Attacco informatico blocca gli etilometri, le auto non partono

Attacco informatico blocca gli etilometri, le auto non partono

Un attacco informatico ha colpito Intoxalock, azienda che produce etilometri per automobili: sistemi down e veicoli fermi in strada.
Attacco informatico blocca gli etilometri, le auto non partono
Un attacco informatico ha colpito Intoxalock, azienda che produce etilometri per automobili: sistemi down e veicoli fermi in strada.

Ha dell’incredibile quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove l’attacco informatico che ha colpito l’azienda Intoxalock, produttrice di etilometri, sta lasciando gli automobilisti bloccati per strada, nei parcheggi e nei garage. Semplicemente, i veicoli non partono. La società ha confermato il problema, raccontando in un comunicato ufficiale che i suoi sistemi al momento sono down.

Anche se non hai bevuto, non puoi guidare

La violazione non è recente, ma risale al 14 marzo. Si tratta dunque di uno stop prolungato. Un portavoce ha dichiarato alla redazione del sito TechCrunch che è stata presa la decisione di sospendere temporaneamente alcuni propri sistemi come misura precauzionale. Non sarà facile spiegarlo a chi si vede impossibilitato a mettersi al volante.

Il principio di funzionamento di questi etilometri non è tanto diverso rispetto a quello dell’Alcolock diventato obbligatorio in Italia a fine febbraio. Si installa sull’automobile e impedisce l’accensione se il test eseguito rivela che il guidatore ha bevuto, per la sicurezza di tutti. Peccato che in questo momento vieti di mettere in moto anche da completamente sobri.

Attacco informatico, sistemi Intoxalock down

Al momento non è dato sapere chi è il responsabile dell’attacco informatico a Intoxalock, né quale sia la tipologia della violazione. Non si esclude un ransomware, con possibile esfiltrazione dei dati e richiesta per il pagamento di un riscatto, seguendo una dinamica che abbiamo visto molte volte. Ciò che è ancora più grave è che non c’è una tempistica per il ripristino. Vale a dire che il produttore non è in grado di promettere una soluzione in tempi brevi.

A causare il problema è l’impossibilità di effettuare la calibrazione, processo che fa leva sulla connettività a server remoti ora offline e che gli automobilisti sono obbligati a eseguire ogni mese. L’unico rimedio consiste nel rivolgersi a un centro di assistenza, cosa però non sempre fattibile.

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Pubblicato il
20 mar 2026
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