Approvata la Direttiva sulla pirateria

Il Consiglio dei Ministri UE non modifica quanto già votato dall'Europarlamento e viene così adottata la normativa comunitaria destinata ad armonizzare le politiche sulle proprietà intellettuali
Il Consiglio dei Ministri UE non modifica quanto già votato dall'Europarlamento e viene così adottata la normativa comunitaria destinata ad armonizzare le politiche sulle proprietà intellettuali


Bruxelles – La Commissione Europea si è detta soddisfatta che il Consiglio dei Ministri europei abbia voluto approvare senza ulteriori modifiche la direttiva sulla proprietà intellettuale IPRE che ha suscitato enormi preoccupazioni e ampie mobilitazioni . Un’approvazione che convalida dunque quanto già votato dal Parlamento Europeo significa l’adozione definitiva della direttiva stessa da parte dell’Unione.

La nuova normativa europea evita di proporre sanzioni penali per le violazioni di cui si occupa e schiva l’argomento del peer-to-peer , due perni della contestazione che per mesi ha attaccato da tutta Europa un provvedimento fortemente voluto anche dagli ambienti industriali.

La Direttiva si occupa di tutto quello che va dal diritto d’autore al trademark, dai design industriali ai brevetti, passando per i diritti di proprietà industriale . E impone ai paesi membri misure più efficaci e armonizzate di contrasto alla pirateria e alla contraffazione. La ratifica della normativa dovrà avvenire entro due anni.

Tra le misure previste dalla direttiva le procedure che riguardano l’ottenimento e la protezione delle prove nonché quelle per tutto ciò che comprende sequestri o ingunzioni . Ai detentori dei diritti di proprietà intellettuale dovranno essere assicurati rimedi ad un danno che comprendano anche distruzione, ritiro o rimozione permamente dal mercato di beni illegali, oppure compensazioni finanziarie, ingiunzioni e danni.

A livello nazionale, i paesi dovranno nominare un responsabile che dovrà su questo fronte intrattenere rapporti di scambio informativo e cooperazione con gli altri paesi membri e la Commissione.

Va detto che la Commissione, nell’applaudire il passaggio del provvedimento, ha spiegato che sarebbe comunque utile introdurre sanzioni penali che, non essendo state incluse, la Commissione si riserva in futuro di presentare. Ad ogni modo i singoli stati vengono lasciati liberi di introdurre questo genere di sanzioni se lo ritengono necessario .

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29 04 2004
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