Apple: giù le mani dall'UDID

Cupertino chiede agli sviluppatori esterni di rinunciare allo strumento di tracciamento basato sul codice identificativo dei dispositivi
Cupertino chiede agli sviluppatori esterni di rinunciare allo strumento di tracciamento basato sul codice identificativo dei dispositivi

Il codice alfanumerico che identifica in modo univoco ogni dispositivo Apple non è mai piaciuto agli utenti iPhone, iPod Touch e iPad. La possibilità di utilizzare l’UDID per indagare sulle abitudini del proprietario potrebbe del resto mettere a repentaglio la privacy . Per questo motivo, molto probabilmente, Apple ha bandito l’Unique Device IDentifier dalle applicazioni di terze parti.

La documentazione fornita con la sesta beta developer di iOS 5 esorta gli sviluppatori a non utilizzare più l’UDID per monitorare il comportamento degli utenti. Per il momento l’azienda di Cupertino si limita a “sconsigliare” la pratica, ma più avanti potrebbe anche rimuovere del tutto la possibilità di raccogliere informazioni dall’esterno.

Gli sviluppatori di terze parti che creano app per iOS e utilizzano il codice identificativo per indagini di mercato, database aziendali e beta testing dovranno quindi correre ai ripari.
A quanto sembra, l’unico modo per ovviare al blocco sarà quello di creare un identificatore univoco specifico per ogni applicazione rilasciata, che funzionerà in maniera molto simile ai cookies dei browser web.

Molto probabilmente Apple conserverà ancora il privilegio di poter leggere l’identificativo dei dispositivi in circolazione, già associato a strumenti social come Game Center , ma sembra che Cupertino stia cambiando il modo e le condizioni con cui queste informazioni possono essere condivise con gli inserzionisti.

Roberto Pulito

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23 08 2011
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