Apple porta ChatGPT, Gemini e Claude in auto, bye bye Siri...

Apple porta ChatGPT, Gemini e Claude in auto, bye bye Siri...

Secondo Bloomberg, Apple starebbe lavorando per integrare i chatbot AI come ChatGPT, Claude e Gemini su CarPlay.
Apple porta ChatGPT, Gemini e Claude in auto, bye bye Siri...
Secondo Bloomberg, Apple starebbe lavorando per integrare i chatbot AI come ChatGPT, Claude e Gemini su CarPlay.

Apple starebbe lavorando per portare ChatGPT, Claude e Gemini dentro CarPlay. Secondo Bloomberg, che cita le solite fonti anonime (qualcuno dentro Cupertino che ha voluto far trapelare l’indiscrezione), l’azienda della mela morsicata si sta preparando a integrare app di chatbot AI nel sistema di infotainment automobilistico. Una mossa che è un’apertura verso l’ecosistema, ma è come ammettere che Siri non è all’altezza.

Su Apple CarPlay arrivano ChatGPT, Claude e Gemini: Siri in panchina

CarPlay permette di collegare l’iPhone all’auto e vedere alcune app sullo schermo del cruscotto. Invece di usare l’infotainment proprietario della macchina (che di solito è lento, brutto e progettato come se fossimo ancora nel 2012), si proiettano le proprie app preferite: Apple Music per la musica, Mappe per la navigazione, Messaggi per i testi, tutto controllabile con Siri o tramite i comandi fisici dell’auto.

La nuova generazione, CarPlay Ultra, alza il tiro: non si limita a occupare uno schermo, ma prende possesso sia del display centrale che del cruscotto digitale davanti al conducente. Diventa il sistema operativo de facto dell’auto, controllando non solo app ma anche impostazioni del veicolo. Clima, sedili, strumentazione, tutto passa attraverso l’interfaccia di Apple.

Ed è proprio qui che l’integrazione dei chatbot AI diventa interessante. Perché se CarPlay Ultra controlla praticamente tutto nell’abitacolo, avere accesso a ChatGPT o Claude significa poter interagire con l’auto usando un’intelligenza artificiale molto più capace di Siri.

Quando Siri diventa il piano B

Immaginiamo la scena: si è in macchina, si vuole sapere qualcosa di complesso, tipo quali ristoranti giapponesi con stelle Michelin ci sono entro 20 chilometri da qui e sono aperti stasera?, e invece di affidarsi a Siri, che probabilmente farà una ricerca web generica, si può chiedere direttamente a ChatGPT. O si vuole che Claude riassuma le email importanti della giornata mentre si è bloccati nel traffico. O che Gemini suggerisca la playlist perfetta in base all’umore e al meteo.

Tutte cose che Siri dovrebbe già saper fare. Ma non le fa. O le fa male. Apple lo sa. Tutti lo sanno. E invece di continuare a fare finta che Siri sia competitiva, ha aperto le porte ai chatbot di terze parti per lasciare che gli utenti scelgano.

La guerra degli assistenti AI sale a bordo dell’auto

Se questa integrazione andrà in porto, e Bloomberg è di solito affidabile su queste indiscrezioni, significa che la battaglia tra chatbot AI si sposta anche nell’abitacolo. Non più solo sul telefono, sul computer, sul browser. Anche in macchina, dove finora Siri regnava incontrastata di default.

Google con Gemini ha già Android Automotive (diverso da Android Auto) integrato in alcune vetture. OpenAI con ChatGPT ha partnership con vari produttori. Anthropic con Claude sta cercando di ritagliarsi uno spazio nel mercato enterprise ma anche consumer. E adesso Apple, che controlla uno dei sistemi di infotainment più diffusi al mondo grazie alla penetrazione capillare degli iPhone, apre le porte a tutti loro.

Il rischio per Apple? Che gli utenti si affezionino ai chatbot di terze parti e smettano di usare Siri anche fuori dall’auto. Il vantaggio? Mantenere CarPlay rilevante e competitivo in un mercato dove Google sta spingendo forte con Android Automotive e dove i produttori di auto stanno cercando di sviluppare i propri sistemi proprietari per non dipendere da Apple o Google.

Tempistiche e incognite

Bloomberg non fornisce date precise, ma considerando i tempi di sviluppo di Apple e la prudenza con cui l’azienda introduce novità legate alla sicurezza automobilistica, questa integrazione probabilmente non arriverà domani mattina. Forse ci vorranno mesi. Dipende da quanto velocemente Apple riuscirà a negoziare con i vari provider di chatbot, a implementare le API necessarie, a testare tutto in modo che non si trasformi in un disastro per la privacy e la sicurezza.

Oltre ai problemi di privacy, c’è anche una questione pratica: parlare con un chatbot mentre si guida è sicuro? Utile? O è solo un modo per aggiungere un’altra fonte di distrazione in un ambiente dove la distrazione può essere letale? Siri almeno ha comandi vocali ottimizzati per l’uso in auto, risposte brevi, interazioni rapide. I chatbot tendono a essere verbosi, e a fornire risposte articolate.

Fonte: Bloomberg
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Pubblicato il
7 feb 2026
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