Antitrust: Apple, multa da 1,1 miliardi in Francia

Come anticipato da alcune indiscrezioni, la sanzione è stata ufficializzata: 1,1 miliardi di euro la somma stabilita dall'antitrust francese.
Come anticipato da alcune indiscrezioni, la sanzione è stata ufficializzata: 1,1 miliardi di euro la somma stabilita dall'antitrust francese.

Multa record per Apple stabilita dall’organismo Autorité de la Concurrence in Francia. È la sanzione più salata di sempre nel paese: 1,1 miliardi di euro. Confermate dunque le indiscrezioni circolate al termine della scorsa settimana. L’accusa è quella di aver attuato un comportamento anticoncorrenziale attraverso la rete di distribuzione nel segmento retail.

Francia: multa record per Apple

Al gruppo di Cupertino viene attribuita la responsabilità di aver imposto ai Premium Reseller l’obbligo di vendere i suoi prodotti con prezzi allineati a quelli praticati all’interno dei propri store e su Internet. La mela morsicata ha già annunciato la volontà di ricorrere in appello per ribaltare o quantomeno rivedere la decisione. Di seguito un estratto in forma tradotta del comunicato ufficiale.

Apple e i suoi due grossisti hanno accordato di non competere tra loro e di evitare che i distributori lo potessero fare, “sterilizzando” così il mercato all’ingrosso dei prodotti Apple.

Le due realtà chiamate direttamente in causa sono Tech Data e Ingram Micro, anch’esse sanzionate rispettivamente con 76 e 63 milioni di euro. Dal canto suo l’azienda californiana ha definito “scoraggiante” la conclusione dell’autorità francese. Ecco quanto si legge su Reuters.

Fa riferimento a pratiche di oltre un decennio fa e non tiene conto di trent’anni di precedenti legali a cui hanno fatto riferimento tutte le aziende francesi, con un ordine che provocherà il caos tra le società e in tutte le industrie.

Non si tratta della prima multa stabilita nei confronti di un colosso del mondo hi-tech da Isabelle de Silva, dal 2016 a capo dell’Autorité de la Concurrence: è toccato tra gli altri anche a Google per pratiche definite “non trasparenti” legate all’advertising costate 150 milioni di euro.

Fonte: Reuters
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