Apple: multa di 8 milioni per uso di dati senza permesso

Apple: multa di 8 milioni per uso di dati senza permesso

Il garante della privacy francese ha inflitto una multa di 8 milioni di euro ad Apple per aver usato i dati degli utenti a scopo pubblicitario.
Il garante della privacy francese ha inflitto una multa di 8 milioni di euro ad Apple per aver usato i dati degli utenti a scopo pubblicitario.

La CNIL (Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés) ha inflitto ad Apple una sanzione di 8 milioni di euro per aver utilizzato i dati degli utenti francesi senza il loro consenso. Alcune informazioni venivano sfruttare per mostrare inserzioni personalizzate su App Store. Per un simile comportamento, Meta dovrà pagare una multa di 390 milioni di euro.

Violazione della privacy: Apple presenterà appello

Il garante della privacy francese aveva avviato l’indagine a marzo 2021. In seguito alle verifiche effettuate tra il 2021 e il 2022, la CNIL ha accertato che le pratiche sotto esame sono state modificate, quindi la multa è più bassa del previsto. La violazione del French Data Protection Act è comunque avvenuta, in quanto Apple non ha chiesto agli utenti il consenso esplicito per utilizzare i dati a scopo pubblicitario.

In particolare, la versione 14.6 di iOS ha utilizzato specifici identificativi per mostrare inserzioni personalizzate, quando l’utente accede all’App Store. Il garante ritiene che questi identificatori non siano necessari per fornire il servizio, ma la corrispondente impostazione era attiva per default. Per disattivarla occorre seguire una sequenza di passi che la CNIL considera complessi.

Apple ha comunicato che presenterà appello contro la decisione, in quanto le “Search Ads” garantiscono la privacy degli utenti (che possono facilmente scegliere se vedere o meno le inserzioni personalizzate).

L’azienda di Cupertino non ha un buon rapporto con le autorità francesi. All’inizio di febbraio 2020 ha ricevuto una multa di 25 milioni di euro per aver rallentato intenzionalmente gli iPhone. Un mese dopo ha ricevuto una multa di 1,1 miliardi di euro per comportamenti anticoncorrenziali nella rete di distribuzione. A fine dicembre 2022 ha infine ricevuto una multa di 1 milione di euro per aver imposto clausole illegali agli sviluppatori.

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Fonte: CNIL
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Pubblicato il 5 gen 2023
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