Apple interviene contro il lavoro minorile

Cupertino interrompe i rapporti di business con un fornitore cinese dopo aver rilevato l'impiego di manodopera minorile. Trasparenza e condizioni di lavoro adeguate, le linee guida dopo le vicende di Foxconn
Cupertino interrompe i rapporti di business con un fornitore cinese dopo aver rilevato l'impiego di manodopera minorile. Trasparenza e condizioni di lavoro adeguate, le linee guida dopo le vicende di Foxconn

Un giro di vite contro i fornitori che perseguono politiche del lavoro in contrasto con gli standard occidentali: Apple ha pubblicato il settimo rapporto annuale sulla responsabilità dei fornitori, nel quale si dà notizia dell’intenzione di interrompere i rapporti di business con le aziende che impiegano manodopera minorile.

L’attenzione di Cupertino si rivolge verso i fornitori cinesi , in particolare su Guangdong Real Faith Pingzhou Electronics, scoperta ad aver commesso 74 violazioni nel corso del 2012, gran parte delle quali relative all’ impiego di lavoratori minorenni . Per questo motivo, Apple ha deciso di interrompere le relazioni in corso. Apple ha anche denunciato l’agenzia del lavoro che forniva la manodopera alla fabbrica cinese, mediante un accordo con le famiglie di provenienza che si preoccupavano di falsificare i documenti di identità.

“I bambini sono ritornati presso le loro famiglie, mentre a Guangdong
Real Faith Pingzhou Electronics è stato richiesto di provvedere alle spese di viaggio per facilitare il ritorno a casa”, si legge nel report . Inoltre, aggiunge Apple, alla società che ha subappaltato il lavoro al suo fornitore cinese è stato chiesto di condurre un’ispezione sulle altre aziende terze, allo scopo di arrivare a un accertamento sull’impiego di minorenni.

Si tratta di misure che, come ha spiegato lo stesso vicepresidente delle Operazioni di Apple, Jeff Williams, dimostrerebbero l’accresciuta attenzione dell’azienda nelle pratiche di trasparenza, soprattutto per quanto concerne l’impiego di manodopera minorile e l’orario di lavoro. Misure senza dubbio dettate dall’onda d’urto delle critiche relative alla questione Foxconn .

Cristina Sciannamblo

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