Apple T2 ostacola le riparazioni delle terze parti?

Il chip T2 progettato da Apple per la sicurezza rende i nuovi dispositivi della mela morsicata più difficili da riparare per i servizi di terze parti.

Una componente accomuna i nuovi MacBook Air e Mac mini presentati da Apple il mese scorso: si tratta del chip T2 progettato dalla mela morsicata al fine di incrementare il livello di sicurezza offerto all’utente per quanto concerne operazioni come l’autenticazione, il trasferimento dei dati e i pagamenti online. Un valore aggiunto per i prodotti di Cupertino (visto per la prima volta a luglio sul nuovo MacBook Pro), ma al tempo stesso un potenziale ostacolo per i servizi di terze parti che si occupano della riparazione.

Apple: chip T2 e riparazioni

La questione è stata sollevata tra gli altri da Kyle Wiens, CEO di iFixit, in occasione dell’immancabile teardown dei nuovi prodotti Apple. Si parla di un’arma a doppio taglio per l’utente e non solo, che interessa da vicino anche i rivenditori e coloro che si occupano di assistenza. Attraverso la componente, Apple sarebbe in grado di limitare la libertà di intervento sui dispositivi, impedendo l’installazione di hardware che proviene da fornitori non autorizzati.

La mela morsicata ha confermato l’ipotesi sulle pagine del sito The Verge, ma senza scendere nel dettaglio specificando a quali elementi si fa riferimento. Di certo rientrano in questa categoria la scheda logica e il modulo Touch ID, insieme al display e alla parte superiore del case stando a quanto si legge in un documento trapelato il mese scorso. Per quanto riguarda il monitor, secondo Apple la sostituzione può essere effettuata da chiunque senza alcun tipo di problema.

Come sottolineato in un articolo comparso il 5 ottobre su Motherboard, il computer può essere reso del tutto inutilizzabile dal chip T2 nel caso dell’installazione di una componente non validata, il che forza inevitabilmente gli utenti a rivolgersi a un Apple Store oppure a uno dei punti autorizzati dal gruppo di Cupertino. Volendo effettuare l’operazione da sé o affidandosi a un tecnico di terze parti (solitamente più economico) non sarebbe possibile ottenere il risultato voluto poiché per ripristinare correttamente il sistema si renderebbe necessaria l’esecuzione della suite di diagnostica AST 2 System Configuration che l’azienda californiana fornisce solo ed esclusivamente ai suoi partner certificati.

Perché?

Due le possibili spiagazioni per la scelta operata da Apple (e non necessariamente una esclude l’altra): si intende esercitare un maggiore controllo sull’intero ciclo vitale dei prodotti fissando nuovi paletti per chi si occupa di assistenza, oppure si vuol garantire che tutte le feature relative alla sicurezza continuino a operare in modo impeccabile anche dopo un intervento di riparazione. In ogni caso, ciò che non va è la mancanza di informazioni chiare e precise in merito, una lacuna da colmare nella comunicazione tra il produttore e i suoi clienti: il compromesso tra qualità del device e libertà dell’utente deve essere costruito sulla piena trasparenza delle scelte.

Fonte: The Verge

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  • Gerico scrive:
    È come per la riparazione dell'iphone fuori dei circuiti ufficiali Apple, poi ti blocca il Device e devi comunque portarlo da loro.
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