Baby consumers e nuove tecnologie

Si terrà il 21 a Milano l'incontro voluto da Movimento difesa del Cittadino per presentare il rapporto sul consumo tecnologico dei minori

Milano – Si terrà a Palazzo Isimbardi (Sala Affreschi) il 21 settembre, dalle 14,30, l’incontro Baby Consumers e nuove tecnologie organizzato dal Movimento difesa del Cittadino con la Provincia di Milano per presentare il 2° Rapporto sui consumi dei minori , che contiene una indagine sull’uso dei cellulari da parte dei bambini.

Si parlerà dunque del comportamento dei giovani alle prese con il cellulare, di quanto spendono, per quali ragioni lo usano e via dicendo. Al centro anche un’analisi sull’uso di PC, videogiochi, iPod e via dicendo.

Parteciperanno, tra gli altri, Domenico Vulpiani, direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, Antonio Longo, presidente Movimento Difesa del Cittadino, Ernesto Caffo, presidente Telefono Azzurro, Giuseppe Rinaldi – TIM, Anton Giulio Lombardi – TRE, Patrizia Plini – WIND, Daniela Capitanucci, Presidente di A.N.D. (Azzardo e nuove dipendenze) e altri ancora.

MdC è a questo indirizzo

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  • Loris Batacchi scrive:
    Il paragone non regge
    Il paragone con il narcotraffico mi sembra ingannevole. Infatti si confontano non solo gli introti dei cyber-criminali, ma anche i danni arrecati a privati e societa', mentre del narcotraffico si consideranno solo gli introiti (senza considerare per esempio le spese sostenute per la disintossicazione e tutto l'indotto della droga).Certo, per fare il titolone va bene.
  • dioniso scrive:
    cyber-crime e real-crime
    tempo fà vidi un belissimo video su google video di una conferenza realizzata al google plex, la riflessione fatta era semplice:il cybercrime non è diverso dal crimine "normale", gli obiettivi e le strutture profonde sono le stesse:truffare gli ignoranti (phishing, scam nigeriani vari)intimidire i negozianti senza difese (DOS e DDOS ai danni di siti che producono soldi)contrabbandare merci costose o illecite (spam)alla fine IMHO la cosa milgiore sarebbe equiparare le pene per i vari reati compiuti nel cyber-spazio alle controparti per quelli compiuti nella vita reale.
  • dioniso scrive:
    cyber-crime e real-crime
    tempo fà vidi un belissimo video su google video di una conferenza realizzata al google plex, la riflessione fatta era semplice:il cybercrime non è diverso dal crimine "normale", gli obiettivi e le strutture profonde sono le stesse:truffare gli ignoranti (phishing, scam nigeriani vari)intimidire i negozianti senza difese (DOS e DDOS ai danni di siti che producono soldi)contrabbandare merci costose o illecite (spam)alla fine IMHO la cosa milgiore sarebbe equiparare le pene per i vari reati compiuti nel cyber-spazio alle controparti per quelli compiuti nella vita reale.
  • cippa lippa scrive:
    La vera ironia è...
    che se fai una rapina in un negozio, rischi molti più anni che rubare milioni di euro on-line.al contrario (ecco l'ironia della situazione...) se scarichi un film vieni punito molto più duramente che se rubi fisicamente un dvd in un negozio...boh, chi ci capisce più niente...
  • cippa lippa scrive:
    La vera ironia è...
    che se fai una rapina in un negozio, rischi molti più anni che rubare milioni di euro on-line.al contrario (ecco l'ironia della situazione...) se scarichi un film vieni punito molto più duramente che se rubi fisicamente un dvd in un negozio...boh, chi ci capisce più niente...
  • shezan74 scrive:
    Server virtualizzato?
    Ma in base a quale principio questa gente afferma quanto dice in relazione alla sicurezza dei server virtuali?La compromissione di un ESX server che fa girare 10 macchine virtuali non comporta l'automatica compromissione delle 10 macchine che vi girano sopra, ognuna con il suo layer di sicurezza nativo...Virtualizzare non toglie nulla alla sicurezza del sistema che vi gira sopra...mah...
  • shezan74 scrive:
    Server virtualizzato?
    Ma in base a quale principio questa gente afferma quanto dice in relazione alla sicurezza dei server virtuali?La compromissione di un ESX server che fa girare 10 macchine virtuali non comporta l'automatica compromissione delle 10 macchine che vi girano sopra, ognuna con il suo layer di sicurezza nativo...Virtualizzare non toglie nulla alla sicurezza del sistema che vi gira sopra...mah...
    • cippa lippa scrive:
      Re: Server virtualizzato?
      - Scritto da: shezan74
      Ma in base a quale principio questa gente afferma
      quanto dice in relazione alla sicurezza dei
      server
      virtuali?

      La compromissione di un ESX server che fa girare
      10 macchine virtuali non comporta l'automatica
      compromissione delle 10 macchine che vi girano
      sopra, ognuna con il suo layer di sicurezza
      nativo...
      Virtualizzare non toglie nulla alla sicurezza del
      sistema che vi gira
      sopra...

      mah...ciao,non sono del tutto d'accordo con te. Circa un anno fa abbiamo fatto dei penetration test per la nuova piattaforma di server virtuali (vmware) e il non aver applicato una patch OBBLIGATORIA (era un test, quindi abbiamo messo in opera gli scenari peggiori, ovviamente...) ha permesso lo shut-down di tutte le virtual machines. In quel caso non si era riusciti ad accedere ai dati presenti nelle virtual machines, ma non era l'obiettivo primario del test. Per carità, non considero che i server virtuali siano peggio di quelli "reali" dal punto di vista della sicurezza, ma comunque esistono dei pericoli da non sottovalutare.ciao :)
    • cippa lippa scrive:
      Re: Server virtualizzato?
      - Scritto da: shezan74
      Ma in base a quale principio questa gente afferma
      quanto dice in relazione alla sicurezza dei
      server
      virtuali?

      La compromissione di un ESX server che fa girare
      10 macchine virtuali non comporta l'automatica
      compromissione delle 10 macchine che vi girano
      sopra, ognuna con il suo layer di sicurezza
      nativo...
      Virtualizzare non toglie nulla alla sicurezza del
      sistema che vi gira
      sopra...

      mah...ciao,non sono del tutto d'accordo con te. Circa un anno fa abbiamo fatto dei penetration test per la nuova piattaforma di server virtuali (vmware) e il non aver applicato una patch OBBLIGATORIA (era un test, quindi abbiamo messo in opera gli scenari peggiori, ovviamente...) ha permesso lo shut-down di tutte le virtual machines. In quel caso non si era riusciti ad accedere ai dati presenti nelle virtual machines, ma non era l'obiettivo primario del test. Per carità, non considero che i server virtuali siano peggio di quelli "reali" dal punto di vista della sicurezza, ma comunque esistono dei pericoli da non sottovalutare.ciao :)
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