Apple può rimuovere le app dallo store senza giustificazioni

Apple può rimuovere le app dallo store senza giustificazioni

Apple può rimuovere le app dal suo store, se gli sviluppatori non rispettano le condizioni contrattuali in materia di copyright e termini del servizio.
Apple può rimuovere le app dallo store senza giustificazioni
Apple può rimuovere le app dal suo store, se gli sviluppatori non rispettano le condizioni contrattuali in materia di copyright e termini del servizio.

Un recente sentenza potrebbe avere importanti conseguenze per tutti gli sviluppatori iOS. Un tribunale federale della California ha stabilito che Apple può rimuovere le app dal suo store senza giusta causa. Musi aveva denunciato l’azienda di Cupertino perché l’omonima app è stata rimossa a settembre 2024 per violazione della proprietà intellettuale e dei termini del servizio.

Musi non può usare la musica di YouTube

Musi è un’app per lo streaming musicale che aveva milioni di utenti. A differenza di altri simili servizi, l’azienda non ha sottoscritto accordi con le case discografiche. I brani musicali vengono presi da YouTube e l’utente può creare playlist personalizzate. Sono presenti inserzioni pubblicitarie che possono essere eliminate pagando 5,99 dollari una tantum.

La International Federation of the Phonographic Industry (IFPI) aveva chiesto ad Apple di rimuovere l’app dallo store a fine luglio 2024. Simili richieste sono arrivate dalla National Music Publishers’ Association (NMPA) e ovviamente da YouTube. L’azienda di Cupertino ha rimosso l’app a fine settembre 2024 (ma continua a funzionare, se già installata).

Musi ha quindi denunciato Apple all’inizio di ottobre 2024, in quanto avrebbe rimosso l’app sulla base di presunte violazioni della proprietà intellettuale di YouTube e dei termini d’uso di App Store (accordo di licenza per gli sviluppatori). La giudice Eumi Lee ha dato ragione ad Apple. L’azienda di Cupertino può rimuovere le app in qualsiasi momento senza giustificazione.

Musi ha dichiarato che non utilizza le API di YouTube, quindi non ha violato i termini del servizio. La rimozione dell’app sarebbe avvenuta in seguito alle pressioni dell’industria discografica. Lo studio legale di Musi deve inoltre pagare le spese ad Apple perché ha presentato prove false durante il procedimento.

Fonte: Ars Technica
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Pubblicato il
18 mar 2026
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