Australia, quanti Groupon?

Registrato da un clone l'indirizzo australiano omonimo. Causa in corso e nel frattempo opererà sotto il nome di Stardeals
Registrato da un clone l'indirizzo australiano omonimo. Causa in corso e nel frattempo opererà sotto il nome di Stardeals

Da quando ha esordito nel 2008 negli Stati Uniti, Groupon si è estesa in altri 36 paesi: tra questi però non c’è l’Australia, dove uno dei siti molto simili ha fatto di tutto per ostacolarne l’arrivo. Al momento il sito è bloccato dalla causa legale per la paternità dell’indirizzo groupon.com.au .

Tra quelli che Groupon definisce suoi cloni (numerosi siti apparsi dopo il suo esordio che sostanzialmente ne copiano le funzionalità, dall’invertito Nopuorg al russo BigLion ) il più agguerrito è l’australiano Scoopon , creato dai fratelli Gabby e Hezi Leibovitch. Non solo ne ha copiato le funzioni, ma si è spinto fino ad acquistare il dominio Groupon.com.au , a scegliere come nome aziendale Groupon Pty Limited e a fare richiesta di registrazione del marchio Groupon , depositando la domanda all’Ufficio Marchi e Brevetti australiano 7 giorni prima del Groupon originale.

La situazione, raccontano quelli di Groupon, si è fatto ancora più spiacevole quando i fratelli Leibovich hanno cambiato idea e stralciato la proposta di acquisto del nome a dominio per 286 mila dollari che in un primo momento avevano accettato e preteso che gli statunitensi acquistassero l’intera azienda Scoopon per poter avere l’utilizzo del nome a dominio.

Gli uomini di Groupon hanno sentito la nuova proposta come un ricatto e, considerando il fatto come un semplice caso di squatting , hanno deciso di portare in tribunale l’australiana : l’accusa è di domanda di marchio formulata in malafede e data la sua fama ormai internazionale, Groupon ha effettivamente buone probabilità di aggiudicarsi la vittoria.

Dal momento che la causa legale potrebbe durare più di un anno, però, Groupon ha deciso in ogni caso di iniziare ad operare in Australia sotto altro nome, Stardeals . E come soluzione alternativa continua a lasciare viva l’offerta di 286 mila dollari per il nome a dominio, chiedendo ai suoi sostenitori di aderire al gruppo di pressione Facebook Groupon in Australia .

Claudio Tamburrino

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