Attentati - L'autore di PGP non piange

Non è vero quanto riportato dal Washington Post e da Panorama su Phil Zimmermann. Che si difende via Slashdot
Non è vero quanto riportato dal Washington Post e da Panorama su Phil Zimmermann. Che si difende via Slashdot


Web – Salve, nel numero 40 di Panorama, a pag 36, Marco De Martino scrive che Philip R. Zimmermann (il creatore di PGP), “dopo gli attentati ha pianto a lungo” avendo saputo che i terroristi hanno usato il suo software per crittare le loro email impedendo al governo di intercettarle.

Per una personale curiosità che deriva dal mio lavoro, mi sono spesso trovato a leggere interviste a Zimmermann, ed è per questo che la notizia non mi ha convinto.

Dopo una breve ricerca su Internet, ho scoperto che De Martino cita il Washington Post. Nell’articolo ( consultabile qui ) si legge che non è ancora certo se gli attentatori abbiano usato PGP, ma comunque si afferma che Phil sia “sopraffatto dai sensi di colpa”.

Questa però non è la verità.

Ecco come Phil cerca di difendersi dalle pagine di Slashdot. Egli afferma di aver chiesto all’autrice di ripetere tutto l’articolo prima di accettarne la pubblicazione, e non c’era alcuna frase che parlasse di sensi di colpa. “Posso solo supporre – prosegue Phil – che i redattori si siano presi delle libertà inappropriate nel riassumere i miei sentimenti in maniera così inaccurata”.

“Le mie lacrime non erano causate da alcun senso di colpa per aver sviluppato PGP, ma riguardavano la tragedia umana che era avvenuta. Leggi le mie labbra: Io non sono pentito di aver sviluppato PGP”.

Cordiali saluti,

Alfonso Fiore – Milano

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11 10 2001
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