Bethesda su AI e creatività umana nei videogame

Bethesda su AI e creatività umana nei videogame

Secondo Todd Howard, è questione di equilibrio: come integrare l'AI nello sviluppo di un videogame senza sacrificare l'artigianalità.
Bethesda su AI e creatività umana nei videogame
Secondo Todd Howard, è questione di equilibrio: come integrare l'AI nello sviluppo di un videogame senza sacrificare l'artigianalità.

Se c’è un ambito in cui l’AI non ha ancora mostrato i muscoli (per fortuna?) è quello dei videogame. Forse è per la natura stessa del settore e dei suoi prodotti, che fanno ancora della creatività umana un valore aggiunto (per fortuna!). Le cose potrebbero però cambiare almeno in parte e a testimoniarlo è un veterano dell’industria come Todd Howard. Game director di Bethesda Softworks, oggi sotto il controllo di Microsoft, ha reso The Elder Scrolls e Fallout le serie che tutti conosciamo.

AI, videogame e artigianalità: connubio possibile?

Il suo intervento al podcast Kinda Funny Games è interessante perché non solo fotografa lo stato attuale, ma getta uno sguardo al futuro, fornendo qualche indizio concreto su come i big potrebbero sfruttare l’intelligenza artificiale nella fase di sviluppo. L’azienda ha deciso di adottare un approccio cauto, senza alcun impatto sul processo artistico.

… siamo estremamente cauti, considerandolo come uno strumento, come un analista, per analizzare i dati nei nostri giochi. Non lo usiamo per generare nulla: c’è un elemento di intenzione artistica che è essenziale in ciò che facciamo e in ciò che fanno gli altri… questa idea di artigianalità.

Sviluppatori e publisher si muovono su un terreno molto scivoloso. Se da una parte guardano all’AI come a uno strumento utile per velocizzare i lavori risparmiando tempo e denaro, dall’altra devono fare i conti con i feedback negativi dei giocatori. Emblematico il caso di Divinity, che dopo l’annuncio iniziale ha dovuto fare dietrofront promettendo che il titolo non includerà alcun contenuto creato con l’intelligenza artificiale.

Il valore della creatività umana

Un videogame non è solo un software. È anzitutto un’esperienza. E proprio per questo, chi gioca vuole sapere che è dentro un mondo frutto della creatività, non dell’elaborazione di un algoritmo. È una differenza culturale ancor prima che tecnica o tecnologica. Un concetto ben sintetizzato dalle parole di Howard.

Credo ancora che l’artigianalità e l’intenzione umana artigianale siano ciò che rende le cose speciali. Ed è lì che vogliamo essere.

Per lo stesso motivo, tra chi fa cinema e serie TV qualcuno inizia a prendere una posizione netta contro l’impiego dell’AI. Ne abbiamo scritto in tempi non sospetti a proposito del caso Ghibli: che valore siamo ancora disposti ad attribuire al fattore umano?

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Pubblicato il
24 feb 2026
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