Asstel: le Big Tech devono pagare i costi delle reti

Asstel: le Big Tech devono pagare i costi delle reti

Asstel chiede un intervento dei legislatori per obbligare le Big Tech a partecipare economicamente alla realizzazione e manutenzione delle reti.
Asstel chiede un intervento dei legislatori per obbligare le Big Tech a partecipare economicamente alla realizzazione e manutenzione delle reti.

Asstel ha presentato il rapporto 2022 sulla filiera delle telecomunicazioni in Italia durante il Forum Nazionale delle Telecomunicazioni, evidenziando il valore sociale, industriale ed economico delle TLC, ma anche una diminuzione dei ricavi rispetto agli anni precedenti. Per questo motivo, l’associazione ha proposto alcune soluzioni ai legislatori, una delle quali riguarda la partecipazione delle Big Tech ai costi di aggiornamento e manutenzione delle reti.

I giganti del web devono contribuire alle spese

Durante la presentazione, Asstel ha sottolineato che le TLC sono “abilitatori dei servizi digitali“. Grazie alla realizzazione di reti più veloci, gli utenti possono accedere ai servizi offerti dalle Big Tech. Google, Meta, Netflix, Apple, Microsoft e Amazon hanno generato oltre il 56% del traffico dati globale, il 72% del quale dovuto a streaming video, social e gaming.

Quattro operatori europei avevano inviato una lettera alla Commissione europea per chiedere una legge che obblighi le Big Tech a partecipare alle spese. Thierry Breton, Commissario per il mercato interno, ha confermato che il problema del cosiddetto “fair share” verrà discusso all’inizio del 2023. Asstel ritiene indispensabile il contributo economico delle Big Tech, in quanto principali beneficiarie degli investimenti nelle infrastrutture necessari per sostenere l’incremento del traffico dati.

L’associazione ha inoltre chiesto interventi per ridurre l’impatto dei costi energetici (ad esempio l’esenzione degli oneri di sistema e l’IVA al 5% per l’acquisto del gas), l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta dal 1 gennaio 2024, l’incremento dei limiti elettromagnetici per ridurre il numero di antenne, l’assegnazione delle frequenze 6.425-7.125 MHz per il 5G e la semplificazione delle procedure amministrative, senza la quale le scadenze dei piani Italia 1 Giga e Italia 5G non verranno rispettate.

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Fonte: Asstel
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Pubblicato il 15 nov 2022
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