Auriemma: vulnerabili Doom3, Quake4, Prey

Rivelata dal bug hunter italiano la falla che colpisce un celebre motore videoludico. E che potrebbe consentire l'esecuzione di codice malevolo. Gli sviluppatori sono al lavoro per risolvere

Roma – Da qualche ora è cosa pubblica: Luigi Auriemma, celebre bug hunter italiano già noto ai lettori di Punto Informatico per diverse analoghe scoperte, ha raccontato il bug di tipo format string (che può quindi condurre all’esecuzione di codice malevolo) che affligge il motore del celeberrimo Doom3 .

Ciò significa, visto l’uso estensivo che viene fatto dall’engine anche in altri titoli, che risultano vulnerabili alla medesima falla anche titoli come Quake 4 e Prey .

“Il bug – ha spiegato Auriemma a Punto Informatico – viene sfruttato tramite dei particolari pacchetti di Punkbuster. Quindi è necessario che tale anti-cheat sia abilitato sul server, cosa normale visto che sono abbastanza rari quelli senza. Ad ogni modo – ha continuato – il bug è nel motore del gioco, Punkbuster funge solo da via per raggiungere la porzione di codice vulnerabile che non è escluso, anche se ne dubito, possa essere raggiungibile anche in altri modi”.

Ad aggravare la questione il fatto che l’attacco tramite Punkbuster sia “completamente anonimo”. Per portarlo è sufficiente un semplice pacchetto UDP, quindi con mittente spoofabile.

“Nessuna patch è disponibile al momento – conclude con un pizzico di polemica Auriemma – nonostante io abbia contattato gli sviluppatori che guarda caso mi hanno comunicato che stanno lavorando alla risoluzione del problema solo pochi minuti fa, ossia solo ora che è tutto pubblico”.

L’advisory con tutti i dettagli del caso è pubblicato a questo indirizzo

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  • tiDiPPfPeLZ ehkXrq scrive:
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  • andy61 scrive:
    Propostas per un juke-box virtuale
    Riprendo un'idea che ho proposto in passato.Parto dall'idea che (tradizionalmente) se compero un disco o una videocassetta, posso permettermi anche di prestarla ad un amico, e CIÒ NON È ILLEGALE.Sarebbe illegale una riproduzione in pubblico, ma non è il caso che voglio affrontare.Altra considerazione che faccio è che ho la cantina piena di dischi che non ho più fisicamente il tempo di ascoltare.Ed ecco l'idea: realizzare un juke-box virtuale (sostanzialmente un server di streaming su Internet) in cui ogni contenuto possa essere fruito da un solo utente alla volta.Chiunque abbia un disco o una videocassetta potrebbe depositarla presso questo juke-box, rimanendone proprietario e potendo ritirare in ogni momento il proprio materiale.In questo modo consentirebbe il 'prestito' dell'opera ad ogni suo 'amico virtuale' su Internet; una volta ascoltato, il disco torna disponibile per un altro 'amico'.Ovviamente questo sito potrebbe tenere il conto di quante copie di ogni opera ha in magazzino, e potrebbe quindi consentire il multicast contemporaneo ad un numero di utenti non superiore al numero di copie in deposito.Il costo di questo servizio è (a parte quello del server e del software), quello del magazzino e del ritiro, catalogazione e riconsegna delle copie delle opere.Il servizio potrebbe essere anche a pagamento, ma limitatamente al rientro dei costi dell'infrastruttura, e non per la fruizione dei contenuti, che sono, come premesso prestati a titolo gratuito ad amici.In aggiunta chi presta contenuti potrebbe avere dei crediti di ascolto in proporzione alla quantità di opere prestate.Andy
    • andy61 scrive:
      Re: Propostas per un juke-box virtuale
      suggerimento alle major:quello proposto potrebbe anche essere un nuovo modello di business per loro.Avrebbero il vantaggio di poter tenere un magazzino virtuale di licenze.Se un'opera dovesse essere molto 'gettonata' ci sarebbe la coda nella lista di prenotazioni per l'ascolto.In questo modo si potrebbe offrire la vendita di una nuova licenza per poter fruire immediatamente dell'opera, e non solo, il prezzo stesso della licenza potrebbe variare dinamicamente in relazione alla quantità di richieste per ogni singola opera.Fermi restanti i diritti dell'acquirente dell'opera di revocarne il prestito e di poterne disporre liberamente, come per un qualsiasi disco o videocassetta posseduti.Lo svantaggio per l'utente sarebbe la perdita di crediti di ascolto.Nota etica:==========================================================in nessun modo dovrebbe essere alterato il numero pubblicato di licenze vendute per ogni brano, almeno per i seguenti motivi:1. falserebbe il riconoscimento del pubblico ai singoli autori2. (ovviamente) genererebbe un falsa dichiarazione ai fini fiscali, oltre che non corrispondere i dovuti diritti ai singoli autoriAndy-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 ottobre 2007 13.56-----------------------------------------------------------
    • Dioniso scrive:
      Re: Propostas per un juke-box virtuale
      - Scritto da: andy61
      Riprendo un'idea che ho proposto in passato.

      Parto dall'idea che (tradizionalmente) se compero
      un disco o una videocassetta, posso permettermi
      anche di prestarla ad un amico, e CIÒ NON È
      ILLEGALE.
      Sarebbe illegale una riproduzione in pubblico, ma
      non è il caso che voglio
      affrontare.

      Altra considerazione che faccio è che ho la
      cantina piena di dischi che non ho più
      fisicamente il tempo di
      ascoltare.

      Ed ecco l'idea: realizzare un juke-box virtuale
      (sostanzialmente un server di streaming su
      Internet) in cui ogni contenuto possa essere
      fruito da un solo utente alla
      volta.

      Chiunque abbia un disco o una videocassetta
      potrebbe depositarla presso questo juke-box,
      rimanendone proprietario e potendo ritirare in
      ogni momento il proprio
      materiale.
      In questo modo consentirebbe il 'prestito'
      dell'opera ad ogni suo 'amico virtuale' su
      Internet; una volta ascoltato, il disco torna
      disponibile per un altro
      'amico'.

      Ovviamente questo sito potrebbe tenere il conto
      di quante copie di ogni opera ha in magazzino, e
      potrebbe quindi consentire il multicast
      contemporaneo ad un numero di utenti non
      superiore al numero di copie in
      deposito.

      Il costo di questo servizio è (a parte quello del
      server e del software), quello del magazzino e
      del ritiro, catalogazione e riconsegna delle
      copie delle
      opere.

      Il servizio potrebbe essere anche a pagamento, ma
      limitatamente al rientro dei costi
      dell'infrastruttura, e non per la fruizione dei
      contenuti, che sono, come premesso prestati a
      titolo gratuito ad
      amici.

      In aggiunta chi presta contenuti potrebbe avere
      dei crediti di ascolto in proporzione alla
      quantità di opere
      prestate.

      Andyinteressante, sia come modello di business come dici sotto sia come modello di new-p2p.devo cmq rifletterci ancora un po', c''è qualcosa che mi fischia nelle orecchie....
      • andy61 scrive:
        Re: Propostas per un juke-box virtuale
        non ho sviscerato tutto ciò che ho in mente.Se ti interessa approfondire, possiamo parlarne.
  • andy61 scrive:
    È cambiato il contesto commerciale ...
    Le major non comprendono (o scientemente non vogliono capire!) che il contesto commerciale è drasticamente cambiato.Quando comperavo i dischi in vinile, questi costavano dalle 20 alle 40mila lire.Cosa pagavo con quei soldi?Pagavo:- la ricerca e la selezione dei talenti (e quindi la qualità)- costosissime sale di regia e di masterizzazione- la produzione di costosissimi master- la catena di stampaggio e produzione dei dischi- le tipografie, per le buste dei dischi, i libretti ed i gadget inclusi- la rete di distribuzione- il magazzino che doveva farsi il negoziante- e perché no, anche le tasse- l'ammortamento degli investimenti su un numero decisamente ridotto di artisti, e su una 'tiratura' decisamente limitata, se comparata a quella del giorno d'oggi- ... e sicuramente ho dimenticato qualcosa ...Vediamo oggi cosa succede:- i musicanti ormai si autoproducono- gli impianti di mixaggio, per quanto buoni, costano moooolto meno di un tempo- la rete di distribuzione la paghiamo noi (il canone per la nostra ADSL)- il magazzino costa il prezzo di un server con qualche hard-disk, forse neanche tanto 'panciuto'- il supporto (un tempo in vinile, ora CD o DVD) le major non lo producono più: lo paghiamo a parte, ai produttori dei supporti- le tipografie ce le siamo trasferite in casa: testi e copertine ce li stampiamo in casa, e carta ed inchiostro li paghiamo noi, non le major- la scelta è praticamente infinita, se comparata rispetto a quella di un tempo- l'ammortamento dei costi (esageratamente inferiori rispetto ad un tempo) viene fatto su un numero di pezzi venduti esageratamente superiore ad un tempo ... ah, già, anche il mercato è cresciuto moltissimo ...- le tasse, se si compera all'estero, credo che praticamente non si paghino (o comunque non vanno al nostro caro stato, ad un altro - tipicamente in America)- l'unica tassa che rimane è il balzello della SIAE, che è destinato a sparire, per forza di coseOK, ho lasciato da parte i costi di pubblicità, di cui non conosco la tendenza rispetto al passato.Aggiungo una considerazione che ritengo abbastanza importante:supporto che un terzo della giornata la si dedichi al lavoro ed un altro terzo al riposo, resta poi il tempo dedicato a nutrirsi, a fare la spesa, etc.Restano quindi al massimo 6 ore al giorno (naturalmente sto esagerando!) in cui possiamo sorbirci contenuti vari (film, musica, etc.)Nonostante i produttori facciano di tutto per venderci tutta la loro produzione, non abbiamo fisicamente il tempo per godercela!Riepilogando:- i costi si sono spostati dai produttori ai consumatori- il mercato è cresciuto moltissimo- i prezzi dei brani sono rimasti pressoché invariati nel tempoIn conclusione:- i produttori di contenuti hanno scoperto l'oca dalle uova d'oro, e non vogliono adeguare i prezzi ai costi reali del prodottoSuggerimento per i produttori:il prezzo dei prodotti dovrebbe essere commisurato alla quantità di prodotti fruibili da ciascuno; di fatto, valutando un numero di ore presunte di 'consumo' al giorno, potrebbero pensare ad un canone flat per ciascuno, in cui sia possibile ascoltare qualsiasi cosa.L'ovvio problema è che questo canone flat avrebbe un tetto massimo, e dovrebbe essere condiviso con gli altri produttori.Andy
    • Might scrive:
      Re: È cambiato il contesto commerciale ...
      Ottima analisi, peccato che queste cose le sappiano benissimo anche i dirigenti di Viacom ma se ne freghino altamente. Finchè tutto questo continueremo a dircelo tra di noi che leggiamo PI ma non riusciremo a farlo arrivare sui media mainstream, le cose non potranno cambiare granchè, temo.
    • Dioniso scrive:
      Re: È cambiato il contesto commerciale ...
      - Scritto da: andy61
      Le major non comprendono (o scientemente non
      vogliono capire!) che il contesto commerciale è
      drasticamente
      cambiato.

      Quando comperavo i dischi in vinile, questi
      costavano dalle 20 alle 40mila
      lire.
      Cosa pagavo con quei soldi?
      Pagavo:
      - la ricerca e la selezione dei talenti (e quindi
      la
      qualità)
      - costosissime sale di regia e di masterizzazione
      - la produzione di costosissimi master
      - la catena di stampaggio e produzione dei dischi
      - le tipografie, per le buste dei dischi, i
      libretti ed i gadget
      inclusi
      - la rete di distribuzione
      - il magazzino che doveva farsi il negoziante
      - e perché no, anche le tasse
      - l'ammortamento degli investimenti su un numero
      decisamente ridotto di artisti, e su una
      'tiratura' decisamente limitata, se comparata a
      quella del giorno
      d'oggi
      - ... e sicuramente ho dimenticato qualcosa ...

      Vediamo oggi cosa succede:
      - i musicanti ormai si autoproducono
      - gli impianti di mixaggio, per quanto buoni,
      costano moooolto meno di un
      tempo
      - la rete di distribuzione la paghiamo noi (il
      canone per la nostra
      ADSL)
      - il magazzino costa il prezzo di un server con
      qualche hard-disk, forse neanche tanto
      'panciuto'
      - il supporto (un tempo in vinile, ora CD o DVD)
      le major non lo producono più: lo paghiamo a
      parte, ai produttori dei
      supporti
      - le tipografie ce le siamo trasferite in casa:
      testi e copertine ce li stampiamo in casa, e
      carta ed inchiostro li paghiamo noi, non le
      major
      - la scelta è praticamente infinita, se comparata
      rispetto a quella di un
      tempo
      - l'ammortamento dei costi (esageratamente
      inferiori rispetto ad un tempo) viene fatto su un
      numero di pezzi venduti esageratamente superiore
      ad un tempo ... ah, già, anche il mercato è
      cresciuto moltissimo
      ...
      - le tasse, se si compera all'estero, credo che
      praticamente non si paghino (o comunque non vanno
      al nostro caro stato, ad un altro - tipicamente
      in
      America)
      - l'unica tassa che rimane è il balzello della
      SIAE, che è destinato a sparire, per forza di
      cose

      OK, ho lasciato da parte i costi di pubblicità,
      di cui non conosco la tendenza rispetto al
      passato.

      Aggiungo una considerazione che ritengo
      abbastanza
      importante:
      supporto che un terzo della giornata la si
      dedichi al lavoro ed un altro terzo al riposo,
      resta poi il tempo dedicato a nutrirsi, a fare la
      spesa,
      etc.
      Restano quindi al massimo 6 ore al giorno
      (naturalmente sto esagerando!) in cui possiamo
      sorbirci contenuti vari (film, musica,
      etc.)
      Nonostante i produttori facciano di tutto per
      venderci tutta la loro produzione, non abbiamo
      fisicamente il tempo per
      godercela!


      Riepilogando:
      - i costi si sono spostati dai produttori ai
      consumatori
      - il mercato è cresciuto moltissimo- i prezzi dei
      brani sono rimasti pressoché invariati nel
      tempo

      In conclusione:
      - i produttori di contenuti hanno scoperto l'oca
      dalle uova d'oro, e non vogliono adeguare i
      prezzi ai costi reali del
      prodotto

      Suggerimento per i produttori:
      il prezzo dei prodotti dovrebbe essere
      commisurato alla quantità di prodotti fruibili da
      ciascuno; di fatto, valutando un numero di ore
      presunte di 'consumo' al giorno, potrebbero
      pensare ad un canone flat per ciascuno, in cui
      sia possibile ascoltare qualsiasi
      cosa.

      L'ovvio problema è che questo canone flat avrebbe
      un tetto massimo, e dovrebbe essere condiviso con
      gli altri
      produttori.

      Andystai paragonando il vinile (supporto fisico) all'mp3 (supporto non-fisico). ok? h ocapito bene?un disco da itunes drm-free (EMI) costa 11eur max, se compro l'ultimo disco dell'ultima boy/girl band (EMI) da mediaworld lo pago almeno 35.dovresti confrontare il prezzo del vinile di anni fà con il prezzo del cd originale da mediaworld, non con l'mp3 da itunes o allofmp3 o chicchessia.il tuo ragionamento fila e l'mp3 infatti costa meno del cd originale.io credo che viacom avesse in mente i film, le serie tv ed i videoclip piuttosto che la musica.lì il contesto ed il budget sono totalmente diversi.
      • Virgult scrive:
        Re: È cambiato il contesto commerciale ...

        un disco da itunes drm-free (EMI) costa 11eur
        max, se compro l'ultimo disco dell'ultima
        boy/girl band (EMI) da mediaworld lo pago almeno
        35.In un qualunque altro negozio pagheresti molto meno; fatti dei giri su play.com e cduniverse. Dimentichi anche l'usato, che è un mercato floridissimo (dappertutto tranne che in Italia).

        dovresti confrontare il prezzo del vinile di anni
        fà con il prezzo del cd originale da mediaworld,
        non con l'mp3 da itunes o allofmp3 o
        chicchessia.Ad ogni modo i vinili comunque costavano decisamente di meno rispetto all'odierno ventino per un cd comprato nei negozi "sbagliati".

        il tuo ragionamento fila e l'mp3 infatti costa
        meno del cd
        originale.Anche questo è errato: una canzone da iTunes costa 1 euro; un album quindi viene a costarne 12/13, con una compressione mediocre. Nei negozi online o con i mailorder paghi la stessa cifra, per un cd originale con booklet e audio non compresso.

        io credo che viacom avesse in mente i film, le
        serie tv ed i videoclip piuttosto che la
        musica.Probabile, visto che si tratta di una major prevalentemente del cinema.

        lì il contesto ed il budget sono totalmente
        diversi.Il mercato, peraltro, è ancora molto legato al supporto fisico (il DVD); il download di film, in italia almeno, è al 99,9% traffico illegale su p2p.
        • Dioniso scrive:
          Re: È cambiato il contesto commerciale ...
          - Scritto da: Virgult

          un disco da itunes drm-free (EMI) costa 11eur

          max, se compro l'ultimo disco dell'ultima

          boy/girl band (EMI) da mediaworld lo pago almeno

          35.

          In un qualunque altro negozio pagheresti molto
          meno; fatti dei giri su play.com e cduniverse.
          Dimentichi anche l'usato, che è un mercato
          floridissimo (dappertutto tranne che in
          Italia).conosco play.com e lo uso spesso per i VG.cmq qui si parla di originali, l'usato cost ape rforza meno!



          dovresti confrontare il prezzo del vinile di
          anni

          fà con il prezzo del cd originale da mediaworld,

          non con l'mp3 da itunes o allofmp3 o

          chicchessia.

          Ad ogni modo i vinili comunque costavano
          decisamente di meno rispetto all'odierno ventino
          per un cd comprato nei negozi
          "sbagliati".non so ora compro solo vinili per mixare ed il loro mercato attuale è molto diverso da quello dei vinili da ascoltare, cmq tenete conto che confrotntare prezzi a distanza di decenni non ha senso, ci sono di mezzo troppi cambiamenti, inoltre in questo caso c'è anche un cambio di valuta....... ES io in camera ho una pompa di benzina di "qualche" decennio fà con i prezzi in lire E CI SONO SOLO DUE SPAZI, il prezzo massimo era 99,99 lire / litro....



          il tuo ragionamento fila e l'mp3 infatti costa

          meno del cd

          originale.

          Anche questo è errato: una canzone da iTunes
          costa 1 euro; un album quindi viene a costarne
          12/13, con una compressione mediocre. Nei negozi
          online o con i mailorder paghi la stessa cifra,
          per un cd originale con booklet e audio non
          compresso.io non uso itunes, ma mi pare cmq che facciano l'offerta se compri tutto l'album e te lo dannoa 9eur...inoltre costa 1,20 DRM free...mi confondo???cmq il confronto qui è tra il prezzo del supporto fisico (nuovo al negozio) e l'mp3("nuovo" al "negozio"), devi tenere conto che l'usato non và inlcuso.si la compressione è mediocre



          io credo che viacom avesse in mente i film, le

          serie tv ed i videoclip piuttosto che la

          musica.

          Probabile, visto che si tratta di una major
          prevalentemente del
          cinema.

          lì il contesto ed il budget sono totalmente

          diversi.

          Il mercato, peraltro, è ancora molto legato al
          supporto fisico (il DVD); il download di film, in
          italia almeno, è al 99,9% traffico illegale su
          p2p.inoltre il film ha un tipo di fruizione in termini di ore spese /abitudini e fasce orarie / riascolto-visione molto diversa.
  • vabbè scrive:
    Dinosauri parlanti
    è la tipica dichiarazione di chi non vuole mollare la presa su privilegi ottenuti in passato tramite tecnologie obsolete a discapito dei consumatorinon si sa mettere al passo con i tempi e continua a danneggiare tutti quanti, sia noi come consumatori che siamo limitati nelle nostre legittime libertà che loro come imprenditori: i DRM fanno vendere molto di meno.
  • DJ_Torrone scrive:
    Proposta DRM
    E se mettessimo anche noi il DRM nei nostri soldi?
  • Dioniso scrive:
    Elenco dei brand VIACOM
    BRAND INDEXA list of the unique and varied brands in the Viacom family.MEDIA NETWORKSAtom EntertainmentAddictingGamesShockwaveAtomFilmsBET NetworksBETBET JBET GospelBET Hip HopBET Event ProductionsBET PicturesBET On BlastBET MobileBET InternationalCMTCMT Pure CountryCMT LoadedCMT MobileCMT RadioCMT On DemandCOMEDY CENTRALGameTrailersGT MarketplaceHarmonixcIFILMLogoAfterEllen.comAfterElton.com365gay.com NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO QUESTO NO!!!!GoCityKidsMTV NetworksMTVMTV JamsMTV HitsMTV BooksMHD TempoMTV Tr3sMTV2MTVN InternationalTMF (The Music Factory)Game OneFluxVIVAQOOBMTV OVERDRIVELazona.comMTV BoomboxMTV RevolutionmtvUmtvU UberY2MRateMyProfessors.comCollege PublisherNeopetsNick at NiteNick Jr.NogginNickelodeonNick GASNicktoons NetworkNickelodeon Consumer ProductsNick ArcadeParentsConnectQuizillaSpike TVThe NThe ClickTV LandURGEVH1VH1 ClassicVH1 SoulVHUnoVSpotVirtual WorldsVirtual HillsVirtual Laguna BeachVirtual Pimp My RideLogoWorldXfire – GLOM!!!!!FILMED ENTERTAINMENTParamount Pictures CorporationDreamWorks StudiosMTV FilmsNickelodeon MoviesParamount Home EntertainmentParamount PicturesParamount Vantage
  • soulista scrive:
    Creatività...
    Sentire la parola "creatività" uscire dalla bocca di questi soggetti é altrettanto paradossale quanto la parola "perdono" dal Papa...
  • V-DAY scrive:
    Fate pure.....
    VIACOM bannato dalla mia lista acquisti!!!!! 8)
    • Msdead scrive:
      Re: Fate pure.....
      la dimostrazione pratica che il DRM è rifiutato c'è stata e c'è ancora.Io non lo userei...dato che ormai major comprese hanno capito che limitare l'utente è una mentalità contorta e sbagliata...certo bisogna proteggersi dalla pirateria illecita.
  • Giuseppe Rossi scrive:
    Errato
    La creatività enorme ci sarà solo con il FAIR USE, mentre con le iniziative di questi signori, dopo un primo timido aumento degli incassi, vi sarà un caduta senza precedenti.La gente non vuole questo genere di protezioni.Più protezioni mettono e meno compero !
    • ishitawa scrive:
      Re: Errato
      quoto in pienoLor signori devono capire che l'unico modo di far pagare la gente è - che costi poco- che NON abbia limitazionigli incassi verranno dal fatto che invece che comprare UN dvd a 19 euro ne comprerò molti a 1 euroLor signori invece vorrebbero che comprassi online a 19 euro un film che poi non posso salvare, posso guardarlo SOLO co quel PC (ben sapendo che in media si cambia PC ogni 1-2 anni e nel frattempo cambiando la scheda video...) dalle 19 alle 23 di sera etc etc...tanto vale mi abbono a Sky cosi non devo neppure occupare spazio sull HD...
      • Virgult scrive:
        Re: Errato
        - Scritto da: ishitawa
        gli incassi verranno dal fatto che invece che
        comprare UN dvd a 19 euro ne comprerò molti a 1
        euroMagari meno radicale... va bene una via di mezzo.

        Lor signori invece vorrebbero che comprassi
        online a 19 euro un film che poi non posso
        salvare, posso guardarlo SOLO co quel PC (ben
        sapendo che in media si cambia PC ogni 1-2 anni e
        nel frattempo cambiando la scheda video...)Più che altro, solo con quel sistema operativo e con quel programma. Sappiamo benissimo quali.
        tanto vale mi abbono a Sky cosi non devo neppure
        occupare spazio sull
        HD..."Lorsignori" sono contenti anche di più; Sky implementa mezzi di protezione dei contenuti molto, molto restrittivi, e paga fior di royalty ai fornitori di contenuti. Ovviamente provenienti dal tuo canone. E in più, possono anche scegliere loro cosa metterti nel palinsesto.
  • Guybrush scrive:
    Prendo nota
    Se compare il marchio "Viacom" evitero' accuratamente di acquistare.GT
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