Ancora una volta, Apple ha rispettato un ordine del governo cinese. L’azienda di Cupertino ha rimosso Bitchat dallo store locale per la violazione di una legge in vigore da novembre 2018. La conferma è arrivata direttamente da Jack Dorsey, sviluppatore del servizio di messaggistica che funziona in assenza di connessione Internet.
Quando la censura non funziona si chiede ad Apple
Come è noto, in Cina è bloccato l’accesso a quasi tutti i servizi di messaggistica occidentali. Il ban è stato implementato abbastanza facilmente perché funzionano tramite accesso al cloud. Bitchat, annunciata da Jack Dorsey all’inizio di luglio 2025 e disponibile su iOS dalla fine dello stesso mese, non richiede una connessione Internet.
L’app è basata su un’architettura decentralizzata e sfrutta reti mesh Bluetooth LE per lo scambio peer-to-peer dei messaggi. È diventata molto popolare tra gli utenti durante le proteste in Madagascar, Indonesia, Nepal, Uganda e Iran. Permette di aggirare la censura tradizionale proprio perché non esiste una connessione di rete da “tagliare”.
Non potendo impedire il suo utilizzo, il governo cinese si è rivolto alla “fonte”. Jack Dorsey ha pubblicato su X la comunicazione ricevuta da Apple. Bitchat è stata rimossa da App Store in seguito alla richiesta della Cyberspace Administration of China. L’app non rispetta una legge di novembre 2018, in base alla quale sono vietati i servizi che possono influenzare l’opinione pubblica e consentire una mobilitazione social.
Nella comunicazione è scritto che Apple rispetta le leggi locali, come ha fatto quando è stato ordinato di rimuovere WhatsApp, Signal, Threads, Telegram e varie VPN. Nonostante affermi di garantire la privacy e difendere i diritti umani, l’azienda di Cupertino obbedisce al governo cinese. Bitchat è disponibile anche su Android. In questo caso è possibile l’installazione da fonti alternative (sideloading).