Chiude un altro pezzo della storia di internet: Ask.com. Fondato nel 1996 e lanciato nel 1997 (un anno prima della nascita di Google), è stato a lungo un punto di riferimento per chi andava online alla ricerca di risposte. Non è mai diventato davvero popolare in Italia e in Europa. Però, negli Stati Uniti, ha rappresentato una risorsa irrinunciabile per molti, complice anche una strategia di marketing piuttosto efficace. Come suggerisce il suo nome, inizialmente permetteva proprio di porre domande su qualsiasi argomento.
La chiusura di Ask.com, dopo quasi tre decenni
Creato da Garrett Gruener e David Warthen, con sede in California, il sito si è chiamato Ask Jeeves fino al 2006, prima di trasformarsi in un vero e proprio motore di ricerca. Jeeves era la mascotte del progetto, una sorta di assistente-maggiordomo con frac e cravatta, sempre pronto a rispondere con un linguaggio naturale, in qualche modo un antesignano di quanto fanno oggi i chatbot.
Siamo profondamente grati ai brillanti ingegneri, designer e team che hanno creato e supportato Ask nel corso dei decenni. E a voi, milioni di utenti che vi siete rivolti a noi per trovare risposte in un mondo in rapida evoluzione, grazie per la vostra infinita curiosità, la vostra fedeltà e la vostra fiducia.

Il portale è stato acquisito nel 2005 da IAC, che ora ha deciso per il suo abbandono. Con tutta probabilità, la ragione è da ricercare in un’ottimizzazione dei costi. Questo l’annuncio.
Nell’ottica di una strategia di IAC sempre più mirata, abbiamo deciso di interrompere l’attività di ricerca, che include Ask.com. Dopo 25 anni di risposte alle domande di tutto il mondo, Ask.com ha cessato ufficialmente le sue attività l’1 maggio 2026.
La homepage, oltre a confermare la chiusura, riporta che Lo spirito di Jeeves perdura
. È forse in programma un suo rilancio in salsa AI? Non ci stupirebbe, considerando il trend del momento.