Attacco DDoS contro i server del CERT

Per ore il Centro di ricerca finanziato dal governo americano è stato preso di mira da un attacco distribuito che ha reso impossibile l'accesso al sito


Web – Ora sembra che le cose vadano decisamente meglio e il sito è nuovamente disponibile ma il sito del CERT , uno dei più importanti centri di ricerca sulla sicurezza informatica finanziato dal governo americano, è stato irraggiungibile per molte ore a causa di un attacco.

Stando a quanto dichiarato dagli esperti del CERT, che da un anno ad intervalli regolari avvertono dei rischi di imponenti attacchi informatici sulla rete, i server web hanno subito un DDoS, un attacco Distributed Denial-of-Service. Come noto, si tratta di aggressioni che consistono nell’invio di quantità enormi di richieste al server che si intende colpire provenienti spesso da una molteplicità di server internet. Questi ultimi vengono chiamati “zombie” perché, a loro volta, sono spesso “collaboratori inconsapevoli” dell’aggressore, che impianta al loro interno codici cavalli di Troia con i quali in qualsiasi momento può accedervi da remoto.

Fino a questo momento il CERT si è limitato a confermare l’aggressione ma non ha fornito dettagli. Sul sito web, che presenta numerose informazioni sui DDoS, non appare alcuna notizia dell’accaduto.

Stando a Newsbytes, che per prima ha raccolto informazioni sull’attacco, gli zombie avrebbero operato sfruttando il backbone di AT&T ma un portavoce dell’azienda ha affermato che nessuna attività del genere è stata fino a questo momento rilevata su quei network. Un possibile motivo della disponibilità attuale del sito del CERT potrebbe essere ricercato proprio in un’azione da parte dello stesso tesa ad escludere tutti i pacchetti provenienti da reti AT&T.

Per il momento un portavoce del CERT ha soltanto spiegato che le attività del Centro proseguono come in un giorno normale. Intanto Safemode.org, [http://www.safemode.org]], sito che archivia pagina web defacciate dai cracker (cioè sostituite con pagine realizzate dai cracker stessi), ha annunciato che il proprio sito dopo mesi di attacchi DDoS è di nuovo operativo…

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  • Anonimo scrive:
    Ma l'E.coli...
    ...non è necessariamente letale! Anzi, a quanto mi risulta è normalmente diffuso ovunque, e dà problemi solo in particolari concentrazioni e/o su tessuti specifici (es. se ti mangi una bella cucchiaiata di E.coli con tanta gelatina).Non sono un biologo e quindi potrei sbagliarmi, ma se è davvero una imprecisione io mi preoccuperei della validità della notizia. Nella scorsa settimana sono state multate infatti almeno tre aziende Usa che avevano fatto pubblicità ingannevole proponendo "sterilizzatori" in realtà inesistenti o inutilli.Inoltre un bel dubbio informatico: se fai un irraggiamento abbastanza forte da friggere i batteri, friggi anche gli eventuali supporti magnetici. Quindi non si spediscono più floppy e HD?Come dite? I floppy li passiamo separatamente? Ok, allora cospargo il tessuto all'interno del case del dischetto di vaiolo o peste, e lascio che sia il calore generato dalla rotazione nel drive ad attivarlo e a "spruzzarlo" in giro con l'ausilio dei bei ventolini dei nostri Pc.A me sembra una stronzata.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma l'E.coli...
      le stronzate le dici tu1 esistono i cd che tu non hai nominato e invece sono anche + diffusi dei floppy, e sono non magnetici ma OTTICI, poi la storia del batterio che schizza fuori dal floppy (chiuso) che sta dentro il lettore floppy (chiuso) che sta assieme a delle ventole che però stanno nel case (chiuso) per la velocità "pazzesca" a cui gira.....ma salvati!
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma l'E.coli...
        in ritardo, am arrivo anche io:se sbatti elettroni su di un supporto, bene non fai, alla struttura tomica, credimi... mai visto come si riducono i campioni in diffrazione a raggiX?
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