertino fino alla fine dell'anno sono molte e da combattere su più fronti. Se e quando la Mela parta avvantaggiata è tutto da vedere

Roma – Il rientro dalle ferie, e la fine della stagione estiva, vedranno Apple e Microsoft fronteggiarsi direttamente su più fronti. Il primo, e probabilmente più importante, è una nuova versione del sistema operativo: Snow Leopard per Apple e Windows 7 per Microsoft.

Snow Leopard siglerà il passaggio definitivo di Apple alla piattaforma Intel: la nuova release di Mac OSX non sarà infatti disponibile per i “vecchi” processori PPC, nemmeno per i G5. Scelta difficile da digerire ma che ha consentito ad Apple di intervenire pesantemente a livello di ottimizzazione del codice creando un sistema che, almeno sulla carta, sarà più snello (dovrebbe occupare metà dello spazio di Leopard) e più performante – grazie al supporto completo dei 64 bit, con un Finder completamente riscritto e nuove tecnologie quali Grand Central Dispatch e Open CL .

Anche Microsoft, dal canto suo, con Seven ha fatto un grosso lavoro di ottimizzazione del codice, tanto che la retrocompatibilità con XP (la versione di Windows che finora ha avuto il maggior successo) sarà assicurata solo da un sistema di virtualizzazione , la cosiddetta “modalità XP”, che non è la “modalità compatibilità” presente in Vista ma una vera e propria macchina virtuale, e sarà disponibile (non su tutte le macchine) solo con certe versioni di Windows 7.

Il nuovo sistema operativo di Redmond sembra più prestante di Vista, e il taglio netto col passato potrebbe consentire a Microsoft di ripartire con nuovo slancio, visto che le ultime statistiche di Markershare vedono Microsoft perdere lentamente, ma in maniera costante, piccole quote di mercato, mentre Apple cresce di pari passo.

C’è da dire che se Apple ha abituato utenti e sviluppatori a questi tagli drastici (prima da 68K a PPC, poi da MacOS-Classic a Mac OSX, e ora da PPC a Intel), la storia di Microsoft è un po’ diversa, e questo taglio deciso (che porterà sicuramente dei vantaggi per gli utenti) potrebbe non essere visto di buon occhio, almeno inizialmente: il primo scontro sulla lunga distanza, basato sulle prenotazioni fatte su Amazon, vede Snow Leopard partire in vantaggio.

Nonostante Microsoft detenga oltre il 90 per cento del mercato, contro un 5 scarso di Apple, per cercare di contrastare l’attuale tendenza (evidenziata anche dagli ultimi risultati fiscali), Microsoft inaugurerà a breve i suoi Microsoft Store, facendo concorrenza diretta agli Apple Store. Si tratta a tutti gli effetti di un faccia a faccia reale, visto che uno dei primi negozi marchiati Microsoft aprirà i battenti in California, in un centro commerciale dove è già presente un Apple Store. Assisteremo a sfide del tipo “chi realizza la coda più lunga” in occasione dell’uscita di nuovi prodotti? Difficile dirlo, anche perché prima di tutto occorrerà verificare se i Microsoft Store riusciranno ad ottenere lo stesso appeal dei negozi con la mela.

L’impostazione è la stessa, ma è il prodotto in sé ad essere diverso, così come il tipo di clientela. Apple può vantare degli utenti soddisfatti e fidelizzati (se vogliamo, in alcuni casi, anche un po’ “fanatici”) ai quali vende un insieme di hardware e software; Microsoft invece realizza solo il software e si dovrà appoggiare ad altri fornitori per mostrare ai clienti il proprio sistema sistema. E dovrà anche convincerli che Windows 7 è meglio sia di Vista che di XP, visto che la maggior parte degli utenti sembra essersi affezionata al vecchio sistema di Redmond.

L’ultima sfida del dopo estate, tra Apple e Microsoft, si giocherà sul fronte dei dispositivi tascabili. Lo Zune HD è già stato annunciato qualche tempo fa, e nei giorni scorsi è stato svelato anche Windows Phone , ovvero la nuova reincarnazione di Windows Mobile, che in una sua variante dovrebbe equipaggiare il nuovo player della Microsoft.

Zune HD avrà dalla sua il supporto all’alta definizione (anche se tramite dock venduto separatamente), la radio (che da sempre manca sugli iPod), e un browser con il supporto per Flash. Del nuovo iPod Touch ufficialmente non si sa ancora nulla, nemmeno se uscirà veramente ma, supponendo che la storia si ripeta come da tradizione, tra settembre ed ottobre Apple terrà un evento dedicato al settore iTunes/iPod: in quell’occasione (oltre ad altre novità) ci si aspetta una nuova versione di iPod Touch derivata dal’ultimo modello di iPhone, e il parere degli osservatori è unanime nel prevedere che sarà dotato di una foto/videocamera con le stesse funzionalità di quella montata sull’iPhone 3GS.

A livello di hardware, questa fotocamera potrebbe essere l’unico plus nel nuovo iPod Touch rispetto allo Zune HD; gli utenti (perlomeno quelli statunitensi, visto che lo Zune HD non sembra destinato ad essere esportato nel Vecchio Continente) si troveranno così a scegliere tra un dispositivo portatile con fotocamera, e uno in grado di riprodurre film a 720p. Oltre a questo bisogna però considerare l’aspetto software, e sotto questo punto di vista, al momento, AppStore presenta diversi vantaggi, sia a livello di offerta, che di “integrazione” con il resto del sistema.

La tripla sfida con Microsoft non è però l’unica battaglia che Apple dovrà affrontare nei prossimi mesi. Sempre parlando di dispositivi portatili, Apple si trova ad affrontare una situazione “spiacevole” con Palm. Il nuovo Pre basato su WebOS sfrutta il codice USB di Apple per “camuffarsi” da iPhone e sincronizzarsi attraverso iTunes.

La questione è molto delicata: da un lato Apple cerca di difendere il sistema che ha creato e sviluppato in molti anni di lavoro, dall’altro Palm accusa Apple di utilizzare impropriamente il codice USB per politiche contrarie allo spirito aperto di interoperabilità dello standard stesso. L’accusa di Palm è però per molti versi infondata, perché se Apple risolvesse la questione trovando un altro sistema di identificazione dei propri prodotti (com’è probabile che farà), Palm si troverebbe nella condizione di aver utilizzato indebitamente il codice identificativo di Apple, contravvenendo agli accordi che Palm stessa ha firmato per aderire allo standard USB, e senza possibilità di contrattaccare la politica di Apple su questo fronte.

L’ultima sfida di cui vorrei parlare prima di andare in ferie, non è una vera e propria sfida dichiarata, e riguarda l’argomento più leggero dei videogame. Leggero per noi utenti, perché per le aziende del settore si parla di un giro d’affari enorme.

Presentando i dati finanziari dell’ultimo trimestre, Nintendo ha segnato un enorme calo dei profitti (66 per cento), e tra le ragioni di questo calo è stata menzionata la concorrenza di Apple nel segmento dei dispositivi tascabili. Sebbene Apple non sia mai ufficialmente scesa in campo con un dispositivo esplicitamente dedicato al “mobile gaming”, iPhone e iPod Touch hanno grosse potenzialità hardware, e il modello di business introdotto con l’AppStore fa gola anche alle grandi software house dei videogiochi: l’ampio bacino di utenti, la facilità con la quale si raggiungono i potenziali clienti, e l’assenza dei costi di packaging e distribuzione, fa si che sia possibile proporre titoli di qualità a prezzi bassissimi.

Dal punto di vista dell’utente, il basso prezzo e la semplicità di accesso ai diversi titoli invogliano all’acquisto di più giochi. Il risultato finale è l’indiscusso successo dell’AppStore, con grandi soddisfazioni sia dei produttori (che vendono quantità enormi di software) che dei consumatori (che possono comprare alcuni titoli identici a quelli delle altre console ma con prezzi più convenienti). Resta ora da capire se Apple, presa coscienza di questo ruolo in cui si è venuta a trovare, intenda cavalcare l’onda del successo sfidando in campo aperto tutti i produttori di console (ipotesi che riprende alcune indiscrezioni di qualche anno fa), oppure preferisca proseguire per la sua strada: lasciando che sia il mercato a scegliere e a trovare un suo equilibrio.

Domenico Galimberti
blog puce72

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