Apple/ Un PowerBook sotto esame

di D. Galimberti. Abbiamo sottoposto il nuovo PowerBook G4 con display da 12 pollici ad una settimana di prove sul campo: ecco caratteristiche, impressioni d'uso e giudizio finale


Roma – Nelle scorse settimane ho provato a fondo uno dei nuovi PowerBook G4 da 12 pollici: l?unità scelta è la più piccola in vendita, con G4 da 867 MHz, 40 GB di hard disk, 256 MB di RAM e scheda video da 3 2MB.

L?attenzione di Apple nei particolari si vede già dalla confezione, ma quello che più interessa è senza dubbio l’interno. Oltre al portatile troviamo l?alimentatore con due diversi attacchi, un adattatore per monitor VGA esterno, un adattatore per segnale video-composito e super-video, e un doppino telefonico con adattatore per le vecchie prese. Il software è tutto contenuto nel DVD del software-restore, e nella confezione troviamo anche un CD per eseguire l?hardware test, e un CD vergine per testare subito il masterizzatore. A gradita sorpresa (almeno per quanto riguarda i computer da me acquistati negli ultimi anni) troviamo anche un manuale che dà sufficienti spiegazioni per iniziare ad utilizzare sia il PowerBook che MacOSX e le sue applicazioni.

Il case in alluminio, oltre a regalare un design estremamente piacevole, rende il portatile leggerissimo ma molto resistente. La cura nelle rifiniture è elevatissima, sia nelle cose utili, come la precisione del meccanismo di chiusura, che in quelle futili, come il simbolo della mela retroilluminato (sul dorso dello schermo). Sul lato sinistro, nell?ordine, troviamo: l?entrata per l?alimentatore, la porta del modem e la ethernet 10/100, la porta firewire e le due USB, l?uscita video, i minijack per l?entrata e l?uscita audio, e il foro per il bloccaggio di sicurezza. Il lato destro è occupato dall?unità ottica DVD/CD-RW, che è di tipo slot-loading. Le tre casse dell?uscita audio sono posizionate sul retro, e il suono ?rimbalza? letteralmente sul bordo in alluminio del monitor, che quando è aperto si pone in posizione arretrata. Sotto il PowerBook si trova lo sportellino per l?aggiunta di RAM DDR266, e la batteria agli ioni di litio, che nasconde anche lo slot per l?alloggiamento della scheda Airport Extreme (scheda di rete wireless da 54 Mbit/sec).

Il portatile è piccolissimo, ma non per questo si rinuncia alla comodità: l?intera larghezza (vengono risparmiati solo un paio di millimetri per lato) è occupata dalla tastiera, che presenta quindi tasti di dimensioni standard; durante l?uso la tastiera si dimostra molto morbida e silenziosa, una delle migliori tastiere che mi sia mai capitato di utilizzare (non solo su computer portatili). Anche il trackpad presenta la giusta sensibilità, ma per l?utilizzo a casa mi sono premunito anche di un classico mouse a tre tasti più rotella (che MacOSX riconosce senza problemi nonostante il mouse di Apple sia ancora monotasto).

Il software è già tutto pre-installato e alla prima accensione del PowerBook veniamo guidati nella procedura che ci premette di configurare il nostro profilo utente e la connessione ad internet: in pochi minuti siamo già operativi, ma devo ancora trasferire dati dal mio vecchio Mac e dal portatile con Windows. Nessuno problema: imposto subito un altra configurazione per la rete ethernet locale e con un normale cavetto (non serve il cavo incrociato perché la scheda del PowerBook riconosce da sola il tipo di dispositivo collegato) trasferisco tutto il necessario.

Durante queste prime operazioni mi accorgo subito che Jaguar (per la precisione MacOSX 10.2.3) gira molto bene sfruttando a dovere tutta la RAM a disposizione e tutte le possibilità della scheda video. Lo schermo è da 12? ma la risoluzione elevata (1024×768) e l?ottima luminosità non mi fanno sentire la mancanza di uno schermo di dimensioni maggiori. All?occorrenza l?uscita video mi permette di collegare un qualsiasi monitor VGA e di utilizzarlo sia come mirroring del display LCD, che come monitor esterno: in questo secondo caso la scheda grafica mi permette di gestire risoluzioni fino a 1600×1200 e posso sfruttare la funzionalità di ?scrivania estesa?, utilizzando i due monitor come un unico grande desktop. Chi fa grafica sfrutta solitamente questa possibilità per posizionare l?immagine di lavoro sul monitor grande (a pieno schermo), e le palette degli strumenti sul monitor più piccolo. La stessa funzionalità si può ottenere anche collegando il portatile ad un televisore tramite l?adattatore super-video, e ovviamente è possibile definire due diversi profili di calibrazione del colore per il monitor del portatile e il dispositivo esterno collegato.

Jaguar riconosce subito la mia stampante Epson (i driver sono già installati) e tramite ?Acquisizione immagine? potrei già utilizzare il mio scanner (sempre Epson), anche se per sfruttarne tutte le possibilità sono costretto a scaricare la nuova versione dei driver TWAIN 5 che girano nativamente sotto MacOSX.

La batteria ha una durata dichiarata ?fino? a 5 ore. Ovviamente la durata dipende dall?uso effettivo che si fa del portatile, come livello di luminosità dello schermo, l?utilizzo del DVD/CD-RW e dell?HD, l?utilizzo di eventuali dispositivi collegati, ecc? ecc?; con un impiego ?misto? che comprenda l?utilizzo saltuario del lettore CD e l?ascolto di musica registrata su HD, si può stare senza problemi con 3 ore di autonomia. In ogni caso non si corre mai il rischio di uno spegnimento improvviso che possa compromettere il nostro lavoro: quando la carica scende al disotto di una certa percentuale si viene avvisati che la batteria si sta scaricando e se non viene collegata l?alimentazione esterna, dopo un ulteriore consumo della batteria, il computer entra nello stato di stop, preservando il contenuto della RAM. Lo stato di stop si può attivare semplicemente anche chiudendo lo schermo del portatile, e viene segnalato dall?accensione di un LED bianco sul pulsante che sblocca lo schermo.

A livello di prestazioni il PowerBook 12? si pone a metà strada tra il ?cugino minore? iBook-800, e il ?fratello maggiore? Titanium 15?. I test fatti sull?HD danno fondamentalmente gli stessi risultati sulle tre macchine (risultati comunque limitati dalla velocità dei dischi dei portatili), mentre il canonico test fatto sul frame-rate dei videogiochi 3D mostra risultati simili tra i due PowerBook (con un piccolo vantaggio del 15?), che distanziano leggermente l?iBook. Gli stessi distacchi si possono ritrovare anche in test generici sull?utilizzo del finder, mentre i banchmark che riguardano memoria e CPU mostrano chiaramente il prevalere dei PowerBook-G4 sull?iBook-G3, con valori superiori anche del 50%. Nel test sull?Open GL il PowerBook 12? ottiene addirittura un punteggio doppio rispetto all?iBook, e fa qualcosa meglio anche rispetto al Titanium, il quale si prende la rivincita nella gestione di Quartz.

Sembra difficile trovare dei difetti a questa nuova macchina Apple, ma ci proveremo comunque. Il computer in sé è molto silenzioso: non so se è presente una ventola di raffreddamento, ma se c?è in questa settimana non è mai partita. In compenso il raffreddamento avviene sfruttando tutto il corpo in alluminio del portatile stesso, e in caso di utilizzo intensivo si riscaldando leggermente anche alcune zone che non dovrebbero scaldarsi per niente, come l?appoggio della mano sinistra.
Inoltre, sebbene la dotazione di software sia molto ricca (iMovie, iDVD, iTunes, iPhoto, Mail, iCal, iChat, Developer Tools, ecc? più altre applicazioni di terze parti per spedire fax, elaborare immagini e altro ancora), non riesco a capire come mai Apple si ostini a non fornire AppleWorks nel bundle di alcune macchine.

Un?ultima osservazione riguarda la documentazione: il manuale presente nella confezione è sicuramente un buon inizio per chi non conosce l?universo Apple, e l?aiuto del sistema è ben fatto; ma MacOSX è un sistema molto più complesso del precedente MacOS classic e molti utenti sarebbero interessati ad avere qualche informazione in più relativa alle istruzioni Unix anche in forma cartacea, e non disponibile solo tramite i comandi ?man? da terminale.

Domenico Galimberti

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  • Nic scrive:
    Re: Che mondo...

    Il problema e' che l'ICANN la fa' da
    dittatore e non ascolta nessuno. O pensi che
    i domini ".name", ".museum" e ".coop" siano
    una genialata :) ?Non entro nel merito della questione del perchè un tld possa essere approvato o meno; immagino esistano delle regolamentazioni in merito.Stabilito che a ICANN spetta far rispettare quelle regole così deve essere. La dimostrazione è che i DNS di mezzo mondo non supportano new.net e ti devi installare un plugin (per quali os esiste, poi ? ).ICANN dal canto suo potrebbe se non altro inventarsi uno stratagemma per approvare dei tld che "escano" un pò dallo schema attuale vista la diffusione della rete... Anche qui non ci vedrei niente di male.
  • Anonimo scrive:
    Complimenti!
    Tutti vogliono guadagnare su questi servizi internet. I nuovi tld, per quanto ne so io, sono acquistati principalmente da utenti europei, perchè gli americani sono più smaliziati in questo settore e non vogliono più buttarci soldi.Non sta scritto da nessuna parte che noi siamo schiavi di ICANN! ICANN è stata scelta dal dipartimento del commercio americano, non dagli utenti! E tu sei libero di comprarlo o non comprarlo. Si chiama libertà! :-)
    • godzilla scrive:
      Re: Complimenti!
      cambiare una parola o due ogni tanto caonferirebbe più credibilità al tuo post.anche usare uno pseudonimo registrato.p.s.: visto che parli di "libertà", mi trovi un plug-in libero da spyware, magari per Linux? grazie
  • Anonimo scrive:
    Re: Che mondo...
    Il fatto è che tutti vogliono guadagnarci. I nuovi domini tipo name and co. sono acquistati principalmente da utenti europei, perchè gli americani sono più smaliziati in questo settore e non vogliono più buttarci soldi.Non sta scritto da nessuna parte che noi siamo schiavi di ICANN! Io non appenderei nessuno, chiunque è libero di vendere un servizio. E tu sei libero di comprarlo o non comprarlo. Si chiama libertà! :-)
    • Nic scrive:
      Re: Che mondo...

      Non sta scritto da nessuna parte che noi
      siamo schiavi di ICANN! Io non appenderei
      nessuno, chiunque è libero di vendere un
      servizio. E tu sei libero di comprarlo o non
      comprarlo. Si chiama libertà! :-)Ok, allora da domani inizia pure a produrre la tua benzina incompatibile con i motori prodotti fino ad oggi che io sto a guardare quanti soldi guadagni...Signori, gli standard devono esistere ed essere rispettati da tutti in quanto tali!!
    • JosaFat scrive:
      Re: Che mondo...
      Ci sono tre thread (finora) di commenti a questa notizia, e in ognuna c'è questo tuo post _IDENTICO_ (!!)Già di per sè ritengo l'operato di New.net scandaloso: la rete è una e questo biforcamento è assurdo, tanto più che è totalmente asservita al potere economico.
  • Anonimo scrive:
    NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET
    Contiene dello spyware, e in certi casi rende pure i DNS inutilizzabili...
    • Anonimo scrive:
      Re: NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET
      Ah sì? Parli per esperienza diretta o per sentito dire? O forse vendi domini .biz e hai paura che newnet ti rubi il mercato? :-)Il fatto è che tutti vogliono guadagnarci. I nuovi domini tipo name and co. sono acquistati principalmente da utenti europei, perchè gli americani sono più smaliziati in questo settore e non vogliono più buttarci soldi.Non sta scritto da nessuna parte che noi siamo schiavi di ICANN! Io non manderei in esilio nessuno, chiunque è libero di vendere un servizio. E tu sei libero di comprarlo o non comprarlo. Si chiama libertà! :-)
      • Anonimo scrive:
        Re: NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET

        Ah sì? Parli per esperienza diretta o per
        sentito dire?E' verissimo.Viene installato un software e modificato il registro, in modo tale che ogni richiesta ai dns venga dirottata al softwarino che invia la lista degli indirizzi contattati a "qualcuno".la cosa e' ben documentata sul sito di Ad-Aware.
        • Nic scrive:
          Re: NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET

          E' verissimo.
          Viene installato un software e modificato il
          registro, in modo tale che ogni richiesta ai
          dns venga dirottata al softwarino che invia
          la lista degli indirizzi contattati a
          "qualcuno".Non so quanto sia spyware ma se deve risolvere degli indirizzi è chiaro che le richieste debbano essere fatte a lui e non al DNS impostato di sistema che risolverebbe solo i tld "normali" (.com, .net, ecc...) e con windows l'unico modo di farlo è cambiare il registro.Quanto all'uscita su internet mi sembra ovvio che lui poi le richieste le deve re-inviare a qualcuno di esterno!Non pretenderai che si tenga il DB nomiindirizzi in locale ???
          • Anonimo scrive:
            Re: NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET
            Grazie per averci fatto capire che il modo di funzionamento dei DNS ti è sconosciuto... - Scritto da: Nic

            E' verissimo.

            Viene installato un software e modificato
            il

            registro, in modo tale che ogni richiesta
            ai

            dns venga dirottata al softwarino che
            invia

            la lista degli indirizzi contattati a

            "qualcuno".

            Non so quanto sia spyware ma se deve
            risolvere degli indirizzi è chiaro che le
            richieste debbano essere fatte a lui e non
            al DNS impostato di sistema che risolverebbe
            solo i tld "normali" (.com, .net, ecc...) e
            con windows l'unico modo di farlo è cambiare
            il registro.
            Quanto all'uscita su internet mi sembra
            ovvio che lui poi le richieste le deve
            re-inviare a qualcuno di esterno!
            Non pretenderai che si tenga il DB
            nomiindirizzi in locale ???
          • Nic scrive:
            Re: NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET
            - Scritto da: Anonimo
            Grazie per averci fatto capire che il modo
            di funzionamento dei DNS ti è sconosciuto...Grazie per averci fatto capire... che sei un troll
    • Anonimo scrive:
      Re: NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET
      Confermo, contiene spyware.Il fatto che modifichi il registro in modo che invii la richiesta al client di new.net non è un problema; il problema è che il client invia l'url del sito che visiti anche a "terzi"; senza questa ultima "caratteristica" sarebbe più che legittimo!
      • Nic scrive:
        Re: NON INSTALLATE IL CLIENT NEW.NET
        - Scritto da: Anonimo
        Confermo, contiene spyware.

        Il fatto che modifichi il registro in modo
        che invii la richiesta al client di new.net
        non è un problema; il problema è che il
        client invia l'url del sito che visiti anche
        a "terzi"; senza questa ultima
        "caratteristica" sarebbe più che legittimo!Non è che semplicemete invia richieste sulla rete per chiedere al proprio server: "Quale è l'indirizo IP del sito che l'utente ha appena chiesto?". Non è che si può tenere tutte le coppie nomeip in memoria, sapete?Poi magari fa spyware davvero, quasto non lo so, ma un minimo di traffico sulla rete deve pur farlo per poter funzionare!!
  • Anonimo scrive:
    ROOOOOTFL....
    ma che serietà....preso dalla sezione del "plugin"L'applicazione che del software state installando permette al vostro sistema di riconoscere i nomi di settore di New.net. Questo software egualmente contiene l'altra funzionalità che aumenta il percorso del browser del Internet, facilita la consegna del soddisfare al vostro calcolatore e permette gli aggiornamenti automatici del software. A uninstall l'applicazione di New.net, va 'programmi di Add/Remove sul vostro pannello di controllo. Per leggere l'accordo che governa il vostro uso del software di New.net, scattisi qui. Ovviamente realizzato con traduttore automatico, ovviamente molto ma molto triste..............
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